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domenica 15 gennaio 2012

PROPONIAMO L' APE D'ORO ALLA MEMORIA DI DANIELA DE STEFANI

PROPONIAMO L' APE D'ORO ALLA MEMORIA DI DANIELA DE STEFANI


Il Comune sta cercando le “Api d’Oro” 2012, segratesi che con la loro operosità in ogni ambito del quotidiano, nella vita professionale, nello studio, nel settore scientifico, tecnologico e della ricerca, nel sociale, nell’arte e nella cultura, nello sport, hanno contribuito e contribuiscono ogni giorno a far crescere il nome e l’eccellenza della città.

Daniela De StefaniIn memoria di una persona che ha fatto e dato molto alla sua città, al territorio e al quartiere Tregarezzo.
Sempre con estema serietà, compostezza e dignità, ha difeso il diritto di ogni cittadino di essere ascoltato e partecipe, della vita e delle scelte della propria città e del proprio territorio.

invitiamo tutti i Segratesi e non, ad inviare una mail all’indirizzo stampa@comune.segrate.mi.it, e per Conoscenza all’indirizzo selsegrate@gmail.com Il testo sotto riportato.

Abbiamo inviato la richiesta di sostegno a questa importante candidatura a tutti i partiti politici, ricevendo già il sostegno di Paolo Micheli di Segrate Nostra e Fabrizio Ciapini dell’IDV che ringraziamo.

Vi preghiamo e vi saremo grati ringraziandovi anticipatamente, se vorrete far girare questa e-mail a tutti i vostri contatti.
Grazie
Sinistra Ecologia e Libertà Segrate


                                 Alla Cortese Attenzione del Sindaco Comune di Segrate
                                                       Dott. Adriano Alessandrini
Oggetto: Ape D’oro 2012

 Gentile Sindaco Adriano Alessandrini,
 le proponiamo la candidatura all' APE D' ORO 2012 la Signora Daniela De Stefani Presidente del comitato Tregarezzo, per l’ impegno, dedizione e fattiva opera in favore del bene di tutta la nostra città, del suo territorio e del quartiere Tregarezzo.
Certi che vorrà dare seguito alla nostra richiesta, le porgiamo i nostri più sentiti ringraziamenti
                                                                                          Firma
                                                                                                               Gregorio

martedì 6 settembre 2011

SEGRATE, CHIARIMENTI O DIMISSIONI DEL SINDACO

SVEGLIARSI....MEGLIO TARDI CHE MAI

Iper e autobus, l'ultimatum della Lega

Nel segno dell'affaire Segrate

L'esponente del Carroccio Rondini sulle presunte mazzette: "O Alessandrini ci spiega tutto o noi diamo le dimissioni"

