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lunedì 30 gennaio 2012

CASO T-RED LETTERA AL SINDACO

CARO SINDACO, PRIMA DI TUTTO GARANTISCA SEGRATE

SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’
                        SEGRATE


 COMINICATO 28 gennaio 2012

Oggetto: Lettera al Sindaco

Egregio Sindaco,
Noi siamo sempre stati fermamente garantisti e convinti della necessità di sospendere ogni giudizio e considerazione, fino all’emissione del giudizio definitivo.
Proprio per questo, nonostante il sopraggiunto rinvio a giudizio sulla causa dei T-red, suo e dei suoi collaboratori, noi continuiamo a credere nella sua dichiarata innocenza e buona fede, coerentemente con la nostra convinzione garantista.

Al contempo chiediamo a lei, di essere altrettanto coerente, garantista e innocentista, come da lei per se stesso giustamente preteso.
 Di credere anche lei, a tutti quei cittadini che ritengono di essere stati ingiustamente accusati e multati, sospendendo fino al giudizio definitivo l’esazione “dell’ingiusta” multa, delle penali e “sovra tasse”, frutto di un meccanismo burocratico, subdolo e perverso.

Certamente non si può sorvolare che insieme a lei, e con accuse molto gravi, sono stati rinviati a giudizio dipendenti pubblici che ricoprono ruoli e incarichi importanti e fondamentali.
 Pur offrendo anche a loro la presunzione d’innocenza, lei ha il dovere istituzionale, di essere prima di tutto garantista nei confronti della città, dei cittadini e dell’Amministrazione.

Fermamente convinti, che sia un suo preciso obbligo e un passo necessario per garantire l’istituzione e la città che lei rappresenta, le chiediamo di sospendere, fino a giudizio definitivo, da ogni incarico affidatogli e ricoperto quei dipendenti pubblici che, accusati di reati molto gravi, rischiano di infondere dubbi e discredito sull’Amministrazione e sull’intera città.

Per Sinistra Ecologia e Libertà Segrate
      Procopio Gregorio Andrea

mercoledì 14 dicembre 2011

SEGRATE E LA LOTTA ALLA MAFIA, TUTTO A CORRENTE ALTERNATA

 ( LEGGI TUTTO) SEGRATE E LA LOTTA ALLA MAFIA, TUTTO A CORRENTE ALTERNATA

 LOTTA ALLA MAFIA, FRA EVENTI "PROMOZIONALI" E RIFIUTO DI ATTI CONCRETI (INGROIA INAUGURERA' A SEGRATE LA VIA 'FALCONE E BORSELLINO')

CARA LEGA ALMENO TU RIPENSACI!

giovedì 1 dicembre 2011

CHE FORMIGONI SI DIMETTA

CREDIBILITÀ REGIONE AZZERATA:
FORMIGONI SI DIMETTA, LA PAROLA TORNI AGLI ELETTORI

L’arresto del vicepresidente Nicoli Cristiani è l’ennesimo caso che si aggiunge all’elenco ormai insopportabilmente lungo di rilievi giudiziari riguardanti il Consiglio e la Regione.
Dai festini a luci rosse alla malasanità, dai rapporti con la ‘ndrangheta al traffico illecito di rifiuti, ce n’è davvero per tutti nel centrodestra lombardo, anche nelle posizioni istituzionali di maggior rilievo.
I filoni di indagine aperti sono molteplici e coinvolgono o in qualche modo riguardano consiglieri, assessori e dirigenti regionali di alto livello. E poi anche amici e parenti stretti.
Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura. Ma da subito occorre rilevare il dato politico: Formigoni, la sua Giunta, la sua maggioranza e la loro azione di governo non hanno più alcuna credibilità, progressivamente minata e a questo punto frantumata da una sequenza di inchieste impressionante.
A breve, per esempio, Regione Lombardia dovrà legiferare sulle cave. Viene da chiedersi, a fronte di quanto sta emergendo, con quale legittimità possa farlo. E il discorso vale ugualmente per tutto il resto, dal piano casa ai provvedimenti nel settore socio-sanitario.
Non è più accettabile alcuna mediazione. Non ci si può accontentare della rinuncia a un ruolo. Perché in discussione ci sono l’onorabilità e l’attendibilità dell’istituzione tutta.
Le ombre sono ormai troppe e troppo dense. Formigoni, peraltro sostenuto da un’alleanza che a livello nazionale non esiste più, ne prenda atto. E la parola torni agli elettori”.
 
 
Dichiarazione di Chiara Cremonesi e Giulio Cavalli,
consiglieri regionali Sinistra Ecologia Libertà

giovedì 17 novembre 2011

VIABILITA' SPECIALE- STORIA DI UN DELITTO PERPETUO

ERRORI E DIMENTICANZE DI CUI SEGRATE PAGHERA' UN PREZZO ENORME

Il primo stop alla viabilità speciale vi fù già molti moltissimi anni fà, prima la sopraggiunta e anche allora non calcolata falda, poi "complicazioni"  con conseguenze che si trascinarono per anni nelle aule giudiziarie, ed infine l'eliminazione delle dogane che arenarono per sempre i soldi spesi e i lavori fatti.
Gia allora una delle cause dei primi stop all'avanzamento lavori fu la falda.

La stessa che presa più volte come "scusa" insormontabile, fece in modo di non prendere neanche in considerazione, la nostra proposta di interrare la BreBemi, preservando cosi il territorio della nostra Città e salvando i cittadini di Tregarezzo.
Sempre chissà perchè la dimenticata falda, che adesso opprime i cittadini di Santa Monica o che causa ritardi biblici alla nuova viabilità speciale, con danni incalcolabili per la città e un notevole aumento di costi che certo farà la felicità di qualche costruttore.

Ora un altro grosso intoppo, sul percorso spuntano reperti archeologici del 1700, li in bella vista che nessono però si era degnato di prendere in considerazione.

Quello che ci sorprende e come si possano fare, su un proggetto cosi grande e iportante, degli errori e delle dimenticanze cosi macroscopiche, chi oltre alle tasche dei cittadini, dovrebbe pagarne le conseguenze e i danni.
Abbiamo imparato e c'è lo Ha insegnato la BreBemi, che in fase di progettazione si fanno tutte le verifiche del caso, escludendo e risolvendo per tempo tutti i possibili intoppi e possibili problemi.
Si fanno delle carotature e analisi idrogeolociche per conoscere la conformazione del terreno sottostante, la profondità della falda, il suo flusso e la sua altezza nelle varie stagioni.

La BreBemi su tutto il percorso, ha verificato preventivamente se vi fossero coplicanze di tutela ambientale e sopratutto siti e manufatti di interesse archeologico e storico.

Ma la storia antica della viabilità speciale non ha insegnato nulla e non è servita a evitare di rifare gli stessi errori, Non si è verificato in modo accurato e approfondito in fase di proggettazione la consistenza del terreno e della falda, che come ogni bambino sà, in pianura padana è molto alta.
Ora scopriamo che non si è neanche veriuficato se vi fosseri manufatti di interesse storico, in un territorio famoso e importante  fin dall'antichita.

