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martedì 20 settembre 2011

SEGRATE-QUELL'ACCORDO PER BOFFALORA E CENTRO COMMERCIALE

                  UN ACCORDO IN DUE PUNTI DELETERIO?
 
COME DISSE L'UOMO DI PUNTA DEL PASSATO ED ATTUALE PD SEGRATESE SCHIEPPATI IN UN INTERVISTA, BOFFALORA E CENTRO COMMERCIALE FURONO I CARDINI E GLI OBBIETTIVI PORTANTI DA RAGGIUNGERE NELL'ACCORDO DI " COLLABORAZIONE" SOTTOSCRITTO........ORA I FRUTTI DI QUELL'ACCORDO SU BOFFALORA LI CONOSCIAMO, SPERIAMO CHE ANCHE L'ALTRO OBBIETTIVO NON SI TRASFORMI ANCHE ESSO  PER I CITTADINI IN UN CALVARIO

Dario Giove, segretario del Pd

Idroscalo center? Abbiamo evitato un'altra Boffalora

In una lettera la spiegazione dell'ingresso in giunta nel 2008, dopo l'appoggio al progetto: evitare le speculazioni avvenute in altre zone

Segrate, 20 settembre 2011 - Una lettera del segretario cittadino del Pd, Dario Giove, per spiegare ai segratesi le ragioni di una scelta diventata impopolare, quella battaglia al fianco della maggioranza Pdl per portare a compimento il progetto del centro commerciale dell’ex dogana. Era il 2008 e l’uscita dalla Giunta della Lega - contraria al progetto - per fare posto ai Democratici fece rumore.
A distanza di tre anni ne fa ancora di più: perché alla luce dell’indagine della Procura di Monza si sono moltiplicati i sospetti che quella mossa fosse solo finalizzata all’approvazione del megastore firmato dal Gruppo Percassi, finanziatore di Fare Metropoli, l’assocazione fondata da Filippo Penati, ex presidente Pd della Provincia e illustre accusato nell’inchiesta ex Falck. Con lui e con altri nomi noti della politica di Sesto sul registro degli indagati è finito, per l’ipotesi di corruzione, Michele Molina, consulente del costruttore bergamasco. Ma sotto inchiesta c’è anche il sindaco Adriano Alessandrini.

Così, una volta per tutte, Giove prende carta e penna per fare chiarezza sulla condotta del suo partito all’epoca dei fatti. «La vicenda del centro commerciale di Segrate – spiega Giove - è stata lunga e articolata, stante il peso e la complessità del progetto. Oggi il centro commerciale è una realtà non in discussione, che ha destato grosse preoccupazioni, documentate da vari interventi del PD nell’ultimo anno, affinché l’operazione non si trasformasse in un disastro analogo a quello del quartiere Boffalora, lasciando Segrate con una ferita enorme nel proprio cuore, senza una viabilità di cui si parla da 20 anni e con una Cassanese che, in modo intempestivo, l’attuale sindaco ha reso comunale addossando ai cittadini gli oneri economici dei lavori recentemente svolti».
Nello stesso Pd segratese, in molti hanno lanciato accuse sulla scelta di entrare in giunta al fianco del Pdl. E le accuse riguardavano presunti ordini di scuderia arrivati dai vertici del partito, leggasi Penati. «Le dichiarazioni di alcune persone, relative a presunti illeciti penali commessi nel contesto del progetto del Centro Commerciale – continua Giove - non possono essere affrontate in altro modo che non sia quello di sollecitare queste persone a denunciare immediatamente alla magistratura persone e fatti a loro noti senza frapporre alcun indugio. Viceversa, si aggiungono solo voci ad un coro di perditempo». E la lettera prosegue: «La prospettiva che l’accordo appena siglato possa fare partire le attività relative al centro commerciale è in questo contesto, assolutamente positiva. Il nostro compito sarà di vigilare affinché tutto proceda in modo corretto».

lunedì 12 settembre 2011

SEGRATE, PER IL CENTRO COMMERCIALE LA LEGA CON UN PIEDE IN DUE SCARPE

ALLORA ZINNI AVEVA RAGIONE!

 GRIONI, UN PIEDE IN DUE SCARPE?