Adriano Alessandrini a Santa Monica
Segrate, 6 settembre 2011 - Sospetti e tangenti, la Lega invita il sindaco a fare chiarezza o a rassegnare le dimissioni. «E in fretta», sottolinea il segretario provinciale del Carroccio Marco Rondini che interviene con fermezza sull’affaire Segrate. Abituato come è a non guardare in faccia nessuno, manco gli alleati di coalizione - in città la giunta è Pdl-Lega - terrorizzato dal «contagio» del malaffare che da Cassano è rimbalzato a Sesto e adesso intacca il feudo-simbolo del centrodestra, Rondini chiede subito un redde rationem pubblico.
«Alessandrini spieghi alla città cosa sta succedendo e faccia lo stesso con gli alleati, cioè con noi», tuona. E se le spiegazioni non saranno convincenti, «lasciamo l’amministrazione dalla sera alla mattina, su due piedi. Anche se - aggiunge il segretario - in quell’ipotesi il primo cittadino farebbe meglio a rimettere il mandato aprendo la strada al commissariamento del Comune». Al di là dei salamelecchi di facciata, che a Segrate la maggioranza sia già entrata in fibrillazione, è evidente. Le rivelazioni di Piero Di Caterina, il grande accusatore di Filippo Penati che dice di aver pagato mazzette ad Alessandrini, non hanno lasciato indifferenti nessuno.
«La responsabilità penale è una cosa - chiarisce Rondini - e finché l’inchiesta non sarà chiusa per noi il sindaco (non indagato, ndr) è pulitissimo, ma quella politica è tutta un’altra storia». Tanto più che al di là delle presunte bustarelle - un’ipotesi che Alessandrini ha respinto con forza da subito bollandole come una vendetta postuma di Di Caterina che si è visto sfilare da Atm le linee di trasporto pubblico locale dopo una gara nel 2006 - la Lega punta dritta sull’Idroscalo Center. Parliamo del centro commerciale del Gruppo Percassi finito sotto la lente di ingrandimento dei magistrati di Monza che indagano sulle presunte tangenti delle aree ex Falck di Sesto e che in quest’ambito hanno messo sotto inchiesta per corruzione Michele Molina (tirato in ballo sempre da Di Caterina), consulente del centro commerciale.
Secondo l’imprenditore, l’ingegnere avrebbe avuto «rapporti economici opachi e anomali con Renato Sarno (consulente di Serravalle vicino a Penati)». Ed è proprio sull’iter di approvazione che nel 2008 la maggioranza di Segrate si era spaccata - «La Lega è sempre stata contraria all’insediamento e lo è ancora», precisa il vicesindaco del Carroccio Mario Grioni - e i lumbard se ne erano andati dalla giunta, sostituiti dal sindaco con un assessore tecnico del Pd (Bruno Rindone). Un’operazione benedetta allora da «Penati e Guido Podestà», i vertici politici dei due schieramenti, all’epoca dei fatti, ha spiegato lo stesso Alessandrini in queste ore. Il mal di pancia è rimasto e l’inchiesta di Monza ha riaperto le vecchie ferite.
«Per stare  in maggioranza avevamo posto due condizioni - ricorda Rondini - che il sindaco rispettasse il programma elettorale in cui era nero su bianco il referendum sul famoso centro commerciale, mai fatto, manco adesso, e che si impedisse l’ingresso del Pd in giunta. Cosa che puntualmente avvenne. Uscimmo e siamo pronti a rifarlo, se non ci spiegano cosa sta succedendo». La gestione della Lega sul territorio a proposito di mazzette? «Trasparente e militare, direi. Ne abbiamo dato prova a Cassano recentemente. Per noi Marco Paoletti (consigliere provinciale ed ex assessore al Bilancio della giunta Sala), indagato per corruzione, non rappresenta più la Lega. É stato sospeso in attesa che chiarisca la sua posizione», sottolinea il segretario. Sulle bustarelle Rondini chiude con una proposta choc: «Ai politici che ricevono mazzette, i magistrati dovrebbero contestare il reato di associazione a delinquere, i tangentisti vanno trattati come mafiosi».
di Barbara Calderola

giovedì 11 agosto 2011

A SEGRATE IL SINDACO DIMOSTRA CHE E' VIETATO DISSENTIRE

UNA STRANA IDEA
DEI DIRITTI DEMOCRATICI
QUELLA DEL SINDACO DI SEGRATE

Nella passata Amministrazione avevamo già avuto modo di consatatare più volte, una certa insofferenza alle critiche, verso chi dissente e non gli da ragione a prescindere, verso quelli che osano esprimere il proprio pensiero diverso.
In questa Amministrazione  abbiamo visto una notevole recrudescenza di questo atteggiamento, sfociare a volte il  limite delle offese personali, sentirsi unico portatore di verità assolute non chè, unico ad avere un cervello. 


 IL RISPETTO DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, UN OPTIONAL, IL55 %  MI HA VOTATO QUINDI HO RAGIONE, GLI ALTRI  SENZA CEVELLO
   Seductiones omnipotentia?


IL COMUNICATO RIPORTATO NON NECESSITA DI COMMENTI

Censurato il comunicato del gruppo consiliare di minoranza Segrate Nostra.
 
I SEGRATESI NON DEVONO SAPERE
 
Il capogruppo consigliare di Segrate Nostra, Paolo Micheli, denuncia un'inammissibile censura operata dal sindaco di Segrate tramite i suoi collaboratori.
 


Il sindaco continua ad usare la mano forte contro la minoranza che si oppone alla approvazione di un Piano del Governo del Territorio che vale un miliardo di euro di costruzioni e che lascerà Segrate senza più verde agricolo. Nessuno dei suggerimenti presentati a giugno è stato preso in considerazione: tutti rigettati praticamente senza motivazione. Nel Consiglio Comunale del 15 luglio, quando il PGT ha ricevuto dal centro destra un prima via libera, la votazione è stata blindata: nessun emendamento è stato accettato, buona parte degli emendamenti sono stati giudicati “inammissibili” dal Segretario Comunale e il Presidente del Consiglio li ha esclusi dalla discussione.