Ma qualcuno pagherà per queste negligenze? o come al solito la responsabilità spettera al cittadino costretto a pagare e a subirne le conseguenze


Archeologi impegnati in alcuni scaviViabilità speciale a Segrate, nuovo stop

Il cantiere doveva tutelare un'antica chiusa

La Soprintendenza sospende i lavori per tutelare il manufatto del 1721. Esultano i cittadini, contenti che siano preservati il paesaggio e un pezzo di storia

Segrate, 17 novembre 2011 - Un simbolo del passato minaccia il futuro della viabilità speciale. Sul tracciato dove è prevista la costruzione della bretella di collegamento tra Lambrate e Pioltello infatti, spunta un reperto in muratura datato 1721 e di proprietà del conte Antonio Simonetta, marito di Teresa Castelbarco, che fu ciambellano e consigliere di Stato con vasti possedimenti nel milanese, a Imbersago e a Vaprio d’Adda.

Si tratta di un complesso di chiuse e canalizzazioni in pietra posto nell’area Est di Segrate, al confine con Pioltello, lungo il proseguimento della via don Sturzo, proprio a pochi passi dall’impresa di pavimentazioni Lucchini Artoni. Ditta che, quella bretella, l’avrebbe sfruttata senza esitazioni per il suo traffico pesante di tir e ruspe.
Un’area posta dunque subito sotto la tutela del Ministero, con il conseguente stop ai lavori per un’opera che pare davvero essere nata sotto le peggiori stelle, visti i notevoli problemi legati alla sua realizzazione anche a causa dell’innalzamento di una falda acquifera.
La notizia, originata da una segnalazione dei cittadini, arriva nientepopodimeno che dalla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Milano, ed è indirizzata al sindaco di Segrate Adriano Alessandrini. «Valutata l’antichità dei manufatti e la pregevole fattura degli stessi - si legge nella lettera firmata dal soprintendente Alberto Artioli - i reperti sono da considerare sotto tutela (de jure) fino all’effettuazione della verifica dell’interesse culturale», di cui si dovrà occupare il Ministero tramite la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia.
Non solo: «Fino a quando non sia stata effettuata tale verifica - prosegue lo scritto - le cose sono precauzionalmente sottoposte alla disposizione di tutela prevista dal decreto legge 42 del 2004».Scontate quindi le conseguenze di tale decisione: «Le opere di qualunque genere previste su questo terreno dovranno essere preventivamente autorizzate» secondo la cosiddetta «tutela monumentale».

Sembra dunque non esserci pace per quest’opera che lo stesso sindaco Alessandrini ha più volte definito fondamentale per la viabilità cittadina e soprattutto in ottica del prossimo arrivo della Brebemi.
Dal Comune, per il momento, nessun commento mentre i residenti esultano: «Così tuteliamo il paesaggio e un pezzo della nostra storia»
di Gabriele Gabbini

martedì 8 novembre 2011

T-RED, E ADESSO CHE COSA FACCIO?......BELLA DOMANDA!!!

TRUFFATI, VESSATI E PER DI PIU' BASTONATI
NOI POVERI CITTADINI ANCORA VITTIME DEI VAMPIRI

IN ATTESA DELLA ( SANTA ) ( PRESCRIZIONE) CHE POTREBBE "SALVARE" TUTTI I SOGGETTI POLITICI, ISTITUZIONALI ED IMPRENDITORIALI INDAGATI, CHI RIMANE COL CERINO IN MANO SONO I CITTADINI.  ( IN FONDO LA DOMANDA )

LE ASTUZIE PROCEDURALI MESSE IN ATTO, NON SEMBRANO VOLTE A FAR CHIAREZZA E GIUSTIZIA, MA PIUTTOSTO, A " NASCONDERE" PER SEMPRE IL MAL TOLTO, FRA LE PIEGHE DEL TEMPO.
QUESTO INTERESSE VA OLTRE I PRESUNTI CORROTTI E CORRUTTORI, OLTRE ALLA PRESUNTA RESPONSABILITA', DI CHI HA FORSE FALSIFICATO MACCHINE O (  APPALTI  )-

VA OLTRE A CHI HA LA RESPONSABILITA' DI AVER MESSO FAMIGLIE SUL LASTRICO,  CAUSA DI LICENZIAMENTI, DI DECURTAZIONI DI PUNTI E RITIRO DI PATENTI.

LA PRESCRIZIONE STA NELLA CRISI ECONOMICA IN CUI VERSANO I COMUNI CHE HANNO FATTO (CASSA  ) COI VAMPIRI, E SONO CENTINAIA.

STA NEI MILIONI E MILIONI DI EURO, CHE LE CASSE DEI COMUNI DOVREBBERO RESTITUIRE AI "TRUFFATI" CITTADINI, SE SI ARRIVASSE A UN  SENTENZA DI CONDANNA CHE SANCISSE L'IPOTETICA MALAFEDE.

MA NON APPROFONDIAMO QUESTI DISCORSI, DIVERREBBE INTERMINABILE E DA "TRUFFATI" CI FAREBBERO ANCOR PIU' INCAZZARE.

ALLO STESSO MODO CI FA ARRABBIARE  QUANTO CI RACCONTA UN AMICO, ENCHE ESSO VITTIMA DEL VAMPIRO E DELLA STUPIDITA' E OTTUSITA' DELLA MACCHINA BUROCRATICA, PIU' TESA A FINIRE DI SPOLPARE L'INCOLPEVOLE AGNELLO GIA' SACRIFICATO CHE A FAR GIUSTIZIA.....COME NOI TUTTI CI ASPETTIAMO
 
 Intanto a me, per una multa originariamente di 152 euro, presa sulla Cassanese il 22 dicembre 2006, è arrivata l'ingiunzione della San Marco SPA di Segrate di pagare 520 euro altrimenti passano all'esazione forzata. 
 Tra l'altro non ero io alla guida, ma un amico a cui avevo prestato l'auto.

Il 14 marzo 2007, sono andato con l'amico in questione al Comune di Segrate e abbiamo compilato il modulo apposito per dichiarare che non ero io alla guida ma, a quanto pare, questo non ha fermato la macchina burocratica. 

Ora che faccio contro questa doppia beffa: pago e sto zitto, faccio ricorso al giudice di pace spendendo più della multa rischiando comunque un responso sfavorevole o invito il Gabibbo a Segrate?
 ATTENDIAMO SUGGERIMENTI

venerdì 4 novembre 2011

SEGRATE Rivendeva le rotaie da "cestinare": arrestato


Un imprenditore di Segrate è finito nei guai
Il meccanismo commerciale è stato scoperto dalla Polfer veneta a Belluno, che ha anche evidenziato un forte danno patrimoniale per Rfi
Commenti
lavori in ferrovia
lavori in ferrovia
Segrate, 4 novembre 2011- Binari e scambi ferroviari destinati allo smaltimento sono stati sottratti per anni in maniera truffaldina ai danni della societa' Rfi e poi rivenduti: e' questo il meccanismo scoperto a Belluno dalla Polizia giudiziaria della Polizia Ferroviaria del Veneto che ha portato all'arresto del titolare di una societa' di Segrate (Milano) e alla denuncia di tecnici delle ferrovie, titolari e autisti di imprese di trasporto. Le indagini, per un periodo tra il 2004 e il 2008, hanno evidenziato un forte danno patrimoniale per Rfi.


dal giorno

lunedì 24 ottobre 2011

SISAS ORA CHE NON INCOMBE LA MULTA TEMPI BIBBLICI?