Ho vissuto molto da vicino l'esperienza e il travaglio dell'amico Zinni e Non ho mai avuto dubbi che avesse ragione,
Ho avuto modo di apprezzarlo come assessore al Commercio, quando io rappresentavo l'Unione Commercianti San Felice, di apprezzare la sua disponibilità verso le nostre problematiche, l'inteligenza, la fantasia, la dedizione con cui le affrontava, sempre aperto al dialogo e al confronto, ad  accettare idee e proposte anche se venivano da altre posizioni politiche.
Non ho mai capito, anzi, ho fatto finta di non capire, perché Alessandrini non gli volle confermare quel ruolo, nonostante gli ottimi risultati e l'apprezzamento e il consenso manifestato da tutta la categoria.
Passò ai servizi sociali ed anche li si fece amare ed apprezzare, il consenso personale e politico fu unanime e non poté che aumentare, dando forse fastidio al sindaco e a qualche esponente illustre del suo partito.
Non dimenticando, gli interessi della categoria di cui era stato assessore, fedele e coerente verso i  principi fondatori della Lega Nord, manifesto subito apertamente la sua più totale contrarietà al progetto del centro commerciale, all'idea di anteporre interessi diversi a quelli fondamentali della sua città e dei suoi cittadini.
Fra me, esponente di punta  nell'impegno contro l'errore centro commerciale e l'esponente di punta della Lega Nord, nacque un'amicizia fatta di reciproca fiducia, rispetto e  fattiva e proficua collaborazione come quella dimostrata quando lo aiutai ad organizzare e gestire un assemblea pubblica a San felice, Assemblea dove responbili provinciali e deputati,  ufficializzavano la contrarietà della lega al progetto. 
Qual Cosa cambiò, Mentre Zinni in Consiglio Comunale continuava a portare avanti la linea decisa dal Partito e più volte riconfermatagli  in  incontri con la lega Provinciale, minacciando l'uscita dalla giunta, Davide Boni esponente leghista in Regione  sosteneva apertamente e col voto la scelta del Centro Commerciale sconfessando con i fatti la linea portata avanti da Zinni a Segrate.
Anche l'esponente illustre della Lega Segratese, pur riconfermando a parole la contrarietà al Centro Commerciale, certo non difese Zinni e non fece nulla per evitare il suo allontanamento da parte di Alessandrini, contribuendo a fare terra bruciata attorno a chi  coerentemente non si piegava e adeguava
Agnello  sacrificale di  interessi cambiati e diversi, fu sostituito in giunta da Grioni che cerco fino all'ultimo di evitare l'uscita dalla giunta della lega opponendosi con forza, a quella comunità di intenti trasversali che in seguito fu chiamato inciucio.
Mentre Il Consigliere comunale Rebellato continuò a manifestare in consiglio, sopra tutto la contrarietà all'inciucio e anche centro commerciale, il suo partito in regione fu tra i principali artefici dell'approvazione del progetto e del suo iter.
Sapevo che il progetto centro commerciale fu Partorito e sostenuto dalla  Regione e dalla giunta segratese, che la Lega fu tra i sostenitori e che la  Provincia fu coinvolta solo in un secondo momento, ma  fino a ieri  pensavo che almeno la lega territoriale quella segratese, avesse tutto il diritto di rinfacciare al PD l'inciucio e l'approvazione del Centro commerciale.
Ora dalle dichiarazioni di Zinni,  scopriamo che l'abitudine di Grioni di stare con un piede in due scarpe, arriva da molto più lontano di quella provata con la firma sulla petizione per salvare il golfo agricolo.
Zinni infatti dichiara che appena Grioni lo sostitui, si affretto a firmare una delibera di giunta in favore del centro commerciale adeguandosi a quanto già fatto in regione dal suo partito, dimettendosi poco dopo, in nome della contrarietà all'inciucio salvando la faccia sul centro commerciale.
Ora se questo fosse vero, e auspichiamo che Grioni e la lega segratese dimostrino il contrario, cade nella polvere anche la credibilità dello stesso Grioni e della Lega che fino ad ieri si ergevano a salvatori della città e dei diritti di tutti noi cittadini e comitati, che tanto ci opposimo e ancora ci opponiamo.
Ora che  la Lega segratese dimostri in modo chiaro ed inequivocabile la sua coerenza  e la verità dei fatti, altrimenti la finisca ad ogni occasione e in  ogni momento di difficoltà di intonare la solita cantilena della loro contrarietà al centro commerciale, perché che non lo sono mai stati lo ha gia dimostrato ampiamente in Regione e che non sono certo verginelli lo dimostra il loro programma elettorale confrontato al PGT da loro votato e sostenuto.
Procopio Gregorio

Dalla gazzetta della martesana del 12/09/2011
RETROSCENA  
Parla l'ex assessore silurato da Alessandrini perché non voleva il centro commerciale
ZINNI: «DI CATERINA ERA MOLTO DI CASA IN COMUNE...»



