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sabato 3 dicembre 2011

LAVORO E DIGNITA', UNA LETTERA PIENA DI ORGOGLIO E DIGNITA' DI UNA LAVORATRICE DELLA JABIL


      DIRIGENTI E PADRONI POVERE PERSONE  
PER VOI  NON VE NULLA PER ESSER FIERI

PER ESPRIMERE LA PROPRIA SOLIDARIETA'

Forse sono io ad avere una visione differente della vita e del lavoro,delle relazioni interpersonali,dell'educazione e del rispetto.Forse di illusi ne sono rimasti anche pochi e forse fa meglio chi non ci crede più.

Forse per qualcuno la vita e il rispetto per le persone sono solo parole vuote e prive di valore.Forse qualche soldo in più fa sentire ricco chi basa la propria esistenza sul denaro,non saprei .

Forse ci si dimentica che chi circonda di attenzioni esseri che credono di avere in mano lo scettro del potere alla fine sono solo delle "povere persone"poichè non hanno ancora compreso che i sentimenti non si comprano e non si ottengono solo perchè si finisce con il temere chi potrebbe renderci schiavi di pensieri che non pensiamo.

Ma forse è anche vero che questo Paese non ha bisogno di personaggi così e che noi con la nostra determinazione e con la trasparenza dei nostri ideali se vogliamo e se restiamo uniti possiamo far cambiare lo stato delle cose.
Non riesco personalmente a comprendere come si possa continuare ad essere fieri dopo aver reso incubi i sogni di chi nel proprio lavoro ci credeva e pensava di poter semplicemente continuare a vivere onestamente.

Non riesco a capire come si possa essere fieri delle lacrime stampate sui volti di persone che hanno sempre lavorato e che da sole se ne sono tornate a casa per il loro ultimo giorno di lavoro senza nemmeno aver avuto la possibilità di salutare i colleghi, ritrovandosi a fissare per l'ultima volta gli interni dell'azienda dove hanno sempre prestato servizio quasi a non volerne dimenticare mai i contorni, quasi come se fosse stato tutto e solo un lungo sogno.

Non riesco a capire se e quanto valga questa spocchia arrogante nei confronti di chi con la parola LAVORO non si è solo riempito la bocca ma ha fatto andare sempre le mani, i pensieri, la competenza, la voglia di portare il suo contributo e non di essere appiattito e condannato al silenzio che lo ha reso schaivo e mero esecutore di idee fornite da altri.
Devo essere una persona che ha sbagliato secolo per nascere e vivere,devo essere una persona idealista e sognatrice,devo essere una persona illusa e non arrendevole,devo essere una persona poco incline alla rasseganzione,devo essere una persona alla ricerca di qualcosa che magari o che forse non cè .a tutto sommato so di essere una persona contenta di se stessa una persona che non ha mai smesso di sognare e di credere nelle sue potenzialità e non credo di sbagliare anche perchè con me ci sono altre 324 persone che credono nelle stesse cose,che non hanno voglia di svendersi al peggior offerente,che credono ancora che nessuna abbia il diritto di arrogarsi decisioni che vanno aldilà del posto di lavoro.

Non ci si rende conto che intorno all'occupazione ed alla retribuzione vi sono una miriade di situazioni da sistemare e da vivere,non ci si rende conto che restare senza impiego toglie la dignità e non ti fa quasi più comprendere chi sei e dove stai andando,non ci si rende conto o non ci si vuole rendere conto???
Perchè non proviamo a dimezzare lo stipendio di chi mette le sue idee a disposizione della tristezza futura altrui??
Perchè non stiamo a guardare quanto piacerebbe loro cambiare stile di vita e privarsi di tutti gli extra che mentre loro vanno avanti indisturbati ad avere da anni,noi non abbiamo mai avuto la possibilità di avere e di concederci??
Non ci siamo proprio  e a dire il vero sono anche fiera di non esserci e nonstante il brutto momento che sto vivendo sono sempre fiera di me,dei miei ideali e di non essermi fatta imbruttire dalla vita fino al punto da restare indifferente difronte alle lacrime ed alla disperazione creata,non riuscirei a darmi pace ma forse per essere così queste persone dovrebbero possedere anima e cuore e d è per questo che quelli tristi sono loro perchè non hanno ancora compreso che anima e cuore non si potranno comperare dopo aver messo in starda 325 persone saranno destinati ad essere per sempre vuoti manichini senza fili al servizio della disonestà e dell'imbroglio e questa non è vita è una farsa come quella che portano ingiro quotidiananmente questa è la tristezza e a me non appartiene e non apparterrà mai!
Avanti ragazzi/e consoliamoci perchè il futuro non è in quellemani sporche ma nella trasparenzaa dei nostri sguardi!
 Anna Lisa Minutillo

