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mercoledì 14 dicembre 2011

SEGRATE E LA LOTTA ALLA MAFIA, TUTTO A CORRENTE ALTERNATA

 ( LEGGI TUTTO) SEGRATE E LA LOTTA ALLA MAFIA, TUTTO A CORRENTE ALTERNATA

 LOTTA ALLA MAFIA, FRA EVENTI "PROMOZIONALI" E RIFIUTO DI ATTI CONCRETI (INGROIA INAUGURERA' A SEGRATE LA VIA 'FALCONE E BORSELLINO')

CARA LEGA ALMENO TU RIPENSACI!

lunedì 5 dicembre 2011

SE NON ORA QUANDO- 11 DICEMBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE


SE NON ORA QUANDO

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

piazza del popolo

 

11 dicembre: tutti gli appuntamenti nelle città d’Italia

Cominciamo qui a comunicare gli appuntamenti dell’11 dicembre nelle diverse città d’Italia. Aggiorneremo questo post a ogni nuova notizia. Quindi informateci delle vostre iniziative!

ANCONA – ore 15.30 piazza Roma – PER INFORMAZIONI https://www.facebook.com/groups/comitato13febbraioancona/

BOLOGNA – in attesa di informazioni sull’appuntamento

CHIETI – ore 10 Largo Martiri della Libertà – PER INFORMAZIONI http://senonoraquandochieti.blogspot.com/

FIRENZE – il comitato SNOQ sta organizzando un pulmann per Roma, contattare con urgenza entro martedì  senonoraquandofirenze@gmail.comù

GENOVA – in attesa di informazioni sull’appuntamento – PER INFORMAZIONI http://www.facebook.com/groups/180349815339614/

MANTOVA – ore 15.00 piazza Martiri di Belfiore

MODENA – in attesa di informazioni sull’appuntamento

RAVENNA – dalle 16.00 itinerante piazza dell’Aquila, piazza del Popolo e strade del centro – PER INFORMAZIONI senonoraquandoravenna@gmail.com

ROMA – ore 14 in piazza del Popolo

SASSARI – ore 17 in piazza Castello – PER INFORMAZIONI http://www.facebook.com/groups/comitato13febbraiocagliari/

SALERNO – in attesa di informazioni sull’appuntamento

TERAMO – in attesa di informazioni sull’appuntamento – PER INFORMAZIONI https://www.facebook.com/pages/SNOQ-Se-Non-Ora-Quando-Teramo/149994295102632

TORINO – ore 14 in piazza Castello –  PER INFORMAZIONIhttp://www.facebook.com/events/184279461666407/

TRIESTE – ore 10 presso il CRAL della stazione marittina PER INFORMAZIONI Facebook: senonoraquando Trieste
e-mail: coordinamentodonne.ts@gmail.com

VENEZIA – ore 10.30 davanti alla stazione Santa Lucia – PER INFORMAZIONI http://senonoraquandovenezia.blogspot.com/2011/11/11-dicembre-2011.html

VERONA – distribuzione di una lettera per le strade della città, con musica e altre iniziative – PER INFORMAZIONI http://www.facebook.com/groups/131415730257682/?ref=ts

giovedì 17 novembre 2011

VIABILITA' SPECIALE- STORIA DI UN DELITTO PERPETUO

ERRORI E DIMENTICANZE DI CUI SEGRATE PAGHERA' UN PREZZO ENORME

Il primo stop alla viabilità speciale vi fù già molti moltissimi anni fà, prima la sopraggiunta e anche allora non calcolata falda, poi "complicazioni"  con conseguenze che si trascinarono per anni nelle aule giudiziarie, ed infine l'eliminazione delle dogane che arenarono per sempre i soldi spesi e i lavori fatti.
Gia allora una delle cause dei primi stop all'avanzamento lavori fu la falda.

La stessa che presa più volte come "scusa" insormontabile, fece in modo di non prendere neanche in considerazione, la nostra proposta di interrare la BreBemi, preservando cosi il territorio della nostra Città e salvando i cittadini di Tregarezzo.
Sempre chissà perchè la dimenticata falda, che adesso opprime i cittadini di Santa Monica o che causa ritardi biblici alla nuova viabilità speciale, con danni incalcolabili per la città e un notevole aumento di costi che certo farà la felicità di qualche costruttore.

Ora un altro grosso intoppo, sul percorso spuntano reperti archeologici del 1700, li in bella vista che nessono però si era degnato di prendere in considerazione.

Quello che ci sorprende e come si possano fare, su un proggetto cosi grande e iportante, degli errori e delle dimenticanze cosi macroscopiche, chi oltre alle tasche dei cittadini, dovrebbe pagarne le conseguenze e i danni.
Abbiamo imparato e c'è lo Ha insegnato la BreBemi, che in fase di progettazione si fanno tutte le verifiche del caso, escludendo e risolvendo per tempo tutti i possibili intoppi e possibili problemi.
Si fanno delle carotature e analisi idrogeolociche per conoscere la conformazione del terreno sottostante, la profondità della falda, il suo flusso e la sua altezza nelle varie stagioni.

