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lunedì 7 novembre 2011

ESSELUNGA,, GLI SCHIAVI DEL TERZIO MILLENNIO

COMUNICATO DA TERRITORIO E SOCIETA PIOLTELLO




ESSELUNGA, SCHIAVI DEL TERZIO MILLENNIO

PER LA COPERATIVA SOLO SCHIAVI DEL TERZIO MILLENNIO

 Ormai la protesta per il rispetto della legalità, della dignità umana, del diritto sacrosanto ad essere trattati come lavoratori e non schiavi, della legalità nelle retribuzioni e per l'abolizione di un caporalato sommerso ma di fatto esistente, ha prevaricato i confini della nostra città.

 Comprendiamo il perchè, l'Amministrazione Comunale, abbia evitato accuratamente di interessarsi, prendere posizione o intervenire, dato che ESSELUNGA sta a Pioltello come nei Simpson la centrale nucleare  a SPINGFIELD.

 Sconcertante rimane, che nonostante siano passate molte settimane, nessun partito si sia sentito in dovere di esprimere la propria solidarietà ai lavoratori, di  verificare ed informarsi su quanto stà avvenendo e sul perchè.

Riusciamo ad immagginare il perchè la Lega Nord non si sia interessata, vista la nazionalità della maggioranza dei lavoratori e la deriva "razzista", che spesso la lega  ha dimostrato in certi suoi interventi.

Riusciamo anche a capire perchè, partiti come il PDL, FLI e UDC, abbiano accuratamente evitato di esprimersi e prendere posizione, dato che da sempre sostengono una certa deregolamentazione e liberalizzazione del mercato del lavoro, paladini della precarizzazione, della libertà senza regole di licenziare.

Riusciamo meno a comprendere e giustificare l'assenza dei Sindacati Confederali, del PD, IDV, PSI, che di queste tematiche hanno fatto la loro storia e la loro fortuna, che dei diritti dei lavoratori,  del rispetto della legalità, erano da sempre paladini attenti.

Non chiediamo loro, di schierarsi da subito e apertamente come noi  in favore dei lavoratori, ma come è possibile che non si sentano in dovere almeno di informarsi,  di parlare con queste persone, di verificare se le loro rimostraze e gravi  denuncie siano fondate o meno.

Qui, è vale per tutti i partiti, non si sta parlando solo di diritti e statuto dei lavoratori, qui è in gioco il rispetto della dignita umana, della democrazia, della legalità, tutti principi fondamentali della democrazia e di uno stato democratico, di cui voi dovreste essere i rappresentanti e difensori.

TERRITORIO E SOCIETA' PIOLTELLO




Dal Giorno
Turni pesanti, pause brevi. E la dignità?"

180 dipendenti in presidio permanente


Presidio dei lavoratori la protesta dei lavoratori delle cooperative di facchinaggio
 
 Torte e caffé per addolcire l’attesa, sotto la pioggia. Prosegue, nello spazio allestito con tende e fornelletti da campo, la protesta dei lavoratori delle cooperative che operano per Esselunga. Il maltempo non ha fermato l’ennesimo picchetto davanti ai magazzini di Limito, dove nel pomeriggio di ieri sono tornati a radunarsi i lavoratori, sostenuti dal Si. Cobas e dagli attivisti del centro sociale Vittoria.

Qualche momento di tensione si è registrato alle 16 quando gli scioperanti hanno bloccato un furgoncino carico di operai diretti allo stabilimento. «Qui i crumiri non passano», hanno intonato i manifestanti che hanno costretto i colleghi a bordo del mezzo a battere in ritirata. Una guerra tra poveri che è iniziata un mese fa e sembra destinata a proseguire. Attorno al presidio permanente gravitano 180 dei 600 operai in servizio nei magazzini di Limito. I manifestanti appartengono alle cooperative del consorzio Safra che forniscono servizi di facchinaggio alla Esselunga. Gli addetti al carico e scarico sono al 90 per cento stranieri, africani e sudamericani per lo più. Al centro della protesta che è scattata nelle ultime settimane c’è la gestione del lavoro: gli operai lamentano turni pesanti, pause troppe brevi e atteggiamenti rigidi da parte dei capi.

«Se sei un carrellista, devi garantire il ricambio di 18 bancali all’ora - dice Moussa Bamba, ivoriano, 42 anni -. Significa lavorare a cottimo, senza potersi concedere un attimo di respiro. È sfiancante».I turni  sono di sei ore e mezza, distribuiti su sei giorni alla settimana. «Chi è a cavallo di due turni ha diritto alla pausa pranzo, ma ha solo 15 minuti per mangiare un panino e andare in bagno», prosegue Moussa. «Nello stabilimento c’è un clima rigido – aggiunge Luis Seclén, peruviano, 55 anni -. In queste condizioni è difficile lavorare con serenità». «Ad aprile sono stato licenziato e non so ancora il perché – ricorda Ezekiel Woryonwon -. Dall’oggi al domani mi sono ritrovato disoccupato, con una moglie incinta di sette mesi».
Rirmi di lavoro duro e maggiore attenzione alle esigenze dei lavoratori: sono queste le richieste dei manifestanti. «Gli operai vogliono condizioni più dignitose, oltre al riconoscimento dell’indennità sostitutiva della mensa», conferma Aldo Milani, coordinatore nazionale del S.i.Cobas, che anche ieri era in prima linea tra gli scioperanti.
Una mobilitazione analoga a quella di Pioltello è scattata l’anno scorso a Cerro al Lambro. A manifestare i lavoratori delle cooperative al servizio della logistica Gls. Anche in quel caso, la protesta era sostenuta dal S.i. Cobas.«Quello delle cooperative – conclude Milani - è un cono d’ombra nel mondo del lavoro. Un contesto dove il nostro sindacato è in prima  linea, mentre le sigle maggiori sembrano sparite».
di Alessandra Zanardi

giovedì 6 ottobre 2011

CARO gervasoni, NON SIAMO NOI I ROMPI..........MATTONI

               SEGRATE  STRADE DISSESTATE  E LIFTING PROMOZIONALI
Quando abbiamo segnalato alcune problematiche pericolose sulla nuova viabilità, sulle rotonde o sull'incuria di strade altamente pericolose, il portavoce del PDL, con il suo solito  modo ( omississ) ci taccio tra le altre cose di essere i soli e soliti Rompi( omississ).
Probabilmente ha ragione, ma almeno la nostra segnalazione è servita a segnalare e " costringere" il comune ad intervenire immediatamete, aggiustando quanto da noi segnalato (vedi link), quello che non abbiamo ancora capito a 2 anni dalle elezioni, è quale ruolo e quale utilita per la città del Consigliere in questione,
In due anni, a parte alcuni interventi sui giornali e in consiglio come suo solito ( omississ), ne una proposta, una segnalazion, una mozione o  qual si voglia intervento, per il bene della città e dei suoi cittadini riusciamo a registrare e ricordare dallo stesso.
Ora caro Consigliere, noi siamo i soliti ( omississ), ma leggendo l'articolo riportato sotto  e altri usciti su altri giornali non siamo certo i soli, lei leggendo quanto ci ha scritto e il tono da lei usato, è rimasto il solito ( omississ)

Procopio Gregorio


UNA NOSTRA SEGNALAZIONE A BUON FINE

DAL GIORNO
Segrate, 6 ottobre 2011 - Pedoni costretti a camminare sul ciglio della strada nonostante i marciapiedi nuovissimi, realizzati su un tratto troppo breve che finisce nel nulla. È la denuncia arrivata da un nostro lettore, che racconta l’odissea quotidiana vissuta dalla moglie lungo via Di Vittorio, a Segrate. Nel mirino, il tratto finale della provinciale Mirazzano-Vimodrone, dove auto e tir sfrecciano a tutta velocità, mentre i ciclisti e i pedoni sono costretti a percorrere la carreggiata per necessità. «Il ciglio della strada è dissestato - racconta il segratese Antonio Paolella, per anni in prima linea nel Comitato della Cassanese - e ci sono buche molto profonde: camminare in quel tratto è davvero pericoloso. La gente è costretta a camminare o a pedalare sull’asfalto ma la strada è molto trafficata e il rischio di essere investiti è altissimo».

La pioggia e la scarsa visibilità nelle ore serali sono un mix micidiale per i cittadini. «Mia moglie - continua Paolella - percorre questa strada quattro volte al giorno per andare al lavoro in via Buozzi. In inverno, rientra con il buio e per stare tranquillo ho dovuto regalarle addirittura una torcia, per fare luce sulla strada ed evitare di inciampare nelle buche». Ma non solo.

«Quando piove, si allaga tutto - afferma il lettore - ed è impossibile procedere in sicurezza. Le buche sono profonde anche trenta o quaranta centimetri, per evitare di bagnarsi i pedoni devono invadere la carreggiata a qualsiasi ora del giorno e della sera». Paolella ha segnalato diverse volte il problema in Comune, fino a quando qualcuno è intervenuto. «A metà settembre, sono arrivate le ruspe - ricorda - e noi cittadini pensavano che avessero dato retta alle nostre segnalazioni. In realtà, gli operai hanno sì realizzato i marciapiedi, ma solo per un tratto molto breve. E così, i marciapiedi finiscono nel nulla su entrambi i lati, mentre sarebbe stato meglio crearne anche uno su un solo lato, ma completo».