giovedì 10 novembre 2011

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ESSELUNGA CAPROTTI


LA NOSTRA PIENA CONDIVISIONE ALLA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ESSELUNGA CAPROTTI 

LETTERA CHE ANCHE SEGRATE FELICE, COME GIA' TERRITORIO E SOCIETA'PIOLTELLO, SOTTOSCRIVE INVITANDO TUTTI I CITTADINI E LE FORZE POLITICHE A FARE ALTRETTANTO

IL TESTO DELLA LETTERA A CAPROTTI

Egregio dottor Caprotti,
ci rivolgiamo a Lei come fondatore di una delle principali imprese di distribuzione del nostro paese. Da oltre 50 anni le famiglie apprezzano i prodotti, l’organizzazione e l’approccio al cliente dei suoi supermercati. Lo sa che tanti di noi ormai non dicono più “vado a fare la spesa”? Dicono semplicemente “vado all’Esselunga”. Proprio così egregio dottore! La sua azienda non solo è entrata nella nostra vita quotidiana, ma ha modificato perfino il nostro linguaggio. La Fidelity card per le nostre famiglie è preziosa quasi come il bancomat. I “punti” che si accumulano ad ogni passaggio in cassa si trasformano in piccoli elettrodomestici, macchine fotografiche, strumenti per le nostre case. Non c’è dubbio che Lei sia stato un grande innovatore, come si dice oggi.

Una scrittrice americana, nel descrivere la sua impresa che data dal 1957, considera il self service “l’invenzione più importante nel settore della distribuzione degli ultimi vent’anni”. E ancora: “A metà degli anni Cinquanta lanciare un vero e proprio supermercato in Europa era considerata un’impresa rischiosa, specialmente per i neofiti”. E poi l’idea dei parcheggio come necessario complemento del negozio, quando le macchine erano ancora poche e la città non ancora in preda allo sprawl. Oggi tutti invocano l’innovazione, ma mancano gli innovatori. Chi avrebbe pensato a quel tempo di affidare a un grande architetto la realizzazione di un punto vendita? Prima Gio Ponti, col Supermaket di viale Zara, e poi il sodalizio con Ignazio Gardella e l’Esselunga non è più solo una ditta, ma diviene uno stile, un modello. I supermercati “te li farò tutti uguali, ma saranno tutti diversi uno dall’altro”.

Ed è stato proprio così, il mattone a vista come elemento compositivo caratteristico e la contestualizzazione insediativa nel luogo a caratterizzare non solo il negozio, ma l’intero quartiere, la città. Questo e altro ancora è per noi l’Esselunga. Il marchio lo conoscono tutti, anche se pochi sanno che è stato ispirato da un grande designer come Max Huber.

Oggi però siamo tutti un po’ tristi. Vediamo i lavoratori attendati fuori dai magazzini, cerchiamo di capire e sentiamo storie che avevamo conosciuto solo nei romanzi di Jack London. È vero, non è un problema Suo, non è una responsabilità di Esselunga. Ma è poi davvero così? Parliamo della sostanza, non della forma o dell’aspetto legale. Davvero non La riguarda ciò che accade in casa sua, nella sua azienda? Davvero si può pensare che Lei non possa nulla per migliorare un sistema di relazioni che, francamente, a volte non è all’altezza di un paese civile? E soprattutto non è all’altezza dell’immagine della Sua grande azienda. Certo l’immagine pubblica del nostro paese non è granché di questi tempi, ma vale la pena di adeguarsi? Perché non dare un segno di discontinuità? Perché restare nel solco e non indicare, invece, la strada?