Ora un'altra puntata: il gruppo consiliare di Segrate Nostra ha preparato un volantino per spiegare ai cittadini cosa sta facendo la maggioranza e come ci stiamo opponendo alla esasperata lottizzazione del territorio comunale, utilizzando per la stampa i fondi (poche centinaia di euro) a disposizione dei gruppi consiliari e già impegnati presso una tipografia convenzionata col Comune. Il testo del volantino è stato preso in visione dai collaboratori del sindaco che, dopo aver chiesto (e ottenuto) una rettifica su una prima bozza del testo, ce lo hanno poi respinto con la motivazione che non lo hanno trovato riconducibile alla attività istituzionale del gruppo consiliare e che reputano “non corrette e palesemente fuorvianti” le informazioni che intendiamo dare ai cittadini.

Tutto questo è inammissibile. Che un gruppo consiliare di minoranza possa usare i propri fondi solo se quel che dice non viene giudicato corretto e fuorviante dalla struttura comunale è una inammissibile censura. E' anzi inammissibile solo l'ipotesi che le nostre idee debbano venire vagliate da altri: noi ne siamo responsabili, noi le firmiamo, noi ci assumiamo le conseguenze se dovessimo mentire od offendere.

Su questo intollerabile fatto il gruppo consiliare di Segrate Nostra farà ogni sorta di rimostranza. E qualche centinaio di euro per pagare il volantino li metteremo di tasca nostra. I cittadini devono sapere quali danni questa maggioranza di inesorabili cementificatori sta preparando per il futuro di Segrate.

Paolo Micheli
Capogruppo consiliare di Segrate Nostra

lunedì 20 giugno 2011

SEGRATE, prove tecniche di razzismo e xenofobia

DURE REAZIONI ALLE COSE SCRITTE DAL PDL CON L'APPOGGIO O LA CONDIVISIONE DI LEGA E SINDACO 

STASERA SE NE PARLA IN CONSIGLIO SPERANDO CHE LA COLPA NON RICADA SUI GIORNALISTI......COMUNISTI


Durissime le reazioni a quanto scritto dal Coordinatore de PDL Gervasono per accompagnare e sostenere l'ordine del giorno che si discuterà questa sera in consiglio comunale.
Si comincia con la richiesta di scuse ufficiali fatta dalla lista civica Territorio e Società di pioltello, che in un comunicato chgiede all'amministrazione e ai partiti  Pioltellesi e  di pretendele-  PIOLTELLO E I CITTADINI PRETENDONO SCUSE....per continuare poi con il Durissimo comunicato stampa del PD segratese, che accusa la giunta e i partiti di maggioranza di derive razziste.. Si continua con  l'intervento durissimo dell'ex candidarto Sindaco a Pioltello, Biolchini , che si unisce alla richiesta fatta dalla lista Territorio e Società di condanna dell'Amministrazione segratese e alla richiesta fatta di scuse ufficiali   DELIRI E ONNIPOTENZA RAZZISTA!.
Ultima la nota fatta ancora da Territorio e Societa che accusa i partiti di non aver preso ancora posizione intravedendo nella mancata difesa "dell'onorabilità" di Pioltello e dei suoi cittadini possibili ""interessi"" comuni nella gestione del territorio e della sua sicurezza AMICIZIE "PERICOLOSE"?

Stasera se ne parlerà in consiglio comunale a Segrate, vedremo se il Sindaco vorrà smontare la polemica riducendola ad una buttada, inopportuna e stupida del suo coordinatore e chiederà ai partiti pioltellesi e alla città le scuse che meritano.
Oppure si userà il solito giochetto di smentire buttando il sasso addosso ai Giornalisti, colpevoli di aver mal intepretato o scritto quel che volevano.
Un giochetto che noi cittadini conosciamo bene e che è diventato uno sport nazionale, fra i più diffusi fra i politici. Conosciamo bene anche la serietà, la coerenza e la rispettabilità, che meritano il FOLIO e i suoi giornalisti, siamo certi che nulla hanno interpretato e che quanto scritto corrisponde fedelmente a quanto inviatogli,qundi non credo che potremmo accettare nessun tentativo di ribaltare su loro le colpe di una buttata, stupida,cretina e razzista.

