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lunedì 30 gennaio 2012

CASO T-RED LETTERA AL SINDACO

CARO SINDACO, PRIMA DI TUTTO GARANTISCA SEGRATE

SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’
                        SEGRATE


 COMINICATO 28 gennaio 2012

Oggetto: Lettera al Sindaco

Egregio Sindaco,
Noi siamo sempre stati fermamente garantisti e convinti della necessità di sospendere ogni giudizio e considerazione, fino all’emissione del giudizio definitivo.
Proprio per questo, nonostante il sopraggiunto rinvio a giudizio sulla causa dei T-red, suo e dei suoi collaboratori, noi continuiamo a credere nella sua dichiarata innocenza e buona fede, coerentemente con la nostra convinzione garantista.

Al contempo chiediamo a lei, di essere altrettanto coerente, garantista e innocentista, come da lei per se stesso giustamente preteso.
 Di credere anche lei, a tutti quei cittadini che ritengono di essere stati ingiustamente accusati e multati, sospendendo fino al giudizio definitivo l’esazione “dell’ingiusta” multa, delle penali e “sovra tasse”, frutto di un meccanismo burocratico, subdolo e perverso.

Certamente non si può sorvolare che insieme a lei, e con accuse molto gravi, sono stati rinviati a giudizio dipendenti pubblici che ricoprono ruoli e incarichi importanti e fondamentali.
 Pur offrendo anche a loro la presunzione d’innocenza, lei ha il dovere istituzionale, di essere prima di tutto garantista nei confronti della città, dei cittadini e dell’Amministrazione.

Fermamente convinti, che sia un suo preciso obbligo e un passo necessario per garantire l’istituzione e la città che lei rappresenta, le chiediamo di sospendere, fino a giudizio definitivo, da ogni incarico affidatogli e ricoperto quei dipendenti pubblici che, accusati di reati molto gravi, rischiano di infondere dubbi e discredito sull’Amministrazione e sull’intera città.

Per Sinistra Ecologia e Libertà Segrate
      Procopio Gregorio Andrea

domenica 27 novembre 2011

SEL SEGRATE: UNA DOMENICA NELLA GRANDE SEGRATE

SEL SEGRATE: UNA DOMENICA NELLA GRANDE SEGRATE:


STORIA DI UNA DOMENICA NELLA GRANDEUR SEGRATE
FRA FIORELLINI,  ROTONDE E GRADI INTERVENTI
( IL  BENESSERE DI UNA CITTA' NON SI MISURA NELLA RICCHEZZA ; DALL'OPULENZA O DALL'ESTETICA, MA DALLA QUALITA' DEL VIVERCI)
...

giovedì 10 novembre 2011

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ESSELUNGA CAPROTTI


LA NOSTRA PIENA CONDIVISIONE ALLA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ESSELUNGA CAPROTTI 

LETTERA CHE ANCHE SEGRATE FELICE, COME GIA' TERRITORIO E SOCIETA'PIOLTELLO, SOTTOSCRIVE INVITANDO TUTTI I CITTADINI E LE FORZE POLITICHE A FARE ALTRETTANTO

IL TESTO DELLA LETTERA A CAPROTTI

Egregio dottor Caprotti,
ci rivolgiamo a Lei come fondatore di una delle principali imprese di distribuzione del nostro paese. Da oltre 50 anni le famiglie apprezzano i prodotti, l’organizzazione e l’approccio al cliente dei suoi supermercati. Lo sa che tanti di noi ormai non dicono più “vado a fare la spesa”? Dicono semplicemente “vado all’Esselunga”. Proprio così egregio dottore! La sua azienda non solo è entrata nella nostra vita quotidiana, ma ha modificato perfino il nostro linguaggio. La Fidelity card per le nostre famiglie è preziosa quasi come il bancomat. I “punti” che si accumulano ad ogni passaggio in cassa si trasformano in piccoli elettrodomestici, macchine fotografiche, strumenti per le nostre case. Non c’è dubbio che Lei sia stato un grande innovatore, come si dice oggi.