IL BANDO PER FINIRE LA BONIFICA VINTO DALLA

 General smontaggi di Novara

Continua l'odissea dei  rifiuti scomparsi dell'ex Sisas di Pioltello


280mila tonnellate di nerofumo, di cui 7.800 altamente inquinanti. Che fine hanno fatto? La Regione 'monitora' e l'Arpa assicura che in Lombardia non c'è pericolo ma i cittadini hanno paura
5683 rifiuti
Sopra gli impianti fotovoltaici attorno a Inzago, un paese nel nord della provincia di Milano, si è depositata una strana polvere nera. Qualche mese fa, intorno a luglio, in città si sentiva un odore fastidioso, poi scomparso. I cittadini, però, non son tranquilli e hanno chiesto a Fabio Pizzul, consigliere regionale Pd al Pirellone, di fare un'interrogazione all'assessore regionale al territorio, Daniele Bellotti, per capire cosa sta succedendo. Bellotti, ha risposto il 18 ottobre, dicendo che la Regione monitora, per quanto può, e che resta all'erta. Niente di più.
Tutto è cominciato quando, nel marzo del 2011, dall'area ex Sisas di Pioltello, 300mila metri quadri di impianti chimici ormai in disuso, arrivano svariate tonnellate di nerofumo, una forma particolare di rifiuto industriale. Dall'area dovevano sparire 280mila tonnellate di scorie in tempi brevissimi, dato che la Corte di giustizia europea aveva minacciato di multare l'azienda per non aver rispettato la direttiva che prevede l'obbligo di bonifica dei siti d'interesse nazionale (Sin). Così, lo svuotamento delle discariche di Pioltello avviene in fretta e furia. Ma il nerofumo sepolto nell'ex area Sisal ha diversi gradi d'inquinamento: si passa dalla "fuliggine" agli scarti solidi con codice 19.13.03.01, considerati materiale pericoloso. E alcune delle pratiche per mettere in sicurezza la scoria non vengono espletate come dovrebbero.

L'azienda che se ne occupa, la Daneco impianti, rassicura, però, che a Inzago si tratta di scorie di tipo 19.13.02, materiali solidi non inquinanti, che deve solo essere triturati e miscelati nel terreno. "Io mi sono preoccupato lo stesso quando ci hanno detto che portavano il nerofumo anche qui", dice Silvano Calvi, assessore all'ambiente di Pozzo d'Adda, un comune che dista poche centinaia di metri dalla discarica. Calvi, infatti, aveva letto i giornali, che raccontavano di un fascicolo d'inchiesta aperto dalla magistratura di Milano su segnalazione di Greenpeace.

Qualcosa non torna ai pm Paola Pirotta e Paolo Filippini. Secondo gli inquirenti sulla scrivania di Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica del ministero dell'Ambiente, è arrivata una tangente da 700mila euro, mandata dalla Daneco con lo scopo di rendere più veloci le pratiche per la bonifica dell'ex Sisas. Inoltre, i pm di Milano pensano che ci sia stato un declassamento di parte dei rifiuti, in modo che risultassero meno pericolosi: da 19.13.01, scorie speciali pericolose industriali, a 19.12.12, semplici rifiuti urbani. Infatti, il numero di aziende attrezzate per lo smaltimento dei pericolosi in Europa sono poche e molto costose. "In Italia si trovano in tre impianti: parte alla Valle sabbia servizi di Brescia, parte alla Xela di Cortaccia, in provincia di Bolzano e parte residuale all'Ecoenrgy di Noventa di Piave, in provincia di Venezia. Nessuna di queste, però, ci risulta attrezzata per smaltire rifiuti pericolosi", spiega Federica Ferrario, autrice del report Il mistero dei rifiuti scomparsi per Greenpeace. Inzago, quindi, sembrerebbe esclusa da questo giro, ma i cittadini ancora non sono sicuri di cosa ci sia interrato a pochi passi dalle loro case. "Che cosa succede sotto? Ora non sentiamo più odori ma non capiamo se i rifiuti stanno inquinando la falda o i terreni", continua Silvano Calvi.
L'Arpa, l'agenzia regionale per la protezione all'ambiente, assicura che i controlli sono stati fatti il 19 maggio e che non sono state riscontrate irregolarità.

Eppure questa storia convince poco l'ong ambientalista. Molti sono ancora i dubbi lasciati irrisolti dalla Daneco e a cui le istituzioni lombarde non hanno ancora risposto. Per esempio, non si sa ancora dove siani finite25mila tonnelate di materiale pericoloso, con un'altissima concentrazione di mercurio al suo interno. Al contrario, Greenpeace ha le prove che buona parte delle 280mila tonnellate di rifiuti bonificate sono finite alla Befesa, un'azienda spagnola che sta a Nerva, nella regione di Huelva. "Sappiamo per certo che in questo caso non c'è stato alcun trattamento dei rifiuti pericolosi", dice Ferrario. Nulla vieta che questo sia accaduto anche nelle discariche italiane. In luglio e in aprile, inoltre, ci sono stati "degli incendi sospetti proprio nelle aree in cui si trovano stoccate le scorie italiane", precisa Ferrario.

Per altro, la bonifica dell'area ex Sisas non è ancora completa. La Daneco ha provveduto a svuotare la discarica A e B, giusto il minimo indispensabile per evitare la multa della Corte europea. Manca ancora una discarica, la C, oltre al lembo di terra attorno alla zona di scarica, considerato pericoloso. A luglio, l'ultimo bando è stato vinto dalla General smontaggi di Novara, ma i tempi, ora che non pende più la sentenza della Corte europea, rischiano di essere infiniti.
Fonte
il pane e le rose

giovedì 20 ottobre 2011

SEGRATE, DE CATERINA NON DEMORDE E ACCUSA ANCORA ALESSANDRINI

IL SINDACO AVEVA ANNUNCIATO DI AVER DIMOSTRATO AGLI INQUIRENTI DI ESSERE ESTRANEO ALLE ACCUSE E DI NON AVER RICEVUTO NE CESTI  NE TANGENTI.

 DE CATERINA NON DEMORDE E CONTINUA AD ACCUSARE ALESSANDRINI PER UN IPOTETICA TANGENTE PER UN TOTALE DI 50.000 EURO

GLI INQUIRENTI VOGLIONO VEDERCI CHIARO E SBROGLIARE UNA VOLTA PER TUTTE LA MATASSA E CONVOCANO I RESPONSABILI DI ATM E SITAM

LE AZIENDE DICHIARANO CHE LORO NON CENTRANO NULLA, NON TOCCA A NOI PAGARE ERANO I COMUNI A DIVIDERSI I PROVENTI DEI BIGLIETTI

A noi semplici spettatori di un gioco che non piace, non resta che aspettare sempre convinti che nessuno è colpevole fino a prova certa.
Che non si può condannare nessuno solo per indiscrezioni o articoli di stampa

Non si può però, tenere nessuno sulla graticola e sul chi va la per anni, tutti hanno il diritto di dimostrare in fretta la propria estraneetà o la propria verità.
Capiamo anche le ragioni degli inquirenti, Per noi semplici ingenui e poco esperti, chiarire se sono girati soldi o meno,  sembra tutto talmente facile.

Basterebbe fare delle verifiche bancarie su tutti i conti Milanesi delle persone coinvolte, dei parenti, degli amici o persone a loro molto vicine.
A noi sembra talmente facile, valutare se qual cuno ha accumulato risorse, proprietà e azioni, in modo troppo veloce e poco chiaro, non congrue o  ricunducibile all'effettivo lavoro.