La BreBemi su tutto il percorso, ha verificato preventivamente se vi fossero coplicanze di tutela ambientale e sopratutto siti e manufatti di interesse archeologico e storico.

Ma la storia antica della viabilità speciale non ha insegnato nulla e non è servita a evitare di rifare gli stessi errori, Non si è verificato in modo accurato e approfondito in fase di proggettazione la consistenza del terreno e della falda, che come ogni bambino sà, in pianura padana è molto alta.
Ora scopriamo che non si è neanche veriuficato se vi fosseri manufatti di interesse storico, in un territorio famoso e importante  fin dall'antichita.

Ma qualcuno pagherà per queste negligenze? o come al solito la responsabilità spettera al cittadino costretto a pagare e a subirne le conseguenze


Archeologi impegnati in alcuni scaviViabilità speciale a Segrate, nuovo stop

Il cantiere doveva tutelare un'antica chiusa

La Soprintendenza sospende i lavori per tutelare il manufatto del 1721. Esultano i cittadini, contenti che siano preservati il paesaggio e un pezzo di storia

Segrate, 17 novembre 2011 - Un simbolo del passato minaccia il futuro della viabilità speciale. Sul tracciato dove è prevista la costruzione della bretella di collegamento tra Lambrate e Pioltello infatti, spunta un reperto in muratura datato 1721 e di proprietà del conte Antonio Simonetta, marito di Teresa Castelbarco, che fu ciambellano e consigliere di Stato con vasti possedimenti nel milanese, a Imbersago e a Vaprio d’Adda.

Si tratta di un complesso di chiuse e canalizzazioni in pietra posto nell’area Est di Segrate, al confine con Pioltello, lungo il proseguimento della via don Sturzo, proprio a pochi passi dall’impresa di pavimentazioni Lucchini Artoni. Ditta che, quella bretella, l’avrebbe sfruttata senza esitazioni per il suo traffico pesante di tir e ruspe.
Un’area posta dunque subito sotto la tutela del Ministero, con il conseguente stop ai lavori per un’opera che pare davvero essere nata sotto le peggiori stelle, visti i notevoli problemi legati alla sua realizzazione anche a causa dell’innalzamento di una falda acquifera.
La notizia, originata da una segnalazione dei cittadini, arriva nientepopodimeno che dalla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Milano, ed è indirizzata al sindaco di Segrate Adriano Alessandrini. «Valutata l’antichità dei manufatti e la pregevole fattura degli stessi - si legge nella lettera firmata dal soprintendente Alberto Artioli - i reperti sono da considerare sotto tutela (de jure) fino all’effettuazione della verifica dell’interesse culturale», di cui si dovrà occupare il Ministero tramite la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia.
Non solo: «Fino a quando non sia stata effettuata tale verifica - prosegue lo scritto - le cose sono precauzionalmente sottoposte alla disposizione di tutela prevista dal decreto legge 42 del 2004».Scontate quindi le conseguenze di tale decisione: «Le opere di qualunque genere previste su questo terreno dovranno essere preventivamente autorizzate» secondo la cosiddetta «tutela monumentale».

Sembra dunque non esserci pace per quest’opera che lo stesso sindaco Alessandrini ha più volte definito fondamentale per la viabilità cittadina e soprattutto in ottica del prossimo arrivo della Brebemi.
Dal Comune, per il momento, nessun commento mentre i residenti esultano: «Così tuteliamo il paesaggio e un pezzo della nostra storia»
di Gabriele Gabbini

giovedì 10 novembre 2011

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ESSELUNGA CAPROTTI


LA NOSTRA PIENA CONDIVISIONE ALLA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ESSELUNGA CAPROTTI 

LETTERA CHE ANCHE SEGRATE FELICE, COME GIA' TERRITORIO E SOCIETA'PIOLTELLO, SOTTOSCRIVE INVITANDO TUTTI I CITTADINI E LE FORZE POLITICHE A FARE ALTRETTANTO

IL TESTO DELLA LETTERA A CAPROTTI

Egregio dottor Caprotti,
ci rivolgiamo a Lei come fondatore di una delle principali imprese di distribuzione del nostro paese. Da oltre 50 anni le famiglie apprezzano i prodotti, l’organizzazione e l’approccio al cliente dei suoi supermercati. Lo sa che tanti di noi ormai non dicono più “vado a fare la spesa”? Dicono semplicemente “vado all’Esselunga”. Proprio così egregio dottore! La sua azienda non solo è entrata nella nostra vita quotidiana, ma ha modificato perfino il nostro linguaggio. La Fidelity card per le nostre famiglie è preziosa quasi come il bancomat. I “punti” che si accumulano ad ogni passaggio in cassa si trasformano in piccoli elettrodomestici, macchine fotografiche, strumenti per le nostre case. Non c’è dubbio che Lei sia stato un grande innovatore, come si dice oggi.