sabato 11 giugno 2011

DELINQUENZA, DEGRADO A SEGRATE...TUTTA COLPA DEI COMUNISTI

LA MAGGIORANZA SCARICA LA SUA INCAPACITA' E  LE SUE COLPE......SU I COMUNISTI

HANNO  DELL'INCREDIBILE E  DELL'ASSURDO, LE DICHIARAZIONI FATTE DEL RESPONSABILE DEL PDL SEGRATESE, APPOGGIATE DA TUTTA LA MAGGIORANZA E DAL SINDACO ALESSANDRINI.
SI CERCA DI SCARICARE LA RESPONSABILITA' DI QUANTO SUCCEDE NEI QUARTIERI SEGRATESI, SUI PARTITI E SULLE AMMINISTRAZIONI DEI COMUNI CONFINANTI, CERTO NON SU TUTTI, SOLO SU QUELLI AMMINISTRATI DAI "COMUNISTI".

E' OVVIO CHE I FURTI NEGLI APPARTAMENTI O NELLE VILLETTE DEL VILLAGGIO, GLI ATTI VANDALICI E LE SCORRIBANDE DI SAN FELICE E MILANO 2, IL DEGRADO E LA CRIMINALITA' DI NOVEGRO, NON SONO FRUTTO DELLA DEVASTANTE POLITICA TERRITORIALE DELL'AMMINISTRAZIONE SEGRATESE, DELLA COSTRUZIONE DI QUARTIERI STACCATI E ISOLATI, COME BOFFALORA O LA STAZIONE.

IL "DEGRADO"NON  FRUTTO DELL'INESISTENTE SOSTEGNO ALLE ATTIVITA' COMMERCIALI, CHE LASCIANO AL BUIO INTERI QUARTIERI, CON LE STRADE E I MARCIAPIEDI CHE DOPO LE OTTO DI SERA SONO IL DESERTO, DOVE AL CENTRO BERE UN CAFFE ALLE VENTI E' IMPOSSIBILE.

NO! TUTTI I GUAI DI SEGRATE, SONO IL FRUTTO DELLA VOLONTA' POLITICA DI "SOSTEGNO ED INCENTIVAZIO A DELINQUERE" DELLE SCELTE POLITICHE DEI PAESI "COMUNISTI", CHE SPINGONO E INCENTIVANO, GLI UNNI, I VANDALI, MONGOLI E OSTROGOTI A RECARSI A DISTRUGGERE  SEGRATE.

VI CHIEDIAMO SCUSA SE CI SIAMO PERMESSI E CI PERMETRTIAMO DI  BUTTARLA IN SATIRA E SCERZARE , MA UNA COSA COSI ASSURDA E STUPIDA NON L'AVEVAMO MAI NEANCHE IMMAGGINATA.

CERTO CHE SE FOSSE VERA, CI POTREMMO ANCHE SPINGERE A DARE UN CONSIGLIO AI POLITICI SEGRATESI, CHE CREDONO DI GOVERNARE L'UNICA ENCLAVE FELICE E PURA  DI TUTTO IL PIANETA.
ALZATE UN MURO PER DIFENDERE LA CITTA DALLE INVASIONI BARBARICHE, PERCHE' NON E' VERO CHE I BUONI E I CATTIVI LI TROVI OVUNQUE, MA SOLO DOVE CI SONO I GIUDICI E I POLITICI COMUNISTI.

MA MI FACCIA IL PIACERE.....DICEVA TOTO'

giovedì 5 maggio 2011

I COMITATI SOSTENGONO LA CANDIDATURA DI PROCOPIO A SINDACO DI PIOLTELLO

I COMITATI CON UN COMUNICATO STAMPA SOSTENGONO LA CANDITATURA DI GREGORIO A SINDACO DI PIOLTELLO

ANCHE IL COMITATO SEGRATE FELICE HA ADERITO AL COMUNICATO STAMPA DI SOSTEGNO, ESSENDO PERO' GREGORIO IL NOSTRO RAPPRESENTANTE ABBIAMO PREFERITO NON SOTTOSCRIVERLO IN CALCE, MA CON ESTREMA SODDISFAZIONE NE PUBBLICHIAMO IL CONTENUTO.



