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lunedì 26 settembre 2011

MOLINA IN PROCURA CON LA SUA STORIA PER L'ITER DI SEGRATE

IL CENTRO COMMERCIALE E' UN BUSINES? NO! SERVE SOLO A SALVARE SEGRATE

SI PRESENTA IN PROCURA CON FALDONI CHE RIGUARDANO L'ITER PER IL CENTRO COMMERCIALE


 L'ingegnere Molina smentisce Di Caterina


"L’Ingegner Molina ha riferito al Pm Mapelli di non aver avuto alcun rapporto personale con nessuno degli indagati di Sesto, anzi, di non essere mai stato a Sesto San Giovanni, di non avere mai avuto incarichi dalle istituzioni pubbliche, di ricoprire solo un ruolo tecnico nel progetto dell’Idroscalo Center. Ha chiarito, dunque, in maniera inequivocabile la propria estraneità a tutte queste vicende". E per comprovare ulteriormente la bontà di queste affermazioni, Marco Maria Negri e Anna Galimberti, legali dell’ingegnere varesino Michele Molina, indagato dalla Procura di Monza per concorso in corruzione all’interno del caso Penati - ex Falck, hanno richiesto provocatoriamente di acquisire i tabulati telefonici degli ultimi dieci anni del proprio assistito. Le tanto vituperate intercettazioni, in questo caso, sarebbero state benvolute per scagionare, anziché inchiodare, un inquisito.

È quanto emerge dalle parole degli avvocati di Molina a seguito dell’interrogatorio avvenuto venerdì scorso, 23 settembre, in cui il professionista si è presentato davanti al pubblico ministero Walter Mapelli. Molina è amministratore della società ADD di Milano (non l’Api come è stato erroneamente riportato) che cura la progettazione per conto dell’International Business Park del gruppo Stilo, guidato dal Presidente dell’Atalanta, Antonio Percassi, dell’imponente centro commerciale di Segrate, un complesso da 160 mila metri quadri che dovrebbe sorgere attorno al lago artificiale milanese.

Il consulente è entrato nella lista degli indagati a seguito delle dichiarazioni del grande accusatore del cosiddetto «sistema Sesto», l’imprenditore dei trasporti Piero Di Caterina che avrebbe raccontato di aver saputo dall’architetto Renato Sarno (anche lui indagato e sospettato di essere uno dei collettori materiali delle presunte tangenti indirizzate a Penati) di alcuni rapporti economici «opachi e anomali» tra Molina e l’ex sindaco di Sesto nonché ex capo della Segreteria di Pierluigi Bersani. Sarno avrebbe riferito di «passaggi di denaro» tra l’ingegnere e il dirigente Pd intercorsi tra il 2007 e il 2008 proprio in riferimento all'area dell'ex dogana di Segrate, vicino all'aeroporto di Linate, dove verrà edificato l’Idroscalo Center con importanti interventi anche sulla viabilità circostante.

Dopo aver affidato ai suoi avvocati un memoriale, consegnato in Procura martedì 13 settembre, venerdì 23, Molina si è presentato di persona davanti al pm monzese, portando con sé ben quattro faldoni pieni di documenti riguardanti le procedure connesse al centro di Segrate, che il magistrato Mapelli, dopo tre ore di interrogatorio, non ha ritenuto necessario acquisire. «La Procura – hanno spiegato i legali in esclusiva per Affaritaliani.it - aveva interesse a capire che rapporti ci fossero in relazione a questa importantissima operazione immobiliare e commerciale che muove centinaia di milioni di euro. L’ingegner Molina ha illustrato, con il supporto di una fitta documentazione, quello che è stato il proprio ruolo. Un ruolo meramente tecnico, di consulente di altissimo profilo legato a tutte le problematiche amministrative e urbanistiche. E ha dimostrato a Mapelli la totale correttezza del suo operato». L’Idroscalo Center, le cui valutazioni di impatto ambientale sono già state fatte e terminate positivamente, attende ora il via libera del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) per quanto attiene alle opere infrastrutturali e alla realizzazione degli aspetti viabilistici.

L’inchiesta, infatti, non sta bloccando l’attuazione del mega compendio. «Il Dottor Mapelli – ha precisato l’avvocato Negri – ha dichiarato con una battuta che, a prescindere dalle indagini, si deve continuare a lavorare perché nel progetto vi è un rilevantissimo impatto di interesse pubblico. Segrate oggi viene attraversata dai mezzi pesanti che vanno al centro di scambio intermodale delle Ferrovie dello Stato. Passano 150 tir al giorno, ma con la sistemazione viabilistica legata al complesso immobiliare, non passeranno più nel centro paese, ma sulla nuova bretella esterna». A tale riguardo Molina ha chiarito il rapporto che ha col Gruppo Percassi perché erano emerse indiscrezioni non corrette sul fatto che fosse dirigente piuttosto che dipendente. «Lui - puntualizzano i legali - è un professionista di altissimo profilo che cura interessi importanti come consulente esterno al Gruppo Percassi per cui lavora dal 2000».