Una scrittrice americana, nel descrivere la sua impresa che data dal 1957, considera il self service “l’invenzione più importante nel settore della distribuzione degli ultimi vent’anni”. E ancora: “A metà degli anni Cinquanta lanciare un vero e proprio supermercato in Europa era considerata un’impresa rischiosa, specialmente per i neofiti”. E poi l’idea dei parcheggio come necessario complemento del negozio, quando le macchine erano ancora poche e la città non ancora in preda allo sprawl. Oggi tutti invocano l’innovazione, ma mancano gli innovatori. Chi avrebbe pensato a quel tempo di affidare a un grande architetto la realizzazione di un punto vendita? Prima Gio Ponti, col Supermaket di viale Zara, e poi il sodalizio con Ignazio Gardella e l’Esselunga non è più solo una ditta, ma diviene uno stile, un modello. I supermercati “te li farò tutti uguali, ma saranno tutti diversi uno dall’altro”.

Ed è stato proprio così, il mattone a vista come elemento compositivo caratteristico e la contestualizzazione insediativa nel luogo a caratterizzare non solo il negozio, ma l’intero quartiere, la città. Questo e altro ancora è per noi l’Esselunga. Il marchio lo conoscono tutti, anche se pochi sanno che è stato ispirato da un grande designer come Max Huber.

Oggi però siamo tutti un po’ tristi. Vediamo i lavoratori attendati fuori dai magazzini, cerchiamo di capire e sentiamo storie che avevamo conosciuto solo nei romanzi di Jack London. È vero, non è un problema Suo, non è una responsabilità di Esselunga. Ma è poi davvero così? Parliamo della sostanza, non della forma o dell’aspetto legale. Davvero non La riguarda ciò che accade in casa sua, nella sua azienda? Davvero si può pensare che Lei non possa nulla per migliorare un sistema di relazioni che, francamente, a volte non è all’altezza di un paese civile? E soprattutto non è all’altezza dell’immagine della Sua grande azienda. Certo l’immagine pubblica del nostro paese non è granché di questi tempi, ma vale la pena di adeguarsi? Perché non dare un segno di discontinuità? Perché restare nel solco e non indicare, invece, la strada?

Ci rivolgiamo dunque a Lei, egregio dottor Caprotti, perché riconosciamo nella sua figura di imprenditore coraggioso, sempre innovativo, l’uomo capace del colpo d’ala. Cosa vuol dire innovare oggi? Nel terzo millennio, nella globalizzazione dei mercati e della forza lavoro? Non significa forse anche creare condizioni perché il lavoratori immigrati possano sentirsi un po’ più a casa? Un po’ meno stranieri? Un po’ più cittadini come gli altri? È un processo inevitabile, lo sappiamo, che durerà molti anni. La storia provvederà da par suo, ma solo chi sarà stato capace di coglierne per tempo l’inevitabilità e accelerare il compiersi del destino sarà riconosciuto come un pioniere e un inventore. Per tutto questo Le chiediamo, egregio dottore, di guardare con attenzione, con disponibilità e generosità a quanto sta accadendo nella sua, e nostra, Esselunga.

Con immutata stima

Mario De Gaspari, già sindaco di Pioltello                       

Pioltello, 9 novembre 2011

TERRITORIO E SOCIETA PIOLTELLO
SEGRATE FELICE

lunedì 7 novembre 2011

ESSELUNGA,, GLI SCHIAVI DEL TERZIO MILLENNIO

COMUNICATO DA TERRITORIO E SOCIETA PIOLTELLO




ESSELUNGA, SCHIAVI DEL TERZIO MILLENNIO

PER LA COPERATIVA SOLO SCHIAVI DEL TERZIO MILLENNIO

 Ormai la protesta per il rispetto della legalità, della dignità umana, del diritto sacrosanto ad essere trattati come lavoratori e non schiavi, della legalità nelle retribuzioni e per l'abolizione di un caporalato sommerso ma di fatto esistente, ha prevaricato i confini della nostra città.

 Comprendiamo il perchè, l'Amministrazione Comunale, abbia evitato accuratamente di interessarsi, prendere posizione o intervenire, dato che ESSELUNGA sta a Pioltello come nei Simpson la centrale nucleare  a SPINGFIELD.

 Sconcertante rimane, che nonostante siano passate molte settimane, nessun partito si sia sentito in dovere di esprimere la propria solidarietà ai lavoratori, di  verificare ed informarsi su quanto stà avvenendo e sul perchè.

Riusciamo ad immagginare il perchè la Lega Nord non si sia interessata, vista la nazionalità della maggioranza dei lavoratori e la deriva "razzista", che spesso la lega  ha dimostrato in certi suoi interventi.