sabato 30 aprile 2011

CHE ONORE ESSERE QUELLO LA FRA TOPOLINO E PLUTO

Il rispetto è un valore assoluto che non va mai perso, sopratutto se uno ricopre cariche politiche o istituzionali. Il rispetto che un politico ha dei cittadini, delle persone e degli "avversari politici", si può anche evincere dal come si esprime quando delle persone parla.
 Certo che l'assessore parlando di me sulla Gazzetta della Martesana, non ha dimostrato di avere fra le sue doti più evidenti, il valore del rispetto per il prossimo.
Esordire con “QUELLO LA" dimostra quanta poca considerazione e rispetto vi sia nel profondo dell’animo, nascosto dietro i soliti sorrisi e ammiccamenti di circostanza o di convenienza, d'altronde ognuno ha la propria educazione e il proprio modo di essere, ed ho la fortuna di essere contento della mia educazione e del rispetto che ho del prossimo.
Sono contento anche di far meno paura al Sindaco di Topolino e Pluto, anche perché la mia generazione e molte altre, sono cresciute con il sorriso che i due personaggi insegnavano ad avere, i valori positivi che avevano in se e ci trasmettevano, mai violenti e sempre positivi.
Far sorridere e infondere meno paura di Pluto e Topolino, essere associato a due mitici personaggi che sono l’incarnazione della giustizia, del rispetto e dell’interporre il bene degli altri prima del proprio, è un onore che certamente non merito, ma che mi riempie di orgoglio.
Vi è però una forte contraddizione nelle parole del Sindaco che dimostra che la paura e tanta se continua a parlare di me, invece di concentrarsi su quello che almeno a parole (forse non nei fatti) dovrebbe essere il suo avversario naturale, il PDL.
 Da un lato dichiara che siamo inconsistenti, che se siamo fortunati gli sottrarremo cento voti, dall’altro da la colpa a noi, a quei miseri cento voti, se sarà costretto ad andare a quel ballottaggio che fino a pochi giorni fa, sicuro di stravincere, dava come impossibile.
Da la colpa ai nostri cento voti, a noi, un partito che fino a prima del suo avvento sfiorava consensi plebiscitari, che in cinque anni e riuscito a dilapidare tutto quel patrimonio di consensi, fino mettere in bilico la vittoria per soli cento voti, i miei.
Forse bisognerebbe avere più senso della misura e fare un po’ di autocritica, se una coalizione che governa da cinque anni, ha perso man mano pezzi importanti della sua maggioranza, se si è allontanata dalla società civile, se non è riuscita a trasmettere ai cittadini un messaggio positivo e aggregante, se si riduce a mettere in dubbio il proprio risultato per solo cento voti.
Allora non incolpate a me, piccolo topolino, se la città a quello slogan che vi contraddistingue vi ha aggiunto NIENTE, se ha modificato cosa ha fatto Antonello in FINITO Antonello, e per giunta finito male stravolgendone il significato, l’obiettivo e l’indirizzo che Degaspari e la precedente giunta, si erano posti come obiettivo.
Non date la colpa al piccolo Topolino diventato grande, altrimenti sarete sommersi dalle risate.

venerdì 29 aprile 2011

SOSTENIAMO LA SANA POLITICA CON LA CULTURA

 FINALMENTE UNA RACCOLTA FONDI DIVERSA

IL NOSTRO RESPONSABILE POLITICO PROCOPIO GREGORIO, CANDIDATO ALLA CARICA A SINDACO A PIOLTELLO, COERENTEMENTE CON IL SUO PENSIERO E IL SUO PROGRAMMA ELETTORALE, HA SCELTO UN SISTEMA PULITO E CHIARO PER FINANZIARE LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE.
INVITIAMO TUTTI GLI AMICI DEL NOASTRO GRUPPO, A VISITARE IL SITIO DEDICATO, SE LO VORRANNO A SOSTENERLO CON IN PICCOLO CONTRIBITO. 
SOPRATUTTO INVITIAMO TUTTI A DARE MASSIMO RISALTO E PUBLICIZZARE QUESTA SPLENDIDA INIZIATIVA 


Carissimi amici e sostenitori, come già voi certamente sapete abbiamo scelto di rimanere svincolati da alleanze puramente elettorali e logiche dei partiti, che ci risultano estranee e che sono spesso lontane dall’interesse collettivo .
Liberi di poter meglio rappresentare le esigenze  e le istanze di noi cittadini e della nostra città.
Non abbiamo nessuno che ci supporta, ci sponsorizza e ci sostiene economicamente nell’affrontare le spese della nostra campagna elettorale, se non le nostre tasche, autofinanziandoci.