Nonostante il legame storico con il costruttore bergamasco, l'ingegnere varesino non aveva mai sentito parlare dell'associazione di Penati, Fare Metropoli, di cui Percassi era finanziatore. «Il nostro assistito non ha mai dato contributi, neppure leciti, a Penati né ad associazioni amiche di Penati, né a gruppi o associazioni riconducibili al Pd», tengono a puntualizzare gli avvocati. Anche perchè la conoscenza tra l'ex Presidente della Provincia di Milano e l’amministratore dell’ADD si è limitata ad alcuni incontri ufficiali in cui i due «non si sono nemmeno stretti la mano». «Si trattava soprattutto di conferenze di servizio nelle quali erano presenti 40-50 persone. Penati rappresentava la Provincia mentre l'Ingegner Molina il soggetto privato che aderiva alla conferenza di servizio. Non hanno una conoscenza personale, non si sono mai parlati». Stessa estraneità riguardo al presunto accusatore, Renato Sarno. «L’’ingegnere e Sarno si sono visti una sola volta nel 2007 alla presenza di altri professionisti, all'ipotesi di costituzione di un Consorzio di progettazione per la partecipazione a un bando importante. Il nostro assistito, insieme al proprio socio, l'Ingegner Cremona, era stato invitato a quell’incontro. La riunione è durata un paio d'ore e non ha dato nessun esito. Non si sono mai più visti né sentiti né hanno avuto partecipazioni seppur distinte in progetti comuni. Quindi totale estraneità». Molina ha dichiarato di non aver mai visto né incrociato anche «la gola profonda» Di Caterina e il numero due di Penati, Giordano Vimercati, per anni capo di gabinetto del dirigente Pd.

Per avvalorare queste affermazioni e comprovare la totale assenza di rapporti con i protagonisti della vicenda Sesto, i legali dell’ingegnere avevano richiesto provocatoriamente l'acquisizione di tutti i tabulati telefonici del loro assistito degli ultimi 10 anni, ma non ce n'è stato bisogno. Il pm monzese ha infatti ritenuto soddisfacenti le risposte e chiarificazioni di Molina al punto da non ritenere necessario mettere agli atti i quattro faldoni di documenti da lui presentati. «Confidiamo, come espresso dal dottor Mapelli, - ha illustrato l’avvocato Negri – di aver dato un’esauriente spiegazione del ruolo dell’Ingegner Molina e dunque ci aspettiamo l’archiviazione. È chiaro che il nostro cliente vorrebbe un’archiviazione in tempi rapidissimi di questa vicenda. Tuttavia comprendiamo che la sua piccola posizione è all’interno di una ben più grossa indagine. Noi ci auspichiamo che alla prima possibilità processuale di chiusura della sua posizione, la Procura provvederà».

Ma allora, viene da domandarsi, perché Di Caterina avrebbe messo in mezzo l’ingegnere se questi pare risulti estraneo alla vicenda? L’impianto accusatorio del titolare della Caronte Srl (che ha confessato di avere ricevuto da Penati tangenti per tre milioni di euro) comincia a sgretolarsi? È presto per dirlo. I legali dell’amministratore dell’ADD hanno azzardato alcune ipotesi. «L’ingegner Molina è una persona molto nota nell’ambiente dello sviluppo immobiliare nel settore della grande distribuzione commerciale. È risaputo che intorno allo sviluppo di queste operazioni vi siano rilevanti interessi economici e una forte attenzione anche da parte degli organi politici. La vicenda di Di Caterina noi comunque non riusciamo a inquadrarla dal punto di vista del nostro assistito perché lui non ha mai incontrato né visto Di Caterina se non in televisione o sui giornali».

Per ora i legali del consulente varesino giudicano prematura l’eventualità di procedere contro l’imprenditore dei trasporti perché «prima bisogna acquisire gli atti dell’indagine che oggi non abbiamo. Quindi noi non conosciamo esattamente i termini delle dichiarazioni se non per la parte che ci è stata contestata in sede di interrogatorio». Certamente è una vicenda che sta creando grossi danni d’immagine a Molina e l’auspicio comune, di avvocati e assistito, è che non abbiano un riflesso troppo grave sulla sua attività professionale.
Alessia Liparoti

DA http://affaritaliani.libero.it/milano/affaire-penati-ingegner-molina260911.html

martedì 20 settembre 2011

ALESSANDRINI-DI CATERINA ,FRA INVESTIGATORI E MEMORIALI

                            FIOCCANO I MEMORIALI 

Mentre le proprie verità, ci vengono somministrate in pillole

Noi cittadini che paghiamo il servizio e il biglietto, aspettimamo fiduciosi, che prima o poi  qualcuno racconti anche a noi tutta la verità, tutta la storia, ne abbiamo il diritto.


