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lunedì 26 settembre 2011

T-RED SE NON VE REATO, PERCHE' MIRARE ALLA SANTA PRESCIZIONE?

T-RED  CHE L'INNOCENZA SI DIMOSTRI CON I FATTI

Nessuno vuole colpevolizzare a priori ne il Sindaco, ne il comandante della Polizia Locale ne il Povero Zanchetta, che pare più il capo espiatorio e non l'unico resposabile di tutto l'iter.
Quello che interessa ai cittadini e alle migliaia di persone ingiustamente multate è la verità dei fatti, conoscere fino in fondo se vi siano state manomissioni improprie delle apparecchiature, se tutto l'iter dell'appalto sia stato coerente con le normative e inreprensibile, se la procedura del secondo verbale ( con  punti tolti alla patente) è stata a norma di legge.
S come più volte dichiarato da tutti i soggetti coinvolti, non ve stato nessun imbroglio, se tutto è stato fatto a regola d'arte e a norma di legge, se i veri colpevoli sono gli automobilisti " assassini" come qual cuno ebbe modo di dichiarare i Consiglio Comunale, PERCHE' mirare alla prescrizione?

PERCHE' lasciare ai cittadini il dubbio che qual cosa di irregolare  potrebbe essere avvenuto, PERCHE' lasciare per sempre sul capo del Sindaco, del Comandante e del dipendente comunale, questa macchia non fino in fondo chiarita, sulla loro storia, sulla loro persona, che suona come un infamia indelebile?

PER CHI DICE DI ESSERE INNOCENTE e noi fino a prova contraria gli crediamo, IL FAR COMPLETAMENTE LUCE SULLA VERITA' DEI FATTI, NON E' FORSE L'UNICO OBBIETTIVO DA PERSEGUIRE?
MA ALLORA PERCHE' CERCARE LA PRESCRIZIONE?,
PERCHE' NON RINUNCIARE AD ESSA E ANDARE FINO IN FONDO, FACENDO TRIONAFARE LA VERRITA' DELLA PROPRIA PRESUNTA INNOCENZA

giovedì 22 settembre 2011

UNA SANTA IN PARADISO PER TUTTI...LA PRESCRIZIONE

SAREBBE UNA VERGOGNA TIPICAMENTE ITALIANA
VERGOGNA

NON VOGLIAMO AGGIUNGERE NULLA A QUANTO RIPORTATO DAL GIORNO E DAL PERICOLO PRESCRIZIONE CHE INCOMBE, CI VERREBBE SOLO DA VOMITARE

AGGIUNGIAMO SOLO UN RICORDO, SULLA NECESSITA' DI CAMBIARE  NORMATIVE E LEGGI, DI TROVARE SCAPPATOIE CHE AVREBBERO POTUTO SALVARE SALVARE I COMUNI.

DEL PERICOLO EVIDENZIATO A SUO TEMPO, SUI MILIARDI CHE DOVREBBERO RESTITUIRE, SUL PERICOLO CHE I COMUNI POTESSERO SUBIRE GRAVISSIME CONSEGUENZE NEL DOVER RESTITUIRE IL MAL TOLTO.

MA IN TUTTO CIO' DOVE E' LA GIUSTIZIA

Dal Giorno

Caso T-red ormai la prescrizione è dietro l'angolo

Ancora una fumata nera in aula

Segrate, a tre anni dallo scandalo resta incerto l’avvio del processo. Alla terza convocazione dell'udienza preliminare ancora niente di fatto

semaforo
Segrate, 22 settembre 2011 - Inchiesta T-red, ennesima fumata nera. Sono passati tre anni ormai dallo scandalo che, partito da Segrate, si è esteso a macchia d’olio in tutta Italia. Trattasi dei famosi «vampiri rossi», o, per essere più chiari, gli impianti semaforici controllati da una videocamera pronta a immortalare l’avventato guidatore che si azzardi a passare col rosso.     
Semafori intelligenti, secondo le autorità, «succhiasangue» stando invece agli ignari modelli fotografati all’incrocio. Il pm Alfredo Robledo ritiene che quel breve intervallo di tempo tra lo luce gialla e quella rossa fosse il frutto di un disegno truffaldino: in altre parole, i semafori sarebbero stati modificati per generare multe in quantità e arricchire le casse comunali. Tant’è, resta il fatto che le indagini, cominciate nel 2008, si sono concluse lo scorso febbraio con la richiesta di rinvio a giudizio per 33 persone, tra cui il sindaco segratese Adriano Alessandrini, il comandante dei vigili urbani Lorenzo Giona e il suo vice Dario Zanchetta, con le accuse di turbativa d’asta e truffa. Per non parlare delle oltre 250 richieste di costituzione di parte civile presentate dai tanti multati.

E qui si chiude il tuffo nel passato. Già perché ieri, al termine della terza udienza preliminare al Tribunale di Milano, sarebbe dovuto arrivare il verdetto del gup sulle numerose richieste di parte civile. «Doveva», perché in mattinata è arrivata invece l’ennesima doccia fredda: «Non è successo nulla», il commento sconsolato dell’avvocato Maria Francesca Fuso, che cura 180 delle 250 istanze presentate. «Il giudice ci ha comunicato che sarà trasferito - racconta il legale - e, di conseguenza, non si occuperà più del caso, che passa a un altro magistrato».