Ci rivolgiamo dunque a Lei, egregio dottor Caprotti, perché riconosciamo nella sua figura di imprenditore coraggioso, sempre innovativo, l’uomo capace del colpo d’ala. Cosa vuol dire innovare oggi? Nel terzo millennio, nella globalizzazione dei mercati e della forza lavoro? Non significa forse anche creare condizioni perché il lavoratori immigrati possano sentirsi un po’ più a casa? Un po’ meno stranieri? Un po’ più cittadini come gli altri? È un processo inevitabile, lo sappiamo, che durerà molti anni. La storia provvederà da par suo, ma solo chi sarà stato capace di coglierne per tempo l’inevitabilità e accelerare il compiersi del destino sarà riconosciuto come un pioniere e un inventore. Per tutto questo Le chiediamo, egregio dottore, di guardare con attenzione, con disponibilità e generosità a quanto sta accadendo nella sua, e nostra, Esselunga.

Con immutata stima

Mario De Gaspari, già sindaco di Pioltello                       

Pioltello, 9 novembre 2011

TERRITORIO E SOCIETA PIOLTELLO
SEGRATE FELICE

lunedì 17 ottobre 2011

ROMA 15 OTTOBRE, GLI INDIGNATI E DEFRAUDATI SIAMO NOI

INDIGNATI SENZA SE, SENZA MA.

Con gli indignati. E insieme contro i violenti

CHI CI HA PERSO? BASTA GUARDARE LA TELEVISIONE! 
NON UN IMMAGINE DI UN CORTEO PACIFICO E FESTOSO
SOLO LA DEVASTAZIONE DI QUALCHE STRONZO


“A Roma ci sono state due manifestazioni: una meravigliosa e coinvolgente fatta di simboli, gioventù, protesta e anche spirito di rivolta ma pacifica. Un’altra organizzata da una minoranza di teppisti e black block che vogliono togliere la scena della gironata ai veri indignati e prendersela loro, rompendo videocamere, auto, vetrine. Che vogliono spostare il conflitto sul piano della violenza. Questi violenti e le loro violenze  vanno condannate con la massima fermezza e nettezza. Loro hanno voluto tentare la finestra di protesta aperta dagli indignati, ma l’indignazione allo stesso corteo si è rivolta contro la violenza e ha gridato loro di abbandonare la manifestazione. Oggi, in tutto il mondo e anche a Roma, si è voluto far sentire la voce pacifica di una intera generazione indignata contro una crisi che sta smantellando diritti e welfare delle persone. I violenti diventano invece un possibile salvagente di chi è blindato dentro il palazzo e ne appare il migliore alleato”.Sono le parole di Nichi. Sono le nostre parole. Era un corteo bellissimo, con tante e tanti ragazze/i mai visti così numerosi per strada per esprimere le loro ragioni, la voglia di politica, di riprendersi la vita. La gioia di manifestare pacificamente insieme e compatti in una piazza, come tanti e tante hanno fatto nel resto del mondo. Una manifestazione che rischia di essere oscurato da un gruppo di violenti che incappucciati e mascherati hanno messo in scena, persino contro i manifestanti che volevano allontanarli, azioni inqualificabili.
Oggi in piazza c’erano tante e tanti di Sinistra Ecologia Libertà. Abbiamo portato in piazza il nostro contributo, tentando pure di isolare i black bloc quando hanno tirato delle bombe carta contro i manifestanti. Un nostro compagno tentando generosamente di allontanarne una da altre persone che rischiavano di essere ferite ha perso due dita di una mano. Chi ha messo in scena la violenza di oggi deve essere individuato e punito. Le violenze ai manifestanti, le auto bruciate, i supermercati assaltati, i giornalisti picchiati non solo sono semplicemente da condannare, ma determinano il pericolo che le ragioni di un popolo vengano oscurate e messe in secondo piano. O ancor peggio sovrapposte.
Siamo con gli indignati, con le ragioni delle centinaia di migliaia di persone scese oggi in piazza. E siamo contro i violenti. Senza se e senza ma.

lunedì 12 settembre 2011

SEGRATE, PER IL CENTRO COMMERCIALE LA LEGA CON UN PIEDE IN DUE SCARPE

ALLORA ZINNI AVEVA RAGIONE!

 GRIONI, UN PIEDE IN DUE SCARPE?