Dal giorno

"Gara truccata: autobus scadenti e zero controlli"

Segrate, Di Caterina ha consegnato ai pm un dossier sull’appalto del trasporto pubblico ad Atm, di cui continua a contestare la regolarità
La 923 a Segrate, ex linea Caronte
Segrate, 21 settembre 2011 - «Subappalti non autorizzati, bus vecchi e più corti di quel che prescriveva il capitolato: a Segrate Atm ha fatto tutto quel che ha voluto». Prima ha scritto a mezzo mondo, ora parla Piero Di Caterina, patron della Caronte, vecchio gestore del trasporto pubblico cittadino, «trombato» dopo una gara di appalto portata in palmo di mano dal sindaco Adriano Alessandrini. A cui, il grande accusatore di Filippo Penati, nonché ideologo del sistema Sesto, dice di aver versato «fra il 2005 e il 2008 per quattro anni a Natale, bustarelle da 10mila euro l’una in cesti ricchi di leccornie».
Il primo cittadino «sgomento di fronte ad affermazioni del genere» due settimane fa è corso in Procura a Monza dal pm Walter Mapelli, titolare dell’inchiesta sulle presunte tangenti nell’ex Stalingrado di Italia e nella sua Segrate, per smentire ogni accusa. Al magistrato, il sindaco ha consegnato un dossier che racconterebbe tutta la storia dell’appalto dal suo punto di vista. «L’errore sta nel manico - attacca Di Caterina - dicono che ho perso i ricorsi al Tar, ma i giudici amministartivi non sono entrati nel merito. Non potevano, la nostra offerta non è neanche stata aperta e dunque ogni richiesta che la riguarda, decadeva in partenza».
La battaglia di Di Caterina sui trasporti è senza quartiere. «Ho ingaggiato degli investigatori per documentare quello che dico - spiega l’imprenditore - e ho consegnato gli esiti della mia inchiesta privata ai magistrati. Ci penseranno loro a dire se io mento, o se da anni denuncio fatti che nessuno ha mai preso in considerazione prima». La tesi di Caronte è che il capitolato d’appalto «sia stato congegnato in modo tale da escludere la mia azienda. Mi occupavo del servizio a Segrate dal 1987, in Comune sapevano benissimo come lavoravamo». Ma perchè mai l’amministrazione avrebbe dovuto far fuori la Caronte?
«Perchè facevo le pulci sui bilanci, il Sitam (Azienda trasporti milanesi, consorzio di gestori locali che vivono di rimborsi su corse e passeggeri in base ad un accordo con Atm nel 2000) mi deve 7 milioni di euro e non riesco a prenderli. Ho aspettato e aspettato, poi ho cominciato a rompere. Evidentemente troppo». Secondo l’imprenditore, «nessuno farebbe controlli su Atm dopo il suo ingresso a Segrate. L’azienda ha dato il via a subappalti senza avere le carte in regola: mancavano il contratto di servizio e l’autorizzazione come stabilito nel caso degli scuolabus. Una materia delicata in cui bisogna muoversi in base a parametri precisi».
A Milano Due si ricordano ancora quella volta che a prendere i bambini arrivò un pullman con i materassi nel corridoio, targa marocchina, usato probabilmente di notte da senza tetto. I genitori si erano fatti sentire e l’episodio non si era più ripetuto. Ma non è certo un incidente di percorso ad aver scatenato Di Caterina: «Il Comune aveva chiesto 106,06 euro a scuolabus al giorno per il servizio, un prezzo fuori mercato, che Atm pur di aggiudicarsi la commessa, ha accettato. Salvo poi sub appaltare a prezzi superiori, sul mercato il costo della prestazione è di 280 euro al giorno a mezzo - spiega -. Il mio concorrente lavora sottocosto, in un gioco di passivi e attivi che alla fine dell’anno su un bilancio come il suo, porta al pareggio, alla faccia nostra». «Appalto fotografia» per Di Caterina anche sull’età dei mezzi (reale 10 anni) e sulla lunghezza: «nel capitolato si chiedevano di 8 metri e mezzo (costo 170mila euro l’uno), mentre Atm ce li ha di 7,5 (costo 100mila euro) e al Comune va bene così».
di Barbara Calderola