I marciapiedi che sono stati realizzati fanno parte delle opere accessorie previste nel protocollo di intesa del quartiere Santa Monica ma i lavori sono stati eseguiti sono in prossimità delle due fermate dell’autobus e per un tratto troppo breve per dare risposta alle lamentele dei segratesi che vivono lungo la via Cassanese.
«Non capisco che senso ha spendere dei soldi per costruire un marciapiede lungo un centinaio di metri - si chiede Paolella - bastava allungare di poco il tracciato per mettere in sicurezza tutta la strada».
di Patrizia Tossi

venerdì 16 settembre 2011

Segrate E IL CENTRO COMMERCIALE UN FILM E UNA SCENOGRAFIA GIA VISTA

                                     IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Come spesso succede la storia si ripete immancabilmente, guardi il  film e ti sembra di averlo gia visto, gia viste le scene, gli attori, la scenografia, la trama, il finale.
Ti sembra addirittura di rivedere e riconoscere, l'improntà dello stesso regista dietro la macchina a dettare i movimenti, di vecchi attori e nuove comparse.
Poi il film  in 3D inizia, ti coinvolge ti porta dentro fino a viverlo di persona, ma la senzazione di averlo gia visto non scompare anzi  aumenta, quella trama!!?....quelle scene!!?
Ma il titolo non mi ricorda nulla, è un titolo nuovo mai sentito, intrigante " L'INCIUCIO"

Il film inizia, è avvincente, intrigante e forse merito del 3D, ti coinvolge a tal punto di sentirti parte di esso.
Una regia e una scenografia perfetta, sicuramete frutto della grande esperienza del regista, di consumati e esperti attori e scenografi, abituati ed espeti nel ruolo assegnatogli

Un film  pieno di continui colpi di scena, cambi di ambientazione, intrighi, feste patinate, promesse e tradimenti e tanta, tantissima azione, un film che non perde mai il filo conduttore, il percorso prestabilito, la linea del susseguersi degli eventi, tracciato in modo magistrale dal regista.

Come ogni grande film giallo, il finale è il momento più esaltante e tragico, un terreno pieno di feriti e una città distrutta, lascia allo spettatore molti dubbi su cui riflettere, molte domande senza risposte, come un perfetto giallo non ti svela nulla, ti porta dritto al finale, scontato e stabilito fin dall'inizio IL CENTRO COMMERCIALE. 

Esci e hai una sola certezza, il centro commerciale, il resto come aveva prestabilito il regista sono solo dubbi e domande che ti fanno riflettere a cui però non sei attrezzato per dare risposte.

Il film ha un grande eco anche sui giornali specializzati, fino al punto che spettatori  più attrezzati di me cominciano ad analizzarne la trama scandagliando il percorso, l'ambientazione, la scenografia i personaggi principali di quel gran finale.

Finalmente forse qualcuno riuscirà a spiegarmi quel film giallo che ho guardato vissuto intensamente  e che non ho mai capito, che ancor oggi lascia aperte in me molte domande, molti dubbi e nessuna certezza.

Quello che mi lascia perplesso è che, durante la trasmissione del film, molte sono state le accalorate recensioni , alcune a favore atre contrarie, ora che il film è tornato nelle sale e ha di nuovo le prime pagine dei giurnali, i critici sia favorevoli che contrari sono completamente spariti ammutoliti.
Come se avessero paura di copromettere la loro autorevolezza, sembra che abbiano addirittura paura di essere riconosciuti come spettatori partecipi della sua messa in onda dichiarati colpevoli di chissa cosa .

Gli unici disposti a parlare del film e difenderne la trama, sono gli stessi consumati attori che da protagonisti scandirono gli eventi e dettarono la scenografia di quell'intrigante giallo che è L'INCIUCIO.

L'Inciucio, ora ricordo.... il titolo  era lo stesso come  la scenografia, la trama, molti attori, i protagonisti e addirittura l'obbiettivo e il messaggio e l'evolversi degli eventi  si!!  Insomma un plagio ben costruito frutto dell'esperienza e della storia
Anche nell'altro film vi era da approvare una grande edificazione, anche in quel film vi era la maggioranza ( quella volta di centro sinistra) che aveva difficoltà , anche in quell'occasione la minoranza (quella volta di destra ) entro in giunta, e anche quella volta appena approvato il progetto ne usci.

Insomma l'inciucio e un  film  ben costruito, ben programmato e ben organizzato ma pur sempre un plagio rimane, è bastato cambiare ed invertire i ruoli e a me haano fatto rivedere un film e pagare un prezzo che avrei volentieri evitato.

L'unica cosa che mi auguro anche se qualche dubbio rimane, che non abbia lo stesso risultato che ha avuto il fim precedente, finito fra la polvere  che la storia a relegato fra i piu brutti film ambientati a Segrate

lunedì 12 settembre 2011

SEGRATE, PER IL CENTRO COMMERCIALE LA LEGA CON UN PIEDE IN DUE SCARPE

ALLORA ZINNI AVEVA RAGIONE!

 GRIONI, UN PIEDE IN DUE SCARPE?

Ho vissuto molto da vicino l'esperienza e il travaglio dell'amico Zinni e Non ho mai avuto dubbi che avesse ragione,
Ho avuto modo di apprezzarlo come assessore al Commercio, quando io rappresentavo l'Unione Commercianti San Felice, di apprezzare la sua disponibilità verso le nostre problematiche, l'inteligenza, la fantasia, la dedizione con cui le affrontava, sempre aperto al dialogo e al confronto, ad  accettare idee e proposte anche se venivano da altre posizioni politiche.
Non ho mai capito, anzi, ho fatto finta di non capire, perché Alessandrini non gli volle confermare quel ruolo, nonostante gli ottimi risultati e l'apprezzamento e il consenso manifestato da tutta la categoria.
Passò ai servizi sociali ed anche li si fece amare ed apprezzare, il consenso personale e politico fu unanime e non poté che aumentare, dando forse fastidio al sindaco e a qualche esponente illustre del suo partito.
Non dimenticando, gli interessi della categoria di cui era stato assessore, fedele e coerente verso i  principi fondatori della Lega Nord, manifesto subito apertamente la sua più totale contrarietà al progetto del centro commerciale, all'idea di anteporre interessi diversi a quelli fondamentali della sua città e dei suoi cittadini.
Fra me, esponente di punta  nell'impegno contro l'errore centro commerciale e l'esponente di punta della Lega Nord, nacque un'amicizia fatta di reciproca fiducia, rispetto e  fattiva e proficua collaborazione come quella dimostrata quando lo aiutai ad organizzare e gestire un assemblea pubblica a San felice, Assemblea dove responbili provinciali e deputati,  ufficializzavano la contrarietà della lega al progetto. 
Qual Cosa cambiò, Mentre Zinni in Consiglio Comunale continuava a portare avanti la linea decisa dal Partito e più volte riconfermatagli  in  incontri con la lega Provinciale, minacciando l'uscita dalla giunta, Davide Boni esponente leghista in Regione  sosteneva apertamente e col voto la scelta del Centro Commerciale sconfessando con i fatti la linea portata avanti da Zinni a Segrate.
Anche l'esponente illustre della Lega Segratese, pur riconfermando a parole la contrarietà al Centro Commerciale, certo non difese Zinni e non fece nulla per evitare il suo allontanamento da parte di Alessandrini, contribuendo a fare terra bruciata attorno a chi  coerentemente non si piegava e adeguava
Agnello  sacrificale di  interessi cambiati e diversi, fu sostituito in giunta da Grioni che cerco fino all'ultimo di evitare l'uscita dalla giunta della lega opponendosi con forza, a quella comunità di intenti trasversali che in seguito fu chiamato inciucio.
Mentre Il Consigliere comunale Rebellato continuò a manifestare in consiglio, sopra tutto la contrarietà all'inciucio e anche centro commerciale, il suo partito in regione fu tra i principali artefici dell'approvazione del progetto e del suo iter.
Sapevo che il progetto centro commerciale fu Partorito e sostenuto dalla  Regione e dalla giunta segratese, che la Lega fu tra i sostenitori e che la  Provincia fu coinvolta solo in un secondo momento, ma  fino a ieri  pensavo che almeno la lega territoriale quella segratese, avesse tutto il diritto di rinfacciare al PD l'inciucio e l'approvazione del Centro commerciale.
Ora dalle dichiarazioni di Zinni,  scopriamo che l'abitudine di Grioni di stare con un piede in due scarpe, arriva da molto più lontano di quella provata con la firma sulla petizione per salvare il golfo agricolo.
Zinni infatti dichiara che appena Grioni lo sostitui, si affretto a firmare una delibera di giunta in favore del centro commerciale adeguandosi a quanto già fatto in regione dal suo partito, dimettendosi poco dopo, in nome della contrarietà all'inciucio salvando la faccia sul centro commerciale.
Ora se questo fosse vero, e auspichiamo che Grioni e la lega segratese dimostrino il contrario, cade nella polvere anche la credibilità dello stesso Grioni e della Lega che fino ad ieri si ergevano a salvatori della città e dei diritti di tutti noi cittadini e comitati, che tanto ci opposimo e ancora ci opponiamo.
Ora che  la Lega segratese dimostri in modo chiaro ed inequivocabile la sua coerenza  e la verità dei fatti, altrimenti la finisca ad ogni occasione e in  ogni momento di difficoltà di intonare la solita cantilena della loro contrarietà al centro commerciale, perché che non lo sono mai stati lo ha gia dimostrato ampiamente in Regione e che non sono certo verginelli lo dimostra il loro programma elettorale confrontato al PGT da loro votato e sostenuto.
Procopio Gregorio

Dalla gazzetta della martesana del 12/09/2011
RETROSCENA  
Parla l'ex assessore silurato da Alessandrini perché non voleva il centro commerciale
ZINNI: «DI CATERINA ERA MOLTO DI CASA IN COMUNE...»