A noi sembra facile scoprire se qual cuno  ha speso più di quanto fosse lecito aspettarsi, ha ricevuto donazioni o sponsorizzazioni che lasciano dubbi come quelle gia scoperte a Milano

A noi sembra facile perchè non siamo gli inquirenti e non capiamo la difficoltà di indagini cosi complicate.e non sappiamo i metodi e le soluzioni per accumulare fortune rimanendo poveri in canna.o sistemi per denigrare e vendicarsi di ipotetiche o millantate promesse.

Piena fiducia quindi nei giudici, certi che faranno piena luce su tutti i filoni delle indagini nell'interesse della verità e dei cittadini.



lunedì 3 ottobre 2011

LA SEGRATE GIUDIZIARIA NON DIVENTI UNA SCALA REALE MASSIMA

SEMPRE SULLA CRESTA DELL'ONDA

Ancora in prima pagina il comune di Segrate e il Sindaco, sotto la lente e all'attenzione dell'opinione pubblica e delle procure, rimangono aperte le questioni T-RED e Il Trasporto pubblico  legato al caso Penati. di Caterina
Giusto per essere sempre sulla cresta dell'onda a Segrate da esperti giocatori di pocker  non si fanno mancare proprio niente.
Ricordiamo che rimane ancora all'atenzione degli inquirenti il caso Serravalle ( 1° lotto viabilità Speciale) legato al centro commerciale, che dubbi sollevò nella cittadinanza.
Ci mancherebbe  altro, che la procura si interessi della Lucchini ( gia fatto), delle innumerevoli rotonde, del verde,  dei marmi e degli infissi e delle partecipate, che da esperti giocatori a Segrate vinceremmo con una scala reale imbattibile.
A noi, questo gioco non piace, vorremmo che Segrate non vi giocasse e siamo fiduciosi e speriamo, che dimostri che non abbia mai voluto giocarci, anche se i miliardi di euro fra centro commerciale, interventi edificarori, e proggetti in vista della torta dell'Expo sono tanti, e molti potrebbero lasciarsi tentare dal sistema Italia.



giovedì 22 settembre 2011

UNA SANTA IN PARADISO PER TUTTI...LA PRESCRIZIONE

SAREBBE UNA VERGOGNA TIPICAMENTE ITALIANA
VERGOGNA

NON VOGLIAMO AGGIUNGERE NULLA A QUANTO RIPORTATO DAL GIORNO E DAL PERICOLO PRESCRIZIONE CHE INCOMBE, CI VERREBBE SOLO DA VOMITARE

AGGIUNGIAMO SOLO UN RICORDO, SULLA NECESSITA' DI CAMBIARE  NORMATIVE E LEGGI, DI TROVARE SCAPPATOIE CHE AVREBBERO POTUTO SALVARE SALVARE I COMUNI.

DEL PERICOLO EVIDENZIATO A SUO TEMPO, SUI MILIARDI CHE DOVREBBERO RESTITUIRE, SUL PERICOLO CHE I COMUNI POTESSERO SUBIRE GRAVISSIME CONSEGUENZE NEL DOVER RESTITUIRE IL MAL TOLTO.

MA IN TUTTO CIO' DOVE E' LA GIUSTIZIA

Dal Giorno

Caso T-red ormai la prescrizione è dietro l'angolo

Ancora una fumata nera in aula

Segrate, a tre anni dallo scandalo resta incerto l’avvio del processo. Alla terza convocazione dell'udienza preliminare ancora niente di fatto

semaforo
Segrate, 22 settembre 2011 - Inchiesta T-red, ennesima fumata nera. Sono passati tre anni ormai dallo scandalo che, partito da Segrate, si è esteso a macchia d’olio in tutta Italia. Trattasi dei famosi «vampiri rossi», o, per essere più chiari, gli impianti semaforici controllati da una videocamera pronta a immortalare l’avventato guidatore che si azzardi a passare col rosso.     
Semafori intelligenti, secondo le autorità, «succhiasangue» stando invece agli ignari modelli fotografati all’incrocio. Il pm Alfredo Robledo ritiene che quel breve intervallo di tempo tra lo luce gialla e quella rossa fosse il frutto di un disegno truffaldino: in altre parole, i semafori sarebbero stati modificati per generare multe in quantità e arricchire le casse comunali. Tant’è, resta il fatto che le indagini, cominciate nel 2008, si sono concluse lo scorso febbraio con la richiesta di rinvio a giudizio per 33 persone, tra cui il sindaco segratese Adriano Alessandrini, il comandante dei vigili urbani Lorenzo Giona e il suo vice Dario Zanchetta, con le accuse di turbativa d’asta e truffa. Per non parlare delle oltre 250 richieste di costituzione di parte civile presentate dai tanti multati.

E qui si chiude il tuffo nel passato. Già perché ieri, al termine della terza udienza preliminare al Tribunale di Milano, sarebbe dovuto arrivare il verdetto del gup sulle numerose richieste di parte civile. «Doveva», perché in mattinata è arrivata invece l’ennesima doccia fredda: «Non è successo nulla», il commento sconsolato dell’avvocato Maria Francesca Fuso, che cura 180 delle 250 istanze presentate. «Il giudice ci ha comunicato che sarà trasferito - racconta il legale - e, di conseguenza, non si occuperà più del caso, che passa a un altro magistrato».

Risultato? «Semplice, tutto rimandato alla prossima seduta del 29 novembre, quando finalmente avremo qualche indicazione sia sulle parti civili che sulle eccezioni di competenza territoriale». La difesa infatti, che per quanto riguarda il sindaco Alessandrini è curata da Pietro Gabriele Roveda, aveva avanzato dei dubbi sulla competenza territoriale al fine di spostare il processo, probabilmente a Como, sede di quella Cts che si occupava della gestione dei T-red. Un cambio di sede che, secondo molti tartassati, permetterebbe di guadagnare altro tempo, obbligando le parti a ricominciare tutto l’iter daccapo con un altro giudice.
«Più o meno quello che è successo in questo caso - tuona però la Fuso - dato che siamo ancora all’udienza preliminare dopo oltre tre anni anni dall’inizio dell’inchiesta e i reati di turbativa d’asta, per esempio, vanno in prescrizione dopo sette anni e mezzo». Non solo: «Alcuni dei miei assistiti si riferiscono a casi avvenuti nel febbraio 2003, questo significa che sono già caduti in prescrizione. Poi danno la colpa agli avvocati se i processi vanno per lunghe»
di Gabriele Gabbini

martedì 20 settembre 2011

ALESSANDRINI-DI CATERINA ,FRA INVESTIGATORI E MEMORIALI

                            FIOCCANO I MEMORIALI 

Mentre le proprie verità, ci vengono somministrate in pillole

Noi cittadini che paghiamo il servizio e il biglietto, aspettimamo fiduciosi, che prima o poi  qualcuno racconti anche a noi tutta la verità, tutta la storia, ne abbiamo il diritto.