Segrate -  Ha lasciato la politica attiva dopo il trattamento subìto dal sindaco Adriano Alessandrini , e si è addirittura trasferito fuori Lombardia l'ex assessore della Lega Flavio Zinni . Non ne vuol più sapere di Segrate, ma accetta di ricostruire quel periodo che portò al ribaltone e alla sua fuoriuscita dalla Giunta: «Era il maggio del 2008 e sul tavolo l'operazione più importante e redditizia era quella del centro commerciale. Io, come da indicazioni del mio partito, ero totalmente contrario e rompevo le scatole su questo punto. Alessandrini quindi, dopo qualche discussione, mi ritirò le deleghe adducendo che non rappresentavo più il partito. Le cose stavano diversamente: in quei giorni ero stato ricevuto anche da Maroni e Giorgetti per avere conferma della linea da adottare. Quindi sostenevo le ragioni del partito... Ciononostante, il sindaco di Segrate mi ha licenziato e la mia carriera politica è finita». Zinni attualmente ha un negozio altrove e si dice comunque contento della propria situazione: «Sto bene, certo, ma non posso dimenticare il trattamento che Alessandrini ha messo in atto nei miei confronti. Eravamo anche amici. Non lo vedo più né ci siamo mai sentiti da quel giorno del maggio 2008. Al mio posto in Giunta entrò un tale Grioni (pure della Lega, ndr ) che approvò la delibera di Giunta per il centro commerciale». Silurato Zinni, il leghista intransigente, quindi l'esecutivo segratese ha potuto continuare sul progetto in questione. Ma la tangenti sono un'ipotesi verosimile? Secondo l'ex lumbard, contiguo al sindaco per anni, «Alessandrini e il suo assessore Orrico erano sempre lì con 'sto Di Caterina. O meglio, Di Caterina era molto spesso negli uffici del Comune. Certo, era titolare di un servizio, quindi la sua presenza poteva essere spiegata così. Non so che cosa facevano, né posso dire di averne sentore. So solo che in questa storia l'unico a pagare sono stato io. E pensare che ho sempre seguito la linea del mio partito... Nell'interesse dei segratesi»..

domenica 11 settembre 2011

Segrate per il Centro commerciale LETTERA A PENATI E LETTERA DI PENATI

IL CENTRO COMMERCIALE FRA DIMISSIONI DIRIGENZIALI  E SEMPLICISTICHE SPIEGAZIONI


Lettera di dimissioni
Ai dirigenti del
Partito Democratico
P.za Luigi di Savoia 22
MILANO
                      Con vivo rammarico vi restituisco l’attestato di fondatore del Partito Democratico.

                      L’esperienza trascorsa in questi mesi nel circolo di Segrate, dove un’incomprensibile e assurda politica amministrativa ha portato il partito a non avere di fatto nessun ruolo politico per il futuro (non è al governo né all’opposizione), mi ha portato a questa sofferta decisione.

                      Non mi preoccupa tanto avere opinioni contrastanti con quelle del gruppo dirigente né con la maggioranza degli altri militanti., trovo il confronto ed anche lo scontro politico un momento di effettiva democrazia.

                      Ma in questo caso non è così.

                      Tutto si è svolto nel più completo disprezzo delle regole (ci sono stati persino voti comprati durante le elezioni del coordinamento cittadino, episodio regolarmente denunciato ai garanti), non vi sono stati momenti di discussione vera, solo forzature regolarmente esercitate dal “gruppo dirigente”, preoccupato solo di portare avanti i propri interessi, anziché impegnarsi nella funzione costituente del nuovo partito, come imponeva il suo ruolo.

                      Il partito di Segrate oggi è diretto dai soliti volti noti della politica locale, compresi esponenti abituati a cambiare partiti come autobus, con la copertura di una portavoce che di fatto svolge funzioni di segreteria amministrativa del gruppo di comando, preoccupata più di assecondare le esigenze del sindaco, eletto dagli elettori della coalizione avversaria, che di rappresentare i propri iscritti.

                      Sono stati mesi di umiliazioni e di frustrazioni, non tanto nei miei confronti (la cosa mi interessa poco), ma soprattutto verso i nuovi arrivati nel PD, intendo quelli senza precedenti esperienze politiche, carichi di speranza e entusiasmo.

                      La ragione decisiva che mi ha portato a rassegnare le dimissioni da fondatore del PD, è stata la completa indifferenza degli organi dirigenti centrali (provincia e regione in primo luogo), più volte sollecitati ad intervenire.

                      Non si chiedeva di stabilire i torti e le ragioni, ma di garantire un regolare confronto democratico come previsto dal nostro statuto e sancito dal manifesto dei valori.