Segrate -  Ha lasciato la politica attiva dopo il trattamento subìto dal sindaco Adriano Alessandrini , e si è addirittura trasferito fuori Lombardia l'ex assessore della Lega Flavio Zinni . Non ne vuol più sapere di Segrate, ma accetta di ricostruire quel periodo che portò al ribaltone e alla sua fuoriuscita dalla Giunta: «Era il maggio del 2008 e sul tavolo l'operazione più importante e redditizia era quella del centro commerciale. Io, come da indicazioni del mio partito, ero totalmente contrario e rompevo le scatole su questo punto. Alessandrini quindi, dopo qualche discussione, mi ritirò le deleghe adducendo che non rappresentavo più il partito. Le cose stavano diversamente: in quei giorni ero stato ricevuto anche da Maroni e Giorgetti per avere conferma della linea da adottare. Quindi sostenevo le ragioni del partito... Ciononostante, il sindaco di Segrate mi ha licenziato e la mia carriera politica è finita». Zinni attualmente ha un negozio altrove e si dice comunque contento della propria situazione: «Sto bene, certo, ma non posso dimenticare il trattamento che Alessandrini ha messo in atto nei miei confronti. Eravamo anche amici. Non lo vedo più né ci siamo mai sentiti da quel giorno del maggio 2008. Al mio posto in Giunta entrò un tale Grioni (pure della Lega, ndr ) che approvò la delibera di Giunta per il centro commerciale». Silurato Zinni, il leghista intransigente, quindi l'esecutivo segratese ha potuto continuare sul progetto in questione. Ma la tangenti sono un'ipotesi verosimile? Secondo l'ex lumbard, contiguo al sindaco per anni, «Alessandrini e il suo assessore Orrico erano sempre lì con 'sto Di Caterina. O meglio, Di Caterina era molto spesso negli uffici del Comune. Certo, era titolare di un servizio, quindi la sua presenza poteva essere spiegata così. Non so che cosa facevano, né posso dire di averne sentore. So solo che in questa storia l'unico a pagare sono stato io. E pensare che ho sempre seguito la linea del mio partito... Nell'interesse dei segratesi»..

venerdì 9 settembre 2011

L'INGEGNER MOLINA, UNO SCONOSCIUTO ASSUNTO A SEGRATE A TEMPO DETERMINATO 24 ORE SU 24 ?

SOLTANTO BISNES!! 
CHE NOVITA', A NOI GRUGNOLA E MOLINA DICEVANO   CHE ERA DI PUBBLICA UTILITA'

Certo che come consulente e progettista non si  può negare che l'ingegner Molina non fosse  veramente dedito al lavoro offertogli, quello di progettare e seguire l'iter d'approvazione del suo progetto con una dedizione che ai più sembrava quasi assillo.

Non ho mai visto nessun architetto che oltre al progetto segue assiduamente ogni più piccola assemblea pubblica, in Circoscrizione o in Consiglio, con tutti i suoi collaboratori e non , tra cui mi sembra di ricirdare Crugnola, soffermandosi più volte fino a notte fonda, a parlre con me e con altri, per convingerci della bonta del suo progetto e a rinunciare alla strenua ma convinta opposizione che mettavamo in campo....Cavoli erano cosi presenti che  sebrava che li avessimo  assunto noi.
Non sapevo che Percassi avesse affidato il proggetto e il suo iter da 1 miliardo di euro, ad un perfetto quasi sconosciuto, anzi in quel periodo ad un mio assiduo interlecutore.
Certo una grande società non puo sempre conoscere tutti i collaboratori e consulenti a cui affida incarichgi sporadici, l'importante per essa è il raggiungimento del risultrato e il raggiungimento dell'obbiettivo e quello è stato raggiunto.
A questo obbiettivo hanno lavorato in molti e non solo Molina e Grugnola ( che mi pare, ma forse sbaglio, non lavorasse per il primo) la presenza era molto folta e ben organizzata, daltronde gli obbiettivi erano non di poco conto e il rispetto dell'incarico di consulenza grazie alla nostra opposizione, era alquanto tormentato ed lastricato di ostacoli.
Non vi era da convincere Alessandrini, Zanoli e Schieppati, ma vi era da convincere quella parte della maggioranza che nutriva dubbi e chiedeva approfondimenti, una parte dell'opposizione che fino all'ultimo si metteva di traverso, i cittadini che organizzati in comitati mettevano in campo ogni sforzo, che organizzavano assemblee pubbliche, che si  recavano in Provincia due volte, che manifestavano massicciamente ad ogni consiglio comunal, ma  sopra tutto bisognava a tutti i costi evitatre quel fatidico referendum da tutti promesso, onde evitare di correre lo stesso rischio corso dal Committente  in america, LA BOCCIATURA.

Certo la consulenza è strata affidata a uno dei migliori studi di progettazione, ad uno studio che aveva a disposizione moltissimi collaboratori, ognuno con un obbiettivo ed incarico preciso, molti moltissimi collaboratori, alcuni  sempre presenti fino a tarda ora.
Addirittura quel terribile 19 marzo quando per entrare in consiglio bisognava dichiarare se si era favorevoli o contrari, dove qual'cuno è stato addirittura perquisito, i posti occupati da Parenti, ospiti, consulenti e collaboratori non bastavano.
Con la sala degli ospiti gremita da fino allo stremo dal tipico dialetto bergamasco, furono costretti a riservargli degli spazi anche negli spalti riservati al pubblico, fra l'altro gia gremiti ancor prima dell'apertura da dipendenti pubblici e subito dopo dal predominante dialetto bergamasco di muratori ed ultras, forse convinti di assistere ad una partita,
  I vigili a noi pochi intimi locali che eravamo riusciti ad entrare ci convogliarono in settori diversi, decisi in base alla domanda fatidica COME LA PENSI?

Ma Questa è storia e la mia memoria come quella di altre migliaia di oppositori è piena , quello che mi entusiasma  è la grande capacità del Dott. Percassi nello scegliere sulla carta i migliori collaboratori sul mercato, ma più di altro mi entusiasma la dedizione dell'Ingegner Molina e dei suoi "collaboratori", che non si sono chiusi in un ufficio a lavorare sul tecnigrafo, ma hanno seguito il compito assegnatogli e il progetto creato come se fosse loro
Questa si che è dedizione al lavoro, è cosi che pur rimanendo sconosciuti si diventa grandi

Procopio Gregorio Andrea

"L'Idroscalo Center? Soltanto business"

Percassi difende il progetto

Il costruttore prende le distanze dai professionisti coinvolti nell’inchiesta ex Falck: "Non so nemmeno che faccia abbia Molina"

Il costruttore Antonio Percassi
Segrate, 7 settembre 2011 - Calmo, secco, perentorio. Antonio Percassi, patron dell’omonimo Gruppo, difende il buon nome della sua azienda, tirata in ballo (indirettamente) da Piero Di Caterina nell’inchiesta sulle presunte tangenti delle aree ex Falck di Sesto. E nel mezzo di quel sistema che sembra allargarsi a macchia d’olio, almeno secondo il grande accusatore di Filippo Penati, all’hinterland.Di Caterina ha parlato di Michele Molina, l’ingegnere che per un certo periodo è stato consulente del Gruppo Percassi, proprio sul progetto del maxi centro commerciale che sorgerà entro il 2015 sull’ex Dogana di Segrate. «Non so nemmeno che faccia abbia Molina», dice il presidente dell’Atalanta. Di Caterina ha riferito agli inquirenti che il professionista avrebbe avuto «rapporti economici opachi e anomali» con Renato Sarno (consulente Serravalle vicino a Penati) in relazione all’iter del centro commerciale.
Informazioni dunque non dirette ma passate di bocca in bocca e infine riportate nei verbali dei pm di Monza, titolari della nuova tangentopoli che sembra dilagare, Walter Mapelli e Franca Macchia. Ma è tutto da riscontrare. Intanto Percassi non ci sta e prende le distanze dagli attori della vicenda. «Molina? Un collaboratore come tanti altri. Ha un’impresa a sua volta, e come spesso accade nel nostro ambiente, ha lavorato con noi per un periodo. Si è occupato della progettazione dell’Idroscalo Center». Per non parlare di Sarno, «di cui non ho mai avuto il piacere di fare la conoscenza», precisa Percassi.
Il magnate del mattone parla con entusiasmo del suo progetto a Segrate. «Porterà 5mila posti di lavoro sul territorio e la viabilità speciale, cioè le opere di raccordo della Brebemi, che finanziamo direttamente». Costo del giochetto: 85 milioni di euro, a fronte di un affare complessivo che vale un miliardo fra centro commerciale e quello che si porterà dietro. Un polo della moda di alto livello, meglio del lusso, con alcune delle griffe più importanti del «Made in Italy». Cinquecento negozi , una o più multisala - l’ipotesi progettuale è ancora in lavorazione - un albergo a cinque stelle, un centro dedicato alla famiglia e una cosiddetta struttura di edutainment (educazione legata al divertimento).
Il tutto su una superficie di 280mila metri quadri (lo shopping center sarà di 170mila metri), più 460mila di parcheggi sulla vecchia area daziaria, abbandonata da anni. «La recupereremo con un intervento dalle caratteristiche architettoniche di assoluta qualità ed eccellenza, realizzato con le più avanzate tecnologie di sviluppo sostenibile», precisa Percassi. L’iter urbanistico sotto la lente di ingrandimento della Procura brianzola è cominciato nel 2002 e si è concluso nel 2009 con la firma di un Accordo di Programma che ha coinvolto Regione, Provincia e Comune e altri enti.
«Fra le ricadute - aggiunge l’imprenditore bergamasco - oltre al recupero di un’area dismessa di 600mila metri (che Percassi ha acquistato dal demanio per 110 milioni), vale la pena di ricordare quella occupazionale: 5mila nuovi posti e altrettanti operai al lavoro per la costruzione». I lavori cominceranno nel 2012 e si concluderanno in tempo per Expo.
di Barbara Calderola

mercoledì 7 settembre 2011

PURO REVISIONISMO STORICO O SI SALVI CHI PUO'?

 
 IL PD SEGRASTESE ALLORA NON SI CONFRONTO E NON RISPOSE
QUELLO DEL NUOVO VENTO CHIARIRA'?


