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sabato 3 dicembre 2011

LAVORO E DIGNITA', UNA LETTERA PIENA DI ORGOGLIO E DIGNITA' DI UNA LAVORATRICE DELLA JABIL


      DIRIGENTI E PADRONI POVERE PERSONE  
PER VOI  NON VE NULLA PER ESSER FIERI

PER ESPRIMERE LA PROPRIA SOLIDARIETA'

Forse sono io ad avere una visione differente della vita e del lavoro,delle relazioni interpersonali,dell'educazione e del rispetto.Forse di illusi ne sono rimasti anche pochi e forse fa meglio chi non ci crede più.

Forse per qualcuno la vita e il rispetto per le persone sono solo parole vuote e prive di valore.Forse qualche soldo in più fa sentire ricco chi basa la propria esistenza sul denaro,non saprei .

Forse ci si dimentica che chi circonda di attenzioni esseri che credono di avere in mano lo scettro del potere alla fine sono solo delle "povere persone"poichè non hanno ancora compreso che i sentimenti non si comprano e non si ottengono solo perchè si finisce con il temere chi potrebbe renderci schiavi di pensieri che non pensiamo.

Ma forse è anche vero che questo Paese non ha bisogno di personaggi così e che noi con la nostra determinazione e con la trasparenza dei nostri ideali se vogliamo e se restiamo uniti possiamo far cambiare lo stato delle cose.
Non riesco personalmente a comprendere come si possa continuare ad essere fieri dopo aver reso incubi i sogni di chi nel proprio lavoro ci credeva e pensava di poter semplicemente continuare a vivere onestamente.

Non riesco a capire come si possa essere fieri delle lacrime stampate sui volti di persone che hanno sempre lavorato e che da sole se ne sono tornate a casa per il loro ultimo giorno di lavoro senza nemmeno aver avuto la possibilità di salutare i colleghi, ritrovandosi a fissare per l'ultima volta gli interni dell'azienda dove hanno sempre prestato servizio quasi a non volerne dimenticare mai i contorni, quasi come se fosse stato tutto e solo un lungo sogno.

Non riesco a capire se e quanto valga questa spocchia arrogante nei confronti di chi con la parola LAVORO non si è solo riempito la bocca ma ha fatto andare sempre le mani, i pensieri, la competenza, la voglia di portare il suo contributo e non di essere appiattito e condannato al silenzio che lo ha reso schaivo e mero esecutore di idee fornite da altri.
Devo essere una persona che ha sbagliato secolo per nascere e vivere,devo essere una persona idealista e sognatrice,devo essere una persona illusa e non arrendevole,devo essere una persona poco incline alla rasseganzione,devo essere una persona alla ricerca di qualcosa che magari o che forse non cè .a tutto sommato so di essere una persona contenta di se stessa una persona che non ha mai smesso di sognare e di credere nelle sue potenzialità e non credo di sbagliare anche perchè con me ci sono altre 324 persone che credono nelle stesse cose,che non hanno voglia di svendersi al peggior offerente,che credono ancora che nessuna abbia il diritto di arrogarsi decisioni che vanno aldilà del posto di lavoro.

Non ci si rende conto che intorno all'occupazione ed alla retribuzione vi sono una miriade di situazioni da sistemare e da vivere,non ci si rende conto che restare senza impiego toglie la dignità e non ti fa quasi più comprendere chi sei e dove stai andando,non ci si rende conto o non ci si vuole rendere conto???
Perchè non proviamo a dimezzare lo stipendio di chi mette le sue idee a disposizione della tristezza futura altrui??
Perchè non stiamo a guardare quanto piacerebbe loro cambiare stile di vita e privarsi di tutti gli extra che mentre loro vanno avanti indisturbati ad avere da anni,noi non abbiamo mai avuto la possibilità di avere e di concederci??
Non ci siamo proprio  e a dire il vero sono anche fiera di non esserci e nonstante il brutto momento che sto vivendo sono sempre fiera di me,dei miei ideali e di non essermi fatta imbruttire dalla vita fino al punto da restare indifferente difronte alle lacrime ed alla disperazione creata,non riuscirei a darmi pace ma forse per essere così queste persone dovrebbero possedere anima e cuore e d è per questo che quelli tristi sono loro perchè non hanno ancora compreso che anima e cuore non si potranno comperare dopo aver messo in starda 325 persone saranno destinati ad essere per sempre vuoti manichini senza fili al servizio della disonestà e dell'imbroglio e questa non è vita è una farsa come quella che portano ingiro quotidiananmente questa è la tristezza e a me non appartiene e non apparterrà mai!
Avanti ragazzi/e consoliamoci perchè il futuro non è in quellemani sporche ma nella trasparenzaa dei nostri sguardi!
 Anna Lisa Minutillo

lunedì 7 novembre 2011

ESSELUNGA,, GLI SCHIAVI DEL TERZIO MILLENNIO

COMUNICATO DA TERRITORIO E SOCIETA PIOLTELLO




ESSELUNGA, SCHIAVI DEL TERZIO MILLENNIO

PER LA COPERATIVA SOLO SCHIAVI DEL TERZIO MILLENNIO

 Ormai la protesta per il rispetto della legalità, della dignità umana, del diritto sacrosanto ad essere trattati come lavoratori e non schiavi, della legalità nelle retribuzioni e per l'abolizione di un caporalato sommerso ma di fatto esistente, ha prevaricato i confini della nostra città.

 Comprendiamo il perchè, l'Amministrazione Comunale, abbia evitato accuratamente di interessarsi, prendere posizione o intervenire, dato che ESSELUNGA sta a Pioltello come nei Simpson la centrale nucleare  a SPINGFIELD.

 Sconcertante rimane, che nonostante siano passate molte settimane, nessun partito si sia sentito in dovere di esprimere la propria solidarietà ai lavoratori, di  verificare ed informarsi su quanto stà avvenendo e sul perchè.

Riusciamo ad immagginare il perchè la Lega Nord non si sia interessata, vista la nazionalità della maggioranza dei lavoratori e la deriva "razzista", che spesso la lega  ha dimostrato in certi suoi interventi.

Riusciamo anche a capire perchè, partiti come il PDL, FLI e UDC, abbiano accuratamente evitato di esprimersi e prendere posizione, dato che da sempre sostengono una certa deregolamentazione e liberalizzazione del mercato del lavoro, paladini della precarizzazione, della libertà senza regole di licenziare.

Riusciamo meno a comprendere e giustificare l'assenza dei Sindacati Confederali, del PD, IDV, PSI, che di queste tematiche hanno fatto la loro storia e la loro fortuna, che dei diritti dei lavoratori,  del rispetto della legalità, erano da sempre paladini attenti.