Ho vissuto molto da vicino l'esperienza e il travaglio dell'amico Zinni e Non ho mai avuto dubbi che avesse ragione,
Ho avuto modo di apprezzarlo come assessore al Commercio, quando io rappresentavo l'Unione Commercianti San Felice, di apprezzare la sua disponibilità verso le nostre problematiche, l'inteligenza, la fantasia, la dedizione con cui le affrontava, sempre aperto al dialogo e al confronto, ad  accettare idee e proposte anche se venivano da altre posizioni politiche.
Non ho mai capito, anzi, ho fatto finta di non capire, perché Alessandrini non gli volle confermare quel ruolo, nonostante gli ottimi risultati e l'apprezzamento e il consenso manifestato da tutta la categoria.
Passò ai servizi sociali ed anche li si fece amare ed apprezzare, il consenso personale e politico fu unanime e non poté che aumentare, dando forse fastidio al sindaco e a qualche esponente illustre del suo partito.
Non dimenticando, gli interessi della categoria di cui era stato assessore, fedele e coerente verso i  principi fondatori della Lega Nord, manifesto subito apertamente la sua più totale contrarietà al progetto del centro commerciale, all'idea di anteporre interessi diversi a quelli fondamentali della sua città e dei suoi cittadini.
Fra me, esponente di punta  nell'impegno contro l'errore centro commerciale e l'esponente di punta della Lega Nord, nacque un'amicizia fatta di reciproca fiducia, rispetto e  fattiva e proficua collaborazione come quella dimostrata quando lo aiutai ad organizzare e gestire un assemblea pubblica a San felice, Assemblea dove responbili provinciali e deputati,  ufficializzavano la contrarietà della lega al progetto. 
Qual Cosa cambiò, Mentre Zinni in Consiglio Comunale continuava a portare avanti la linea decisa dal Partito e più volte riconfermatagli  in  incontri con la lega Provinciale, minacciando l'uscita dalla giunta, Davide Boni esponente leghista in Regione  sosteneva apertamente e col voto la scelta del Centro Commerciale sconfessando con i fatti la linea portata avanti da Zinni a Segrate.
Anche l'esponente illustre della Lega Segratese, pur riconfermando a parole la contrarietà al Centro Commerciale, certo non difese Zinni e non fece nulla per evitare il suo allontanamento da parte di Alessandrini, contribuendo a fare terra bruciata attorno a chi  coerentemente non si piegava e adeguava
Agnello  sacrificale di  interessi cambiati e diversi, fu sostituito in giunta da Grioni che cerco fino all'ultimo di evitare l'uscita dalla giunta della lega opponendosi con forza, a quella comunità di intenti trasversali che in seguito fu chiamato inciucio.
Mentre Il Consigliere comunale Rebellato continuò a manifestare in consiglio, sopra tutto la contrarietà all'inciucio e anche centro commerciale, il suo partito in regione fu tra i principali artefici dell'approvazione del progetto e del suo iter.
Sapevo che il progetto centro commerciale fu Partorito e sostenuto dalla  Regione e dalla giunta segratese, che la Lega fu tra i sostenitori e che la  Provincia fu coinvolta solo in un secondo momento, ma  fino a ieri  pensavo che almeno la lega territoriale quella segratese, avesse tutto il diritto di rinfacciare al PD l'inciucio e l'approvazione del Centro commerciale.
Ora dalle dichiarazioni di Zinni,  scopriamo che l'abitudine di Grioni di stare con un piede in due scarpe, arriva da molto più lontano di quella provata con la firma sulla petizione per salvare il golfo agricolo.
Zinni infatti dichiara che appena Grioni lo sostitui, si affretto a firmare una delibera di giunta in favore del centro commerciale adeguandosi a quanto già fatto in regione dal suo partito, dimettendosi poco dopo, in nome della contrarietà all'inciucio salvando la faccia sul centro commerciale.
Ora se questo fosse vero, e auspichiamo che Grioni e la lega segratese dimostrino il contrario, cade nella polvere anche la credibilità dello stesso Grioni e della Lega che fino ad ieri si ergevano a salvatori della città e dei diritti di tutti noi cittadini e comitati, che tanto ci opposimo e ancora ci opponiamo.
Ora che  la Lega segratese dimostri in modo chiaro ed inequivocabile la sua coerenza  e la verità dei fatti, altrimenti la finisca ad ogni occasione e in  ogni momento di difficoltà di intonare la solita cantilena della loro contrarietà al centro commerciale, perché che non lo sono mai stati lo ha gia dimostrato ampiamente in Regione e che non sono certo verginelli lo dimostra il loro programma elettorale confrontato al PGT da loro votato e sostenuto.
Procopio Gregorio

Dalla gazzetta della martesana del 12/09/2011
RETROSCENA  
Parla l'ex assessore silurato da Alessandrini perché non voleva il centro commerciale
ZINNI: «DI CATERINA ERA MOLTO DI CASA IN COMUNE...»