                      La frustrazione è più forte poi quando i dirigenti degli altri partiti (FI – AN – LEGA) intervengono, e pesantemente, sull’anomalia segratese, e i nostri semplicemente tacciono, silenzio e basta.

                      Mi sono iscritto alla FGCI nel 1973, ne sono stato segretario alla fine degli anni 70, anni di terrorismo e disagio giovanile; poi iscritto al PCI PDS DS, segretario dal 1989 al 1995, gli anni della Bolognina e di tangentopoli, che a Segrate è stata particolarmente pesante.

                      Non intendo rivendicare nulla, dico solo che le mia decisione non è frutto di facili ed effimere illusioni, non dico come molti militanti “ne abbiamo viste tante, abbiamo superato tante emergenze, supereremo anche questa”.

                      No, qui non è un problema di dissenso politico, di opinioni diverse, è un problema di dignità e soprattutto di democrazia.

                      Quando queste condizioni saranno ripristinate il mio contributo e le mie capacità non mancheranno.

                      Cordiali saluti

Firma Omissis........................

10 Luglio 2008


Risposta di Penati a una EMAIL di un cittadino 

sono a conoscenza delle perplessità che il progetto del nuovo centro commerciale di Segrate ha sollevato nei residenti. A questo proposito vorrei ricordare che erano state presentate tre domande di insediamenti commerciali approvate durante una Conferenza dei Servizi dal Comune di Segrate e dalla Regione Lombardia. L’Amministrazione provinciale che presiedo è stata coinvolta nell’ultima Conferenza del 2005 e in quella occasione aveva dato parere negativo, rimanendo invece a disposizione per un accordo di programma tra gli attori interessati. Tale accordo prevede la costruzione di un solo insediamento commerciale al posto dei tre richiesti e vincola l’intervento alla realizzazione di importanti lavori stradali per garantire che l’accesso al centro commerciale senza compromettere la viabilità della zona. Recentemente la Regione Lombardia ha avviato la procedura per firmare questo accordo in cui la Provincia partecipa attivamente e controlla che tutti gli interventi relativi al nuovo centro siano portati a termine.
La Provincia si è mossa con l’obiettivo di trovare soluzioni efficaci volte a migliorare e non a peggiorare il sistema stradale anche in relazione alle esigenze di raggiungere l’aeroporto di Linate e tutto il complesso dell’Idroscalo.
E’ proprio accogliendo le preoccupazioni riguardo all’impatto ambientale da parte di tutti quei cittadini che hanno scelto di abitare in questa zona per sfuggire al caos milanese, che la Provincia si sta muovendo nell’ambito dell’accordo perché vengano definite assieme ai comuni vicini delle proposte per garantire il miglior inserimento ambientale e paesaggistico della struttura che dovrà sorgere sull’ex area IBM. Un’area peraltro già edificata ed esterna al Parco Sud. Le proposte urbanistico-ambientali quindi dovranno prestare particolare attenzione nel proteggere i quartiere residenziali più vicini all’area di intervento.
Le procedure richieste dalla Provincia di Milano garantiranno inoltre a tutti gli enti e a tutti i soggetti interessati di essere coinvolti e di partecipare a tutti i passaggi di valutazione e decisione che riguardano quest’opera.

Cordialmente
Filippo Penati

SEGRATE IL CENTRO COMMERCIALE E IL PD NAZIONALE

NON SI PUO' DIRE CHE IL PD NAZIONALE E REGIONALE 
NON FU INTERPELLATO 
EPPURE NON DIEDE RISPOSTE NE INTERVENNE
Questa email  è una fra le tante che arrivarono ai dirigenti del PD, per denunciare e protestare per quanto stava avvenendo  a Segrate pur di arrivare ad approvare quel centro commerciale, che  tante dubbi e lacerazioni aveva portato nella città e nello stesso PD
Fu inviata a tutti gli indirrizzi evidenziati per metterli a conoscenza di quanto stava avvenendo e chiedere quindi il loro intervento
Publicheremo in seguito una risposta che arrivo da Penati ed una lettera di dimissioni di un dirigente del PD locale

Data: 04/14/09 12:07:25
Omissis--------EMAIL cittadini

Oggetto: COME FAR PERDERE LE ELEZIONI A PENATI A SEGRATE (MI)