In coerenza con le nostre idee, con il nostro modo di essere e di vedere, abbiamo scelto di chiedere solo ai nostri concittadini, amici e simpatizzanti, di aiutarci a sostenere le spese offrendo anche un piccolo contributo, abbiamo quindi individuato due possibilità.

La prima ci riempie di orgoglio, vogliamo  ringraziare alcuni  collezionisti d’arte e in particolare Sergio Disipio, che hanno voluto offrire alcune loro opere per sostenere la nostra campagna.
Chiunque vorrà, potrà acquistare un quadro collegandosi al sito dedicato www.gigarte.com/magnitudo         sapendo già che  l’intero ammontare della vendita verrà devoluto a nostro sostegno. Grazie alla disponibilità dell''Amico Sergio, chiunque volesse contribuire può tramite lui che treatterà la vendita, avere uno sconto sul prezzo di listino
Abbiamo aperto un conto corrente per chiunque voglia sostenerci effettuando un versamento o un bonifico
c/c N° 3561   IT11C0558420602000000003561 intestato PROCOPIO GREGORIO

Vogliamo ringraziare tutti i cittadini che ci esprimono, incontrandoci e venendoci a trovare,  la loro soddisfazione, il loro sostegno e il loro contributo attivo.
Per contattarci: gr.procopio@tiscali.it  

 

