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venerdì 11 febbraio 2011

BRAVO SINDACO ALESSANDRINI


  CONDIVIDIAMO E SOTTOSCRIVIAMO PIENAMENTE 
quanto detto dal Sindaco Alessandrini  davanti ad un assemblea a Castelnuovo, Segrate ricostruirà ma tutti dovranno sentirsi ed essere coinvolti-

" ricostruiamo la struttura distrutta, ma vogliamo vedere quasi tutti coinvolti e al lavoro. Ci vuole una presa di coscienza collettiva, se la gente di Castelnuovo si sveglia, anche se si sono bruciati tempo e soldi non sarà stato invano".

martedì 8 febbraio 2011

ALESSANDRINI DUBBI E ACCUSE DURISSIME SULLE FIAMME AL CENTRO POLIVALENTE ?

IN ORDINE: I FATTI E LE IPOTESI, DICHIARAZIONI DEL SINDACO DI CASTELNUOVO, DICHIARAZIONI DI ALESSANDRINI
Foto e video interviste in fondo
I FATTI
Ammontano a circa 400 mila euro i danni per l’incendio che nella mattinata di ieri ha distrutto il centro polifunzionale a San Pio delle Camere (L'Aquila), costruito dopo il terremoto nella frazione di Castelnuovo grazie alla solidarietà dei cittadini segratesi e pioltellesi.
Sul posto sono intervenute sei squadre dei vigili del fuoco,  nonostante il loro intervento il fuoco ha completamente distrutto  il centro polifunzionale e la chiesa annessa, costruito dopo il sisma del sei aprile a pochi metri dal paese duramente colpito.
E' andato in fumo anche un piccolo campanile di legno, dove era stata collocata  la campana della chiesa distrutta, realizzato e donato dai Vigili del fuoco di Roma. 
La causa dell'incendio dalle prime indiscrezioni sembra sia dovuto ad  un corto circuito: le fiamme sembra  si sono spigionate da un quadro elettrico. Ma gli investigatori non escludono altre ipotesi.
Momenti di forte paura per gli abitanti dei moduli che sono situati nelle immediate vicinanze, che fortunatamente e grazie all’assenza di vento non sono stati toccati dalle fiamme.
Il  fumo generato dalle fiamme si vedeva a decine di chilometri di distanza, secondo le prime indagini e rilievi effettuati, l'incendio è stato generato da un corto circuito dovuto a un sovraccarico di energia elettrica utilizzata per alimentare delle stufe per riscaldamento, Il centro non era comunque dotato di estintori.
Nonostante l'intervento massiccio di squadre di vigili del fuoco, sei unità per il centro polifunzionale che ospitava anche la chiesa e un'area ludica non c'è stato nulla da fare, le fiamme si sono subito propagate su tutto il coplesso
Il centro polivalente era stato donato dai cittadini del  comune di Segrate e con il contributo di Pioltello, per una spesa di circa 350mila euro. Ed era l'unico luogo di incontro ed aggregazione per gli sfollati. A breve i servizi sarebbero stati implementati.
''E' una nuova prova che il destino ci ha messo davanti. ma noi non cio arrendiamo.'' ha commentato uno sfollato di Castelnuovo.
Sull'incidente è stato aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, con l'accusa di incendio colposo.
IL SINDACO DI CASTELNUOVO
Non è del tutto chiaro per il sindaco Francesca D’Andrea,  “Dobbiamo accertare i fatti: si suppone che un corto circuito abbia innescato le fiamme, ma non ne siamo completamente certi”.
 “Per fortuna - spiega il primo cittadino - è andata bene se non altro per le persone e non ci sono stati feriti, visto che l’associazione ‘Ricostruiamo Castelnuovo’ aveva organizzato una mostra di progetti di architetti fiorentini”.
La D’Andrea ha già parlato con i rappresentanti del Comune di Segrate (Milano), che avevano donato al piccolo centro dell’Aquilano la struttura d’aggregazione rasa al suolo dalle fiamme.
“Ci siamo sentiti un attimo, giusto per comunicare loro la notizia - spiega - Vedremo come risentirci e cosa accadrà in futuro, in questo momento c’è prima ancora molto da capire sull’accaduto”
 