Risultato? «Semplice, tutto rimandato alla prossima seduta del 29 novembre, quando finalmente avremo qualche indicazione sia sulle parti civili che sulle eccezioni di competenza territoriale». La difesa infatti, che per quanto riguarda il sindaco Alessandrini è curata da Pietro Gabriele Roveda, aveva avanzato dei dubbi sulla competenza territoriale al fine di spostare il processo, probabilmente a Como, sede di quella Cts che si occupava della gestione dei T-red. Un cambio di sede che, secondo molti tartassati, permetterebbe di guadagnare altro tempo, obbligando le parti a ricominciare tutto l’iter daccapo con un altro giudice.
«Più o meno quello che è successo in questo caso - tuona però la Fuso - dato che siamo ancora all’udienza preliminare dopo oltre tre anni anni dall’inizio dell’inchiesta e i reati di turbativa d’asta, per esempio, vanno in prescrizione dopo sette anni e mezzo». Non solo: «Alcuni dei miei assistiti si riferiscono a casi avvenuti nel febbraio 2003, questo significa che sono già caduti in prescrizione. Poi danno la colpa agli avvocati se i processi vanno per lunghe»
di Gabriele Gabbini

sabato 12 marzo 2011

UN ORDINANZA IN ARRIVO?

LOTTA DURA E INTRANSIGENTE  AGLI ZINGARI

Che strana questa Amministrazione, Prima si prende a cuore (con nostro plauso) affrontando in modo serio la problematica con la sistemazione nella zona Marconi, iniziando un percorso di integrazione, che possa finalmente dare risposte serie e che non prescinda dal rispetto universale dell'individuo, delle regole e delle leggi, da parte di tutti.
Poi continuando sul percorso intrapreso, assegna ad una famiglia Rom una villetta confiscata alla criminalità organizzata.
Il cambio di strategia  di quanto affermato e fatto in precedenza, arriva con l'interpellanza del settembre 2010 e con il ""ricatto leghista"" sulla tenuta della maggioranza, se non vi fosse stata un inversione totale portando la politica dell'amministrazione verso la tolleranza zero e gli sgobri intensivi, con buona pace dei valori cristiani, e del buon senso.
Ora la giunta ha deciso di emettere un interpellanza, che vieta assolutasmente ad ogni Ziangaro di fermarsi sul territorio comunale, e forse addirittura di attraversarlo.
Non vogliamo esprimere considerazioni su leggi e normative, sul valore cristiano dell'accoglienza o sulle risoluzioni Onu sui diitti dell'individuo, certo non ci sembra un buon modo per tentare di risolvere e attutire il problema che comunue c'è e permane.

Ci chiediamo invece a chi e rivolta l'interpellanza e cosa si intende per Nomadi, è rivolta forse ai Rom, ai Sinti, agli Zingari, ai Giostrai, ai Circensi, a chi è rivolta l'Interpellanza? a chi spetterà decidere?

Deciderà ""liberamente""il Sindaco, che in questo momento ci sembra tenuto in ostaggio dagli intransigenti del ""razzismo"" a priori.
Deciderà la Polizia  obbligata dalla da una ordinanza politrica, instaurando uno stato di fatto repressivo senza poeter valutare caso per caso la problematica.

O più probabilmente deciderà chi uole vietare i burca a Segrate senza neanche averne mai visto uno.



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mercoledì 16 febbraio 2011

FIOCCANO LE MULTE A SAN FELICE

Una domanda all’assessore sanfelicina Ronchi

Negli ultimi giorni sembra che finalmente si stia assistendo all’interno del quartiere, a un’intensificazione della presenza della Polizia Municipale, notevolmente impegnata nell’elevare contravvenzioni agli automobilisti che contravvengono al codice della strada e in particolare al divieto di sosta.
Plaudiamo l’iniziativa e siamo particolarmente contenti, che finalmente si sia deciso di intervenire per reprimere e stroncare il malcostume e la cattiva abitudine (non certo solo sanfelicina) di posteggiare l’auto in ogni dove creando disagi e pericoli a volte gravi.
Confermato il nostro plauso e approvazione alla pur se sporadica e non continua iniziativa, ci rimangono dei dubbi e delle domande che aspettano risposte da anni.

Vorremmo quindi rigirare queste domande al neo eletto responsabile del SAC Assessore Ronchi, che essendo sanfelicina, conosce profondamente l’annosa problematica, affinché possa offrire ai cittadini il servizio di dare per sempre risposte chiare, esaurienti e definitive.

A San felice data la natura giuridica privata del quartiere, la mai chiarita sussistenza dell’uso pubblico delle strade, la somministrazione di multe ha sempre creato discussioni enormi sulla loro legittimità, ricorsi, raccolte di firme e interminabili discussioni e diatribe e forse anche qualche interpellanza.

Ora certo l’Assessore, conoscendo bene sia le posizioni dei proprietari, dei residenti, dell’Amministrazione Pubblica, e tutte le discussioni intercorse negli anni, saprà dirimere e per sempre dare risposte, se le multe nelle strade di San Felice sono legittime oppure no?.

 Ringraziamo anticipatamente l’assessore Ronchi, per le risposte che certo non mancherà di dare.
E confermiamo la nostra soddisfazione per la sua nomina che porta lustro e peso all’interno dell’Amministrazione al nostro quartiere.