martedì 13 settembre 2011

LA PROCURA DI MONZA MENO IMPORTANTE DI QUANTO LO FOSSIMO NOI

MOLINA
IN PROCURA A MONZA MANDA UN MEMORIALE 
DA NOI C'ERA SEMPRE E DI PERSONA

Come Ricordevamo nel Precedente post ( SEMPRE PRESENTE ) il signor  Molina e il signor Crugnola, non perdevano neanche un incontro relativo al centro commerciale, anche se questo significava spesso fare notte fonda.
Ora Scopriamo che ai procuratori di Monza il Signor Molina non  ha nulla da dire se non che è estraneo ai fatti e gli invia un memoriale.
Certo i Procuratori sono forse dei signor nessuno o forse meno importanti di quanto lo fossimo noi, a noi non negava mai la sua presenza e di cose da dire e spiegazioni per noi ne aveva tante, noi non eravamo estranei.
E POI DICONO CHE I CITTADINI NON CONTANO......ALMENO QUANDO BISOGNA CONVINCERLI A "STAR ZITTI" CHE E' BUONA COSA

Dal .. IL GIORNO   
Molina non va dai pm In una memoria la difesa "Estraneo ai fatti"

E Di Leva resta in carcere

L'ingegnere Molina non si è presentato dal pm Mapelli e ha affidato ai suoi legali una memoria. Accertamenti in vista per il gruppo Percassi
L'Idroscalo Center
Sesto San Giovanni, 13 settembre 2011 - Nessun contatto, né con l'architetto Renato Sarno, né con il gola profonda dell'inchiesta ex Fack Piero Di Caterina, nemmeno con Filippo Penati o Giordano Vimercati; mai un finanziamento al Pd. Niente di niente: Michele Molina, l'ingegnere che ha ricevuto un incarico dal gruppo Percassi per il progetto dell'Idroscalo Center, spiega di essere "estraneo" alla vicende contestate e lo fa per mezzo dell'avvocato Marco Maria Negri, che insieme alla collega Anna Galimberti lo difende dell'accusa di Monza di corruzione nell'ambito di un filone dell'indagine che riguarda un giro di presunte tangenti relativo alle aree ex Falck e Marelli e nella quale tra gli indagati figura l'ex sindaco di Sesto San Giovanni, Filippo Penati.
Molina, a differenza di quanto era in programma, non si e' presentato dal pm Walter Mapelli. Al suo posto sono arrivati invece i suoi legali che hanno consegnato una memoria nella quale ''e' stata chiarita l'estraneita' del professionista alle vicende contestate''. Vicende su cui gli inquirenti e gli investigatori vogliono vederci chiaro: da quanto si e' saputo infatti, intendono fare alcuni accertamenti sul gruppo Percassi che risulta tra i benefattori dell'Associazione Fare Metropoli di Filippo Penati alla quale in due anni, secondo le carte raccolte dalla Guardia di Finanza, ha versato tramite bonifico, 45 mila euro  L'avvocato Negri riguardo al suo assistito ha anche aggiunto: ''siamo a disposizione per un interrogatorio che verra' concordato in futuro''.
Riguardo a Molina il difensore ha inoltre precisato: ''Confidiamo che la sua posizione venga archiviata perche' questa vicenda sta creando al mio assistito, un professionista che lavora per i grandi gruppi della distribuzione e che nel 2000 ha avuto l'incarico dal gruppo Percassi, un danno alla sua societa' e alla sua immagine''.
A tirare in ballo Molina  era stato Di Caterina, che tempo fa ai pm aveva detto di aver saputo dallo stesso Sarno (anche lui indagato nell'inchiesta) di rapporti economici ''opachi e anomali'' nonche' di passaggi di soldi tra
l'architetto vicino a Penati e lo stesso Molina negli anni 2007 e 2008 in riferimento all'area ex dogana di Segrate sulla quale avrebbe dovuto sorgere l'Idroscalo Center.
Dichiarazioni comunque su cui la Procura vuole vederci chiaro: Molina lavora per il gruppo Percassi il quale, tramite la Stilo Retail Spa, e' tra i finanziatori dell'Associazione Fare Metropoli. Inoltre nei prossimi giorni, inquirenti e investigatori hanno intenzione di interrogare di nuovo, tra gli altri, l'ex assessore del Comune
di Sesto, Pasqualino Di Leva, che oggi si e' visto rigettare dal Tribunale del riesame di Milano l'istanza di arresti
domiciliari.

lunedì 12 settembre 2011

SEGRATE, PER IL CENTRO COMMERCIALE LA LEGA CON UN PIEDE IN DUE SCARPE

ALLORA ZINNI AVEVA RAGIONE!

 GRIONI, UN PIEDE IN DUE SCARPE?