Dal giorno

"Gara truccata: autobus scadenti e zero controlli"

Segrate, Di Caterina ha consegnato ai pm un dossier sull’appalto del trasporto pubblico ad Atm, di cui continua a contestare la regolarità
La 923 a Segrate, ex linea Caronte
Segrate, 21 settembre 2011 - «Subappalti non autorizzati, bus vecchi e più corti di quel che prescriveva il capitolato: a Segrate Atm ha fatto tutto quel che ha voluto». Prima ha scritto a mezzo mondo, ora parla Piero Di Caterina, patron della Caronte, vecchio gestore del trasporto pubblico cittadino, «trombato» dopo una gara di appalto portata in palmo di mano dal sindaco Adriano Alessandrini. A cui, il grande accusatore di Filippo Penati, nonché ideologo del sistema Sesto, dice di aver versato «fra il 2005 e il 2008 per quattro anni a Natale, bustarelle da 10mila euro l’una in cesti ricchi di leccornie».
Il primo cittadino «sgomento di fronte ad affermazioni del genere» due settimane fa è corso in Procura a Monza dal pm Walter Mapelli, titolare dell’inchiesta sulle presunte tangenti nell’ex Stalingrado di Italia e nella sua Segrate, per smentire ogni accusa. Al magistrato, il sindaco ha consegnato un dossier che racconterebbe tutta la storia dell’appalto dal suo punto di vista. «L’errore sta nel manico - attacca Di Caterina - dicono che ho perso i ricorsi al Tar, ma i giudici amministartivi non sono entrati nel merito. Non potevano, la nostra offerta non è neanche stata aperta e dunque ogni richiesta che la riguarda, decadeva in partenza».
La battaglia di Di Caterina sui trasporti è senza quartiere. «Ho ingaggiato degli investigatori per documentare quello che dico - spiega l’imprenditore - e ho consegnato gli esiti della mia inchiesta privata ai magistrati. Ci penseranno loro a dire se io mento, o se da anni denuncio fatti che nessuno ha mai preso in considerazione prima». La tesi di Caronte è che il capitolato d’appalto «sia stato congegnato in modo tale da escludere la mia azienda. Mi occupavo del servizio a Segrate dal 1987, in Comune sapevano benissimo come lavoravamo». Ma perchè mai l’amministrazione avrebbe dovuto far fuori la Caronte?
«Perchè facevo le pulci sui bilanci, il Sitam (Azienda trasporti milanesi, consorzio di gestori locali che vivono di rimborsi su corse e passeggeri in base ad un accordo con Atm nel 2000) mi deve 7 milioni di euro e non riesco a prenderli. Ho aspettato e aspettato, poi ho cominciato a rompere. Evidentemente troppo». Secondo l’imprenditore, «nessuno farebbe controlli su Atm dopo il suo ingresso a Segrate. L’azienda ha dato il via a subappalti senza avere le carte in regola: mancavano il contratto di servizio e l’autorizzazione come stabilito nel caso degli scuolabus. Una materia delicata in cui bisogna muoversi in base a parametri precisi».
A Milano Due si ricordano ancora quella volta che a prendere i bambini arrivò un pullman con i materassi nel corridoio, targa marocchina, usato probabilmente di notte da senza tetto. I genitori si erano fatti sentire e l’episodio non si era più ripetuto. Ma non è certo un incidente di percorso ad aver scatenato Di Caterina: «Il Comune aveva chiesto 106,06 euro a scuolabus al giorno per il servizio, un prezzo fuori mercato, che Atm pur di aggiudicarsi la commessa, ha accettato. Salvo poi sub appaltare a prezzi superiori, sul mercato il costo della prestazione è di 280 euro al giorno a mezzo - spiega -. Il mio concorrente lavora sottocosto, in un gioco di passivi e attivi che alla fine dell’anno su un bilancio come il suo, porta al pareggio, alla faccia nostra». «Appalto fotografia» per Di Caterina anche sull’età dei mezzi (reale 10 anni) e sulla lunghezza: «nel capitolato si chiedevano di 8 metri e mezzo (costo 170mila euro l’uno), mentre Atm ce li ha di 7,5 (costo 100mila euro) e al Comune va bene così».
di Barbara Calderola


SEGRATE-QUELL'ACCORDO PER BOFFALORA E CENTRO COMMERCIALE

                  UN ACCORDO IN DUE PUNTI DELETERIO?
 
COME DISSE L'UOMO DI PUNTA DEL PASSATO ED ATTUALE PD SEGRATESE SCHIEPPATI IN UN INTERVISTA, BOFFALORA E CENTRO COMMERCIALE FURONO I CARDINI E GLI OBBIETTIVI PORTANTI DA RAGGIUNGERE NELL'ACCORDO DI " COLLABORAZIONE" SOTTOSCRITTO........ORA I FRUTTI DI QUELL'ACCORDO SU BOFFALORA LI CONOSCIAMO, SPERIAMO CHE ANCHE L'ALTRO OBBIETTIVO NON SI TRASFORMI ANCHE ESSO  PER I CITTADINI IN UN CALVARIO

Dario Giove, segretario del Pd

Idroscalo center? Abbiamo evitato un'altra Boffalora

In una lettera la spiegazione dell'ingresso in giunta nel 2008, dopo l'appoggio al progetto: evitare le speculazioni avvenute in altre zone

Segrate, 20 settembre 2011 - Una lettera del segretario cittadino del Pd, Dario Giove, per spiegare ai segratesi le ragioni di una scelta diventata impopolare, quella battaglia al fianco della maggioranza Pdl per portare a compimento il progetto del centro commerciale dell’ex dogana. Era il 2008 e l’uscita dalla Giunta della Lega - contraria al progetto - per fare posto ai Democratici fece rumore.
A distanza di tre anni ne fa ancora di più: perché alla luce dell’indagine della Procura di Monza si sono moltiplicati i sospetti che quella mossa fosse solo finalizzata all’approvazione del megastore firmato dal Gruppo Percassi, finanziatore di Fare Metropoli, l’assocazione fondata da Filippo Penati, ex presidente Pd della Provincia e illustre accusato nell’inchiesta ex Falck. Con lui e con altri nomi noti della politica di Sesto sul registro degli indagati è finito, per l’ipotesi di corruzione, Michele Molina, consulente del costruttore bergamasco. Ma sotto inchiesta c’è anche il sindaco Adriano Alessandrini.

Così, una volta per tutte, Giove prende carta e penna per fare chiarezza sulla condotta del suo partito all’epoca dei fatti. «La vicenda del centro commerciale di Segrate – spiega Giove - è stata lunga e articolata, stante il peso e la complessità del progetto. Oggi il centro commerciale è una realtà non in discussione, che ha destato grosse preoccupazioni, documentate da vari interventi del PD nell’ultimo anno, affinché l’operazione non si trasformasse in un disastro analogo a quello del quartiere Boffalora, lasciando Segrate con una ferita enorme nel proprio cuore, senza una viabilità di cui si parla da 20 anni e con una Cassanese che, in modo intempestivo, l’attuale sindaco ha reso comunale addossando ai cittadini gli oneri economici dei lavori recentemente svolti».
Nello stesso Pd segratese, in molti hanno lanciato accuse sulla scelta di entrare in giunta al fianco del Pdl. E le accuse riguardavano presunti ordini di scuderia arrivati dai vertici del partito, leggasi Penati. «Le dichiarazioni di alcune persone, relative a presunti illeciti penali commessi nel contesto del progetto del Centro Commerciale – continua Giove - non possono essere affrontate in altro modo che non sia quello di sollecitare queste persone a denunciare immediatamente alla magistratura persone e fatti a loro noti senza frapporre alcun indugio. Viceversa, si aggiungono solo voci ad un coro di perditempo». E la lettera prosegue: «La prospettiva che l’accordo appena siglato possa fare partire le attività relative al centro commerciale è in questo contesto, assolutamente positiva. Il nostro compito sarà di vigilare affinché tutto proceda in modo corretto».