Non chiediamo loro, di schierarsi da subito e apertamente come noi  in favore dei lavoratori, ma come è possibile che non si sentano in dovere almeno di informarsi,  di parlare con queste persone, di verificare se le loro rimostraze e gravi  denuncie siano fondate o meno.

Qui, è vale per tutti i partiti, non si sta parlando solo di diritti e statuto dei lavoratori, qui è in gioco il rispetto della dignita umana, della democrazia, della legalità, tutti principi fondamentali della democrazia e di uno stato democratico, di cui voi dovreste essere i rappresentanti e difensori.

TERRITORIO E SOCIETA' PIOLTELLO




Dal Giorno
Turni pesanti, pause brevi. E la dignità?"

180 dipendenti in presidio permanente


Presidio dei lavoratori la protesta dei lavoratori delle cooperative di facchinaggio
 
 Torte e caffé per addolcire l’attesa, sotto la pioggia. Prosegue, nello spazio allestito con tende e fornelletti da campo, la protesta dei lavoratori delle cooperative che operano per Esselunga. Il maltempo non ha fermato l’ennesimo picchetto davanti ai magazzini di Limito, dove nel pomeriggio di ieri sono tornati a radunarsi i lavoratori, sostenuti dal Si. Cobas e dagli attivisti del centro sociale Vittoria.

Qualche momento di tensione si è registrato alle 16 quando gli scioperanti hanno bloccato un furgoncino carico di operai diretti allo stabilimento. «Qui i crumiri non passano», hanno intonato i manifestanti che hanno costretto i colleghi a bordo del mezzo a battere in ritirata. Una guerra tra poveri che è iniziata un mese fa e sembra destinata a proseguire. Attorno al presidio permanente gravitano 180 dei 600 operai in servizio nei magazzini di Limito. I manifestanti appartengono alle cooperative del consorzio Safra che forniscono servizi di facchinaggio alla Esselunga. Gli addetti al carico e scarico sono al 90 per cento stranieri, africani e sudamericani per lo più. Al centro della protesta che è scattata nelle ultime settimane c’è la gestione del lavoro: gli operai lamentano turni pesanti, pause troppe brevi e atteggiamenti rigidi da parte dei capi.

«Se sei un carrellista, devi garantire il ricambio di 18 bancali all’ora - dice Moussa Bamba, ivoriano, 42 anni -. Significa lavorare a cottimo, senza potersi concedere un attimo di respiro. È sfiancante».I turni  sono di sei ore e mezza, distribuiti su sei giorni alla settimana. «Chi è a cavallo di due turni ha diritto alla pausa pranzo, ma ha solo 15 minuti per mangiare un panino e andare in bagno», prosegue Moussa. «Nello stabilimento c’è un clima rigido – aggiunge Luis Seclén, peruviano, 55 anni -. In queste condizioni è difficile lavorare con serenità». «Ad aprile sono stato licenziato e non so ancora il perché – ricorda Ezekiel Woryonwon -. Dall’oggi al domani mi sono ritrovato disoccupato, con una moglie incinta di sette mesi».
Rirmi di lavoro duro e maggiore attenzione alle esigenze dei lavoratori: sono queste le richieste dei manifestanti. «Gli operai vogliono condizioni più dignitose, oltre al riconoscimento dell’indennità sostitutiva della mensa», conferma Aldo Milani, coordinatore nazionale del S.i.Cobas, che anche ieri era in prima linea tra gli scioperanti.
Una mobilitazione analoga a quella di Pioltello è scattata l’anno scorso a Cerro al Lambro. A manifestare i lavoratori delle cooperative al servizio della logistica Gls. Anche in quel caso, la protesta era sostenuta dal S.i. Cobas.«Quello delle cooperative – conclude Milani - è un cono d’ombra nel mondo del lavoro. Un contesto dove il nostro sindacato è in prima  linea, mentre le sigle maggiori sembrano sparite».
di Alessandra Zanardi

martedì 18 ottobre 2011

SEGRATE E I BENI CONFISCATI ALLA MAFIA SI FACCIA CHIAREZZA



COPERATIVA ROSA DI GERICO - LA CASA DEI BAMBINI

MARONI DISSE: NON BASTA SOTTRARRE I BENI BISOGNA  ANDARE FINO IN FONDO CONSEGNARLI  ALLA COMUNITA' DEGLI ONESTI, "ONESTAMENTE"

NON LASCIAMO NEL DUBBIO """" DELLA SOLITA MAFIETTA""" UN BEL PROGGETTO 

E ALLORA IL SINDACO SPIEGHI IL PERCORSO, FACCIA CHIAREZZA E DIA DELLE RISPOSTE
SE NON IL SINDACO LO FACCIA IL VICE SINDACO, VADA COME CHIESE MARONI, FINO IN FONDO, SI APRA


venerdì 16 settembre 2011

Segrate E IL CENTRO COMMERCIALE UN FILM E UNA SCENOGRAFIA GIA VISTA

                                     IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Come spesso succede la storia si ripete immancabilmente, guardi il  film e ti sembra di averlo gia visto, gia viste le scene, gli attori, la scenografia, la trama, il finale.
Ti sembra addirittura di rivedere e riconoscere, l'improntà dello stesso regista dietro la macchina a dettare i movimenti, di vecchi attori e nuove comparse.
Poi il film  in 3D inizia, ti coinvolge ti porta dentro fino a viverlo di persona, ma la senzazione di averlo gia visto non scompare anzi  aumenta, quella trama!!?....quelle scene!!?
Ma il titolo non mi ricorda nulla, è un titolo nuovo mai sentito, intrigante " L'INCIUCIO"

Il film inizia, è avvincente, intrigante e forse merito del 3D, ti coinvolge a tal punto di sentirti parte di esso.
Una regia e una scenografia perfetta, sicuramete frutto della grande esperienza del regista, di consumati e esperti attori e scenografi, abituati ed espeti nel ruolo assegnatogli

Un film  pieno di continui colpi di scena, cambi di ambientazione, intrighi, feste patinate, promesse e tradimenti e tanta, tantissima azione, un film che non perde mai il filo conduttore, il percorso prestabilito, la linea del susseguersi degli eventi, tracciato in modo magistrale dal regista.

Come ogni grande film giallo, il finale è il momento più esaltante e tragico, un terreno pieno di feriti e una città distrutta, lascia allo spettatore molti dubbi su cui riflettere, molte domande senza risposte, come un perfetto giallo non ti svela nulla, ti porta dritto al finale, scontato e stabilito fin dall'inizio IL CENTRO COMMERCIALE. 