Ho vissuto molto da vicino l'esperienza e il travaglio dell'amico Zinni e Non ho mai avuto dubbi che avesse ragione,
Ho avuto modo di apprezzarlo come assessore al Commercio, quando io rappresentavo l'Unione Commercianti San Felice, di apprezzare la sua disponibilità verso le nostre problematiche, l'inteligenza, la fantasia, la dedizione con cui le affrontava, sempre aperto al dialogo e al confronto, ad  accettare idee e proposte anche se venivano da altre posizioni politiche.
Non ho mai capito, anzi, ho fatto finta di non capire, perché Alessandrini non gli volle confermare quel ruolo, nonostante gli ottimi risultati e l'apprezzamento e il consenso manifestato da tutta la categoria.
Passò ai servizi sociali ed anche li si fece amare ed apprezzare, il consenso personale e politico fu unanime e non poté che aumentare, dando forse fastidio al sindaco e a qualche esponente illustre del suo partito.
Non dimenticando, gli interessi della categoria di cui era stato assessore, fedele e coerente verso i  principi fondatori della Lega Nord, manifesto subito apertamente la sua più totale contrarietà al progetto del centro commerciale, all'idea di anteporre interessi diversi a quelli fondamentali della sua città e dei suoi cittadini.
Fra me, esponente di punta  nell'impegno contro l'errore centro commerciale e l'esponente di punta della Lega Nord, nacque un'amicizia fatta di reciproca fiducia, rispetto e  fattiva e proficua collaborazione come quella dimostrata quando lo aiutai ad organizzare e gestire un assemblea pubblica a San felice, Assemblea dove responbili provinciali e deputati,  ufficializzavano la contrarietà della lega al progetto. 
Qual Cosa cambiò, Mentre Zinni in Consiglio Comunale continuava a portare avanti la linea decisa dal Partito e più volte riconfermatagli  in  incontri con la lega Provinciale, minacciando l'uscita dalla giunta, Davide Boni esponente leghista in Regione  sosteneva apertamente e col voto la scelta del Centro Commerciale sconfessando con i fatti la linea portata avanti da Zinni a Segrate.
Anche l'esponente illustre della Lega Segratese, pur riconfermando a parole la contrarietà al Centro Commerciale, certo non difese Zinni e non fece nulla per evitare il suo allontanamento da parte di Alessandrini, contribuendo a fare terra bruciata attorno a chi  coerentemente non si piegava e adeguava
Agnello  sacrificale di  interessi cambiati e diversi, fu sostituito in giunta da Grioni che cerco fino all'ultimo di evitare l'uscita dalla giunta della lega opponendosi con forza, a quella comunità di intenti trasversali che in seguito fu chiamato inciucio.
Mentre Il Consigliere comunale Rebellato continuò a manifestare in consiglio, sopra tutto la contrarietà all'inciucio e anche centro commerciale, il suo partito in regione fu tra i principali artefici dell'approvazione del progetto e del suo iter.
Sapevo che il progetto centro commerciale fu Partorito e sostenuto dalla  Regione e dalla giunta segratese, che la Lega fu tra i sostenitori e che la  Provincia fu coinvolta solo in un secondo momento, ma  fino a ieri  pensavo che almeno la lega territoriale quella segratese, avesse tutto il diritto di rinfacciare al PD l'inciucio e l'approvazione del Centro commerciale.
Ora dalle dichiarazioni di Zinni,  scopriamo che l'abitudine di Grioni di stare con un piede in due scarpe, arriva da molto più lontano di quella provata con la firma sulla petizione per salvare il golfo agricolo.
Zinni infatti dichiara che appena Grioni lo sostitui, si affretto a firmare una delibera di giunta in favore del centro commerciale adeguandosi a quanto già fatto in regione dal suo partito, dimettendosi poco dopo, in nome della contrarietà all'inciucio salvando la faccia sul centro commerciale.
Ora se questo fosse vero, e auspichiamo che Grioni e la lega segratese dimostrino il contrario, cade nella polvere anche la credibilità dello stesso Grioni e della Lega che fino ad ieri si ergevano a salvatori della città e dei diritti di tutti noi cittadini e comitati, che tanto ci opposimo e ancora ci opponiamo.
Ora che  la Lega segratese dimostri in modo chiaro ed inequivocabile la sua coerenza  e la verità dei fatti, altrimenti la finisca ad ogni occasione e in  ogni momento di difficoltà di intonare la solita cantilena della loro contrarietà al centro commerciale, perché che non lo sono mai stati lo ha gia dimostrato ampiamente in Regione e che non sono certo verginelli lo dimostra il loro programma elettorale confrontato al PGT da loro votato e sostenuto.
Procopio Gregorio

Dalla gazzetta della martesana del 12/09/2011
RETROSCENA  
Parla l'ex assessore silurato da Alessandrini perché non voleva il centro commerciale
ZINNI: «DI CATERINA ERA MOLTO DI CASA IN COMUNE...»