ALESSANDRINI DURISSIMO
“Dopo un anno e mezzo dall’inaugurazione il centro polifunzionale di Castelnuovo aveva ancora l’allaccio provvisorio all’impianto elettrico con un filo volante collegato al cimitero”.
È un vero atto d’accusa di sciatteria nella gestione rivolto ai responsabili della comunità locale quello del sindaco di Segrate (Milano), Adriano Alessandrini, deluso e furente  
Si è parlato di corto circuito all’impianto elettrico come probabile causa del rogo, su questo i carabinieri stanno ancora indagando, e pur senza lanciare accuse precise il sindaco dà credito all’ipotesi spiegando però che “noi avevamo lasciato impianti gas ed elettrico perfetti, mentre il collegamento era ancora provvisorio, è sconcertante”.

“L’ho detto spesso a loro e lo ripeto ora - sbotta Alessandrini - devono scegliere quale modello di ricostruzione adottare, quello virtuoso, del Friuli, o quello cattivo, dell’Irpinia? Mi pare che a due anni dal sisma sia stato scelto quest’ultimo. Non è stato fatto niente e per di più una struttura per la quale avevamo investito tutto, del valore ben superiore al milione, è andata completamente in fumo. Non tutto quello che penso è pubblicabile”.
Alessandrini premette che “non sto ragionando da leghista: …….Sarà molto dura - ammette - spiegare che tutto è andato in fumo alle parrocchie che hanno raccolto soldi, alle associazioni che hanno fatto spettacoli di beneficenza, ai vigili urbani che si prendevano le ferie per accompagnarmi all’Aquila e non hanno mai chiesto rimborsi. Mi chiederanno perché c’è stato l’incendio, e io non saprò cosa rispondere”.
Il sindaco ne ha anche per la sua collega di San Pio delle Camere, Francesca D’Andrea, che il giorno del rogo era fuori per un lutto e solo a cose fatte ha potuto raggiungere l’edificio in legno divorato dalle fiamme.
“Ci siamo sentiti brevemente - spiega con freddezza Alessandrini - e alle 20.30 ancora non era andata a vedere cosa era successo, fosse accaduto a Segrate io sarei andato in tre secondi. Quello che è successo purtroppo è più grave di un lutto, è la morte di una comunità che vede andare in fumo una struttura di pregio che era l’unico simbolo di speranza”.
“Inoltre - prosegue Alessandrini nel suo duro sfogo - nessuno mi ha telefonato, se non Fabio, il gestore del distributore Tamoil: un ragazzo che nei mesi dell’emergenza per me è diventato un amico, che però non è certo un rappresentante delle istituzioni. Il commissario per la ricostruzione? Non mi ha chiamato nessuno”.
Quanto agli scenari futuri, l’amministratore lombardo è incerto. “Venerdì verrò a vedere quello che rimane - annuncia - Aiutare ancora Castelnuovo? Questa volta la spinta non deve partire da noi, ci dev’essere una reazione della gente. In Egitto, in Tunisia, c’è stata una reazione forte, gli abitanti hanno voglia di fare o vogliono aspettare il Messia? Credo che non verrà”.
“Se ci sarà cambiamento - conclude - noi ci saremo. Ma il ‘dono’ in sé non basta, non va bene e si è visto: non è stato apprezzato. Ci vuole una rivoluzione interna forte”.


ALESSANDRINI

 Ai sostenitori del progetto “Segrate per Castelnuovo”.

Gentilissimi,

    con infinita tristezza Vi informo che un incendio divampato nella mattinata di sabato 5 febbraio ha distrutto il centro polifunzionale realizzato a Castelnuovo nel 2009 dal Comune di Segrate con lo straordinario contributo di tutti Voi.
              Sono addolorato per i Castelnovesi, per cui il centro rappresentava l’unico punto di riferimento e di rinascita in un paese tutto da ricostruire. Nello stesso tempo sono anche infinitamente amareggiato per l’intera Comunità segratese che, con la generosità che la contraddistingue, si era mobilitata per dare le ali e far volare il nostro sogno comune.
              Mi recherò a Castelnuovo in settimana per cercare di capire direttamente dalle autorità competenti come si sono svolti i fatti.
Lunedì 14 febbraio alle ore 15.30 ho fissato un incontro pubblico nella Sala consiliare
di via I Maggio,
durante il quale confido di poter dare notizie più precise a Voi e a tutte le realtà segratesi che insieme al Comune avevano partecipato alla eccezionale cordata di solidarietà pro Castelnuovo: parrocchie, associazioni, imprese, singoli cittadini.
Un momento di riflessione comune, Vi aspetto.
Un caro saluto