Una scrittrice americana, nel descrivere la sua impresa che data dal 1957, considera il self service “l’invenzione più importante nel settore della distribuzione degli ultimi vent’anni”. E ancora: “A metà degli anni Cinquanta lanciare un vero e proprio supermercato in Europa era considerata un’impresa rischiosa, specialmente per i neofiti”. E poi l’idea dei parcheggio come necessario complemento del negozio, quando le macchine erano ancora poche e la città non ancora in preda allo sprawl. Oggi tutti invocano l’innovazione, ma mancano gli innovatori. Chi avrebbe pensato a quel tempo di affidare a un grande architetto la realizzazione di un punto vendita? Prima Gio Ponti, col Supermaket di viale Zara, e poi il sodalizio con Ignazio Gardella e l’Esselunga non è più solo una ditta, ma diviene uno stile, un modello. I supermercati “te li farò tutti uguali, ma saranno tutti diversi uno dall’altro”.

Ed è stato proprio così, il mattone a vista come elemento compositivo caratteristico e la contestualizzazione insediativa nel luogo a caratterizzare non solo il negozio, ma l’intero quartiere, la città. Questo e altro ancora è per noi l’Esselunga. Il marchio lo conoscono tutti, anche se pochi sanno che è stato ispirato da un grande designer come Max Huber.

Oggi però siamo tutti un po’ tristi. Vediamo i lavoratori attendati fuori dai magazzini, cerchiamo di capire e sentiamo storie che avevamo conosciuto solo nei romanzi di Jack London. È vero, non è un problema Suo, non è una responsabilità di Esselunga. Ma è poi davvero così? Parliamo della sostanza, non della forma o dell’aspetto legale. Davvero non La riguarda ciò che accade in casa sua, nella sua azienda? Davvero si può pensare che Lei non possa nulla per migliorare un sistema di relazioni che, francamente, a volte non è all’altezza di un paese civile? E soprattutto non è all’altezza dell’immagine della Sua grande azienda. Certo l’immagine pubblica del nostro paese non è granché di questi tempi, ma vale la pena di adeguarsi? Perché non dare un segno di discontinuità? Perché restare nel solco e non indicare, invece, la strada?

Ci rivolgiamo dunque a Lei, egregio dottor Caprotti, perché riconosciamo nella sua figura di imprenditore coraggioso, sempre innovativo, l’uomo capace del colpo d’ala. Cosa vuol dire innovare oggi? Nel terzo millennio, nella globalizzazione dei mercati e della forza lavoro? Non significa forse anche creare condizioni perché il lavoratori immigrati possano sentirsi un po’ più a casa? Un po’ meno stranieri? Un po’ più cittadini come gli altri? È un processo inevitabile, lo sappiamo, che durerà molti anni. La storia provvederà da par suo, ma solo chi sarà stato capace di coglierne per tempo l’inevitabilità e accelerare il compiersi del destino sarà riconosciuto come un pioniere e un inventore. Per tutto questo Le chiediamo, egregio dottore, di guardare con attenzione, con disponibilità e generosità a quanto sta accadendo nella sua, e nostra, Esselunga.

Con immutata stima

Mario De Gaspari, già sindaco di Pioltello                       

Pioltello, 9 novembre 2011

TERRITORIO E SOCIETA PIOLTELLO
SEGRATE FELICE

mercoledì 26 ottobre 2011

LUCHINI ARTONI UN INTERPELLANZA ANCHE A PIOLTELLO

CONTRO LA LUCCHINI  FINALMENTE " L'OPPOSIZIONE" SI ALLARGA

Avevamo già espresso la nostra contrarietà all'autorizzazione richiesta dalla Lucchini di ingrandirsi,  Chiedendo a un Consigliere Provinciale il suo interessa mento con un interpellanza in Consiglio Provinciale. ( Provincia interpellanza ) Lanciando noi, all'incontro organizzato dalle Acli a Segrate,l'idea di delocalizzazione ripresa e  fatta propria in seguito  da Segrate Nostra
Avevamo anche espresso seri dubbi e molte domande sulle autorizzazioni, sull'uscita da via Rugacesio, sulle distanze della recinzione dal sedime stradale e la verifica al catasto per una ipotetica appropriazione di terreno demaniale. ( -artoni-cosa-ce-sotto-l'asfaslto.)
Tutte domande rimaste inevase, tranne scoprire poi che il Comune forse sollecitato dai nostri post ha chiesto alla lucchini di presentare le documentazioni alle autorizzazioni ( SASSOLINI )

Ora pubblichiamo un interpellanza, presentata al Consiglio Comunale di Pioltello dalla Lista per Pioltello, interpellanza che ha già ricevuto il plauso e l'adesione della Lista  Civica Territorio e Societa   
Un plauso e un adesione a cui ci associamo