Esci e hai una sola certezza, il centro commerciale, il resto come aveva prestabilito il regista sono solo dubbi e domande che ti fanno riflettere a cui però non sei attrezzato per dare risposte.

Il film ha un grande eco anche sui giornali specializzati, fino al punto che spettatori  più attrezzati di me cominciano ad analizzarne la trama scandagliando il percorso, l'ambientazione, la scenografia i personaggi principali di quel gran finale.

Finalmente forse qualcuno riuscirà a spiegarmi quel film giallo che ho guardato vissuto intensamente  e che non ho mai capito, che ancor oggi lascia aperte in me molte domande, molti dubbi e nessuna certezza.

Quello che mi lascia perplesso è che, durante la trasmissione del film, molte sono state le accalorate recensioni , alcune a favore atre contrarie, ora che il film è tornato nelle sale e ha di nuovo le prime pagine dei giurnali, i critici sia favorevoli che contrari sono completamente spariti ammutoliti.
Come se avessero paura di copromettere la loro autorevolezza, sembra che abbiano addirittura paura di essere riconosciuti come spettatori partecipi della sua messa in onda dichiarati colpevoli di chissa cosa .

Gli unici disposti a parlare del film e difenderne la trama, sono gli stessi consumati attori che da protagonisti scandirono gli eventi e dettarono la scenografia di quell'intrigante giallo che è L'INCIUCIO.

L'Inciucio, ora ricordo.... il titolo  era lo stesso come  la scenografia, la trama, molti attori, i protagonisti e addirittura l'obbiettivo e il messaggio e l'evolversi degli eventi  si!!  Insomma un plagio ben costruito frutto dell'esperienza e della storia
Anche nell'altro film vi era da approvare una grande edificazione, anche in quel film vi era la maggioranza ( quella volta di centro sinistra) che aveva difficoltà , anche in quell'occasione la minoranza (quella volta di destra ) entro in giunta, e anche quella volta appena approvato il progetto ne usci.

Insomma l'inciucio e un  film  ben costruito, ben programmato e ben organizzato ma pur sempre un plagio rimane, è bastato cambiare ed invertire i ruoli e a me haano fatto rivedere un film e pagare un prezzo che avrei volentieri evitato.

L'unica cosa che mi auguro anche se qualche dubbio rimane, che non abbia lo stesso risultato che ha avuto il fim precedente, finito fra la polvere  che la storia a relegato fra i piu brutti film ambientati a Segrate

sabato 3 settembre 2011

IL CARDINALE TETTAMANZI E LA BONTA DEL NOSTRO IMPEGNO AL DIALOGO

Pubblichiamo questa lettera che il Cardinale Dionigi Tettamanzi ha inviato alle comunità musulmana in occasione delle celebrazioni del Ramadan.

E’ un messaggio breve ma intenso. In poche parole esprime con amara lucidità la difficile situazione della convivenza tra persone che appartengono a religioni diverse, e allo stesso tempo rilancia con forza l’imprescindibile necessità del dialogo.

Una voce e un messaggio tanto autorevoli non possono che risultare confortanti, soprattutto per chi, come noi di TERRITORIO E SOCIETA’, si impegna quotidianamente e concretamente in questa direzione.

 

    

martedì 30 agosto 2011

TUTTI GLI UOMINI DI PENATI

  E BRAVO BOERI, CHE SCOPRE L'ACQUA CALDA
E SE I GIUDICI DI MONZA TRASFORMANO LA MARTESANA NELLA WUATERLOO DEL PD

 Leggiamo con stupore quanto dichiarato ieri dall'Assessore Boeri, in merito al caso Penati e alle implicazioni sulla svendita del territorio, di  errori macroscopici nelle scelte che lo stesso Penati ha sostenuto e sponsorizzato in interventi edificatori.  ( c'è una cultura che ha zavorrato la politica milanese e compromesso con scelte immobiliariste ingiustificate il territorio della nostra città)

Come allora non ricordare, le lettere arrivate in federazione provinciale da semplici cittadini ed iscritti, per contestare scelte ed interventi, dal Potente sponsorizzate e a "bastonate" imposte.

Come non ricorare le spaccature ed il travaglio avuto dal PD di Peschiera Borromeo per scelte edificatorie ed interventi commerciali, che tanti dubbi e tante lacerazioni hanno lasciato nel PD peschierese e nel territorio.

Come dimenticare la spaccatura del Pd segratese, che arrivo ad espellere iscritti e membri del dierettivo, che fece inciuci e compromessi, che sostenne apertamente una giunta a guida PDL, che accettò supinamente la negazione di libertà democratiche, che spacco in due la città e il proprio consenso elettorale, pur di accontentare il potente.
Che approvo e sostenne il passaggio di un diritto edificatorio di 33,000 metri di terziario portandolo a 800,000 metri fra Commerciale, ricettivo ed abitativo.

 Come non pensare alle scelte fatte ed imposte a Pioltello, con l'emarginazione di uomini di punta (Mario De Gaspari ) che avevano un enorme consenso della città e dei cittadini e non solo del PD, che non accettavano, che non si piegavano e denunciavano, scelte deleterie e dubbie, che per questo non è stato ricandidato, scegliendo come a Peschiera e Segrate di perdere consenso pur di far " fuori" chi non si piegava al Penatiano Volere.

Ora si scatena l'eclissarsi dei vari resposabili provinciali, regionali e dirigenti a tutti i livelli, erppure quelle richieste di intervento, quelle lettere di protesta, quelle denuncie di iscritti, simpatizzanti ed attivisti, erano a loro indirizzate e non hanno avuto mai risposte.