Il Sindaco
 Adriano Alessandrini

domenica 6 febbraio 2011

SEGRATE E PIOLTELLO SOLIDALI CON GLI AMICI DI CASTELNUOVO


LA NOSTRA VICINANZA E SOLIDARIETA' AGLI AMICI DI CASTELUNOVO FERITO DUE VOLTE
Un borgo ferito due volte. A quasi due anni dal lacerante terremoto che ha distrutto il piccolo Comune abruzzese di San Pio delle Camere, ieri è andato a fuoco un altro luogo simbolo della ricostruzione del borgo di Castelnuovo. Un rogo ha completamente distrutto il centro polifunzionale donato l’anno scorso dalla città di Segrate, che con una straordinaria mobilitazione cittadina aveva raccolto in pochissime settimane i 500mila euro necessari per realizzare il primo tassello della «città del domani». Invece, a Casteluovo il domani sembra non voler arrivare mai.
Le fiamme hanno divorato la struttura portante in legno, facendo implodere il tetto. Le travi non hanno retto e la costruzione si è accartocciata su se stessa come fosse un castello di carta. Potrebbe essere stato un corto circuito a scatenare l’incendio che, nel giro di poche ore, ha raso al suolo il centro, inaugurato il 29 agosto del 2009. Era diventato un luogo di aggregazione per i giovani e, tra i progetti futuri, c’era anche quello di utilizzare una parte della casa per dare appoggio a professionisti e lavoratori della zona per rilanciare le proprie attività.
Un laboratorio di idee insomma, per fare ripartire l’economia locale. Invece, il sogno è andato letteralmente in fumo. Una scintilla e poi le fiamme, che hanno bruciato la costruzione davanti agli occhi attoniti degli aquilani. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco insieme a polizia e carabinieri, per tentare di spegnere le fiamme. Molti gli abitanti della zona che hanno assistito all’incendio del centro, impotenti di fronte a questo nuovo scempio. Proprio in questi giorni infatti, nel centro polifunzionale era stata allestita una mostra sulla ricostruzione di Castelnuovo, una rassegna di progetti e idee degli studenti della Facoltà di Architettura di Firenze. Tocca alle perizie tecniche dei vigili del fuoco ora stabilire con esattezza le cause dell’incendio. Sull’incidente è stata aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, con l’accusa di incendio colposo.
A San Pio delle Camere, un paesino di 600 abitanti arroccato sulle montagne vicino a L’Aquila, il sisma aveva distrutto oltre la metà delle abitazioni e causato la morte di cinque persone. Uno dei luoghi più colpiti era proprio il borgo di Castelnuovo. La catena di solidarietà che ha legato con un affetto profondo i segratesi a questo sfortunato paesino abruzzese era iniziata poche ore dopo il terremoto, quando il sindaco di Segrate Adriano Alessandrini si era messo al telefono alla ricerca di una comunità cui tendere la mano. Aveva telefonato a tutti i municipi della zona, ma in quelle drammatiche ore tutto era fermo e deserto. Ad alzare il ricevitore era stato il sindaco di San Pio delle Camere. A quel punto, a Segrate era scattata una gara di solidarietà. Associazioni, cittadini, aziende pubbliche e private avevano contribuito a raccogliere 500mila euro per realizzare il progetto e costruire la struttura in legno.
Il centro era stato realizzato a tempo di record: Alessandrini e e il suo regalo ai castelnovesi erano arrivati in Abruzzo prima del presidente lombardo Roberto Formigoni e perfino delle inaugurazioni del premier Berlusconi. Una struttura polifunzionale con asilo, biblioteca, sale studio e ricreazione, sale per gli anziani e spazi collegati alla rete dove i professionisti del paese potessero riprendere la propria attività. Per ironia della sorte, erano stati proprio i Vigili del Fuoco i primi a dare una mano nella costruzione del centro polifunzionale, oggi ridotto a un cumulo di macerie.






di Patrizia Tossi