lunedì 19 settembre 2011

IL SINDACO DI SEGRATE DIFFIDA LA RAI


 Alessandrini Sindaco Segrate diffida Rai e Lucia Annunziata

Intanto i giudici ritengono le dichiarazioni Di Caterina e Pasini credibili ( in fondo l'agenzia)  Magni rimane in carcere


Milano, 19 set. - (Adnkronos) - A seguito delle dichiarazioni rese da Di Caterina ieri nella trasmissione 'In mezz'ora' di Lucia Annunziata, il sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini, ha diffidato la Rai e la giornalista. "Sto valutando con i miei avvocati - commenta il sindaco - una richiesta risarcitoria proporzionata ai danni che sono stati causati a me, ai miei collaboratori e al Comune di Segrate da una modalita' di fare giornalismo che non tiene conto dei fatti e delle persone su cui vengono vomitate accuse che gia' nelle sedi competenti non hanno trovato alcun riscontro".
IL LINK PER VEDERE LA TRASMISSIONE DI LUCIA ANNUNZIATA DOVE SI PARLA DEL SINDACO
TUTTO IN MEZZORA

(AGI) - Milano, 19 set. - Resta in carcere l'architetto Marco Magni, arrestato lo scorso 25 agosto nell'ambito dell'inchiesta sul presunto giro di tangenti corrisposte per le aree Falck e Marelli a Sesto San Giovanni, in cui e' coinvolto anche l'ex presidente della provincia Filippo Penati. I giudici del Riesame hanno ritenuto credibili le rivelazioni fatte da Giuseppe Pasini e Piero Di Caterina e sulle circostanze che hanno portato i due imprenditori a riferire i fatti illeciti aggiungono: "non sono mossi, nel rivelare fatti a loro conoscenza, da motivazioni di particolare valore morale, ma solo dal riscontro di non aver ottenuto, nonostante il tanto denaro versato nel tempo quanto si aspettavano". E aggiungono: "Che la motivazione posta alla base della loro scelta non sia dettata da pentimento, dall'ansia di fare giustizia e pulizia, ma dall'assenza del ritorno economico promesso, tuttavia non svilisce, a parere del collegio, la valenza delle dichiarazioni sotto il profilo della loro intrinseca credibilita'". I giudici hanno ritenuto inoltre "inadeguata" la misura degli arresti domiciliari per Magni a causa della possibilita' di inquinamento delle prove. (AGI) Mi6/Car

venerdì 16 settembre 2011

Segrate E IL CENTRO COMMERCIALE UN FILM E UNA SCENOGRAFIA GIA VISTA

                                     IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Come spesso succede la storia si ripete immancabilmente, guardi il  film e ti sembra di averlo gia visto, gia viste le scene, gli attori, la scenografia, la trama, il finale.
Ti sembra addirittura di rivedere e riconoscere, l'improntà dello stesso regista dietro la macchina a dettare i movimenti, di vecchi attori e nuove comparse.
Poi il film  in 3D inizia, ti coinvolge ti porta dentro fino a viverlo di persona, ma la senzazione di averlo gia visto non scompare anzi  aumenta, quella trama!!?....quelle scene!!?
Ma il titolo non mi ricorda nulla, è un titolo nuovo mai sentito, intrigante " L'INCIUCIO"

Il film inizia, è avvincente, intrigante e forse merito del 3D, ti coinvolge a tal punto di sentirti parte di esso.
Una regia e una scenografia perfetta, sicuramete frutto della grande esperienza del regista, di consumati e esperti attori e scenografi, abituati ed espeti nel ruolo assegnatogli

Un film  pieno di continui colpi di scena, cambi di ambientazione, intrighi, feste patinate, promesse e tradimenti e tanta, tantissima azione, un film che non perde mai il filo conduttore, il percorso prestabilito, la linea del susseguersi degli eventi, tracciato in modo magistrale dal regista.

Come ogni grande film giallo, il finale è il momento più esaltante e tragico, un terreno pieno di feriti e una città distrutta, lascia allo spettatore molti dubbi su cui riflettere, molte domande senza risposte, come un perfetto giallo non ti svela nulla, ti porta dritto al finale, scontato e stabilito fin dall'inizio IL CENTRO COMMERCIALE. 

Esci e hai una sola certezza, il centro commerciale, il resto come aveva prestabilito il regista sono solo dubbi e domande che ti fanno riflettere a cui però non sei attrezzato per dare risposte.

Il film ha un grande eco anche sui giornali specializzati, fino al punto che spettatori  più attrezzati di me cominciano ad analizzarne la trama scandagliando il percorso, l'ambientazione, la scenografia i personaggi principali di quel gran finale.

Finalmente forse qualcuno riuscirà a spiegarmi quel film giallo che ho guardato vissuto intensamente  e che non ho mai capito, che ancor oggi lascia aperte in me molte domande, molti dubbi e nessuna certezza.

Quello che mi lascia perplesso è che, durante la trasmissione del film, molte sono state le accalorate recensioni , alcune a favore atre contrarie, ora che il film è tornato nelle sale e ha di nuovo le prime pagine dei giurnali, i critici sia favorevoli che contrari sono completamente spariti ammutoliti.
Come se avessero paura di copromettere la loro autorevolezza, sembra che abbiano addirittura paura di essere riconosciuti come spettatori partecipi della sua messa in onda dichiarati colpevoli di chissa cosa .

Gli unici disposti a parlare del film e difenderne la trama, sono gli stessi consumati attori che da protagonisti scandirono gli eventi e dettarono la scenografia di quell'intrigante giallo che è L'INCIUCIO.

L'Inciucio, ora ricordo.... il titolo  era lo stesso come  la scenografia, la trama, molti attori, i protagonisti e addirittura l'obbiettivo e il messaggio e l'evolversi degli eventi  si!!  Insomma un plagio ben costruito frutto dell'esperienza e della storia
Anche nell'altro film vi era da approvare una grande edificazione, anche in quel film vi era la maggioranza ( quella volta di centro sinistra) che aveva difficoltà , anche in quell'occasione la minoranza (quella volta di destra ) entro in giunta, e anche quella volta appena approvato il progetto ne usci.

Insomma l'inciucio e un  film  ben costruito, ben programmato e ben organizzato ma pur sempre un plagio rimane, è bastato cambiare ed invertire i ruoli e a me haano fatto rivedere un film e pagare un prezzo che avrei volentieri evitato.

L'unica cosa che mi auguro anche se qualche dubbio rimane, che non abbia lo stesso risultato che ha avuto il fim precedente, finito fra la polvere  che la storia a relegato fra i piu brutti film ambientati a Segrate

giovedì 15 settembre 2011

PERCASSI OGGI A SEGRATE....DAL SINDACO?

PERCASSI VISITA SEGRATE?

Aravamo molto preoccupati e un po depressi,  per le dichiarazioni del Sindaco Alessandrini, quando affermava di non vedere il signor Percassi da almeno  due anni.