INTERPELLANZA

Interpellanza Pioltello 13/10/2011

Alla cortese attenzione del sig Sindaco del Comune di Pioltello

Gli abitanti di Segrate e della frazione Rugacesio del nostro comune da ormai alcuni anni
protestano per le emissioni maleodoranti e per il rumore sia diurno che notturno proveniente dagli
impianti per il trattamento del bitume e di materiale di asporto dagli scavi della ditta Lucchini-
Artoni, ditta collocata in territorio di Segrate al confine con Pioltello.
Negli scorsi mesi di Maggio e Giugno 2011, nelle ore serali e ripetutamente , le emissioni di
scarichi irritanti per le vie aeree superiori provenienti dagli impianti di questa ditta ha provocato
disturbi in numerose persone che abitano nella zona e che hanno allertato ASL, Vigilanza Urbana,
Arpa e Carabinieri.
Tali sostanze irritanti a più riprese sono state percepite, in particolari condizioni di vento, anche
nell’abitato di Seggiano, creando allarme nella popolazione costretta in condizioni di bel tempo a
chiudere le finestre delle abitazioni in tutto il quartiere.
E’ noto che la stessa ditta ha richiesto al Comune di Segrate il rilascio di un’autorizzazione per la
costruzione di un impianto di notevoli dimensioni sul medesimo terreno di confine dove già sono
depositate consistenti masse di detriti bitumosi.
Già nella situazione attuale, la movimentazione dei mezzi pesanti sulla via Rugacesio provoca
notevole disturbo al traffico e le colline di macerie e fresatura di asfalti, accumulate sul terreno
agricolo costituiscono un problema per il rischio di frane sui terreni circostanti e di inquinamento
della falda.
Da un esposto dei cittadini di Segrate risulterebbe inoltre che lo stesso accesso della Lucchini
Artoni sulla strada che collega Rugacesio con Segrate sia abusivo.
Dalle notizie di stampa si evince infine che la stessa ditta è coinvolta in ripetute violazioni della
legalità.

Ciò premesso il sottoscritto Consigliere Comunale chiede di sapere quali provvedimenti
l’Amministrazione Comunale di Pioltello abbia messo in atto a tutela della salute e della qualità
della vita dei cittadini pioltellesi che abitano nelle zone limitrofe e che tipo di iniziative abbia
intrapreso per evitare che il territorio di confine con Segrate diventi una fascia di ulteriore degrado.

Distinti saluti


Giovanni Moretti
Consigliere comunale della Lista per Pioltello

giovedì 6 ottobre 2011

LUCHINI ARTONI E POLITICI DISATTENTI

  SASSOLINI   

  Ho iniziato ad interessarmi della Luchini Artoni già molto tempo fà e per altri motivi da quelli che ora giustamente sollevano i cittadini e che finalmente hanno catturato l'interesse dei Partiti.

  Da tempo chiedo che la pista ciclabile di via Rugacesio venga finalmente collegata a quella di Pioltello, pochi metri che aprirebbero possibilità interminabili di percorrenza e collegamenti importanti oltre a mettere in sicurezza i cittadini che a piedi o in bicicletta percorrono in ambo i sensi di direzione quella strada.

Ho molto insistito affinche qulche partito presentasse una mozione in tal senso, ho assistito al Consiglio Comunale e alla commissione dove la problematica è stata sollevata, dove il Sindaco e il presidente della Commissione spiegavano le difficoltà della sua esecuzione, la necessità di un accordo con la "proprietà luchini" che consentisse l'esecuzione di quei 50 metri di ciclabile. 
Non voglio entrare nel merito di un accordo cercato e voluto fra le parti ( Comune- Luchini) che ora una parte sconfessa, probabilmente costretta suo malgrado dalla forte protesta dei cittadini, "tradendo" forse " promesse" e accordi gia raggiunti visto la richiesta della lucchini ( andata per fortuna male)

Mi piacerebbe ora  avere risposte che non mi arrivarono mai, nonostante le feci insistentemente e chiedendo il loro intervento per l'accesso agli atti e al catasto,

Chiesi a molti partiti  e al presidente della commissione di verificare alcuni miei ricordi  dato che in quella zona e fra quei campi vi sono cresciuto, chiesi di verificare se alcune norme del codice stradale fossero rispettate, se e quando fossero state date delle autorizzazioni e se vi fosse stata un appropriazione" indebita di terreno demaniale.

 Non ricevendo ne interesse verso le mie domande e risposte alle mie insistenti richieste (  lucchini-artoni-cosa-ce-sotto-lasfaslto.       mi convinsi ancor di più che qual cosa sotto vi fosse davvero, almeno in termini di interessi edificatori e politici o di strategie di sviluppo del territorio ancora non esplicitate.