Segrate -  Ha lasciato la politica attiva dopo il trattamento subìto dal sindaco Adriano Alessandrini , e si è addirittura trasferito fuori Lombardia l'ex assessore della Lega Flavio Zinni . Non ne vuol più sapere di Segrate, ma accetta di ricostruire quel periodo che portò al ribaltone e alla sua fuoriuscita dalla Giunta: «Era il maggio del 2008 e sul tavolo l'operazione più importante e redditizia era quella del centro commerciale. Io, come da indicazioni del mio partito, ero totalmente contrario e rompevo le scatole su questo punto. Alessandrini quindi, dopo qualche discussione, mi ritirò le deleghe adducendo che non rappresentavo più il partito. Le cose stavano diversamente: in quei giorni ero stato ricevuto anche da Maroni e Giorgetti per avere conferma della linea da adottare. Quindi sostenevo le ragioni del partito... Ciononostante, il sindaco di Segrate mi ha licenziato e la mia carriera politica è finita». Zinni attualmente ha un negozio altrove e si dice comunque contento della propria situazione: «Sto bene, certo, ma non posso dimenticare il trattamento che Alessandrini ha messo in atto nei miei confronti. Eravamo anche amici. Non lo vedo più né ci siamo mai sentiti da quel giorno del maggio 2008. Al mio posto in Giunta entrò un tale Grioni (pure della Lega, ndr ) che approvò la delibera di Giunta per il centro commerciale». Silurato Zinni, il leghista intransigente, quindi l'esecutivo segratese ha potuto continuare sul progetto in questione. Ma la tangenti sono un'ipotesi verosimile? Secondo l'ex lumbard, contiguo al sindaco per anni, «Alessandrini e il suo assessore Orrico erano sempre lì con 'sto Di Caterina. O meglio, Di Caterina era molto spesso negli uffici del Comune. Certo, era titolare di un servizio, quindi la sua presenza poteva essere spiegata così. Non so che cosa facevano, né posso dire di averne sentore. So solo che in questa storia l'unico a pagare sono stato io. E pensare che ho sempre seguito la linea del mio partito... Nell'interesse dei segratesi»..

domenica 11 settembre 2011

Segrate per il Centro commerciale LETTERA A PENATI E LETTERA DI PENATI

IL CENTRO COMMERCIALE FRA DIMISSIONI DIRIGENZIALI  E SEMPLICISTICHE SPIEGAZIONI


Lettera di dimissioni
Ai dirigenti del
Partito Democratico
P.za Luigi di Savoia 22
MILANO
                      Con vivo rammarico vi restituisco l’attestato di fondatore del Partito Democratico.

                      L’esperienza trascorsa in questi mesi nel circolo di Segrate, dove un’incomprensibile e assurda politica amministrativa ha portato il partito a non avere di fatto nessun ruolo politico per il futuro (non è al governo né all’opposizione), mi ha portato a questa sofferta decisione.

                      Non mi preoccupa tanto avere opinioni contrastanti con quelle del gruppo dirigente né con la maggioranza degli altri militanti., trovo il confronto ed anche lo scontro politico un momento di effettiva democrazia.

                      Ma in questo caso non è così.

                      Tutto si è svolto nel più completo disprezzo delle regole (ci sono stati persino voti comprati durante le elezioni del coordinamento cittadino, episodio regolarmente denunciato ai garanti), non vi sono stati momenti di discussione vera, solo forzature regolarmente esercitate dal “gruppo dirigente”, preoccupato solo di portare avanti i propri interessi, anziché impegnarsi nella funzione costituente del nuovo partito, come imponeva il suo ruolo.

                      Il partito di Segrate oggi è diretto dai soliti volti noti della politica locale, compresi esponenti abituati a cambiare partiti come autobus, con la copertura di una portavoce che di fatto svolge funzioni di segreteria amministrativa del gruppo di comando, preoccupata più di assecondare le esigenze del sindaco, eletto dagli elettori della coalizione avversaria, che di rappresentare i propri iscritti.

                      Sono stati mesi di umiliazioni e di frustrazioni, non tanto nei miei confronti (la cosa mi interessa poco), ma soprattutto verso i nuovi arrivati nel PD, intendo quelli senza precedenti esperienze politiche, carichi di speranza e entusiasmo.

                      La ragione decisiva che mi ha portato a rassegnare le dimissioni da fondatore del PD, è stata la completa indifferenza degli organi dirigenti centrali (provincia e regione in primo luogo), più volte sollecitati ad intervenire.