Leggiamo con estremo interesse le dichiarazioni e la ricostruzione storica dei fatti e degli eventi di Schieppati, una ricostruzione sommaria e certo da noi assolutamente non condivisibile. ma vi è una novità nelle sue dichiarazioni a cui stentiamo a credere, quando afferma che il Pd segratese (quello Attuale), sostiene ancora come allora, la costruzione cosi com'è del centro commerciale.
La Costruzione con tutti quei miglioramenti infrastrutturali e funzionali cosi ben esposti nel PGT segratese in fase di approvazione, nelle richieste espresse dal costruttore Percassi prima delle elezioni e rinviate nelle scelte al dopo dal Sindaco Alessandrini, nel Masterplan (MASTERPLAN- PGT Percassi ringrazia)  ) fatto dall'università su richiesta di organismi pubblici e privati, a  cui il pgt  sembra integralmente ispirato.

Siamo daccordo ,sarà la storia e la magistratura a stabilire come dice Sachieppati, se qualcuno a "sbagliato" scelte politiche e strategiche e non, ma certo non è corretta l'affermazione che il Pd segratese fosse allineato e coeso nella scelta di sostenere il famigerato "mostro", che tutto fu frutto di un accordo sottoscritto fra il Pdl locale e il Pd, anche perchè quell'accordo non fu mai reso pubblico e molti del direttivo del Pd non lo condivisero o addirittura non lo videro mai.
Certo non è neanche condivisibile l'ipotesi prospettata, che il centro commerciasle fosse il frutto esclusivo di un accordo e della politica segratese, era estremamente evidente che molto più in alto erano i veri artefici del progetto e non necessariamente ed escusivamente interni al PD anzi.

A Segrate in particolare il ruolo del Pd, per quanto importante e fondamentale all'approvazione, fu estremamente da comprimario ed al servizio dei fautori dell'obbiettivo, non certo la forza trainante per il raggiungimento dell'obbiettivo stesso, non dimentichiamo che il Pd era all'opposizione e le scelte sul territorio, i progetti le decisioni e gli indirizzi li dettava e suggeriva  la maggiornaza PDL,  anche qui solo una parte di essa, gli altri erano o sembravano solo i comprimari alzatori di ditino a comando.

A differenza del PDL segratese, che ebbe un ruolo di primo ordine sia nelle scelte, sia nell'indirizzo e nell'iter , a  tutti noi sembro che a Segrate il PD (almeno una sua parte), fu solo lo zerbino, esecutore di interessi e scelte decise altrove ( nel PDL), che tante lacerazioni, rotture e sconfitte fu costretto ad accettare e mettere in preventivo, pur di arrivare all'approvazione del progetto.

Ma  tutta questa dietrologia e ricostruzione storica è solo frutto di impressioni, visioni  e storie vissute diversamente che si contrapposero aspramente come la nostra e quella di schieppati , ad accertare la verità dei fatti e a scrivere la storia ci penserà il tempo o speriamo di no, la maggistratura.

Quello che ci contrappose asparamente a Schieppati e sopratutto all'Amministrazione, oltre che il percorso e i fatti a volte "gravi" intercorsi, fù la scelta, quella scelta che giusatamente Schieppati rivendica essendo stato il comprimario e "servo"dell'Amministrazione nel portarla avanti
Quella scelta che ancora lui,  a nome del PD segratese, dice di sostenere ed approvare oggi in toto, ovvero  cosi com'è  nel PGT.
Neanche noi vogliamo tornare al passato,  essendo stati fra i più grandi critici e fustigatori delle scelte di quella parte del PD e dell'Amministrazione, saremmo certamente faziosi al pari di  come riteniamo la ricostruzione di Sacieppati, Faziosa.

La domanda che ci poniamo e che poniamo al gruppo dirigente del pd segratese attuale è, se veramente sostengono la costruzione del centro commerciale e opere " correlate",  cosi come ben espressi nel pgt in fase di approvazione,  che a nostro avviso e come ben spiegato nel masterplan, attorno al centro commerciasle  e con esso al centro e stato costruito e si sta  approvando.
Attendiamo cradita e cortese risposta
Procopio Gregorio Andrea


Dal Giorno Martesana  SCHIETTATI -nessun_inciucio

"Nessun inciucio Pd fece il bene della città" L'ingresso in Giunta a Segrate nel 2008

Il Pd Augusto Schieppati: "Grazie a noi approvate tante opere. Non solo il megastore e non ho mai avuto la sensazione che intorno all'iter urbanistico girassero bustarelle"

Augusto Schieppati, Pd di Segrate
Segrate, 7 settembre 2011 - «Tutto a posto, tutto regolare. Il centro commerciale, così come verrà realizzato, ci trova d’accordo». Augusto Schieppati, Pd di ferro, all’epoca dell’approvazione era segretario cittadino del partito a Segrate. Benedisse insomma l’ingresso tecnico del centrosinistra nella giunta di centrodestra. Ma non parlategli di papocchio. «Non entrammo per approvare solo quel progetto - ricorda -: per capire bisogna tornare ai fatti del 2007. Era gennaio c’erano problemi in maggioranza. Problemi seri. Il gruppo di Franco Iapicca teneva in scacco la giunta, noi e il consigliere dei Verdi Biagio Latino ricevemmo minacce in consiglio. Il sindaco (Adriano Alessandrini) chiese aiuto a tutte le forze politiche cittadine per andare avanti. Un anno dopo firmammo un accordo programmatico, un pacchetto di progetti da approvare fra cui le abitazioni della Boffalora, per citare un esempio, la convenzione con il privato da rispettare e il centro commerciale».
Ma anche su questo c’è da chiarire. «Inizialmente - aggiunge Schieppati - doveva sorgere a San Felice, e noi ci opponevamo a questa soluzione. Il Pd presentò un ordine del giorno, in cui si chiedeva di situarlo nell’area dell’ex Dogana (come poi è avvenuto ndr), la viabilità speciale (opere di raccordo con la Brebemi per cui il pubblioc non avrebbe più avuto i soldi ndr) e il declassamento della Cassanese a strada urbana nei tratti in cui entra in città». Su questi paletti si creò «una maggioranza trasversale», ricorda l’ex segretario. E da qui quello che viene chiamato incucio sospetto dalla Procura di Monza che indaga su un presunto giro di tangenti nell’hinterland fra Sesto e Segrate. «Rispettiamo profondamente il lavoro dei magistrati - ancora Schieppati -, non ho mai avuto sentore di bustarelle che girassero attorno a questo progetto. Se poi ci sono stati comportamenti personali sbagliati, vedremo. Ma per saperlo dobbiamo aspettare l’esito delle indagini. Il sindaco non è indagato, né altri. Personalmente sono garantista. L’interesse pubblico legato all’Idroscalo Center è evidentissimo».

Diverso il discorso sull’altro filone che ha portato Segrate all’attenzione degli inquirenti: Piero Di Caterina, grande accusatore di Filippo Penati, ha dichiarato di aver pagato tangenti ad Alessandrini. Il sindaco ha annunciato querela e bollato il tutto come «una vendetta postuma» per avere perso la gestione dei bus. La Caronte, società di Di Caterina, dopo una gara d’appalto ha dovuto cedere ad Atm. «C’è stata una gara, credo che Alessandrini sia pronto a consegnare il faldone della vicenda», conclude Schieppati.
di Barbara Calderola

sabato 3 settembre 2011

IL CENTRO COMMERCIALE E DI PUBBLICA UTILITA'?

Questo è un articolo pubblicato sul nostro blog il 3 ottobre 2009
adesso vi è un ricorso al TAR e i nostri dubbi non hanno ancora avuto risposta



IL CENTRO COMMERCIALE
E’ DI PUBLICA UTILITA’
ANCORA NON C’E’ E GIA’ CI COSTA

Che fine ha fatto il centro commerciale, approvato con tanta fretta e molta imposizione a marzo?
Secondo quanto dichiarato dal Sindaco in Consiglio Comunale, il ritardo è dovuto a verifiche e aggiustamenti necessari a un progetto cosi complesso.
Quali verifiche? Quali aggiustamenti?  Un progetto che è stato vagliato e approvato, fin nei minimi particolari, in decine di conferenze di servizi, in altrettante sedute di commissione sia Regionali sia Provinciali e addirittura Comunali.

Un'altra dichiarazione del Sindaco, in merito al progetto, ci ha lasciato l’amaro in bocca e molta rabbia.
Tempo fa, avevamo portato all’attenzione di tutti, un pericolo presente all’interno dell’accordo di programma Firmato da quest’Amministrazione.

Segnalavamo che i calcoli economici, per la costruzione del primo lotto della viabilità, erano molto datati e quindi sicuramente destinati, a essere maggiori, chiedevamo quindi di prestare molta attenzione a questo pericolo, rifacendo e attuando la necessità economica a carico del costruttore per il completamento della viabilità speciale.
Segnalavamo che, se gli 85 milioni di euro a carico del costruttore non fossero bastati, la differenza sarebbe dovuto essere sborsata dagli enti pubblici sottoscrittori dell’accordo, come ben specificato nell’accordo stesso.

Ora con estrema disinvoltura, soprassedendo al fatto che era stato da noi, ampiamente messo in allerta, il Sindaco dichiara in Consiglio Comunale, che ancora prima che i lavori comincino i costi sono già lievitati da ottantacinque milioni a 125 milioni di euro.

Ancor non c’è, ancora devono iniziare i lavori, e già costa alla collettività un esborso superiore di ben 40 milioni di euro, chissà a quanto arriverà a fini lavori?

Questo non ci sorprende, lo sapevamo e lo avevamo annunciato, ci fa solo rabbia.
Una rabbia dovuta alla superficialità, con cui chi è adibito a curare gli interessi dei cittadini, risponde, ne tiene conto.