Mi piacerebbe togliermi qualche sassolino, mi piacerebbe publicare qualche scritto e qualche risposta, ma a che cosa servirebbe? forse basta pubblicare la lettera che il comune ha inviato alla lucchini che conferma i miei stessi dubbi e le mie stesse domande, 
Sperando che politici e amministratori capiscano, quanto tempo perso per la loro poca attenzione e forse superficialità, anche perchè continuiamo a non voler pensar male nonostante tutto


martedì 29 settembre 2009

RICOSTRUZIONE..FRA SLOGAN E REALTA'..SULLA PELLE DI CHI SOFFRE

Divulgare... E' un dovere morale e civile!

Il miglior presidente del Consiglio che l´Italia abbia mai avuto negli ultimi 150 anni va ripetendo in giro che la consegna di 47 chalet a 200 dei trentamila sfollati per il terremoto d´Abruzzo dopo appena 162 giorni rappresenta "il cantiere più grande del mondo ", nonche l´opera di ricostruzione più rapida e imponente della storia dell´umanità.

Anche meglio della muraglia cinese e della piramide di Cheope. Non parliamo poi della bonifica delle paludi pontine e della battaglia del grano, che gli fanno un baffo.

A tenergli bordone c´è l´eccellentissimo Guido Bertolaso, il gran ciambellano della Protezione civile nonché "uomo della Provvidenza" che tutto il mondo ci invidia perché senza di lui non sapremmo
proprio come fare: anche lui si loda e si imbroda a proposito della ricostruzione più rapida e imponente eccetera.

La stampa al seguito registra e rilancia.

Peccato che non sia più in vita Indro Montanelli, che dopo il terribile sisma del 1980 in Campania e Basilicata, raccolse tra i lettori del suo Giornale (quello vero, non la tetra parodia oggi in edicola) un bel po´ di quattrini e consegnò ai terremotati di Castelnuovo di Conza un intero villaggio di nuove case, il "Villaggio Il Giornale ", inaugurato insieme all´allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, 170 giorni dopo il sisma.

Cioè soli 8 giorni dopo l´attuale ricostruzione più imponente e più rapida eccetera. Ma ci fu anche chi arrivò molto prima: lo staff di Giuseppe Zamberletti, democristiano lombardo concreto ed efficiente, che
senza essere sottosegretario a nulla, ma in veste di commissario straordinario di governo, mise a frutto l´esperienza maturata nel 1976 in Friuli e riuscì a consegnare 150 chalet (identici ai 45 inaugurati
ieri dal premier, anche se a pagarli è stata la provincia autonoma di Trento, governata da Lorenzo Dellai, centrosinistra) alla popolazione di Ariano Irpino, che aveva appena pianto 300 morti, riuscendo a seppellirli solo tre settimane dopo.

Quando avvenne la consegna? Qualcuno, sentita la premiata ditta B&B, nel senso di Berlusconi &
Bertolaso, dirà: sicuramente non prima di 170 giorni, altrimenti gli annunci del presidente del Consiglio e del capo della Protezione civile sarebbero nient´altro che balle.
E i giornali che le registrano senza batter ciglio sarebbero nient´altro che uffici stampa.

Bene, tenetevi forte: Zamberletti consegnò ad Ariano i primi prefabbricati appena 60 giorni dopo il terremoto e le 150 casette con giardino dopo soli 122 giorni, dando un tetto permanente a 450 persone: la metà dei superstiti.

Cioè impiegò ben 40 giorni in meno della ricostruzione più imponente e rapida eccetera, per fare il triplo del migliore presidente del Consiglio degli ultimi 150 e del capo della Protezione civile che tutto il mondo ci
invidia.

Con tre lievissime differenze, fra il 1980 e oggi.

Primo: il terremoto in Campania e Lucania si estese per quasi due regioni intere, fece 3 mila morti (10 volte quelli d´Abruzzo), 9 mila feriti e 300 mila sfollati.

Secondo: all´epoca la Protezione civile non esisteva: i soccorsi erano coordinati dalla radio della Rai, con le telefonate in diretta degli amministratori e dei cittadini.

Terzo: scalcinata fin che si vuole, l´Italia era ancora una democrazia.

E anche il politico più infame avrebbe esitato un po´, prima di pavoneggiarsi a favore di telecamera su un red carpet di cadaveri.

Divulgate... E' un dovere morale e civile!