Riusciamo anche a capire perchè, partiti come il PDL, FLI e UDC, abbiano accuratamente evitato di esprimersi e prendere posizione, dato che da sempre sostengono una certa deregolamentazione e liberalizzazione del mercato del lavoro, paladini della precarizzazione, della libertà senza regole di licenziare.

Riusciamo meno a comprendere e giustificare l'assenza dei Sindacati Confederali, del PD, IDV, PSI, che di queste tematiche hanno fatto la loro storia e la loro fortuna, che dei diritti dei lavoratori,  del rispetto della legalità, erano da sempre paladini attenti.

Non chiediamo loro, di schierarsi da subito e apertamente come noi  in favore dei lavoratori, ma come è possibile che non si sentano in dovere almeno di informarsi,  di parlare con queste persone, di verificare se le loro rimostraze e gravi  denuncie siano fondate o meno.

Qui, è vale per tutti i partiti, non si sta parlando solo di diritti e statuto dei lavoratori, qui è in gioco il rispetto della dignita umana, della democrazia, della legalità, tutti principi fondamentali della democrazia e di uno stato democratico, di cui voi dovreste essere i rappresentanti e difensori.

TERRITORIO E SOCIETA' PIOLTELLO




Dal Giorno
Turni pesanti, pause brevi. E la dignità?"

180 dipendenti in presidio permanente


Presidio dei lavoratori la protesta dei lavoratori delle cooperative di facchinaggio
 
 Torte e caffé per addolcire l’attesa, sotto la pioggia. Prosegue, nello spazio allestito con tende e fornelletti da campo, la protesta dei lavoratori delle cooperative che operano per Esselunga. Il maltempo non ha fermato l’ennesimo picchetto davanti ai magazzini di Limito, dove nel pomeriggio di ieri sono tornati a radunarsi i lavoratori, sostenuti dal Si. Cobas e dagli attivisti del centro sociale Vittoria.

Qualche momento di tensione si è registrato alle 16 quando gli scioperanti hanno bloccato un furgoncino carico di operai diretti allo stabilimento. «Qui i crumiri non passano», hanno intonato i manifestanti che hanno costretto i colleghi a bordo del mezzo a battere in ritirata. Una guerra tra poveri che è iniziata un mese fa e sembra destinata a proseguire. Attorno al presidio permanente gravitano 180 dei 600 operai in servizio nei magazzini di Limito. I manifestanti appartengono alle cooperative del consorzio Safra che forniscono servizi di facchinaggio alla Esselunga. Gli addetti al carico e scarico sono al 90 per cento stranieri, africani e sudamericani per lo più. Al centro della protesta che è scattata nelle ultime settimane c’è la gestione del lavoro: gli operai lamentano turni pesanti, pause troppe brevi e atteggiamenti rigidi da parte dei capi.

«Se sei un carrellista, devi garantire il ricambio di 18 bancali all’ora - dice Moussa Bamba, ivoriano, 42 anni -. Significa lavorare a cottimo, senza potersi concedere un attimo di respiro. È sfiancante».I turni  sono di sei ore e mezza, distribuiti su sei giorni alla settimana. «Chi è a cavallo di due turni ha diritto alla pausa pranzo, ma ha solo 15 minuti per mangiare un panino e andare in bagno», prosegue Moussa. «Nello stabilimento c’è un clima rigido – aggiunge Luis Seclén, peruviano, 55 anni -. In queste condizioni è difficile lavorare con serenità». «Ad aprile sono stato licenziato e non so ancora il perché – ricorda Ezekiel Woryonwon -. Dall’oggi al domani mi sono ritrovato disoccupato, con una moglie incinta di sette mesi».
Rirmi di lavoro duro e maggiore attenzione alle esigenze dei lavoratori: sono queste le richieste dei manifestanti. «Gli operai vogliono condizioni più dignitose, oltre al riconoscimento dell’indennità sostitutiva della mensa», conferma Aldo Milani, coordinatore nazionale del S.i.Cobas, che anche ieri era in prima linea tra gli scioperanti.
Una mobilitazione analoga a quella di Pioltello è scattata l’anno scorso a Cerro al Lambro. A manifestare i lavoratori delle cooperative al servizio della logistica Gls. Anche in quel caso, la protesta era sostenuta dal S.i. Cobas.«Quello delle cooperative – conclude Milani - è un cono d’ombra nel mondo del lavoro. Un contesto dove il nostro sindacato è in prima  linea, mentre le sigle maggiori sembrano sparite».
di Alessandra Zanardi

venerdì 4 novembre 2011

SEGRATE Rivendeva le rotaie da "cestinare": arrestato


Un imprenditore di Segrate è finito nei guai
Il meccanismo commerciale è stato scoperto dalla Polfer veneta a Belluno, che ha anche evidenziato un forte danno patrimoniale per Rfi
Commenti
lavori in ferrovia
lavori in ferrovia
Segrate, 4 novembre 2011- Binari e scambi ferroviari destinati allo smaltimento sono stati sottratti per anni in maniera truffaldina ai danni della societa' Rfi e poi rivenduti: e' questo il meccanismo scoperto a Belluno dalla Polizia giudiziaria della Polizia Ferroviaria del Veneto che ha portato all'arresto del titolare di una societa' di Segrate (Milano) e alla denuncia di tecnici delle ferrovie, titolari e autisti di imprese di trasporto. Le indagini, per un periodo tra il 2004 e il 2008, hanno evidenziato un forte danno patrimoniale per Rfi.


dal giorno

lunedì 24 ottobre 2011

SISAS ORA CHE NON INCOMBE LA MULTA TEMPI BIBBLICI?