Segrate -  Ha lasciato la politica attiva dopo il trattamento subìto dal sindaco Adriano Alessandrini , e si è addirittura trasferito fuori Lombardia l'ex assessore della Lega Flavio Zinni . Non ne vuol più sapere di Segrate, ma accetta di ricostruire quel periodo che portò al ribaltone e alla sua fuoriuscita dalla Giunta: «Era il maggio del 2008 e sul tavolo l'operazione più importante e redditizia era quella del centro commerciale. Io, come da indicazioni del mio partito, ero totalmente contrario e rompevo le scatole su questo punto. Alessandrini quindi, dopo qualche discussione, mi ritirò le deleghe adducendo che non rappresentavo più il partito. Le cose stavano diversamente: in quei giorni ero stato ricevuto anche da Maroni e Giorgetti per avere conferma della linea da adottare. Quindi sostenevo le ragioni del partito... Ciononostante, il sindaco di Segrate mi ha licenziato e la mia carriera politica è finita». Zinni attualmente ha un negozio altrove e si dice comunque contento della propria situazione: «Sto bene, certo, ma non posso dimenticare il trattamento che Alessandrini ha messo in atto nei miei confronti. Eravamo anche amici. Non lo vedo più né ci siamo mai sentiti da quel giorno del maggio 2008. Al mio posto in Giunta entrò un tale Grioni (pure della Lega, ndr ) che approvò la delibera di Giunta per il centro commerciale». Silurato Zinni, il leghista intransigente, quindi l'esecutivo segratese ha potuto continuare sul progetto in questione. Ma la tangenti sono un'ipotesi verosimile? Secondo l'ex lumbard, contiguo al sindaco per anni, «Alessandrini e il suo assessore Orrico erano sempre lì con 'sto Di Caterina. O meglio, Di Caterina era molto spesso negli uffici del Comune. Certo, era titolare di un servizio, quindi la sua presenza poteva essere spiegata così. Non so che cosa facevano, né posso dire di averne sentore. So solo che in questa storia l'unico a pagare sono stato io. E pensare che ho sempre seguito la linea del mio partito... Nell'interesse dei segratesi»..

giovedì 5 maggio 2011

I COMITATI SOSTENGONO LA CANDIDATURA DI PROCOPIO A SINDACO DI PIOLTELLO

I COMITATI CON UN COMUNICATO STAMPA SOSTENGONO LA CANDITATURA DI GREGORIO A SINDACO DI PIOLTELLO

ANCHE IL COMITATO SEGRATE FELICE HA ADERITO AL COMUNICATO STAMPA DI SOSTEGNO, ESSENDO PERO' GREGORIO IL NOSTRO RAPPRESENTANTE ABBIAMO PREFERITO NON SOTTOSCRIVERLO IN CALCE, MA CON ESTREMA SODDISFAZIONE NE PUBBLICHIAMO IL CONTENUTO.