Bene, ora che il coperchio è stato scoperchiato è i potenti per fortuna  potenti non son più, rispondete a quelle lettere,   dissipate quei nostri dubbi su interventi iummobiliaristi ingiustificati, fate pulizia delle braccia e degli uomini del potente sul nostro territorio, riintegrate e date spazio a chi ha tenuto alto l'onore.
Fatelo prima che ai giudici di Monza venga in mente di allargare le verifiche su altri interventi edificatori e speriamo dissipare i nostri dubbi, su altri recuperi di aree dismesse, anche perchè i nomi e gli attori erano gli stessi e il protagonista potente pure
  fatelo prima che la Martesana diventi la waterloo del PD

Procopio gregorio Andrea






 DA LIBERO

Si è scatenata la "caccia al Penatiano". A inaugurare la stagione è stato l'Idv milanese, che ha messo nel mirino Pierfrancesco Maran, 30enne assessore ai Trasporti del Comune di Milano, che - per amor del vero - ha sempre contestato (a volte anche aspramente) la dizione di "uomo di Penati". Maran, infatti, è stato sostenuto con forza dal circolo 02PD, ottenendo tra gli altri anche l'appoggio di Filippo Penati. Ma il rapporto, ovviamente, non si può ridurre o banalizzare a una semplice dipendenza.
Il consigliere regionale di Sel Giulio Cavalli ha invece messo nel mirino Arianna Cavicchioli e Sara Valmaggi. Della prima, penatiana doc, si dice che è la rappresentante di Penati nella segreteria provinciale. Fa parte del coordinamento esecutivo, e ha tenuto la posizione malgrado la frattura profondissima tra il segretario Roberto Cornelli e Filippo Penati. Sara Valmaggi è stata invece assessore a Sesto San Giovanni proprio durante l'amministrazione Penati. Nel coordinamento provinciale c'è Augusto Schieppati. Anche lui penatiano doc, è il responsabile dei circoli della provincia. Un ruolo strategico, visto che proprio lontano da Miano Penati ha sempre riscosso grande successo (a Pioltello con Concas, a Cinisello con la Gasperini, a Paullo con Mazzola), un successo pari se non superiore a quello di Franco Mirabelli.
Per dirla tutta, però, a Schieppati sono stati chiesti due passi indietro (dal consiglio regionale e dalla segreteria), proprio da Penati, senza che sia mai passato all'incasso per pareggiare i conti. A Roma, tra i penatiani c'è poi Luigi Vimercati. Monzese, classe 1953, con l'uomo di Sesto ha sempre avuto un ottimo rapporto di collaborazione. Nella pattuglia c'è anche Cesare Cerea, dirigente Pd, ex dirigente della Cgil e dalla Provincia di Milano. Spesso si è esposto in prima persona per chiarire le posizioni politiche di Penati. E ancora, Roberto Rampi, segretario organizzativo regionale e vicesindaco di Vimercato. Last but not the least, Matteo Mauri. Quarantenne, è capogruppo in consiglio provinciale a Milano. Fedelissimo di Penati, è stato anche suo assessore durante la permanenza a Palazzo Isimbardi. A Roma è il responsabile nazionale Trasporti e Infrastrutture.
DI Fabio Massa
 
http://affaritaliani.libero.it/milano/tutti_uomini_di_penati_mappa_di_affari_290811.html

giovedì 5 maggio 2011

I COMITATI SOSTENGONO LA CANDIDATURA DI PROCOPIO A SINDACO DI PIOLTELLO

I COMITATI CON UN COMUNICATO STAMPA SOSTENGONO LA CANDITATURA DI GREGORIO A SINDACO DI PIOLTELLO

ANCHE IL COMITATO SEGRATE FELICE HA ADERITO AL COMUNICATO STAMPA DI SOSTEGNO, ESSENDO PERO' GREGORIO IL NOSTRO RAPPRESENTANTE ABBIAMO PREFERITO NON SOTTOSCRIVERLO IN CALCE, MA CON ESTREMA SODDISFAZIONE NE PUBBLICHIAMO IL CONTENUTO.



venerdì 1 aprile 2011

SI DIMETTE IL SINDACO DI PESCHIERA

 COME AL SOLITO QUELLO CHE CONTA E DIVIDE SONO LE COLATE DI CEMENTO
ANCORA UNA VOLTA SOTTO ATTACCO E' IL PARCO SUD
Riportiamo un articolo dove oltre ad essere riportata la motivazione,  vi sono dichiarazioni (in rosso) ridicole e grottesche, se si tiene conto che arrivano da amministratori publici

Peschiera
Borromeo – Nella mattinata di oggi il Sindaco Antonio Falletta ha rassegnato le dimissioni dalla carica di primo cittadino. La decisione sarà ratificata il prossimo Consiglio Comunale straordinario convocato per  Lunedì 11 Aprile 2011. L’annuncio delle dimissioni era nell’ aria fin dalla mattinata di ieri.
Una bufera politica si abbatte sulla Giunta Peschierese. In una nota stampa consegnata alla nostra redazione il Sindaco ha accusato la sua Giunta e i capo gruppi di maggioranza in Consiglio comunale,  di non voler condividere il nuovo piano di governo del territorio. In particolar modo nei punti di incontro con la Provincia di Milano sulla costruzione del nuovo stadio dell’Ac Milan, finanziato completamente da Silvio Berlusconi, nell’area del parco sud adiacente all’Idroscalo.  «In quell’area, generazioni di peschieresi sono andate a mangiare il gelato, - ha dichiarato il portavoce dei consiglieri di maggioranza Raffaele Cioffi – e cosi dovrà essere anche negli anni in futuro». L’Assessore allo sport Stefano Tognolo ha dichiarato : «Non possiamo permettere al Sindaco di costruire uno stadio da 140 mila spettatori solo per il Milan, o gioca anche l’Inter in quel campo o altrimenti lo stadio non si fa». Che a Peschiera ci fossero problemi con le squadre di calcio era ampiamente risaputo, ma che facessero cadere la Giunta non se lo sarebbe aspettato nessuno.




DA  http://www.7giorni.info/cronaca/peschiera-borromeo/antonio-falletta-si-dimette.html

mercoledì 30 marzo 2011

DA LINATE ALL'EXPO SI....MENTRE TREGAREZZO DEVE MORIRE


La Moratti sta approvando in anticipo il tunnel automobilistico che collegherà Linate all’Expo.

11,5 Km di lunghezza, 2,5 mld di investimento,

UNA SOLA DOMANDA.......MA ALLUNGARLO DI 550 METRI E FARLO FINIRE DOPO TREGAREZZO PERCHE' NON SI PUO'?
PERCHE' I CITTADINI DI SEGRATE E DI TREGAREZZO NON CONTANO NULLA?
BESTIE DA  LASCIAR MORIRE E A CUI RUBARGLI LA VITA

giovedì 24 marzo 2011

IL 2 APRILE A ROMA “La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”

Emergency promuove un appello ai cittadini e alle associazioni per una giornata di mobilitazione nazionale sabato 2 Aprile 2011.

Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra. Gheddafi ha scelto la guerra contro i propri cittadini e i migranti che attraversano la Libia. E il nostro Paese ha scelto la guerra “contro Gheddafi”: ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria.
Nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri simili. Ogni “guerra umanitaria” è in realtà un crimine contro l’umanità.
Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono a un certo punto inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle.
Nessuna guerra è necessaria. La guerra è sempre una scelta, non una necessità. E’ la scelta criminale e assurda di uccidere, che esalta la violenza, la diffonde, la amplifica, che genera “cultura di guerra”.
“Questa é dunque la domanda che vi poniamo, chiara, terribile, alla quale non ci si può sottrarre: dobbiamo porre fine alla razza umana o deve l'umanità rinunciare alla guerra?
Dal Manifesto di Russell-Einstein, 1955
Perché l’utopia diventi progetto, dobbiamo innanzitutto imparare a pensare escludendo la guerra dal nostro orizzonte culturale e politico.

Il nostro “NO” alla pratica e alla cultura della guerra è un ripudio definitivo e irreversibile, è il primo passo per fare uscire la guerra dalla storia degli uomini.
“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”
Albert Einstein

Primi firmatari:

Gino Strada, Carlo Rubbia, Luigi Ciotti, Renzo Piano, Maurizio Landini, Massimiliano Fuksas.

mercoledì 16 marzo 2011

UNA RISPOSTA DOVUTA A SCHIEPPATI -MARIO E SANTINA

QUANDO IN PIENA  LIBERTA POETICA PUOI SOGNARE E DIVERTIRTI 

Ci sono miserie che si commentano da sole (Fëdor Dostoevskij.)


Dovevo una risposta e per capire quanto liberamente e poeticamente scritto vi consiglio di leggere il post precedente e i commenti ricevuti (  ELOGIO ALL'INCIUCIO )


Cara Santina, mi fa piacere e al contempo mi sorprende la tua risposta, l’avrei capita se fosse di qualcuno che non ha vissuto tutto quello di cui si parla e non ha avuto la posizione che tu invece hai avuto, e giustamente rivendichi.
Se leggi tutto il post e il commento, potrai notare che a torto o a ragione, vi è già (dal mio punto di vista ma che era quasi anche il tuo) tutta l’analisi, i nomi e i fatti, e come giustamente dici tu, a torto o a ragione, è il mio punto di vista che come te, tutta la storia l’ho vissuta e non di soli blablabla o imboscati e nascosti come altri per non esporsi.
Hai ragione ogni scelta ha la sue ragioni e  dignità, quella di chi ha preferito uscire e combattere altrove, la mia da semplice cittadino che ha iniziato a impegnarsi, e anche quella di chi è rimasto a combattere all’interno del proprio partito, tutti e tre comunque a combattere e difendere il proprio pensiero e la propria visione.
Devo togliermi il cappello e dare atto a te e a Mario, che sempre avete manifestato la volontà di rimanere dentro e combattere una scelta che non condividevate, esprimendo questa vostra posizione che non avete mai nascosto neanche in pubblico.
Devo inchinarmi davanti a Manuela, che oltre a perseguire la vostra stessa scelta ha avuto il coraggio di scriverlo o di farlo pubblicamente, in assemblee come quella tenuta nell’aula del consiglio comunale dall’opposizione rimasta.
Non puoi negare però, che esiste una responsabilità di tutto il gruppo dirigente del tuo partito e pur se senza colpe conseguenzalmente anche della vostra minoranza critica, le scelte di quella dirigenza volente o nolente, sono le scelte fatte dell’intero partito che ne è quindi responsabile.
Cara Santina, non si tratta della solita sterile accusa a effetto di chi crede di avere sempre ragione, qui si parla di fatti accaduti, di scelte, nomi, cognomi, comportamenti, e se la ritieni che sia sterile polemica e travisazione degli avvenimenti, di BlaBlaBla, siamo stati in molti nel periodo passato compreso te, che come dici non eri d’accordo, criticavi e denunciavi e blateravamo insieme,
Se la mia è travisazione, falsità o presunzione della ragione, credo tutto ciò appartenga anche a te e a tutti quelli che con te e con me, hanno difeso la loro posizione.
Questo era il nostro blabla passato, mentre per il presente m’innervosisce molto quando leggo altra gente ergersi a solo ora a paladino di battaglie fatte da altri, dove erano negli anni passati? Perché non hanno mai espresso pubblicamente la loro contrarietà e perché? forse per non esporsi schierandosi apertamente? Per calcolo, per non perdere e precludersi possibilità o investiture?
Veniamo ai fatti accertati di oggi quelli veri come chiedi tu, non interpretabili o travisabili perché pubblicati su giornali, quello che mi sembra strano che anche qui non hai letto o voluto leggere quanto scritto da me.
Credo che tu abbia letto BENE l’intervista a Presidente Cristofori, che se non sbaglio non è un semplice iscritto e credo sia un uomo di un certo peso e prestigio all’interno del tuo partito.
Preoccupato da quanto letto e dalle sue affermazioni, dalla sua difesa delle scelte passate, sono venuto mia cara a vedere il direttivo la stessa sera, e quindi parlo per esserlo stato testimone e non per sentito dire, come “furbescamente” insinui tu,
Quindi non dire che non mi preoccupo di dire  falsità non verificate, perche l’intervista è una prova ed io come tu sai bene, prima mi documento e cerco di capire e poi parlo.
Quella sera a parte la sottile e lieve critica a quanto affermato dal Presidente da parte di Giove (questa delicatezza è giusta comprensibile visto il ruolo), non ho sentito altre voci ricordargli che quel periodo era finito, che la linea politica era cambiata, che il consociativismo era stato messo in soffitta e che il nuovo direttivo aveva intrapreso un'altra strada.
Tu stessa infatti, scrivi (Dovresti dire che quell'idea scellerata non è morta del tutto, perché c'è qualcuno che la continua a proporre) ed è esattamente quello che ho scritto io, quando affermo che i vecchi nostalgici si stanno facendo sempre più spavaldi, che è iniziata da qualche tempo il logorio e la messa alle corde del povero e onesto Giove.
Credo che tu abbia letto altrettanto bene e come me più volte, anche l’intervista di Schieppati, che non credo sia neanche lui un semplice iscritto, che come tu sai, ha fatto e disfatto per anni all’interno del tuo partito, tra l’altro certo di aver verificato quindi non affermando falsità, dovrebbe essere il responsabile politico organizzativo dei circoli della Martesana e ancor di più di quello di Segrate, dove è iscritto e ha molti sostenitori, seguaci, idolatri e figli adottivi.
Non c’è bisogno di dirti cosa c’è scritto vero? Scusa a te, che hai portato avanti un pensiero opposto non ti è ribollito il sangue? Non ti sei incazzata, preoccupata, o ora hai cambiato idea?  Sei d’accordo con quella visione?
  Ancor più di quella di Cristofori, per l' intervista  d  Schieppati,è stato chiesto al tuo partito da più parti e più volte di smentire, di chiarire, di prendere ufficialmente posizione e prenderne le distanze.
Anche quell’intervista è una prova è un fatto e quindi sono certo di non dire falsità non verificate, non mi pare che dal tuo partito sia arrivato nulla, un cenno, una ben che minima presa di distanza, una sconfessione e anche questo è un fatto, e allora io come altri che del tuo partito non faccio parte cosa devo pensare se non quanto scritto!
 E allora non sono io che devo dare risposte, essere più trasparente e spiegare come stanno le cose cara Santina, quindi non sei tu che attendi e chiedi chiarimenti.
  Forse sono io che aspetto trasparenza e una tua presa di distanza ufficiale dai fatti e dalle prove divulgate a mezzo stampa,stampa  che fra l’altro ultimamente insinua le mie stesse preoccupazioni.
Un’ultima domanda che riguarda il consiglio, quanti a parte Manuela erano contrari a quella linea politica, Ancora l’ho sentito al congresso, per gli altri io lo so ma attendo una tua risposta trasparente e chiara.
Per quanto riguarda il direttivo, almeno per quello a cui ho partecipato, devo farvi i complimenti siete democratici di nome e di fatto, tutti hanno la possibilità di esprimere la propria idea di portare il loro contributo nella definizione delle scelte, avrei potuto anch’io come poteva benissimo tutta la vecchia nomenclatura che non manca mai.
E vero il nemico forse e altrove, ma spesso è anche in mezzo a noi con sembianze camuffate da agnello, Attendo quindi l’analisi critica dei fatti e delle dichiarazioni, priva di accuse di falsità ma densa di fatti accertati e posizioni dichiarate, altrimenti si è il solito blablabla in difesa dell’indifendibile.