IL BANDO PER FINIRE LA BONIFICA VINTO DALLA

 General smontaggi di Novara

Continua l'odissea dei  rifiuti scomparsi dell'ex Sisas di Pioltello


280mila tonnellate di nerofumo, di cui 7.800 altamente inquinanti. Che fine hanno fatto? La Regione 'monitora' e l'Arpa assicura che in Lombardia non c'è pericolo ma i cittadini hanno paura
5683 rifiuti
Sopra gli impianti fotovoltaici attorno a Inzago, un paese nel nord della provincia di Milano, si è depositata una strana polvere nera. Qualche mese fa, intorno a luglio, in città si sentiva un odore fastidioso, poi scomparso. I cittadini, però, non son tranquilli e hanno chiesto a Fabio Pizzul, consigliere regionale Pd al Pirellone, di fare un'interrogazione all'assessore regionale al territorio, Daniele Bellotti, per capire cosa sta succedendo. Bellotti, ha risposto il 18 ottobre, dicendo che la Regione monitora, per quanto può, e che resta all'erta. Niente di più.
Tutto è cominciato quando, nel marzo del 2011, dall'area ex Sisas di Pioltello, 300mila metri quadri di impianti chimici ormai in disuso, arrivano svariate tonnellate di nerofumo, una forma particolare di rifiuto industriale. Dall'area dovevano sparire 280mila tonnellate di scorie in tempi brevissimi, dato che la Corte di giustizia europea aveva minacciato di multare l'azienda per non aver rispettato la direttiva che prevede l'obbligo di bonifica dei siti d'interesse nazionale (Sin). Così, lo svuotamento delle discariche di Pioltello avviene in fretta e furia. Ma il nerofumo sepolto nell'ex area Sisal ha diversi gradi d'inquinamento: si passa dalla "fuliggine" agli scarti solidi con codice 19.13.03.01, considerati materiale pericoloso. E alcune delle pratiche per mettere in sicurezza la scoria non vengono espletate come dovrebbero.

L'azienda che se ne occupa, la Daneco impianti, rassicura, però, che a Inzago si tratta di scorie di tipo 19.13.02, materiali solidi non inquinanti, che deve solo essere triturati e miscelati nel terreno. "Io mi sono preoccupato lo stesso quando ci hanno detto che portavano il nerofumo anche qui", dice Silvano Calvi, assessore all'ambiente di Pozzo d'Adda, un comune che dista poche centinaia di metri dalla discarica. Calvi, infatti, aveva letto i giornali, che raccontavano di un fascicolo d'inchiesta aperto dalla magistratura di Milano su segnalazione di Greenpeace.

Qualcosa non torna ai pm Paola Pirotta e Paolo Filippini. Secondo gli inquirenti sulla scrivania di Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica del ministero dell'Ambiente, è arrivata una tangente da 700mila euro, mandata dalla Daneco con lo scopo di rendere più veloci le pratiche per la bonifica dell'ex Sisas. Inoltre, i pm di Milano pensano che ci sia stato un declassamento di parte dei rifiuti, in modo che risultassero meno pericolosi: da 19.13.01, scorie speciali pericolose industriali, a 19.12.12, semplici rifiuti urbani. Infatti, il numero di aziende attrezzate per lo smaltimento dei pericolosi in Europa sono poche e molto costose. "In Italia si trovano in tre impianti: parte alla Valle sabbia servizi di Brescia, parte alla Xela di Cortaccia, in provincia di Bolzano e parte residuale all'Ecoenrgy di Noventa di Piave, in provincia di Venezia. Nessuna di queste, però, ci risulta attrezzata per smaltire rifiuti pericolosi", spiega Federica Ferrario, autrice del report Il mistero dei rifiuti scomparsi per Greenpeace. Inzago, quindi, sembrerebbe esclusa da questo giro, ma i cittadini ancora non sono sicuri di cosa ci sia interrato a pochi passi dalle loro case. "Che cosa succede sotto? Ora non sentiamo più odori ma non capiamo se i rifiuti stanno inquinando la falda o i terreni", continua Silvano Calvi.
L'Arpa, l'agenzia regionale per la protezione all'ambiente, assicura che i controlli sono stati fatti il 19 maggio e che non sono state riscontrate irregolarità.