Due lunghissimi ed interminabili anni,
Non fraintendete, non siamo depressi per la lunga lontananza fra due fantasiosi  fidanzatini, che dopo una lunga frequentazione si separano e si allontanano, per due lunghissimi anni,. Non stiamo raccondando una favola o una storia di fantasia.
La nostra depressione deriva proprio dalle dichiarazioni del Sindaco e dalle implicazioni che da questa affermazioni si possono dedurre.
Come fa un Sindaco di una grande città come quella di Segrate, che ha appeno concluso un travagliato iter per la costruzione del più grande centro commerciale d'Europa, a non aver contatti con chi quel mostro lo costruisce, come fa a non chiedere informazioni su un progetto non ancora finito, ( ma allora come hanno approvato in consiglio, a scatola chiusa? ), a informarsi su quando partiranno i lavori, su quando partirà il secondo lotto della viabilità speciale, su quando si potranno portare in consiglio le approvazioni dei piani attuativi, come fa con il PGT?.
Quello che ci preoccupa non è che non si vedano da anni, ma che il Sindaco si sia un po sopito sull'affermazione" io il mio l'ho fatto ora tocca a voi" senza più interessarsi, che abbia interroto i rapporti fino a due anni fa molto intensi, lasciando la città a chi ormai ne possiede più di un pezzo.

Questo ritorno, certo non ha e non puo essere riconducibile in nessun caso alle azioni giudiziarie di cui si parla, deve essere necessariamente legato alla partenza del centro commerciale, dei piani attuativi, al PGT o a qualche sua carenza, forse addirittua alla consegna della scatola chiusa con dentro il proggetto definitivo.

Oppure e noi pensiamo che sia probabile, è la conseguenza di quel ""ne parliamo dopo le elezioni"" che Alessandrini avrebbe risposto a Percassi solo pochi mesi fa, alla sua richiesta di non attraversare la via Morandi interrando ma scavallandola con un ponte.
Dopo tante ipotesi fantasiose torniamo seri, non è certo usuale che Percassi visiti il nostro municipio o che passando abbia deciso di fare una visita di cortesia, certamente riguarda il centro commerciale e, vista la cronaca ma  sopratutto che i cambiamenti che esso portera nel nostro territorio e alla nostra vita, penso che sia utile un comunicato dell'amministrazione.

lunedì 12 settembre 2011

SEGRATE, PER IL CENTRO COMMERCIALE LA LEGA CON UN PIEDE IN DUE SCARPE

ALLORA ZINNI AVEVA RAGIONE!

 GRIONI, UN PIEDE IN DUE SCARPE?

Ho vissuto molto da vicino l'esperienza e il travaglio dell'amico Zinni e Non ho mai avuto dubbi che avesse ragione,
Ho avuto modo di apprezzarlo come assessore al Commercio, quando io rappresentavo l'Unione Commercianti San Felice, di apprezzare la sua disponibilità verso le nostre problematiche, l'inteligenza, la fantasia, la dedizione con cui le affrontava, sempre aperto al dialogo e al confronto, ad  accettare idee e proposte anche se venivano da altre posizioni politiche.
Non ho mai capito, anzi, ho fatto finta di non capire, perché Alessandrini non gli volle confermare quel ruolo, nonostante gli ottimi risultati e l'apprezzamento e il consenso manifestato da tutta la categoria.
Passò ai servizi sociali ed anche li si fece amare ed apprezzare, il consenso personale e politico fu unanime e non poté che aumentare, dando forse fastidio al sindaco e a qualche esponente illustre del suo partito.
Non dimenticando, gli interessi della categoria di cui era stato assessore, fedele e coerente verso i  principi fondatori della Lega Nord, manifesto subito apertamente la sua più totale contrarietà al progetto del centro commerciale, all'idea di anteporre interessi diversi a quelli fondamentali della sua città e dei suoi cittadini.
Fra me, esponente di punta  nell'impegno contro l'errore centro commerciale e l'esponente di punta della Lega Nord, nacque un'amicizia fatta di reciproca fiducia, rispetto e  fattiva e proficua collaborazione come quella dimostrata quando lo aiutai ad organizzare e gestire un assemblea pubblica a San felice, Assemblea dove responbili provinciali e deputati,  ufficializzavano la contrarietà della lega al progetto. 
Qual Cosa cambiò, Mentre Zinni in Consiglio Comunale continuava a portare avanti la linea decisa dal Partito e più volte riconfermatagli  in  incontri con la lega Provinciale, minacciando l'uscita dalla giunta, Davide Boni esponente leghista in Regione  sosteneva apertamente e col voto la scelta del Centro Commerciale sconfessando con i fatti la linea portata avanti da Zinni a Segrate.
Anche l'esponente illustre della Lega Segratese, pur riconfermando a parole la contrarietà al Centro Commerciale, certo non difese Zinni e non fece nulla per evitare il suo allontanamento da parte di Alessandrini, contribuendo a fare terra bruciata attorno a chi  coerentemente non si piegava e adeguava
Agnello  sacrificale di  interessi cambiati e diversi, fu sostituito in giunta da Grioni che cerco fino all'ultimo di evitare l'uscita dalla giunta della lega opponendosi con forza, a quella comunità di intenti trasversali che in seguito fu chiamato inciucio.
Mentre Il Consigliere comunale Rebellato continuò a manifestare in consiglio, sopra tutto la contrarietà all'inciucio e anche centro commerciale, il suo partito in regione fu tra i principali artefici dell'approvazione del progetto e del suo iter.
Sapevo che il progetto centro commerciale fu Partorito e sostenuto dalla  Regione e dalla giunta segratese, che la Lega fu tra i sostenitori e che la  Provincia fu coinvolta solo in un secondo momento, ma  fino a ieri  pensavo che almeno la lega territoriale quella segratese, avesse tutto il diritto di rinfacciare al PD l'inciucio e l'approvazione del Centro commerciale.
Ora dalle dichiarazioni di Zinni,  scopriamo che l'abitudine di Grioni di stare con un piede in due scarpe, arriva da molto più lontano di quella provata con la firma sulla petizione per salvare il golfo agricolo.
Zinni infatti dichiara che appena Grioni lo sostitui, si affretto a firmare una delibera di giunta in favore del centro commerciale adeguandosi a quanto già fatto in regione dal suo partito, dimettendosi poco dopo, in nome della contrarietà all'inciucio salvando la faccia sul centro commerciale.
Ora se questo fosse vero, e auspichiamo che Grioni e la lega segratese dimostrino il contrario, cade nella polvere anche la credibilità dello stesso Grioni e della Lega che fino ad ieri si ergevano a salvatori della città e dei diritti di tutti noi cittadini e comitati, che tanto ci opposimo e ancora ci opponiamo.
Ora che  la Lega segratese dimostri in modo chiaro ed inequivocabile la sua coerenza  e la verità dei fatti, altrimenti la finisca ad ogni occasione e in  ogni momento di difficoltà di intonare la solita cantilena della loro contrarietà al centro commerciale, perché che non lo sono mai stati lo ha gia dimostrato ampiamente in Regione e che non sono certo verginelli lo dimostra il loro programma elettorale confrontato al PGT da loro votato e sostenuto.
Procopio Gregorio

Dalla gazzetta della martesana del 12/09/2011
RETROSCENA  
Parla l'ex assessore silurato da Alessandrini perché non voleva il centro commerciale
ZINNI: «DI CATERINA ERA MOLTO DI CASA IN COMUNE...»