mercoledì 27 aprile 2011

un problema tutto nostrano con l'expo in agguato

*CASA E CONSUMO DI SUOLO



CASA E CONSUMO DI SUOLO
a cura di Mario De Gaspari e Federico Ottolenghi
Cosa succede in città
Ci sono città italiane sfigurate dall’uso che ne è stato fatto e ci sono città che si stanno trasformando senza che si sappia in quale direzione. La cartolarizzazione rischia di diventare la metafora delle nostre città, sminuzzate, impacchettate in prodotti finanziari incomprensibili e infine spedite nessuno sa dove. Avviene così che si perda il segno della responsabilità per il patrimonio culturale, per l’ambiente, per l’avvenire, per la comunità. Il paradosso è che un territorio sempre più caricato, di manufatti e di funzioni, rischia di apparire desertificato. Di senso, di solidarietà, di futuro.
Spesso i piani urbanistici approvati dai comuni, più che strumenti di governo sono meri dispositivi finanziari che trattano i suoli non come patrimonio della collettività, ma come asset buoni per la speculazione. Non cogliere questo punto significa non riuscire a impostare neppure una efficace opposizione: capace cioè, se non di impedire l’approvazione di questi piani, di svelarne il meccanismo e di presentare un approccio realmente fecondo per una proposta.  Sembra sempre più che il fine delle pubbliche amministrazioni sia la pura e semplice valorizzazione finanziaria dei beni comuni. E così la logica del governo locale è spesso tutta interna e coerente alla dinamica finanziaria-speculativa. Non fa nemmeno i conti con il mercato delle case perché il mercato stesso è in controtendenza rispetto agli obbiettivi del consumo di suolo e qualsiasi onesto riferimento ad esso comporterebbe scelte radicalmente differenti: il suolo si esaurisce, di case ce ne sono già troppe, il terziario è “avanzato” da tempo, il numero dei centri commerciali ha già superato di molto le esigenze del sistema distribuito, le cave di ghiaia e di sabbia diventano spesso discariche abusive.
È possibile che non ci sia nemmeno, almeno per qualche anno, l’auspicata nuova “colata di cemento”, quella che dovrebbe rimettere in moto l’economia, perché il cemento, il ferro e tutte le materie prime costano care. È più probabile che ci saranno molti inizi lavori, scavi e sbancamenti, tra l’altro le fasi dove è particolarmente pressante la presenza della criminalità organizzata. Ci sono già troppe operazioni immobiliari in sofferenza o incagliate. Anche il linguaggio dell’edilizia ormai subisce gli influssi della terminologia finanziaria in tempo in crisi e così i cantieri soffrono o si incagliano, come i crediti che le banche non riescono più a riscuotere. Forse dunque non ci sarà la “colata”, non subito almeno, perché è più conveniente passare di mano in mano i titoli di proprietà e valorizzarli più volte contando sulla compromissione del sistema bancario e sull’irresponsabilità di una politica che non mette limiti, né al consumo di suolo, né ai prezzi delle case, né al saccheggio dell’ambiente.
Inevitabilmente il consumo di suolo, divorato dalla rendita e dalla finanziarizzazione della città, si riflette nei rapporti sociali.
In molte città si apriranno un sacco di cantieri che avranno l’unico scopo di testimoniare l’avvio dell’edificazione e ci saranno numerosi scavi a cielo aperto che, dimostrando un ipotetico inizio lavori, dovrebbero facilitare i passaggi di mano dei terreni e delle relative cubature. Non c’è una ragione per cui molte operazioni già approvate siano incagliate per via del mercato e quelle nuove debbano essere fluide: le case continuano ad essere troppe e i prezzi troppo alti per i tanti che non se le possono permettere.
Nelle grandi città, governate secondo i principi di una sfrenata deregulation, si genererà un vorticoso giro di trattative nel mondo delle immobiliari per favorire operazioni sempre più grandi e redditizie e contemporaneamente aumentare la capacità contrattuale dei proprietari dei suoli verso la pubblica amministrazione. Il comune, già debole nelle risorse, crea così le premesse per la propria definitiva subalternità. E così gli uomini della società civile, dopo essere stati invitati ad un’ipocrita partecipazione, saranno marginalizzati nel ruolo di mute comparse.
La finanziarizzazione della città promette di risolvere il problema degli alloggi e per contro il problema continua ad aggravarsi: aumentano i diritti edificatori, aumentano le costruzioni, ma soprattutto aumentano i prezzi delle case, sfuggendo definitivamente al libero gioco di domanda e offerta. L’offerta non riesce a calmierare i prezzi, perché nessuno è disposto ad ammettere lo stato di crisi: le banche non riconoscono le perdite, i crediti, ormai inesigibili, si trasformano in titoli di proprietà e si creano così le premesse per una crisi ancora più violenta.
Nemmeno l’edilizia convenzionata, sempre prevista nei programmi urbanistici, ha niente a che vedere con una vera politica sociale della casa: ha semplicemente lo scopo di stabilire un valore di mercato “minimo” per le case stesse. Fa da calmiere al contrario: se quello è il costo minimo, i prezzi in edilizia libera possono solo salire. È così che a volte succede, soprattutto nei grandi cantieri, che si realizzi solo la parte convenzionata, mentre la cubatura libera viene messa sul mercato nella speranza di trovare presto o tardi un operatore capace di fare da cassa di compensazione. Le case convenzionate, messe in vendita a prezzi contenuti, sono economiche solo perché confrontate con i prezzi di case ancora più costose, che forse non si faranno mai perché invendibili.