Caro Mario, bello il passaggio dove dici di non capire e poi ammetti di far finta e quindi di capire benissimo, so che hai letto bene e che hai saputo leggere fra le righe, che sai bene cosa si vuole prevenire e dove vuole si andare a parare e hai ben capito da chi voglio “difendermi” e chi voglio prevenire, sempre gli stessi!
Certo io è te siamo abituati a spararle, a non nasconderci a metterci la faccia, a portare avanti le nostre idee, senza guardare né la convenienza personale né se le nostre sparate pestano i piedi ai politicanti di professione o al potente di turno.
Sono abituato quanto te a prendere gli schiaffi in faccia, ho iniziato molto piccolo quando i politici di professione attuali, ciucciavano ancora il calzino e trovavano la pappa pronta e forse lo ciucciano ancora e la pappa non ha mai iniziato neanche a farsela.
Ricordo quando per primo con una lettera alla Gazzetta prospettavo l’inciucio, mi sono arrivate da ogni dove tanti schiaffi, offese, derisioni, quella più delicata era pazzo visionario, eppure solo qualche mese dopo le mie visioni e solitarie elucubrazioni prendevano forma.
Ricordo anche l’articolo di qualche settimana dopo al Pungiglione, dove coniavo l’ormai famoso e patrimonio del lessico degli anni a seguire schieppandrini.
 Anche li ho preso tanti schiaffi e offese personali che miravano a distruggere il fastidio, con la demonizzazione, il discredito, l’attacco personale, erano è sono lo stesso sistema usato da certa “stampa” ora, contro la Boccassini, il direttore di Famiglia Cristiana, Fini e ogni oppositore, non che io voglia mettermi allo stesso livello anzi, ma il sistema è lo stesso ed io lo definisco un modo di far politica (da chiunque sia usato) che attinge nella cultura fascista e autoritaria.
All’inizio un Don Chisciotte contro la fantasia dei mulini a vento, visionario e pazzo agitatore, quella mina vagante del fruttivendolino, come mi definivano e mi definiscono i due compagni di merenda.
Solo qualche settimana dopo, certe visioni han preso forma e non ero  più solo a vedere i mulini ora reali, il fruttivendolino pazzo ha continuato imperterrito a essere deriso, prender schiaffi e pagare un carissimo prezzo personale.
 Tu sai bene che a gente come me e te, che crede in quel che fa, lo fa non per aver un tornaconto o una menzione. Non importa di prender schiaffi, di pagare, di essere derisi, a noi basta essere in pace con la nostra coscienza e con noi stessi e nonostante tutto lo rifaremmo non una, ma cento volte.
Noi per fortuna non siamo politici di professione e pur tentando di far politica professionisti non lo vogliamo diventare, vogliamo restare cittadini prestati alla politica e alla società civile.
Certo qualche soddisfazione l’abbiamo avuta, abbiamo risvegliato la coscienza e l’attenzione di molti cittadini come noi, abbiamo acquisito rispetto e considerazione da giornali e televisioni non solo locali, reso la vita difficile ai compagni di merenda di allora, che vorrebbero liberamente riimbandire la tavola ora.
Sai Mario, i giornali locali hanno pubblicato molte nostre prese di posizione, forse questo sta a significare che non erano solo fantasie, elecrubazionie e stronzate urlate al vento, quando ungiornale ha pubblicato che l’opposizione a Segrate, è da qualche tempo alla frutta, non intendeva che l’opposizione tradizionale era arrivata alla fine.
Ciao Mario dal  Fruttivendolino