sabato 30 aprile 2011

CHE ONORE ESSERE QUELLO LA FRA TOPOLINO E PLUTO

Il rispetto è un valore assoluto che non va mai perso, sopratutto se uno ricopre cariche politiche o istituzionali. Il rispetto che un politico ha dei cittadini, delle persone e degli "avversari politici", si può anche evincere dal come si esprime quando delle persone parla.
 Certo che l'assessore parlando di me sulla Gazzetta della Martesana, non ha dimostrato di avere fra le sue doti più evidenti, il valore del rispetto per il prossimo.
Esordire con “QUELLO LA" dimostra quanta poca considerazione e rispetto vi sia nel profondo dell’animo, nascosto dietro i soliti sorrisi e ammiccamenti di circostanza o di convenienza, d'altronde ognuno ha la propria educazione e il proprio modo di essere, ed ho la fortuna di essere contento della mia educazione e del rispetto che ho del prossimo.
Sono contento anche di far meno paura al Sindaco di Topolino e Pluto, anche perché la mia generazione e molte altre, sono cresciute con il sorriso che i due personaggi insegnavano ad avere, i valori positivi che avevano in se e ci trasmettevano, mai violenti e sempre positivi.
Far sorridere e infondere meno paura di Pluto e Topolino, essere associato a due mitici personaggi che sono l’incarnazione della giustizia, del rispetto e dell’interporre il bene degli altri prima del proprio, è un onore che certamente non merito, ma che mi riempie di orgoglio.
Vi è però una forte contraddizione nelle parole del Sindaco che dimostra che la paura e tanta se continua a parlare di me, invece di concentrarsi su quello che almeno a parole (forse non nei fatti) dovrebbe essere il suo avversario naturale, il PDL.
 Da un lato dichiara che siamo inconsistenti, che se siamo fortunati gli sottrarremo cento voti, dall’altro da la colpa a noi, a quei miseri cento voti, se sarà costretto ad andare a quel ballottaggio che fino a pochi giorni fa, sicuro di stravincere, dava come impossibile.
Da la colpa ai nostri cento voti, a noi, un partito che fino a prima del suo avvento sfiorava consensi plebiscitari, che in cinque anni e riuscito a dilapidare tutto quel patrimonio di consensi, fino mettere in bilico la vittoria per soli cento voti, i miei.
Forse bisognerebbe avere più senso della misura e fare un po’ di autocritica, se una coalizione che governa da cinque anni, ha perso man mano pezzi importanti della sua maggioranza, se si è allontanata dalla società civile, se non è riuscita a trasmettere ai cittadini un messaggio positivo e aggregante, se si riduce a mettere in dubbio il proprio risultato per solo cento voti.
Allora non incolpate a me, piccolo topolino, se la città a quello slogan che vi contraddistingue vi ha aggiunto NIENTE, se ha modificato cosa ha fatto Antonello in FINITO Antonello, e per giunta finito male stravolgendone il significato, l’obiettivo e l’indirizzo che Degaspari e la precedente giunta, si erano posti come obiettivo.
Non date la colpa al piccolo Topolino diventato grande, altrimenti sarete sommersi dalle risate.

mercoledì 20 aprile 2011

E NO CARO ALESSANDRINI SIAMO ALLE SOLITE.....

MA IL CORAGGIO DI DIRE LA VERITA' AI CITTADINI E NON PRENDERLI ANCORA IN GIRO QUANDO SARA' DIMOSTRATA?
Abbiamo letto con stupore e rabbia il trafiletto che riguarda la Brebemi e Tregarezzo, publicato dal Folio di oggi a firma del Sindaco.
Con stupore perchè si continua a dare speranze su un'impotetico spostamento del sedime stradale della Brebemi dietro le case dei cittadini di Tregarezzo.
Con rabbia, quando afferma """ Non appena avrò il proggetto esecutivo del tratto di strada che riguarda Segrate Chiederò ai cittadini di Tregarezzo-San Felice un incontro per Mostrarglielo"".

Con stupore perchè tutti sono consapevoli e sanno, che se andrà in  porto l'accordo con Ferrovie e tutti i soggetti interessati, la strada che li dietro  verrà costruita non sarà la Brebemi e servira a ben altro, servira come viabilità ordinaria per servire il nuovo intervento, per sfociare a Novegro e sulla Corelli, per portare ai nuovi uffici che sorgeranno inpetuosi, insomma a tutto ma non a far baipassare Tregarezzo dalla Brebemi.

Con rabbia perche, è gia un mese che noi abbiamo a disposizione il proggetto fornitoci "gentilmente" da Cal, che fra l'altro ha gia dichiarato che è esecutivo e immodificabile.
Sono dieci giorni che abbiamo dato ai rappresentanti di Tregarezzo le immagini del progetto, che fra l'altro a  nostro avviso, risulta ancor più peggiorativo di quello precedente.
Peggiorativo anche  per chi da Pioltello o da Segrate vorrà entrare in Brebemi, costretti a passare tutti insieme in un imbuto, o i cittadini di Tregarezzo che ora hanno un controviale quasi inutilizzato, mentre dopo quel controviale diverrà una trafficatissima viabilità ordinaria, dove pioltellesi e segratesi che non devono entrare in brebemi saranno inesorabilmente in coda.
Rabbia anche perchè sembra che il  sindaco habbia gia avvisato i Consiglieri Comunali di essere pronto a fargli visionare il progetto, non sapendo che ad alcuni di essi lo abbiamo gia fonito noi.