In fondo alleghiamo il comunicato di condanna emesso dal PD per i gravi fatti avvenuti in consiglio comunale il 19 marzo.
Una presa di posizione che reputiamo positiva, anche se estremamente tardiva e che presenta però delle ambiguità e delle sottile e rilevanti insinuazioni:
Ambiguità che lasciano trasparire una difficile mediazione interna fra due diverse interpretazioni dell’accaduto.
Una coerente con la scelta ( mal digerita) di sostenere l’accordo di programma, ma non disposta ad accettare la negazione evidente dei diritti e delle regole costituzionali.
Una purtroppo che riconferma l’appiattimento sulle posizioni della PDL, in pieno stile collaborazionista, revisionista e negazionista, della realtà evidente e dei fatti accaduti.
Una realtà che i propri esponenti hanno vissuto e sostenuto  silenziosamente in consiglio comunale, una verità che gira sottoforma di denunzie foto e filmati su internet e su giornali anche nazionali, che anche i giornali più allineati non hanno potuto che condannare.
Si tenta di insinuare che vi sia stato uno scontro fra due diverse posizioni e fazioni “estremiste e sovversive” fra due contrapposte fazioni di ultras.
Si cerca di avvalorare il dubbio che tale orchestra sia stata diretta da professionisti della protesta radicale, tralasciando che tutto è stato orchestrato e diretto minuziosamente da chi voleva ottenere a tutti i costi quel risultato, anche a scapito delle più elementari regole di convivenza civile e di confronto e di dialettica politica e democratica.
Vi è il subdolo tentativo di screditare e ridimensionare l’incedere dell’unione dei comitati cittadini, figurandoli come rappresentanti di se stessi o di fazioni estremiste, staccati dalla realtà e lontani dal sentire comune della maggioranza dei cittadini.
Insomma il tentativo di sminuire tutto e tutti, pur di riconfermare e avvalorare quell’unione di interessi convergenti fra PDL e PD, uniti sotto un unico programma e un'unica visione dello sviluppo del territorio.
Una convergenza ed un unità programmatica che di per se la negazione delle regole fondamentali, della dialettica politica e democratica, fatta di diverse visioni programmatiche e di indirizzo che democraticamente si confrontano e si contrappongono.
A Segrate da tempo è in atto il maldestro tentativo di riesumare il vecchio compromesso storico, che aveva un senso in un particolare difficile momento storico, con attacchi violenti alla democrazia e che ora invece servirebbe solo a difendere ed aiutare palesemente interessi economici forti.
Crediamo che alla base di ogni democrazia non debba esserci il compromesso fra due movimenti politici diversi, tra due ideologie contrapposte, che il loro mettersi insieme non serva per governare ma per  spartirsi il potere. Al contrario crediamo, che debbano contrapporsi pur nel rispetto reciproco e governare alternativamente, se la maggioranza del popolo e degli elettori lo decidano liberamente sulla base dei risultati ottenuti.
Questo è il principio basilare su cui si fonda ogni paese democratico, ed è invece il contrario di quello che  è avvenuto e sta avvenendo a Segrate fra le due maggiori forze politiche ( PD- PDL).
Tutti i vari comitati e gruppi di opinione cittadini, hanno avuto proprio in questa evidente realtà e nell’assunzione di questa consapevolezza la base portante e propositiva per la loro unione di movimento e di intenti.
Proprio partendo da queste analisi che tutti i comitati cittadini, nati nel tempo per rappresentare esigenze e problematiche fortemente sentite dai cittadini e snobbate dai partiti, che hanno sentito l’esigenza di unirsi in un unico grande comitato cittadino “ Segrate domani ”.
Un grande comitato che preso atto della mancanza di una regolare dialettica e contrapposizione programmatica nell’interesse della cittadinanza, non potrà altro che candidarsi alle prossime elezioni comunali come soggetto forte, qualificato e pulito a rappresentare le reali aspettative della cittadinanza e proporsi per governare la città nel loro interesse.
SEGRATE FELICE
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IL PARTITO DEMOCRATICO
DALLA PARTE DEI SEGRATESI

Il PD esprime solidarietà ai cittadini rimasti esclusi dal Consiglio Comunale del 19 marzo


a causa della presenza di numerosi e dubbi individui, arrivati in anticipo a riempire la sala, che con Segrate non avevano nulla a che vedere.
 Prova inoltre sconcerto per la bagarre e per gli insulti alle forze dell'ordine
 messi in atto da gruppi di facinorosi

Il PD di Segrate, che crede nella possibilità di un coinvolgimento civico e genuino dei cittadini e della società civile nelle scelte importanti che riguardano la città,


deplora con forza questi eventi, auspicando che non si ripetano mai più.



Circolo P.D. Segrate,  Via Grandi 28. +393485128540 – www.pd-segrate.com
PROCOPIO GREGORIO ANDREA