Eppure questa storia convince poco l'ong ambientalista. Molti sono ancora i dubbi lasciati irrisolti dalla Daneco e a cui le istituzioni lombarde non hanno ancora risposto. Per esempio, non si sa ancora dove siani finite25mila tonnelate di materiale pericoloso, con un'altissima concentrazione di mercurio al suo interno. Al contrario, Greenpeace ha le prove che buona parte delle 280mila tonnellate di rifiuti bonificate sono finite alla Befesa, un'azienda spagnola che sta a Nerva, nella regione di Huelva. "Sappiamo per certo che in questo caso non c'è stato alcun trattamento dei rifiuti pericolosi", dice Ferrario. Nulla vieta che questo sia accaduto anche nelle discariche italiane. In luglio e in aprile, inoltre, ci sono stati "degli incendi sospetti proprio nelle aree in cui si trovano stoccate le scorie italiane", precisa Ferrario.

Per altro, la bonifica dell'area ex Sisas non è ancora completa. La Daneco ha provveduto a svuotare la discarica A e B, giusto il minimo indispensabile per evitare la multa della Corte europea. Manca ancora una discarica, la C, oltre al lembo di terra attorno alla zona di scarica, considerato pericoloso. A luglio, l'ultimo bando è stato vinto dalla General smontaggi di Novara, ma i tempi, ora che non pende più la sentenza della Corte europea, rischiano di essere infiniti.
Fonte
il pane e le rose

giovedì 6 ottobre 2011

CARO gervasoni, NON SIAMO NOI I ROMPI..........MATTONI

               SEGRATE  STRADE DISSESTATE  E LIFTING PROMOZIONALI
Quando abbiamo segnalato alcune problematiche pericolose sulla nuova viabilità, sulle rotonde o sull'incuria di strade altamente pericolose, il portavoce del PDL, con il suo solito  modo ( omississ) ci taccio tra le altre cose di essere i soli e soliti Rompi( omississ).
Probabilmente ha ragione, ma almeno la nostra segnalazione è servita a segnalare e " costringere" il comune ad intervenire immediatamete, aggiustando quanto da noi segnalato (vedi link), quello che non abbiamo ancora capito a 2 anni dalle elezioni, è quale ruolo e quale utilita per la città del Consigliere in questione,
In due anni, a parte alcuni interventi sui giornali e in consiglio come suo solito ( omississ), ne una proposta, una segnalazion, una mozione o  qual si voglia intervento, per il bene della città e dei suoi cittadini riusciamo a registrare e ricordare dallo stesso.
Ora caro Consigliere, noi siamo i soliti ( omississ), ma leggendo l'articolo riportato sotto  e altri usciti su altri giornali non siamo certo i soli, lei leggendo quanto ci ha scritto e il tono da lei usato, è rimasto il solito ( omississ)

Procopio Gregorio


UNA NOSTRA SEGNALAZIONE A BUON FINE

DAL GIORNO
Segrate, 6 ottobre 2011 - Pedoni costretti a camminare sul ciglio della strada nonostante i marciapiedi nuovissimi, realizzati su un tratto troppo breve che finisce nel nulla. È la denuncia arrivata da un nostro lettore, che racconta l’odissea quotidiana vissuta dalla moglie lungo via Di Vittorio, a Segrate. Nel mirino, il tratto finale della provinciale Mirazzano-Vimodrone, dove auto e tir sfrecciano a tutta velocità, mentre i ciclisti e i pedoni sono costretti a percorrere la carreggiata per necessità. «Il ciglio della strada è dissestato - racconta il segratese Antonio Paolella, per anni in prima linea nel Comitato della Cassanese - e ci sono buche molto profonde: camminare in quel tratto è davvero pericoloso. La gente è costretta a camminare o a pedalare sull’asfalto ma la strada è molto trafficata e il rischio di essere investiti è altissimo».

La pioggia e la scarsa visibilità nelle ore serali sono un mix micidiale per i cittadini. «Mia moglie - continua Paolella - percorre questa strada quattro volte al giorno per andare al lavoro in via Buozzi. In inverno, rientra con il buio e per stare tranquillo ho dovuto regalarle addirittura una torcia, per fare luce sulla strada ed evitare di inciampare nelle buche». Ma non solo.

«Quando piove, si allaga tutto - afferma il lettore - ed è impossibile procedere in sicurezza. Le buche sono profonde anche trenta o quaranta centimetri, per evitare di bagnarsi i pedoni devono invadere la carreggiata a qualsiasi ora del giorno e della sera». Paolella ha segnalato diverse volte il problema in Comune, fino a quando qualcuno è intervenuto. «A metà settembre, sono arrivate le ruspe - ricorda - e noi cittadini pensavano che avessero dato retta alle nostre segnalazioni. In realtà, gli operai hanno sì realizzato i marciapiedi, ma solo per un tratto molto breve. E così, i marciapiedi finiscono nel nulla su entrambi i lati, mentre sarebbe stato meglio crearne anche uno su un solo lato, ma completo».