                      Non si chiedeva di stabilire i torti e le ragioni, ma di garantire un regolare confronto democratico come previsto dal nostro statuto e sancito dal manifesto dei valori.

                      La frustrazione è più forte poi quando i dirigenti degli altri partiti (FI – AN – LEGA) intervengono, e pesantemente, sull’anomalia segratese, e i nostri semplicemente tacciono, silenzio e basta.

                      Mi sono iscritto alla FGCI nel 1973, ne sono stato segretario alla fine degli anni 70, anni di terrorismo e disagio giovanile; poi iscritto al PCI PDS DS, segretario dal 1989 al 1995, gli anni della Bolognina e di tangentopoli, che a Segrate è stata particolarmente pesante.

                      Non intendo rivendicare nulla, dico solo che le mia decisione non è frutto di facili ed effimere illusioni, non dico come molti militanti “ne abbiamo viste tante, abbiamo superato tante emergenze, supereremo anche questa”.

                      No, qui non è un problema di dissenso politico, di opinioni diverse, è un problema di dignità e soprattutto di democrazia.

                      Quando queste condizioni saranno ripristinate il mio contributo e le mie capacità non mancheranno.

                      Cordiali saluti

Firma Omissis........................

10 Luglio 2008


Risposta di Penati a una EMAIL di un cittadino 

sono a conoscenza delle perplessità che il progetto del nuovo centro commerciale di Segrate ha sollevato nei residenti. A questo proposito vorrei ricordare che erano state presentate tre domande di insediamenti commerciali approvate durante una Conferenza dei Servizi dal Comune di Segrate e dalla Regione Lombardia. L’Amministrazione provinciale che presiedo è stata coinvolta nell’ultima Conferenza del 2005 e in quella occasione aveva dato parere negativo, rimanendo invece a disposizione per un accordo di programma tra gli attori interessati. Tale accordo prevede la costruzione di un solo insediamento commerciale al posto dei tre richiesti e vincola l’intervento alla realizzazione di importanti lavori stradali per garantire che l’accesso al centro commerciale senza compromettere la viabilità della zona. Recentemente la Regione Lombardia ha avviato la procedura per firmare questo accordo in cui la Provincia partecipa attivamente e controlla che tutti gli interventi relativi al nuovo centro siano portati a termine.
La Provincia si è mossa con l’obiettivo di trovare soluzioni efficaci volte a migliorare e non a peggiorare il sistema stradale anche in relazione alle esigenze di raggiungere l’aeroporto di Linate e tutto il complesso dell’Idroscalo.
E’ proprio accogliendo le preoccupazioni riguardo all’impatto ambientale da parte di tutti quei cittadini che hanno scelto di abitare in questa zona per sfuggire al caos milanese, che la Provincia si sta muovendo nell’ambito dell’accordo perché vengano definite assieme ai comuni vicini delle proposte per garantire il miglior inserimento ambientale e paesaggistico della struttura che dovrà sorgere sull’ex area IBM. Un’area peraltro già edificata ed esterna al Parco Sud. Le proposte urbanistico-ambientali quindi dovranno prestare particolare attenzione nel proteggere i quartiere residenziali più vicini all’area di intervento.
Le procedure richieste dalla Provincia di Milano garantiranno inoltre a tutti gli enti e a tutti i soggetti interessati di essere coinvolti e di partecipare a tutti i passaggi di valutazione e decisione che riguardano quest’opera.

Cordialmente
Filippo Penati

SEGRATE IL CENTRO COMMERCIALE E IL PD NAZIONALE

NON SI PUO' DIRE CHE IL PD NAZIONALE E REGIONALE 
NON FU INTERPELLATO 
EPPURE NON DIEDE RISPOSTE NE INTERVENNE
Questa email  è una fra le tante che arrivarono ai dirigenti del PD, per denunciare e protestare per quanto stava avvenendo  a Segrate pur di arrivare ad approvare quel centro commerciale, che  tante dubbi e lacerazioni aveva portato nella città e nello stesso PD
Fu inviata a tutti gli indirrizzi evidenziati per metterli a conoscenza di quanto stava avvenendo e chiedere quindi il loro intervento
Publicheremo in seguito una risposta che arrivo da Penati ed una lettera di dimissioni di un dirigente del PD locale

Data: 04/14/09 12:07:25
Omissis--------EMAIL cittadini

Oggetto: COME FAR PERDERE LE ELEZIONI A PENATI A SEGRATE (MI)