Così, soprattutto nelle grandi città, è più che probabile che si acceleri la tendenza alla concentrazione monopolistica delle aree, con qualcuno più legato al sistema bancario nella parte dell’asso pigliatutto: infatti i diritti edificatori, compresi quelli sulle aree verdi, sono essi stessi cedibili e una maggior concentrazione garantisce maggiore forza contrattuale. Per di più le banche che stanno alle spalle dei grandi operatori immobiliari sono sempre le stesse, spesso coinvolte tutte assieme nella regia di imprese edificatorie sempre più simili agli episodi insensati di euforia finanziaria di tre o quattro secoli fa.
Che fare?
I titoli di proprietà immobiliare si trovano nei grandi portafogli finanziari generalmente sopravvalutati, perché in questo modo possono favorire maggior accesso al credito ed essere meglio scambiati sui mercati regolati. Ci sono solo due strade per uscirne: o si accetta la realtà, si deprezzano i valori delle ipoteche (dove ci sono, perché i finanziamenti immobiliari spesso non sono assicurati) e le banche ammettono le perdite. È questa la tesi che sostiene Stiglitz negli Stati Uniti e che in Italia è stata accompagnata dalla proposta di creazione di una bad bank, cioè di un istituto-discarica in cui far confluire i cosiddetti titoli tossici, allo scopo di ripulire i bilanci delle banche stesse; oppure si fa finta di nulla e si dà la scalata al cielo. In questo caso si continua col rialzo fino a che una nuova bolla sarà inevitabile: allora il problema sarà tutto, o principalmente, italiano, e coinvolgerà, in maniera più drammatica di oggi, il territorio, l’ambiente, i bilanci delle città e l’economia nel suo insieme. Allora, se non avremo fatto nulla, ci troveremo davvero soli, perché nel frattempo gli altri paesi stanno affrontando il problema con più realismo o comunque hanno invertito la tendenza. La crisi è infatti generale, ma solo noi stiamo caparbiamente accumulando nuovi e più gravi fattori di crisi: una normativa generata dal periodo del boom, 2004/2005, che vogliamo potenziare invece di ridimensionare, piani urbani insensati per le grandi città e una legislazione d’emergenza (piani casa, incentivi, premialità varie agli speculatori)  che aggrava distorsioni già oggi insopportabili.
C’è bisogno di mettere insieme tre livelli, tre piani di riflessione e di azione che normalmente non si incontrano: l’urbanistica e le politiche urbane, i processi e le politiche economico-finaziarie, la politica generale.
Invertire la sciagurata tendenza in atto oggi significa fare due cose:
  • agire sul fronte del territorio e uscire dalla spirale perversa che induce a finanziare le casse pubbliche mercificando i suoli
  • agire sul fronte economico, riconoscendo il danno che questa spirale arreca all’economia reale, in quanto sposta i capitali dalla produzione alla rendita, immobilizza i capitali e compromette il benessere di larghe fasce di popolazione, e soprattutto il futuro dei giovani, spesso irrimediabilmente vincolato alla remunerazione di un mutuo irrealistico e sproporzionato.
Politica locale e politica globale possono trovare su questo terreno un’occasione di sintesi che non va sprecata: rilanciare una politica per l’ambiente e per la vivibilità delle nostre città e rescindere il legame mostruoso che lega le istituzioni finanziarie e la speculazione sui suoli sono in fondo due aspetti della stessa politica.
Su un piano locale occorre:
  • Individuare strumenti reali di informazione-trasparenza-partecipazione.
  • Considerare attentamente il vantaggio collettivo derivante dall’uso del suolo (ad esempio a Monaco il 30% del plus valore creato finisce nelle casse del comune e a Milano solo l’8%).
  • Fare in modo che il comune sia dotato dei necessari strumenti di analisi.
  • Far sì che il comune sia dotato dei necessari strumenti operativi e di controllo, ad esempio in materia di fideiussioni e di decadenza dei diritti edificatori.
  • Consentire produzione edilizia solo a fronte di una comprovata richiesta del mercato, cioè evitare, per quanto possibile, che si crei moneta fittizia attraverso l’uso dei suoli.
  • Scoraggiare l’edilizia residenziale per la vendita e favorire la realizzazione di alloggi destinati all’affitto, soprattutto per favorire l’accesso alla prima casa e la mobilità sociale e territoriale delle giovani generazioni.
Sul piano legislativo nazionale proponiamo:
  • Separare banche e gestione immobiliare come avvenne negli anni trenta per le banche e l’industria (la “mostruosa fratellanza siamese”, come la definì Raffaele Mattioli).
  • Ripristinare una finanza locale autonoma e sostenibile che non metta i comuni in condizione di fare qualunque cosa pur di raccattare delle entrate.
  • Reintrodurre il divieto di uso degli oneri di urbanizzazione per la gestione corrente dei bilanci.
  • Creare un’Authority nazionale con compiti di vigilanza in materia di uso del suolo sia riguardo agli aspetti ambientali che riguardo alle ricadute sull’economia.

domenica 24 aprile 2011

E SE L'INCIUCIO NON HA CONFINI?
AMICI?.... IERI SCHIEPPANDRINI... OGGI CONCANDRINI,, 
NE PAGHERA' IL CONTO  IL NOSTRO TERRITORIO



Il rispetto tra sindaci è sempre auspicabile finchè di rispetto e amicizia si tratti. UN ALTRO PATTO A PIOLTELLO come l'amicizia- inciucio di Segrate tra PD e PDL può far discutere. Che "l'asse segreto" si realizzi con la svendita del Parco delle Cascine e della Boffalora, sotto i buoni auspici dell'immobiliarista Siano (quello che " si dice" assume alle sue dipendenze sindaci e candicati sindaci) è molto preoccupante. IERI PERCASSI OGGI SIANO e loro da buoni amici si spartiscono il NOSTRO TERRITORIO.... NOI SI CHE RISPETTIAMO TUTTI..MA COME AMICI ABBIAMO SOLO I NOSTRI CITTADINI E COME INTERESSE SOLO LA DIFESA DEL NOSTRO TERRITORIO