All’interno del titolo vi è una domanda, una curiosità, che vorremmo ci fosse tolta in modo chiaro profondo e giuridicamente motivata.
Il Centro Commerciale può definirsi di pubblica utilità.
Una domanda apparentemente incomprensibile, se no si conosce la storia del terreno dove andrà costruito il Centro Commerciale, definito da qualche tempo area ex Dogana.

Per la costruzione di quell’opera chiamata dogana, mai compiuta costata milioni di soldi pubblici, furono espropriati ai legittimi proprietari i terreni necessari proprio per UTILITA’ PUBBLICA.
Allora anche il centro commerciale che nascerà su quegli stessi terreni e da definirsi tale, un’opera pubblica!

Per forza, altrimenti bisognerebbe pensare che tutte le conferenze di servizi, gli accordi di programma, sarebbero da definirsi nulli e completamente da rifare.
Invalidati da un vizio di forma di sostanza iniziale.

Noi non siamo certo i più deputati a dirimere questi dubbi e queste curiosità, quindi ci piacerebbe rigirare la domanda, non certo a chi ha ampiamente dimostrato una sconcertante superficialità a curare l’interesse pubblico.

Credo che siano solo tre, le persone in grado e che gli compete per il ruolo che svolgono dirimere ogni dubbio e perplessità.
Il Direttore Generale Avvocato Aldini, Il Segretario Generale Dott. Criscuolo, e il Difensore Civico Comunale L’avvocato Vaccarella.
E a loro quindi, ringraziandoli anticipatamente, rigiriamo le domande e da loro che aspettiamo con fiducia una risposta chiara e irreprensibile.
                  Procopio Gregorio Andrea
deserto segrate modello

giovedì 11 agosto 2011

A SEGRATE IL SINDACO DIMOSTRA CHE E' VIETATO DISSENTIRE

UNA STRANA IDEA
DEI DIRITTI DEMOCRATICI
QUELLA DEL SINDACO DI SEGRATE

Nella passata Amministrazione avevamo già avuto modo di consatatare più volte, una certa insofferenza alle critiche, verso chi dissente e non gli da ragione a prescindere, verso quelli che osano esprimere il proprio pensiero diverso.
In questa Amministrazione  abbiamo visto una notevole recrudescenza di questo atteggiamento, sfociare a volte il  limite delle offese personali, sentirsi unico portatore di verità assolute non chè, unico ad avere un cervello. 


 IL RISPETTO DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, UN OPTIONAL, IL55 %  MI HA VOTATO QUINDI HO RAGIONE, GLI ALTRI  SENZA CEVELLO
   Seductiones omnipotentia?


IL COMUNICATO RIPORTATO NON NECESSITA DI COMMENTI

Censurato il comunicato del gruppo consiliare di minoranza Segrate Nostra.
 
I SEGRATESI NON DEVONO SAPERE
 
Il capogruppo consigliare di Segrate Nostra, Paolo Micheli, denuncia un'inammissibile censura operata dal sindaco di Segrate tramite i suoi collaboratori.
 


Il sindaco continua ad usare la mano forte contro la minoranza che si oppone alla approvazione di un Piano del Governo del Territorio che vale un miliardo di euro di costruzioni e che lascerà Segrate senza più verde agricolo. Nessuno dei suggerimenti presentati a giugno è stato preso in considerazione: tutti rigettati praticamente senza motivazione. Nel Consiglio Comunale del 15 luglio, quando il PGT ha ricevuto dal centro destra un prima via libera, la votazione è stata blindata: nessun emendamento è stato accettato, buona parte degli emendamenti sono stati giudicati “inammissibili” dal Segretario Comunale e il Presidente del Consiglio li ha esclusi dalla discussione.

Ora un'altra puntata: il gruppo consiliare di Segrate Nostra ha preparato un volantino per spiegare ai cittadini cosa sta facendo la maggioranza e come ci stiamo opponendo alla esasperata lottizzazione del territorio comunale, utilizzando per la stampa i fondi (poche centinaia di euro) a disposizione dei gruppi consiliari e già impegnati presso una tipografia convenzionata col Comune. Il testo del volantino è stato preso in visione dai collaboratori del sindaco che, dopo aver chiesto (e ottenuto) una rettifica su una prima bozza del testo, ce lo hanno poi respinto con la motivazione che non lo hanno trovato riconducibile alla attività istituzionale del gruppo consiliare e che reputano “non corrette e palesemente fuorvianti” le informazioni che intendiamo dare ai cittadini.

Tutto questo è inammissibile. Che un gruppo consiliare di minoranza possa usare i propri fondi solo se quel che dice non viene giudicato corretto e fuorviante dalla struttura comunale è una inammissibile censura. E' anzi inammissibile solo l'ipotesi che le nostre idee debbano venire vagliate da altri: noi ne siamo responsabili, noi le firmiamo, noi ci assumiamo le conseguenze se dovessimo mentire od offendere.

Su questo intollerabile fatto il gruppo consiliare di Segrate Nostra farà ogni sorta di rimostranza. E qualche centinaio di euro per pagare il volantino li metteremo di tasca nostra. I cittadini devono sapere quali danni questa maggioranza di inesorabili cementificatori sta preparando per il futuro di Segrate.

Paolo Micheli
Capogruppo consiliare di Segrate Nostra

sabato 11 giugno 2011

DELINQUENZA, DEGRADO A SEGRATE...TUTTA COLPA DEI COMUNISTI

LA MAGGIORANZA SCARICA LA SUA INCAPACITA' E  LE SUE COLPE......SU I COMUNISTI

HANNO  DELL'INCREDIBILE E  DELL'ASSURDO, LE DICHIARAZIONI FATTE DEL RESPONSABILE DEL PDL SEGRATESE, APPOGGIATE DA TUTTA LA MAGGIORANZA E DAL SINDACO ALESSANDRINI.
SI CERCA DI SCARICARE LA RESPONSABILITA' DI QUANTO SUCCEDE NEI QUARTIERI SEGRATESI, SUI PARTITI E SULLE AMMINISTRAZIONI DEI COMUNI CONFINANTI, CERTO NON SU TUTTI, SOLO SU QUELLI AMMINISTRATI DAI "COMUNISTI".

E' OVVIO CHE I FURTI NEGLI APPARTAMENTI O NELLE VILLETTE DEL VILLAGGIO, GLI ATTI VANDALICI E LE SCORRIBANDE DI SAN FELICE E MILANO 2, IL DEGRADO E LA CRIMINALITA' DI NOVEGRO, NON SONO FRUTTO DELLA DEVASTANTE POLITICA TERRITORIALE DELL'AMMINISTRAZIONE SEGRATESE, DELLA COSTRUZIONE DI QUARTIERI STACCATI E ISOLATI, COME BOFFALORA O LA STAZIONE.

IL "DEGRADO"NON  FRUTTO DELL'INESISTENTE SOSTEGNO ALLE ATTIVITA' COMMERCIALI, CHE LASCIANO AL BUIO INTERI QUARTIERI, CON LE STRADE E I MARCIAPIEDI CHE DOPO LE OTTO DI SERA SONO IL DESERTO, DOVE AL CENTRO BERE UN CAFFE ALLE VENTI E' IMPOSSIBILE.

NO! TUTTI I GUAI DI SEGRATE, SONO IL FRUTTO DELLA VOLONTA' POLITICA DI "SOSTEGNO ED INCENTIVAZIO A DELINQUERE" DELLE SCELTE POLITICHE DEI PAESI "COMUNISTI", CHE SPINGONO E INCENTIVANO, GLI UNNI, I VANDALI, MONGOLI E OSTROGOTI A RECARSI A DISTRUGGERE  SEGRATE.

VI CHIEDIAMO SCUSA SE CI SIAMO PERMESSI E CI PERMETRTIAMO DI  BUTTARLA IN SATIRA E SCERZARE , MA UNA COSA COSI ASSURDA E STUPIDA NON L'AVEVAMO MAI NEANCHE IMMAGGINATA.

CERTO CHE SE FOSSE VERA, CI POTREMMO ANCHE SPINGERE A DARE UN CONSIGLIO AI POLITICI SEGRATESI, CHE CREDONO DI GOVERNARE L'UNICA ENCLAVE FELICE E PURA  DI TUTTO IL PIANETA.
ALZATE UN MURO PER DIFENDERE LA CITTA DALLE INVASIONI BARBARICHE, PERCHE' NON E' VERO CHE I BUONI E I CATTIVI LI TROVI OVUNQUE, MA SOLO DOVE CI SONO I GIUDICI E I POLITICI COMUNISTI.