I marciapiedi che sono stati realizzati fanno parte delle opere accessorie previste nel protocollo di intesa del quartiere Santa Monica ma i lavori sono stati eseguiti sono in prossimità delle due fermate dell’autobus e per un tratto troppo breve per dare risposta alle lamentele dei segratesi che vivono lungo la via Cassanese.
«Non capisco che senso ha spendere dei soldi per costruire un marciapiede lungo un centinaio di metri - si chiede Paolella - bastava allungare di poco il tracciato per mettere in sicurezza tutta la strada».
di Patrizia Tossi

giovedì 29 settembre 2011

SEGRATE - LUCHINI ARTONI PRESENTATA UN INTERROGAZIONE IN PROVINCIA

Sollecitato dai cittadini segratesi e pioltellesi e da noi , il Consigliere Provinciale Biolchini, si fa portavoce delle  preoccupazioni e delle istanze che i cittadini sottopongono ai politici chiamati ad amministrare e rappresentare il loro territorio.
Bisogna dar atto e merito al Consigliere Biolchini, di essere sempre presente sul territorio e sempre pronto ad ascoltarne le problematiche.

Sotto L'interrogazione presentata stamane in merito alla Lucchini- artoni, in fondo il suo comunicato stampa

Interrogazione

INTERROGAZIONE 
Azienda Lucchini-Artoni di Segrate
  
CONSIDERATO CHE

-          l’azienda, sita nel Comune di Segrate che opera nella movimentazione terra, sorge su un’area che parzialmente ha ancora destinazione agricola e si trova ai confini con il PLIS delle cascine di Pioltello;
-          l’azienda è stata oggetto, negli scorsi mesi, di diverse polemiche da parte di gruppi di cittadini preoccupati per la loro salute;
-          dalla stessa azienda vengono emessi fumi neri, rumori fastidiosi e odori sgradevoli;
-          da una recente relazione dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) risulta che la ditta ha lavorato materiale fresato proveniente da cantieri di rifacimento di asfalto stradale senza aver fatto la necessaria comunicazione di legge, nonostante due precedenti solleciti da parte della stessa ARPA; ha installato un distributore privato di gasolio che ha usato senza richiedere la necessaria autorizzazione comunale; e che, infine, invece di proteggere la roggia che attraversa l’area, la ditta ha perfino rimosso un cordolo di protezione col risultato che il materiale delle lavorazioni potrebbe essere trascinato nel canale che scorre nelle adiacenze, inquinandone l’acqua;
-          recentemente alcuni cittadini hanno dichiarato di aver visto realizzare una grande buca all’interno dell’area, lungo via Rugacesio, nella quale sono state rovesciate camionate di materiale non identificato sistemato in modo alternato con strati di terriccio;
-          lo scorso 6 Giugno l’azienda ha presentato un progetto di ampliamento che prevede la realizzazione di un hangar alto come un palazzo di sette piani (circa 40 metri!) e lungo un centinaio di metri, posizionato proprio sul confine con il Comune di Pioltello;
-          il 10 Agosto si è svolta una conferenza di servizio (presenti anche il Comune di Pioltello, WWF, ARPA e ASL) sulla richiesta di un’autorizzazione semplificata per l’ampliamento dell’impianto, al fine di evitare il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale;
-          la richiesta non è stata accolta e una nuova conferenza di servizio è riconvocata per il mese di ottobre;

TUTTO CIÒ PREMESSO

siamo a chiedere al Presidente della Provincia e agli Assessori competenti in materia se l’Amministrazione provinciale,

-          non ritenga, quantomeno, critici: la sostenibilità ambientale dell’intervento richiesto dalla ditta Lucchini-Artoni, l’impatto su territori liberi e di pregio, l’impatto idrogeologico conseguente alla impermeabilizzazione dei suoli, i rischi per la falda acquifera e la tutela della roggia che attraversa l’area;
-          intenda predisporre, tramite la competente Polizia provinciale, delle verifiche e dei controlli;
-          chiederà di partecipare alla imminente Conferenza di servizio, al fine di tutelare, se necessario, la salute dei cittadini.
Milano, 29 settembre 2011

Roberto Biolchini


Comunicato stampa
Lucchini-Artoni, presentata interrogazione in Provincia - Biolchini (Idv): “Serve chiarezza”