E allora di che progetto parla il Sindaco? e noi cittadini visto i trascorsi e le innumerevoli dichiarazioni che dicevano sempre il contrario delle precedenti, perchè dovremmo credergli?



































sabato 9 aprile 2011

SE IO FOSSI DELLA LEGA

Se lo fossi, forse mi preoccuperei DÌ avere più memoria, DÌ impareare e far tesoro delle esperienze passate.

Nella passata legislatura, tanti furono i segnali premonitori non colti dalla dirigenza, un crescendo DÌ notizie, fatti, segnali e sopra tutto divergenze, che lasciavano presagire a chi voleva vedere, quel che poi avvenne inesorabilmente.

quella dirigenza tentenno, non colse o non volle cogliere, quel che si prosprettava, le insanabili differenze DÌ visione e programmatiche, sperando fino all’ultimo che  lottando dall’interno si potesse mediare o controbattere agli enormi interessi in ballo, CHE NON AVREBBERO AVUTO IL CORAGGIO DÌ CAMBIAR COMPAGNO DÌ GIOCO.

fecero  finta DÌ non vedere quel che stava avvenendo passo dopo passo, tassello dopo tassello, riponendo la propria fiducia nella spernza che tutto si potesse appianare e mediare, che il vEnto non diventasse bufera, che alla fine la loro lealtà e coerenza, non venisse sostituita e sacrificata in nome dall’interesse.

E invece mentro loro tentavano e fiduciosi attendevano fino all’ultimo, ogni tassello del PUZZLE veniva posizionato e tutto era pronto per metterli alla porta, ritrovandosi spiazzati dagli eventi.

oggi la storia sembra ripetersi Gli stessi segnali e le stesse avvisaglie, un tassello dopo l’altro come allora, un segnale, un approcio e strane collaborazioni.

essattamente come allora la dirigenza leghista attende fiduciosa l’evolversi della situazione, CON LA PAURA DÌ ESSERE ANCORA SOSTITUITI NEI NUMERI E NEI FATTI DALLA PARTE “AVVERSA”.

cERTO HANNO RAGIONE AD AVER PAURA, I NUMERI PER SOSTITUIRLI CI SONO COME I SEGNALI, QUEL CHE NON COMPRENDONO E’ CHE IL PUZZLE E’ ANCORA ALL’INIZIO, CHE LE CONDIZIONI NON SONO MATURE PER LA LORO SOSTITUZIONE NEL GIOCO.
 CHE DOPO QUANTO AVVENUTO NELLA PRECEDENTE PARTITA, PER I DUE INCIUCIONI, RISULTA PIù DELICATO e lungo, POSIZIONARE I PEZZI E CREARE LE CONDIZIONI, RIPROPORRE LO STESSO PERCORSO

e ALLORA CARA LEGA, PERCHE’ ASPETTARE come allora CHE TUTTO SIA PRONTO PER LA vostra DIPARTITA E MESSA ALLA PORTA, PERCHE NON SBARAGLIARE IL GIOCO ORA, CHE I TASSELLI NON SONO PRONTI E GLI INCIUCIONI NEANCHE.
PERCHE QUESTA VOLTA NON GIOCARE D’anticipo E vincere la partita, MANDAndoli TUTTI ANTICIPATAMENTE A CASA.
 

mercoledì 15 dicembre 2010

I NOSTRI POLITICI, INTERESSATI AL.......BENESSERE.....PERSONALE?

PICCOLA SATIRA SUI POLITICI,
COME DICE LA LEGGE, ELETTI PER FARE L'INTERESSE DEI CITTADINI E NON DEL PARTITO

QUANDO CONVIENE ( a loro,) LA LORO RESPONSABILITA' E SOLO NEI CONFRONTI DEGLI ELETTORI CHE LI HANNO SCELTI

QUANDO CONVIENE ( a loro) CI RACCONTANO CHE LA RESPONSABILITA' VERSO IL PARTITO CHE LI HA CANDIDATI, E' SUPERIORE

QUANDO CONVIENE A LORO NON HANNO PIU' RESPONSABILITA', NE VERSO GLI ELETTORI CHE LI HANNO SCELTI PERCHE PROPRIO IN QUEL PARTITO, NE VERSO IL PARTITO CHE LI HA CANDIDATI PER RAPPRESENTARE GLI ELETTORI DI QUEL PARTITO

QUANDO CONVIENE A LORO.......SI MA QUANTIFICHIAMO QUANTO CONVIENE....A LORO