MA MI FACCIA IL PIACERE.....DICEVA TOTO'

sabato 30 aprile 2011

CHE ONORE ESSERE QUELLO LA FRA TOPOLINO E PLUTO

Il rispetto è un valore assoluto che non va mai perso, sopratutto se uno ricopre cariche politiche o istituzionali. Il rispetto che un politico ha dei cittadini, delle persone e degli "avversari politici", si può anche evincere dal come si esprime quando delle persone parla.
 Certo che l'assessore parlando di me sulla Gazzetta della Martesana, non ha dimostrato di avere fra le sue doti più evidenti, il valore del rispetto per il prossimo.
Esordire con “QUELLO LA" dimostra quanta poca considerazione e rispetto vi sia nel profondo dell’animo, nascosto dietro i soliti sorrisi e ammiccamenti di circostanza o di convenienza, d'altronde ognuno ha la propria educazione e il proprio modo di essere, ed ho la fortuna di essere contento della mia educazione e del rispetto che ho del prossimo.
Sono contento anche di far meno paura al Sindaco di Topolino e Pluto, anche perché la mia generazione e molte altre, sono cresciute con il sorriso che i due personaggi insegnavano ad avere, i valori positivi che avevano in se e ci trasmettevano, mai violenti e sempre positivi.
Far sorridere e infondere meno paura di Pluto e Topolino, essere associato a due mitici personaggi che sono l’incarnazione della giustizia, del rispetto e dell’interporre il bene degli altri prima del proprio, è un onore che certamente non merito, ma che mi riempie di orgoglio.
Vi è però una forte contraddizione nelle parole del Sindaco che dimostra che la paura e tanta se continua a parlare di me, invece di concentrarsi su quello che almeno a parole (forse non nei fatti) dovrebbe essere il suo avversario naturale, il PDL.
 Da un lato dichiara che siamo inconsistenti, che se siamo fortunati gli sottrarremo cento voti, dall’altro da la colpa a noi, a quei miseri cento voti, se sarà costretto ad andare a quel ballottaggio che fino a pochi giorni fa, sicuro di stravincere, dava come impossibile.
Da la colpa ai nostri cento voti, a noi, un partito che fino a prima del suo avvento sfiorava consensi plebiscitari, che in cinque anni e riuscito a dilapidare tutto quel patrimonio di consensi, fino mettere in bilico la vittoria per soli cento voti, i miei.
Forse bisognerebbe avere più senso della misura e fare un po’ di autocritica, se una coalizione che governa da cinque anni, ha perso man mano pezzi importanti della sua maggioranza, se si è allontanata dalla società civile, se non è riuscita a trasmettere ai cittadini un messaggio positivo e aggregante, se si riduce a mettere in dubbio il proprio risultato per solo cento voti.
Allora non incolpate a me, piccolo topolino, se la città a quello slogan che vi contraddistingue vi ha aggiunto NIENTE, se ha modificato cosa ha fatto Antonello in FINITO Antonello, e per giunta finito male stravolgendone il significato, l’obiettivo e l’indirizzo che Degaspari e la precedente giunta, si erano posti come obiettivo.
Non date la colpa al piccolo Topolino diventato grande, altrimenti sarete sommersi dalle risate.

venerdì 29 aprile 2011

SOSTENIAMO LA SANA POLITICA CON LA CULTURA

 FINALMENTE UNA RACCOLTA FONDI DIVERSA

IL NOSTRO RESPONSABILE POLITICO PROCOPIO GREGORIO, CANDIDATO ALLA CARICA A SINDACO A PIOLTELLO, COERENTEMENTE CON IL SUO PENSIERO E IL SUO PROGRAMMA ELETTORALE, HA SCELTO UN SISTEMA PULITO E CHIARO PER FINANZIARE LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE.
INVITIAMO TUTTI GLI AMICI DEL NOASTRO GRUPPO, A VISITARE IL SITIO DEDICATO, SE LO VORRANNO A SOSTENERLO CON IN PICCOLO CONTRIBITO. 
SOPRATUTTO INVITIAMO TUTTI A DARE MASSIMO RISALTO E PUBLICIZZARE QUESTA SPLENDIDA INIZIATIVA 


Carissimi amici e sostenitori, come già voi certamente sapete abbiamo scelto di rimanere svincolati da alleanze puramente elettorali e logiche dei partiti, che ci risultano estranee e che sono spesso lontane dall’interesse collettivo .
Liberi di poter meglio rappresentare le esigenze  e le istanze di noi cittadini e della nostra città.
Non abbiamo nessuno che ci supporta, ci sponsorizza e ci sostiene economicamente nell’affrontare le spese della nostra campagna elettorale, se non le nostre tasche, autofinanziandoci.

In coerenza con le nostre idee, con il nostro modo di essere e di vedere, abbiamo scelto di chiedere solo ai nostri concittadini, amici e simpatizzanti, di aiutarci a sostenere le spese offrendo anche un piccolo contributo, abbiamo quindi individuato due possibilità.

La prima ci riempie di orgoglio, vogliamo  ringraziare alcuni  collezionisti d’arte e in particolare Sergio Disipio, che hanno voluto offrire alcune loro opere per sostenere la nostra campagna.
Chiunque vorrà, potrà acquistare un quadro collegandosi al sito dedicato www.gigarte.com/magnitudo         sapendo già che  l’intero ammontare della vendita verrà devoluto a nostro sostegno. Grazie alla disponibilità dell''Amico Sergio, chiunque volesse contribuire può tramite lui che treatterà la vendita, avere uno sconto sul prezzo di listino
Abbiamo aperto un conto corrente per chiunque voglia sostenerci effettuando un versamento o un bonifico
c/c N° 3561   IT11C0558420602000000003561 intestato PROCOPIO GREGORIO

Vogliamo ringraziare tutti i cittadini che ci esprimono, incontrandoci e venendoci a trovare,  la loro soddisfazione, il loro sostegno e il loro contributo attivo.
Per contattarci: gr.procopio@tiscali.it  

 

sabato 9 aprile 2011

SE IO FOSSI DELLA LEGA

Se lo fossi, forse mi preoccuperei DÌ avere più memoria, DÌ impareare e far tesoro delle esperienze passate.

Nella passata legislatura, tanti furono i segnali premonitori non colti dalla dirigenza, un crescendo DÌ notizie, fatti, segnali e sopra tutto divergenze, che lasciavano presagire a chi voleva vedere, quel che poi avvenne inesorabilmente.

quella dirigenza tentenno, non colse o non volle cogliere, quel che si prosprettava, le insanabili differenze DÌ visione e programmatiche, sperando fino all’ultimo che  lottando dall’interno si potesse mediare o controbattere agli enormi interessi in ballo, CHE NON AVREBBERO AVUTO IL CORAGGIO DÌ CAMBIAR COMPAGNO DÌ GIOCO.

fecero  finta DÌ non vedere quel che stava avvenendo passo dopo passo, tassello dopo tassello, riponendo la propria fiducia nella spernza che tutto si potesse appianare e mediare, che il vEnto non diventasse bufera, che alla fine la loro lealtà e coerenza, non venisse sostituita e sacrificata in nome dall’interesse.

E invece mentro loro tentavano e fiduciosi attendevano fino all’ultimo, ogni tassello del PUZZLE veniva posizionato e tutto era pronto per metterli alla porta, ritrovandosi spiazzati dagli eventi.

oggi la storia sembra ripetersi Gli stessi segnali e le stesse avvisaglie, un tassello dopo l’altro come allora, un segnale, un approcio e strane collaborazioni.

essattamente come allora la dirigenza leghista attende fiduciosa l’evolversi della situazione, CON LA PAURA DÌ ESSERE ANCORA SOSTITUITI NEI NUMERI E NEI FATTI DALLA PARTE “AVVERSA”.

cERTO HANNO RAGIONE AD AVER PAURA, I NUMERI PER SOSTITUIRLI CI SONO COME I SEGNALI, QUEL CHE NON COMPRENDONO E’ CHE IL PUZZLE E’ ANCORA ALL’INIZIO, CHE LE CONDIZIONI NON SONO MATURE PER LA LORO SOSTITUZIONE NEL GIOCO.
 CHE DOPO QUANTO AVVENUTO NELLA PRECEDENTE PARTITA, PER I DUE INCIUCIONI, RISULTA PIù DELICATO e lungo, POSIZIONARE I PEZZI E CREARE LE CONDIZIONI, RIPROPORRE LO STESSO PERCORSO

e ALLORA CARA LEGA, PERCHE’ ASPETTARE come allora CHE TUTTO SIA PRONTO PER LA vostra DIPARTITA E MESSA ALLA PORTA, PERCHE NON SBARAGLIARE IL GIOCO ORA, CHE I TASSELLI NON SONO PRONTI E GLI INCIUCIONI NEANCHE.
PERCHE QUESTA VOLTA NON GIOCARE D’anticipo E vincere la partita, MANDAndoli TUTTI ANTICIPATAMENTE A CASA.
 

venerdì 1 aprile 2011

SI DIMETTE IL SINDACO DI PESCHIERA

 COME AL SOLITO QUELLO CHE CONTA E DIVIDE SONO LE COLATE DI CEMENTO
ANCORA UNA VOLTA SOTTO ATTACCO E' IL PARCO SUD
Riportiamo un articolo dove oltre ad essere riportata la motivazione,  vi sono dichiarazioni (in rosso) ridicole e grottesche, se si tiene conto che arrivano da amministratori publici

Peschiera
Borromeo – Nella mattinata di oggi il Sindaco Antonio Falletta ha rassegnato le dimissioni dalla carica di primo cittadino. La decisione sarà ratificata il prossimo Consiglio Comunale straordinario convocato per  Lunedì 11 Aprile 2011. L’annuncio delle dimissioni era nell’ aria fin dalla mattinata di ieri.
Una bufera politica si abbatte sulla Giunta Peschierese. In una nota stampa consegnata alla nostra redazione il Sindaco ha accusato la sua Giunta e i capo gruppi di maggioranza in Consiglio comunale,  di non voler condividere il nuovo piano di governo del territorio. In particolar modo nei punti di incontro con la Provincia di Milano sulla costruzione del nuovo stadio dell’Ac Milan, finanziato completamente da Silvio Berlusconi, nell’area del parco sud adiacente all’Idroscalo.  «In quell’area, generazioni di peschieresi sono andate a mangiare il gelato, - ha dichiarato il portavoce dei consiglieri di maggioranza Raffaele Cioffi – e cosi dovrà essere anche negli anni in futuro». L’Assessore allo sport Stefano Tognolo ha dichiarato : «Non possiamo permettere al Sindaco di costruire uno stadio da 140 mila spettatori solo per il Milan, o gioca anche l’Inter in quel campo o altrimenti lo stadio non si fa». Che a Peschiera ci fossero problemi con le squadre di calcio era ampiamente risaputo, ma che facessero cadere la Giunta non se lo sarebbe aspettato nessuno.