Segrate -  Ha lasciato la politica attiva dopo il trattamento subìto dal sindaco Adriano Alessandrini , e si è addirittura trasferito fuori Lombardia l'ex assessore della Lega Flavio Zinni . Non ne vuol più sapere di Segrate, ma accetta di ricostruire quel periodo che portò al ribaltone e alla sua fuoriuscita dalla Giunta: «Era il maggio del 2008 e sul tavolo l'operazione più importante e redditizia era quella del centro commerciale. Io, come da indicazioni del mio partito, ero totalmente contrario e rompevo le scatole su questo punto. Alessandrini quindi, dopo qualche discussione, mi ritirò le deleghe adducendo che non rappresentavo più il partito. Le cose stavano diversamente: in quei giorni ero stato ricevuto anche da Maroni e Giorgetti per avere conferma della linea da adottare. Quindi sostenevo le ragioni del partito... Ciononostante, il sindaco di Segrate mi ha licenziato e la mia carriera politica è finita». Zinni attualmente ha un negozio altrove e si dice comunque contento della propria situazione: «Sto bene, certo, ma non posso dimenticare il trattamento che Alessandrini ha messo in atto nei miei confronti. Eravamo anche amici. Non lo vedo più né ci siamo mai sentiti da quel giorno del maggio 2008. Al mio posto in Giunta entrò un tale Grioni (pure della Lega, ndr ) che approvò la delibera di Giunta per il centro commerciale». Silurato Zinni, il leghista intransigente, quindi l'esecutivo segratese ha potuto continuare sul progetto in questione. Ma la tangenti sono un'ipotesi verosimile? Secondo l'ex lumbard, contiguo al sindaco per anni, «Alessandrini e il suo assessore Orrico erano sempre lì con 'sto Di Caterina. O meglio, Di Caterina era molto spesso negli uffici del Comune. Certo, era titolare di un servizio, quindi la sua presenza poteva essere spiegata così. Non so che cosa facevano, né posso dire di averne sentore. So solo che in questa storia l'unico a pagare sono stato io. E pensare che ho sempre seguito la linea del mio partito... Nell'interesse dei segratesi»..

domenica 11 settembre 2011

SEGRATE IL CENTRO COMMERCIALE E IL PD NAZIONALE

NON SI PUO' DIRE CHE IL PD NAZIONALE E REGIONALE 
NON FU INTERPELLATO 
EPPURE NON DIEDE RISPOSTE NE INTERVENNE
Questa email  è una fra le tante che arrivarono ai dirigenti del PD, per denunciare e protestare per quanto stava avvenendo  a Segrate pur di arrivare ad approvare quel centro commerciale, che  tante dubbi e lacerazioni aveva portato nella città e nello stesso PD
Fu inviata a tutti gli indirrizzi evidenziati per metterli a conoscenza di quanto stava avvenendo e chiedere quindi il loro intervento
Publicheremo in seguito una risposta che arrivo da Penati ed una lettera di dimissioni di un dirigente del PD locale

Data: 04/14/09 12:07:25
Omissis--------EMAIL cittadini

Oggetto: COME FAR PERDERE LE ELEZIONI A PENATI A SEGRATE (MI)



In fondo alleghiamo il comunicato di condanna emesso dal PD per i gravi fatti avvenuti in consiglio comunale il 19 marzo.
Una presa di posizione che reputiamo positiva, anche se estremamente tardiva e che presenta però delle ambiguità e delle sottile e rilevanti insinuazioni:
Ambiguità che lasciano trasparire una difficile mediazione interna fra due diverse interpretazioni dell’accaduto.
Una coerente con la scelta ( mal digerita) di sostenere l’accordo di programma, ma non disposta ad accettare la negazione evidente dei diritti e delle regole costituzionali.
Una purtroppo che riconferma l’appiattimento sulle posizioni della PDL, in pieno stile collaborazionista, revisionista e negazionista, della realtà evidente e dei fatti accaduti.
Una realtà che i propri esponenti hanno vissuto e sostenuto  silenziosamente in consiglio comunale, una verità che gira sottoforma di denunzie foto e filmati su internet e su giornali anche nazionali, che anche i giornali più allineati non hanno potuto che condannare.
Si tenta di insinuare che vi sia stato uno scontro fra due diverse posizioni e fazioni “estremiste e sovversive” fra due contrapposte fazioni di ultras.
Si cerca di avvalorare il dubbio che tale orchestra sia stata diretta da professionisti della protesta radicale, tralasciando che tutto è stato orchestrato e diretto minuziosamente da chi voleva ottenere a tutti i costi quel risultato, anche a scapito delle più elementari regole di convivenza civile e di confronto e di dialettica politica e democratica.
Vi è il subdolo tentativo di screditare e ridimensionare l’incedere dell’unione dei comitati cittadini, figurandoli come rappresentanti di se stessi o di fazioni estremiste, staccati dalla realtà e lontani dal sentire comune della maggioranza dei cittadini.
Insomma il tentativo di sminuire tutto e tutti, pur di riconfermare e avvalorare quell’unione di interessi convergenti fra PDL e PD, uniti sotto un unico programma e un'unica visione dello sviluppo del territorio.
Una convergenza ed un unità programmatica che di per se la negazione delle regole fondamentali, della dialettica politica e democratica, fatta di diverse visioni programmatiche e di indirizzo che democraticamente si confrontano e si contrappongono.
A Segrate da tempo è in atto il maldestro tentativo di riesumare il vecchio compromesso storico, che aveva un senso in un particolare difficile momento storico, con attacchi violenti alla democrazia e che ora invece servirebbe solo a difendere ed aiutare palesemente interessi economici forti.
Crediamo che alla base di ogni democrazia non debba esserci il compromesso fra due movimenti politici diversi, tra due ideologie contrapposte, che il loro mettersi insieme non serva per governare ma per  spartirsi il potere. Al contrario crediamo, che debbano contrapporsi pur nel rispetto reciproco e governare alternativamente, se la maggioranza del popolo e degli elettori lo decidano liberamente sulla base dei risultati ottenuti.
Questo è il principio basilare su cui si fonda ogni paese democratico, ed è invece il contrario di quello che  è avvenuto e sta avvenendo a Segrate fra le due maggiori forze politiche ( PD- PDL).
Tutti i vari comitati e gruppi di opinione cittadini, hanno avuto proprio in questa evidente realtà e nell’assunzione di questa consapevolezza la base portante e propositiva per la loro unione di movimento e di intenti.
Proprio partendo da queste analisi che tutti i comitati cittadini, nati nel tempo per rappresentare esigenze e problematiche fortemente sentite dai cittadini e snobbate dai partiti, che hanno sentito l’esigenza di unirsi in un unico grande comitato cittadino “ Segrate domani ”.
Un grande comitato che preso atto della mancanza di una regolare dialettica e contrapposizione programmatica nell’interesse della cittadinanza, non potrà altro che candidarsi alle prossime elezioni comunali come soggetto forte, qualificato e pulito a rappresentare le reali aspettative della cittadinanza e proporsi per governare la città nel loro interesse.
SEGRATE FELICE
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IL PARTITO DEMOCRATICO
DALLA PARTE DEI SEGRATESI

Il PD esprime solidarietà ai cittadini rimasti esclusi dal Consiglio Comunale del 19 marzo


a causa della presenza di numerosi e dubbi individui, arrivati in anticipo a riempire la sala, che con Segrate non avevano nulla a che vedere.
 Prova inoltre sconcerto per la bagarre e per gli insulti alle forze dell'ordine
 messi in atto da gruppi di facinorosi

Il PD di Segrate, che crede nella possibilità di un coinvolgimento civico e genuino dei cittadini e della società civile nelle scelte importanti che riguardano la città,


deplora con forza questi eventi, auspicando che non si ripetano mai più.



Circolo P.D. Segrate,  Via Grandi 28. +393485128540 – www.pd-segrate.com
PROCOPIO GREGORIO ANDREA