Caro Augusto, devo ammettere che questa tua mi ha fatto molto piacere per una serie di motivi che andrò a elencarti.
Per primo il fatto che non avendo mai letto da anni, un tuo intervento diretto su discussioni o qualsiasi argomento, il fatto che tu abbia voluto iniziare e considerare me, piccolo e insignificante fruttivendolino, mi riempie d’orgoglio e di autostima e ti ringrazio per l’attenzione che hai voluto dare alle mie “stronzate”.
Certo questa tua, non è dovuta alla conseguenza di antichi proverbi,  ti hanno tirato per la giacchetta perché colpito nel segno, come, la lingua va, dove il dente duole.
Certo dall’alto della tua posizione hai voluto sdrammatizzare, consigliando una discussione meno seriosa e più effimera e romanzata, su argomenti che certo altrimenti assumerebbero ben altra valenza e non conviene che lo meritino.
Mi piace e accetto volentieri l’idea di continuare questo simpatico romanzo in modo meno serio e più ironico, in piena liberta poetica che è sempre concessa in questo caso.
Certo che tu ami il povero Paolo non era una novità, fin da piccolo hai cercato di fargli da chioccia proteggendolo e facendolo crescere al riparo delle tue possenti ali.
Come ogni padre pero, non ti sei accorto che quest’amore e la sua copertura era nota a tutti tranne che al figlioccio, che i bambini crescono e ingrati mirano a occupare il posto del padre.
Per di più lo hai mandato nel posto sbagliato (l’Avana), pensando che tutti gli eco oppositori, siano vetero rivoluzionari, comunisti, estremisti, mentre magari difendono solo leloro  idee e sono addirittura di destra o di centro, ma non ti crucciare è un modo di pensare e un errore e che fa anche il nonno Berlusconi, sarà mica un vizio congenito?
Anche l’agente Cristofori poverino si ritrova sempre a dover assolvere ordini ingrati e omicidi su cammissione, non ha ancora alzato lo sguardo abbassato quella sera su quel banco e smaltito il disagio, per aver dovuto ubbidire passivamente, all’ordine di guardar  uccidere la democrazia e la libertà.
Con l’ordine perentorio di non fermarsi davanti a nulla pur di raggiungere l’obiettivo imposto, ha dovuto accettare passivamente la prevaricazione squadrista, in un colpo solo per un ordine superiore (ricevuta nei corridoi di palazzo Isimbardi nota sede delle compagnie) e per il bene della “Nazione”.
  Rinnegare quel che a sempre combattuto con orgoglio e sacrificio, una vita di resistenza al sopruso cancellata in un attimo una splendida serata di marzo.
 Compito ingrato quello degli agenti, costretti a far finta di non veder i propri fratelli e compagni incatenati fuori, per dar spazio alle milizie “fasciste”.
Certo che con tutti questi potentati e servizi segreti scesi in campo e mai sopiti, è difficile raggiungere e recuperare libertà  d’azione, anche per il povero e bravo Giove, che più che del gran maestro Cuccia, rischia di fare la fine del Mattei di turno, impalato dagli agenti delle compagnie….edificatrici.

Caro Augusto è veramente bello scherzare cosi liberamente e poeticamente svincolati dalla dura realtà, e allora nel ringraziarti ne approfitto per commentare una tua intervista seguenti il tuo consiglio.


Quello che più mi sorprende nella tua intervista e che sia te stesso ad ammettere il tuo fallimento e la sua incapacità politica.
Quando dichiari che il PD a Segrate è all'opposizione da venti anni, dimentichi forse che sono giusto venti anni che sei te che ne imponi e ne detti la linea politica e l'incedere.
 Forse qualche responsabilità di questa lunga astinenza ti appartiene, certamente ti appartiene e sei responsabile del continuo travaso di consensi e della perdita di molti attivisti, tornati fra la gente a lavorar per la gente.

Perché non bastava l'egregio risultato ottenuto a Segrate in vent'anni, ti sei trasferito a Milano per portare la tua preziosa esperienza per far si di ottenere li, lo stesso risultato di Segrate, le due grandi sconfitte di Penati.

E' altrettanto sorprendente che tu ammetta candidamente di essere sempre in giro impegnatissimo, certo sarà per questo che negli ultimi anni non ti sei mai visto in consiglio comunale o un qualsiasi incontro pubblico, e sono portato a credere che tu non  sia un assiduo frequentatore del suo stesso circolo.
Sarà per questo che parlando  dal pulpito senza sapere di che cosa e di che, talmente assente dalla realtà segratese e forse dalla realtà politica attuale, che confondi il differente ruolo dei partiti tradizionali da quello delle liste dei comitati cittadini, più interessati al bene della loro città che a giochetti di palazzo, alchimie politiche e ascese al potere, costi quel che costi.
Ve ne sarebbe ancora molto per disquisire, mi permetto di fare una piccola proposta tra il serio e il faceto, se veramente sei disposto a fare e sacrificare tutto per portare il Pd di nuovo al governo di Segrate.
Perche non ti sacrifichi iscrivendosi al PDL, se prometti di continuare ad avere anche lì gli stessi risultati politici, il Pd vince facile facile.

A PROPOSITO forse non ti sei  accorto che anche il Pd nazionale nel fra tempo ha cambiato strategia, slogan e fiducia in se stesso esattamente come quello di Segrate.
Ora lo slogan è IL VENTO E’ CAMBIATO
Ma siamo certi anche di un’altra cosa, che pur di raggiungere il tuo ambito e amato potere non siamo disposti a sacrificare proprio tutto, NOI SIAMO CERTI DÌ FARCELA, ma con coerenza e serietà.

Ma ora finito l’ultimo capitolo di quest’appassionante romanzo torniamo a noi e alle cose serie, se dal tuo articolo non si evince quel che ho scritto e la nostalgia e l’elogio all’inciucio che sta a significare?
Spiegaci chiaramente e inequivocabilmente qual è la strategia politica, e le alleanze che il Responsabile dei circoli prospetta.
Se non lo fai vuol dire che tu  conti come il due picche cioè niente, ma a quel punto forse e meglio che lasci fare e parlare gli altri, che diano Mario, Santina e Giove spiegazioni e chiarimenti su quale strategia, quali alleanze, quale politica e che percorso vuole intraprendere il PD e se in modo definitivo si è abbandonata la voglia di ritorno al tuo passato.

martedì 8 marzo 2011

.LIGRESTI A MILANO, SIANO A PIOLTELLO E A SEGRATE?

 E A SEGRATE? PERCASSI E CANTONI? FORSE I VECCHI INQUISITI MAI SPARITI? FORSE COMPAGNIA DELLE OPERE O COMUNIONE$ E LIBERAZIONE?



Sole 24 Ore di martedì 8 marzo 2011, pagina 38
Intervista a Sergio Lenzi - "Carife ricapitalizza grazie al retail"
di L.D.