DA  http://www.7giorni.info/cronaca/peschiera-borromeo/antonio-falletta-si-dimette.html

giovedì 24 marzo 2011

CONSIGLIO COMUNALE PER I CITTADINI DA NON PERDERE E PER NOI ATTENTI, UN GRANDE RICONOSCIMENTO

E LE NOSTRE PROPOSTE E SCOPERTE ARRIVANO IN CONSIGLIO COMUNALE
DATO L'ORDINE DEL GIORNO SIAMO VISIONARI O SOLO PROPOSITIVI E SOPRATUTTO ATTENTI?.....

Il Consiglio comunale – seduta pubblica – 1ª convocazione – sessione straordinaria - per lunedì 28
marzo 2011 alle ore 20:30
, presso la sala consiliare per la trattazione dei seguenti argomenti:
1. Approvazione verbali sedute del 24 gennaio e 7 febbraio 2011;
2. Interrogazione n.4 del 4.3.2011 ad oggetto: "Lettera Ferrovie dello Stato avente ad
oggetto:"Proposta di riqualificazione delle aree dello Scalo Ferroviario di Milano
Smistamento"
a firma del consigliere M. Mongili e altri;
3. Interrogazione n.5 del 4.3.2011 ad oggetto: "Conseguenze per Segrate delle opere volte alla
realizzazione del quadruplicamento della rete ferroviaria Milano-Treviglio
" a firma del
consigliere M. Mongili e altri;
4. Interrogazione n.6 del 4.3.2011 ad oggetto: "Masterplan Città di Segrate, Arch. Manuele
Mossoni"
a firma del consigliere M. Mongili e altri;
5. Ordine del Giorno n.1 del 20.1.2011 ad oggetto: "Progetto Bre.Be.Mi e delocalizzazione
Tregarezzo
" a firma del consigliere M. Mongili e altri;
6. Mozione n.12 del 4.10.2010 ad oggetto: “Completamenti della rete delle piste ciclabili
prioritarie e promozione della mobilità ciclabile
” a firma dei consiglieri P. Monti e L.
Radaelli;
7. Mozione n.1 del 21.2.2011 ad oggetto: "Installazione centraline rilevamento rumore e
presentazione dei piani azzonamento e risanamento acustico
" a firma del consigliere P.
Monti e altri;
8. Mozione n.2 del 21.2.2011 ad oggetto: "Costituzione della Consulta dello sport" a firma del
consigliere P. Micheli e altri.
Comunica che l’eventuale seduta di 2ª convocazione ai sensi degli artt. 62, 72 e 73 del
regolamento del Consiglio comunale, avrà luogo giovedì 31 marzo 2011, alle ore 20:30.
Marzo 2011
Il Presidente del Consiglio Comunale
Luciano Zucconi

mercoledì 16 marzo 2011

UNA RISPOSTA DOVUTA A SCHIEPPATI -MARIO E SANTINA

QUANDO IN PIENA  LIBERTA POETICA PUOI SOGNARE E DIVERTIRTI 

Ci sono miserie che si commentano da sole (Fëdor Dostoevskij.)


Dovevo una risposta e per capire quanto liberamente e poeticamente scritto vi consiglio di leggere il post precedente e i commenti ricevuti (  ELOGIO ALL'INCIUCIO )


Cara Santina, mi fa piacere e al contempo mi sorprende la tua risposta, l’avrei capita se fosse di qualcuno che non ha vissuto tutto quello di cui si parla e non ha avuto la posizione che tu invece hai avuto, e giustamente rivendichi.
Se leggi tutto il post e il commento, potrai notare che a torto o a ragione, vi è già (dal mio punto di vista ma che era quasi anche il tuo) tutta l’analisi, i nomi e i fatti, e come giustamente dici tu, a torto o a ragione, è il mio punto di vista che come te, tutta la storia l’ho vissuta e non di soli blablabla o imboscati e nascosti come altri per non esporsi.
Hai ragione ogni scelta ha la sue ragioni e  dignità, quella di chi ha preferito uscire e combattere altrove, la mia da semplice cittadino che ha iniziato a impegnarsi, e anche quella di chi è rimasto a combattere all’interno del proprio partito, tutti e tre comunque a combattere e difendere il proprio pensiero e la propria visione.
Devo togliermi il cappello e dare atto a te e a Mario, che sempre avete manifestato la volontà di rimanere dentro e combattere una scelta che non condividevate, esprimendo questa vostra posizione che non avete mai nascosto neanche in pubblico.
Devo inchinarmi davanti a Manuela, che oltre a perseguire la vostra stessa scelta ha avuto il coraggio di scriverlo o di farlo pubblicamente, in assemblee come quella tenuta nell’aula del consiglio comunale dall’opposizione rimasta.
Non puoi negare però, che esiste una responsabilità di tutto il gruppo dirigente del tuo partito e pur se senza colpe conseguenzalmente anche della vostra minoranza critica, le scelte di quella dirigenza volente o nolente, sono le scelte fatte dell’intero partito che ne è quindi responsabile.
Cara Santina, non si tratta della solita sterile accusa a effetto di chi crede di avere sempre ragione, qui si parla di fatti accaduti, di scelte, nomi, cognomi, comportamenti, e se la ritieni che sia sterile polemica e travisazione degli avvenimenti, di BlaBlaBla, siamo stati in molti nel periodo passato compreso te, che come dici non eri d’accordo, criticavi e denunciavi e blateravamo insieme,
Se la mia è travisazione, falsità o presunzione della ragione, credo tutto ciò appartenga anche a te e a tutti quelli che con te e con me, hanno difeso la loro posizione.
Questo era il nostro blabla passato, mentre per il presente m’innervosisce molto quando leggo altra gente ergersi a solo ora a paladino di battaglie fatte da altri, dove erano negli anni passati? Perché non hanno mai espresso pubblicamente la loro contrarietà e perché? forse per non esporsi schierandosi apertamente? Per calcolo, per non perdere e precludersi possibilità o investiture?
Veniamo ai fatti accertati di oggi quelli veri come chiedi tu, non interpretabili o travisabili perché pubblicati su giornali, quello che mi sembra strano che anche qui non hai letto o voluto leggere quanto scritto da me.
Credo che tu abbia letto BENE l’intervista a Presidente Cristofori, che se non sbaglio non è un semplice iscritto e credo sia un uomo di un certo peso e prestigio all’interno del tuo partito.
Preoccupato da quanto letto e dalle sue affermazioni, dalla sua difesa delle scelte passate, sono venuto mia cara a vedere il direttivo la stessa sera, e quindi parlo per esserlo stato testimone e non per sentito dire, come “furbescamente” insinui tu,
Quindi non dire che non mi preoccupo di dire  falsità non verificate, perche l’intervista è una prova ed io come tu sai bene, prima mi documento e cerco di capire e poi parlo.
Quella sera a parte la sottile e lieve critica a quanto affermato dal Presidente da parte di Giove (questa delicatezza è giusta comprensibile visto il ruolo), non ho sentito altre voci ricordargli che quel periodo era finito, che la linea politica era cambiata, che il consociativismo era stato messo in soffitta e che il nuovo direttivo aveva intrapreso un'altra strada.
Tu stessa infatti, scrivi (Dovresti dire che quell'idea scellerata non è morta del tutto, perché c'è qualcuno che la continua a proporre) ed è esattamente quello che ho scritto io, quando affermo che i vecchi nostalgici si stanno facendo sempre più spavaldi, che è iniziata da qualche tempo il logorio e la messa alle corde del povero e onesto Giove.
Credo che tu abbia letto altrettanto bene e come me più volte, anche l’intervista di Schieppati, che non credo sia neanche lui un semplice iscritto, che come tu sai, ha fatto e disfatto per anni all’interno del tuo partito, tra l’altro certo di aver verificato quindi non affermando falsità, dovrebbe essere il responsabile politico organizzativo dei circoli della Martesana e ancor di più di quello di Segrate, dove è iscritto e ha molti sostenitori, seguaci, idolatri e figli adottivi.
Non c’è bisogno di dirti cosa c’è scritto vero? Scusa a te, che hai portato avanti un pensiero opposto non ti è ribollito il sangue? Non ti sei incazzata, preoccupata, o ora hai cambiato idea?  Sei d’accordo con quella visione?
  Ancor più di quella di Cristofori, per l' intervista  d  Schieppati,è stato chiesto al tuo partito da più parti e più volte di smentire, di chiarire, di prendere ufficialmente posizione e prenderne le distanze.
Anche quell’intervista è una prova è un fatto e quindi sono certo di non dire falsità non verificate, non mi pare che dal tuo partito sia arrivato nulla, un cenno, una ben che minima presa di distanza, una sconfessione e anche questo è un fatto, e allora io come altri che del tuo partito non faccio parte cosa devo pensare se non quanto scritto!
 E allora non sono io che devo dare risposte, essere più trasparente e spiegare come stanno le cose cara Santina, quindi non sei tu che attendi e chiedi chiarimenti.
  Forse sono io che aspetto trasparenza e una tua presa di distanza ufficiale dai fatti e dalle prove divulgate a mezzo stampa,stampa  che fra l’altro ultimamente insinua le mie stesse preoccupazioni.
Un’ultima domanda che riguarda il consiglio, quanti a parte Manuela erano contrari a quella linea politica, Ancora l’ho sentito al congresso, per gli altri io lo so ma attendo una tua risposta trasparente e chiara.
Per quanto riguarda il direttivo, almeno per quello a cui ho partecipato, devo farvi i complimenti siete democratici di nome e di fatto, tutti hanno la possibilità di esprimere la propria idea di portare il loro contributo nella definizione delle scelte, avrei potuto anch’io come poteva benissimo tutta la vecchia nomenclatura che non manca mai.
E vero il nemico forse e altrove, ma spesso è anche in mezzo a noi con sembianze camuffate da agnello, Attendo quindi l’analisi critica dei fatti e delle dichiarazioni, priva di accuse di falsità ma densa di fatti accertati e posizioni dichiarate, altrimenti si è il solito blablabla in difesa dell’indifendibile.