In fondo alleghiamo il comunicato di condanna emesso dal PD per i gravi fatti avvenuti in consiglio comunale il 19 marzo.
Una presa di posizione che reputiamo positiva, anche se estremamente tardiva e che presenta però delle ambiguità e delle sottile e rilevanti insinuazioni:
Ambiguità che lasciano trasparire una difficile mediazione interna fra due diverse interpretazioni dell’accaduto.
Una coerente con la scelta ( mal digerita) di sostenere l’accordo di programma, ma non disposta ad accettare la negazione evidente dei diritti e delle regole costituzionali.
Una purtroppo che riconferma l’appiattimento sulle posizioni della PDL, in pieno stile collaborazionista, revisionista e negazionista, della realtà evidente e dei fatti accaduti.
Una realtà che i propri esponenti hanno vissuto e sostenuto  silenziosamente in consiglio comunale, una verità che gira sottoforma di denunzie foto e filmati su internet e su giornali anche nazionali, che anche i giornali più allineati non hanno potuto che condannare.
Si tenta di insinuare che vi sia stato uno scontro fra due diverse posizioni e fazioni “estremiste e sovversive” fra due contrapposte fazioni di ultras.
Si cerca di avvalorare il dubbio che tale orchestra sia stata diretta da professionisti della protesta radicale, tralasciando che tutto è stato orchestrato e diretto minuziosamente da chi voleva ottenere a tutti i costi quel risultato, anche a scapito delle più elementari regole di convivenza civile e di confronto e di dialettica politica e democratica.
Vi è il subdolo tentativo di screditare e ridimensionare l’incedere dell’unione dei comitati cittadini, figurandoli come rappresentanti di se stessi o di fazioni estremiste, staccati dalla realtà e lontani dal sentire comune della maggioranza dei cittadini.
Insomma il tentativo di sminuire tutto e tutti, pur di riconfermare e avvalorare quell’unione di interessi convergenti fra PDL e PD, uniti sotto un unico programma e un'unica visione dello sviluppo del territorio.
Una convergenza ed un unità programmatica che di per se la negazione delle regole fondamentali, della dialettica politica e democratica, fatta di diverse visioni programmatiche e di indirizzo che democraticamente si confrontano e si contrappongono.
A Segrate da tempo è in atto il maldestro tentativo di riesumare il vecchio compromesso storico, che aveva un senso in un particolare difficile momento storico, con attacchi violenti alla democrazia e che ora invece servirebbe solo a difendere ed aiutare palesemente interessi economici forti.
Crediamo che alla base di ogni democrazia non debba esserci il compromesso fra due movimenti politici diversi, tra due ideologie contrapposte, che il loro mettersi insieme non serva per governare ma per  spartirsi il potere. Al contrario crediamo, che debbano contrapporsi pur nel rispetto reciproco e governare alternativamente, se la maggioranza del popolo e degli elettori lo decidano liberamente sulla base dei risultati ottenuti.
Questo è il principio basilare su cui si fonda ogni paese democratico, ed è invece il contrario di quello che  è avvenuto e sta avvenendo a Segrate fra le due maggiori forze politiche ( PD- PDL).
Tutti i vari comitati e gruppi di opinione cittadini, hanno avuto proprio in questa evidente realtà e nell’assunzione di questa consapevolezza la base portante e propositiva per la loro unione di movimento e di intenti.
Proprio partendo da queste analisi che tutti i comitati cittadini, nati nel tempo per rappresentare esigenze e problematiche fortemente sentite dai cittadini e snobbate dai partiti, che hanno sentito l’esigenza di unirsi in un unico grande comitato cittadino “ Segrate domani ”.
Un grande comitato che preso atto della mancanza di una regolare dialettica e contrapposizione programmatica nell’interesse della cittadinanza, non potrà altro che candidarsi alle prossime elezioni comunali come soggetto forte, qualificato e pulito a rappresentare le reali aspettative della cittadinanza e proporsi per governare la città nel loro interesse.
SEGRATE FELICE
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IL PARTITO DEMOCRATICO
DALLA PARTE DEI SEGRATESI

Il PD esprime solidarietà ai cittadini rimasti esclusi dal Consiglio Comunale del 19 marzo


a causa della presenza di numerosi e dubbi individui, arrivati in anticipo a riempire la sala, che con Segrate non avevano nulla a che vedere.
 Prova inoltre sconcerto per la bagarre e per gli insulti alle forze dell'ordine
 messi in atto da gruppi di facinorosi

Il PD di Segrate, che crede nella possibilità di un coinvolgimento civico e genuino dei cittadini e della società civile nelle scelte importanti che riguardano la città,


deplora con forza questi eventi, auspicando che non si ripetano mai più.



Circolo P.D. Segrate,  Via Grandi 28. +393485128540 – www.pd-segrate.com
PROCOPIO GREGORIO ANDREA