INTERVISTA Sergio Lenzi Presidente di Cassa Risparmio Ferrara «Carife ricapitalizza grazie al retail» Le ispezioni di Banca d'Italia? • «Sono solo un fatto di routine» I L'aumento di capitale? «Si farà senza problemi grazie al retail». Le ispezioni di Banca d'Italia? «Un fatto di routine». Le perdite in bilancio? «Stiamo mettendo a posto la macchina, e i risultati dei primi mesi del2ou sono incoraggianti». Sergio Lenzi, presidente di Cassa Risparmio Ferrara, risponde così alle notizie di stampa circolate nei giorni scorsi, secondo cui l'istituto emiliano, già duramente provato dalla crisi del 2008, sarebbe nuovamente in forte affanno. Soprattutto per colpa dello stato di salute di una controllata specializzata in factoring e leasing con sede a Napoli, Commercio e Finanza, i cui attivi sono oggi nel mirino degli ispettori di Bankitalia. Partiamo da qua. L'ispezione avviata a inizio gennaio preoccupa molti azionisti. Anche perché eventuali sofferenze sarebbero a carico della capogruppo.
È vero, gli attivi sono di nostra competenza. Ma io non ho sotto gli occhi nulla che possa destare preoccupazione. Né ho la certezza o la sensazione che le cose non siano sotto controllo. Le ispezioni in verità sono un fatto normale, un evento ciclico: la verifica che è in corso a Napoli, e non a Ferrara, non mi risulta abbia evidenziato fino ad oggi niente di grave. Per chi fa factoring il momento tuttavia non è certo dei migliori. E Commercio e Finanza oggi rappresenta il 20% del vostro capitale. Sono d'accordo, il comparto vive un momento di difficoltà. Ma infatti abbiamo avviato un piano di compressione degli attivi su quelle attività. Tra l'altro stiamo puntando sulla distribuzione di prodotti finanziari di altri operatori, come mutui e prestiti personali, più che sul factoring.
Dopo l'aumento di capitale ne12008, legato alla crisi finanziaria, Carife oggi ha bisogno di una nuova ripatrimonializzazione. Si parla di 150 milioni,110 dei quali da raccogliere tra il pubblico retail, il resto tra investitori privati più strutturati. E convinto che si tratti di una missione possibile? A fine gennaio abbiamo depositato l'istanzà di aumento di capitale e ora ci vorranno i tempi tecnici per gli iter autorizzativi di Banca d'Italia e Consob. Siamo convinti che l'azionariato privato ci voglia seguire perché stiamo lavorando nella direzione giusta e perché dal 2010 ad oggi le cose sono cambiate. L'istituto ha le caratteristiche per riprendere una strada di crescita e creare valore. Ci sono inoltre diversi investitori privati importanti che ritengono un'opportunità l'investimento nel nostro gruppo. E la Fondazione? Oggi è in maggioranza con il 67% del capitale ma si diluirà fino al 53-55% perché non è in condizione di sottoscrivere l'aumento. La fiducia però. dettata anche dai risultati della gestione che per i primi mesi del zou dà segnali incoraggianti: La scorsa settimana inoltre abbiamo firmato un accordo insieme alle altre società che partecipano a Vegagest sgr per la messa in sicurezza dei cantieri del fondo Aster, attivo nel progetto immobiliare di Santa Monica, a Milano Segrate.
L.D.

Commento: La Cassa di Risparmio di Ferrara era una banca di comunità di lunga vita. Nel corso di oltre un secolo e mezzo aveva distribuito utili ai soci e promosso lo sviluppo e il benessere del territorio. Poi è arrivato il boom immobiliare: ai Siano, che non sono proprio di Ferrara (sono gli "imprenditori" di Santa Monica a Segrate, del Parco delle cascine a Pioltello, della ex Galbani a Melzo, di via Adda a Milano, ...), hanno dato 147 milioni da buttare nella speculazione. La banca è stata dapprima commissariata e ora cercano di salvarla coi soldi dei risparmiatori. In pratica, la raccolta di denaro si fa al dettaglio e la distribuzione si fa all'ingrosso. A salvare i Siano invece ci pensa l'amministrazione di Pioltello che gli regala (nel vero senso della parola, cioè senza contropartita) 175.000 metricubi di volumetrie edificabili che gli speculatori potranno rivendere guadagnando una bella plusvalenza come premio per avere, nell'ordine:
- portato i nomadi a Pioltello dal loro stabile di via Adda (dopo aver avuto le volumetrie nello stesso immobile di via Adda)
- svilito il Parco delle cascine (opponendosi al ricorso che aveva fatto il comune quando era sindaco) costruendo proprio a ridoso del parco stesso
- abbattuto le cascine del Parco
- messo in crisi i cittadini che hanno pagato a Segrate senza avere la casa
- messo in crisi i cittadini (pochi) che la casa l'hanno avuta, ma a bagno nella falda e più piccola del dovuto
C'è da vergognarsi. Il giornale dell'architettura, dopo l'approvazione del PGT milanese, ha fatto una bella inchiesta dal titolo "Chi comanda a Milano". La risposta non è difficile. E a Pioltello chi comanda?

mercoledì 2 febbraio 2011

DECADENZA MORALE DELLA SOCIETA'


CETTO LA QUALUNQUE UN MODERATO…..Decadenza morale imposta nel tempo delle televisioni  con programmi spazzatura

Tu che giustifichi al posto di Ruby mandaci tua figlia

 Festini a luci rosse, orge, prostituzione minorile. Sono questi  valori cattolici ? Forse siamo noi che ci siamo sbagliati fino ad ora e l’andare a puttane è sinonimo di cristianità. 

Ma i cosiddetti tutori dei valori della famiglia, i veri moralisti del nostro tempo, che si scandalizzano davanti all’unione di coppie omosessuali, sono gli stessi del bunga bunga?

Non si tratta di moralismo o giustizialismo. Negli ultimi giorni, nelle varie televisioni, sono state formulate le più disparate considerazioni riguardo questo scandalo, ma nessuno dei valorosi, perché bisogna essere coraggiosi per dire certe cose, negazionisti berlusconiani ha risposto ad una semplice domanda: se al posto di Ruby ci fosse stata vostra figlia, cosa avreste pensato di un ipotetico settantaquattrenne puttaniere che paga in cambio di favori sessuali?

A me un vecchio bavoso che si diletta in orge fa un po’ schifo, ma evidentemente questo non vale per tutti. Purtroppo ci si scorda di una piccola aggravante: quel ipotetico vecchio bavoso è il Presidente del Consiglio.
In tutto ciò, il paese è fermo, il governo è immobile, troppo preoccupato, attraverso i suoi esponenti, di farneticare improbabili giustificazioni, ponendo i veri problemi del Paese in secondo piano, rilegandoli ad una sgradita ed ingombrante posizione di contorno. Insomma, se ci sarà tempo penseranno anche a noi.

Il Premier, nel frattempo, non ha nient’altro di meglio da fare che intervenire in diretta in programmi televisivi, diffamando ospiti e conduttore, riattaccando al termine del sue puerile comizio. Viva il contradditorio.
L’Italia da questa vicenda ne esce con le ossa rotte, additata come un paese in balia di un onnipotente monarca puttaniere, in cui la realtà ed il reality si mischiano dando origine ad un vergognoso scempio.

Siamo di fronte ad una soap opera, una telenovela avente come protagonista il Presidente del Consiglio, alle prese con vicende sessuali e surreali , diventate ormai consuetudine in Italia. Speriamo di essere arrivati all’ultima puntata di questa tragicommedia.
Basta. Io voto Cetto La Qualunque.