Caro Mario, bello il passaggio dove dici di non capire e poi ammetti di far finta e quindi di capire benissimo, so che hai letto bene e che hai saputo leggere fra le righe, che sai bene cosa si vuole prevenire e dove vuole si andare a parare e hai ben capito da chi voglio “difendermi” e chi voglio prevenire, sempre gli stessi!
Certo io è te siamo abituati a spararle, a non nasconderci a metterci la faccia, a portare avanti le nostre idee, senza guardare né la convenienza personale né se le nostre sparate pestano i piedi ai politicanti di professione o al potente di turno.
Sono abituato quanto te a prendere gli schiaffi in faccia, ho iniziato molto piccolo quando i politici di professione attuali, ciucciavano ancora il calzino e trovavano la pappa pronta e forse lo ciucciano ancora e la pappa non ha mai iniziato neanche a farsela.
Ricordo quando per primo con una lettera alla Gazzetta prospettavo l’inciucio, mi sono arrivate da ogni dove tanti schiaffi, offese, derisioni, quella più delicata era pazzo visionario, eppure solo qualche mese dopo le mie visioni e solitarie elucubrazioni prendevano forma.
Ricordo anche l’articolo di qualche settimana dopo al Pungiglione, dove coniavo l’ormai famoso e patrimonio del lessico degli anni a seguire schieppandrini.
 Anche li ho preso tanti schiaffi e offese personali che miravano a distruggere il fastidio, con la demonizzazione, il discredito, l’attacco personale, erano è sono lo stesso sistema usato da certa “stampa” ora, contro la Boccassini, il direttore di Famiglia Cristiana, Fini e ogni oppositore, non che io voglia mettermi allo stesso livello anzi, ma il sistema è lo stesso ed io lo definisco un modo di far politica (da chiunque sia usato) che attinge nella cultura fascista e autoritaria.
All’inizio un Don Chisciotte contro la fantasia dei mulini a vento, visionario e pazzo agitatore, quella mina vagante del fruttivendolino, come mi definivano e mi definiscono i due compagni di merenda.
Solo qualche settimana dopo, certe visioni han preso forma e non ero  più solo a vedere i mulini ora reali, il fruttivendolino pazzo ha continuato imperterrito a essere deriso, prender schiaffi e pagare un carissimo prezzo personale.
 Tu sai bene che a gente come me e te, che crede in quel che fa, lo fa non per aver un tornaconto o una menzione. Non importa di prender schiaffi, di pagare, di essere derisi, a noi basta essere in pace con la nostra coscienza e con noi stessi e nonostante tutto lo rifaremmo non una, ma cento volte.
Noi per fortuna non siamo politici di professione e pur tentando di far politica professionisti non lo vogliamo diventare, vogliamo restare cittadini prestati alla politica e alla società civile.
Certo qualche soddisfazione l’abbiamo avuta, abbiamo risvegliato la coscienza e l’attenzione di molti cittadini come noi, abbiamo acquisito rispetto e considerazione da giornali e televisioni non solo locali, reso la vita difficile ai compagni di merenda di allora, che vorrebbero liberamente riimbandire la tavola ora.
Sai Mario, i giornali locali hanno pubblicato molte nostre prese di posizione, forse questo sta a significare che non erano solo fantasie, elecrubazionie e stronzate urlate al vento, quando ungiornale ha pubblicato che l’opposizione a Segrate, è da qualche tempo alla frutta, non intendeva che l’opposizione tradizionale era arrivata alla fine.
Ciao Mario dal  Fruttivendolino

Caro Augusto, devo ammettere che questa tua mi ha fatto molto piacere per una serie di motivi che andrò a elencarti.
Per primo il fatto che non avendo mai letto da anni, un tuo intervento diretto su discussioni o qualsiasi argomento, il fatto che tu abbia voluto iniziare e considerare me, piccolo e insignificante fruttivendolino, mi riempie d’orgoglio e di autostima e ti ringrazio per l’attenzione che hai voluto dare alle mie “stronzate”.
Certo questa tua, non è dovuta alla conseguenza di antichi proverbi,  ti hanno tirato per la giacchetta perché colpito nel segno, come, la lingua va, dove il dente duole.
Certo dall’alto della tua posizione hai voluto sdrammatizzare, consigliando una discussione meno seriosa e più effimera e romanzata, su argomenti che certo altrimenti assumerebbero ben altra valenza e non conviene che lo meritino.
Mi piace e accetto volentieri l’idea di continuare questo simpatico romanzo in modo meno serio e più ironico, in piena liberta poetica che è sempre concessa in questo caso.
Certo che tu ami il povero Paolo non era una novità, fin da piccolo hai cercato di fargli da chioccia proteggendolo e facendolo crescere al riparo delle tue possenti ali.
Come ogni padre pero, non ti sei accorto che quest’amore e la sua copertura era nota a tutti tranne che al figlioccio, che i bambini crescono e ingrati mirano a occupare il posto del padre.
Per di più lo hai mandato nel posto sbagliato (l’Avana), pensando che tutti gli eco oppositori, siano vetero rivoluzionari, comunisti, estremisti, mentre magari difendono solo leloro  idee e sono addirittura di destra o di centro, ma non ti crucciare è un modo di pensare e un errore e che fa anche il nonno Berlusconi, sarà mica un vizio congenito?
Anche l’agente Cristofori poverino si ritrova sempre a dover assolvere ordini ingrati e omicidi su cammissione, non ha ancora alzato lo sguardo abbassato quella sera su quel banco e smaltito il disagio, per aver dovuto ubbidire passivamente, all’ordine di guardar  uccidere la democrazia e la libertà.
Con l’ordine perentorio di non fermarsi davanti a nulla pur di raggiungere l’obiettivo imposto, ha dovuto accettare passivamente la prevaricazione squadrista, in un colpo solo per un ordine superiore (ricevuta nei corridoi di palazzo Isimbardi nota sede delle compagnie) e per il bene della “Nazione”.
  Rinnegare quel che a sempre combattuto con orgoglio e sacrificio, una vita di resistenza al sopruso cancellata in un attimo una splendida serata di marzo.
 Compito ingrato quello degli agenti, costretti a far finta di non veder i propri fratelli e compagni incatenati fuori, per dar spazio alle milizie “fasciste”.
Certo che con tutti questi potentati e servizi segreti scesi in campo e mai sopiti, è difficile raggiungere e recuperare libertà  d’azione, anche per il povero e bravo Giove, che più che del gran maestro Cuccia, rischia di fare la fine del Mattei di turno, impalato dagli agenti delle compagnie….edificatrici.

Caro Augusto è veramente bello scherzare cosi liberamente e poeticamente svincolati dalla dura realtà, e allora nel ringraziarti ne approfitto per commentare una tua intervista seguenti il tuo consiglio.


Quello che più mi sorprende nella tua intervista e che sia te stesso ad ammettere il tuo fallimento e la sua incapacità politica.
Quando dichiari che il PD a Segrate è all'opposizione da venti anni, dimentichi forse che sono giusto venti anni che sei te che ne imponi e ne detti la linea politica e l'incedere.
 Forse qualche responsabilità di questa lunga astinenza ti appartiene, certamente ti appartiene e sei responsabile del continuo travaso di consensi e della perdita di molti attivisti, tornati fra la gente a lavorar per la gente.

Perché non bastava l'egregio risultato ottenuto a Segrate in vent'anni, ti sei trasferito a Milano per portare la tua preziosa esperienza per far si di ottenere li, lo stesso risultato di Segrate, le due grandi sconfitte di Penati.

E' altrettanto sorprendente che tu ammetta candidamente di essere sempre in giro impegnatissimo, certo sarà per questo che negli ultimi anni non ti sei mai visto in consiglio comunale o un qualsiasi incontro pubblico, e sono portato a credere che tu non  sia un assiduo frequentatore del suo stesso circolo.
Sarà per questo che parlando  dal pulpito senza sapere di che cosa e di che, talmente assente dalla realtà segratese e forse dalla realtà politica attuale, che confondi il differente ruolo dei partiti tradizionali da quello delle liste dei comitati cittadini, più interessati al bene della loro città che a giochetti di palazzo, alchimie politiche e ascese al potere, costi quel che costi.
Ve ne sarebbe ancora molto per disquisire, mi permetto di fare una piccola proposta tra il serio e il faceto, se veramente sei disposto a fare e sacrificare tutto per portare il Pd di nuovo al governo di Segrate.
Perche non ti sacrifichi iscrivendosi al PDL, se prometti di continuare ad avere anche lì gli stessi risultati politici, il Pd vince facile facile.

A PROPOSITO forse non ti sei  accorto che anche il Pd nazionale nel fra tempo ha cambiato strategia, slogan e fiducia in se stesso esattamente come quello di Segrate.
Ora lo slogan è IL VENTO E’ CAMBIATO
Ma siamo certi anche di un’altra cosa, che pur di raggiungere il tuo ambito e amato potere non siamo disposti a sacrificare proprio tutto, NOI SIAMO CERTI DÌ FARCELA, ma con coerenza e serietà.

Ma ora finito l’ultimo capitolo di quest’appassionante romanzo torniamo a noi e alle cose serie, se dal tuo articolo non si evince quel che ho scritto e la nostalgia e l’elogio all’inciucio che sta a significare?
Spiegaci chiaramente e inequivocabilmente qual è la strategia politica, e le alleanze che il Responsabile dei circoli prospetta.
Se non lo fai vuol dire che tu  conti come il due picche cioè niente, ma a quel punto forse e meglio che lasci fare e parlare gli altri, che diano Mario, Santina e Giove spiegazioni e chiarimenti su quale strategia, quali alleanze, quale politica e che percorso vuole intraprendere il PD e se in modo definitivo si è abbandonata la voglia di ritorno al tuo passato.