“Negli ultimi mesi la Lucchini-Artoni, azienda segratese che si occupa di movimentazione terra, è stata oggetto di numerose polemiche da parte di gruppi di cittadini preoccupati per la loro salute e credo sia arrivato il momento di fare chiarezza e iniziare a dare loro qualche risposta – ha così affermato Roberto Biolchini, capogruppo Idv in Provincia – Oggi, a nome del Gruppo Idv, ho presentato un’interrogazione all’Amministrazione provinciale perché ci aggiorni sulle eventuali notizie che ha in merito e perché vengano predisposti alcuni controlli. La Provincia ha tra le sue competenze proprio quella della tutela ambientale. I cittadini sono spaventati e chiedono di avere informazioni. Come amministratori non possiamo ignorare le tante domande sollevate. Inoltre, la Lucchini-Artoni alcuni mesi fa ha presentato un progetto per la realizzazione di un hangar alto 40 m e in merito il 10 agosto si è svolta una conferenza di servizio (presenti anche il Comune di Pioltello, WWF, ARPA e ASL) sulla richiesta di un’autorizzazione semplificata per l’ampliamento dell’impianto, al fine di evitare il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale. Richiesta che è stata rifiutata. A breve dovrebbe essere convocata un’altra conferenza di servizio alla quale chiediamo che la Provincia partecipi in maniera attiva a difesa della salute dei cittadini. Infine, con la nostra interrogazione chiediamo l’intervento della Polizia provinciale affinché svolga l’attività di controllo alla quale è proposta. Se ci sono stati degli illeciti da parte dell’azienda è giusto che vengano adottate delle misure di sanzione, in caso contrario i cittadini potranno tirare un sospiro di sollievo”.  

Milano, 29 settembre 2011

lunedì 26 settembre 2011

MOLINA IN PROCURA CON LA SUA STORIA PER L'ITER DI SEGRATE

IL CENTRO COMMERCIALE E' UN BUSINES? NO! SERVE SOLO A SALVARE SEGRATE

SI PRESENTA IN PROCURA CON FALDONI CHE RIGUARDANO L'ITER PER IL CENTRO COMMERCIALE


 L'ingegnere Molina smentisce Di Caterina


"L’Ingegner Molina ha riferito al Pm Mapelli di non aver avuto alcun rapporto personale con nessuno degli indagati di Sesto, anzi, di non essere mai stato a Sesto San Giovanni, di non avere mai avuto incarichi dalle istituzioni pubbliche, di ricoprire solo un ruolo tecnico nel progetto dell’Idroscalo Center. Ha chiarito, dunque, in maniera inequivocabile la propria estraneità a tutte queste vicende". E per comprovare ulteriormente la bontà di queste affermazioni, Marco Maria Negri e Anna Galimberti, legali dell’ingegnere varesino Michele Molina, indagato dalla Procura di Monza per concorso in corruzione all’interno del caso Penati - ex Falck, hanno richiesto provocatoriamente di acquisire i tabulati telefonici degli ultimi dieci anni del proprio assistito. Le tanto vituperate intercettazioni, in questo caso, sarebbero state benvolute per scagionare, anziché inchiodare, un inquisito.

È quanto emerge dalle parole degli avvocati di Molina a seguito dell’interrogatorio avvenuto venerdì scorso, 23 settembre, in cui il professionista si è presentato davanti al pubblico ministero Walter Mapelli. Molina è amministratore della società ADD di Milano (non l’Api come è stato erroneamente riportato) che cura la progettazione per conto dell’International Business Park del gruppo Stilo, guidato dal Presidente dell’Atalanta, Antonio Percassi, dell’imponente centro commerciale di Segrate, un complesso da 160 mila metri quadri che dovrebbe sorgere attorno al lago artificiale milanese.

Il consulente è entrato nella lista degli indagati a seguito delle dichiarazioni del grande accusatore del cosiddetto «sistema Sesto», l’imprenditore dei trasporti Piero Di Caterina che avrebbe raccontato di aver saputo dall’architetto Renato Sarno (anche lui indagato e sospettato di essere uno dei collettori materiali delle presunte tangenti indirizzate a Penati) di alcuni rapporti economici «opachi e anomali» tra Molina e l’ex sindaco di Sesto nonché ex capo della Segreteria di Pierluigi Bersani. Sarno avrebbe riferito di «passaggi di denaro» tra l’ingegnere e il dirigente Pd intercorsi tra il 2007 e il 2008 proprio in riferimento all'area dell'ex dogana di Segrate, vicino all'aeroporto di Linate, dove verrà edificato l’Idroscalo Center con importanti interventi anche sulla viabilità circostante.

Dopo aver affidato ai suoi avvocati un memoriale, consegnato in Procura martedì 13 settembre, venerdì 23, Molina si è presentato di persona davanti al pm monzese, portando con sé ben quattro faldoni pieni di documenti riguardanti le procedure connesse al centro di Segrate, che il magistrato Mapelli, dopo tre ore di interrogatorio, non ha ritenuto necessario acquisire. «La Procura – hanno spiegato i legali in esclusiva per Affaritaliani.it - aveva interesse a capire che rapporti ci fossero in relazione a questa importantissima operazione immobiliare e commerciale che muove centinaia di milioni di euro. L’ingegner Molina ha illustrato, con il supporto di una fitta documentazione, quello che è stato il proprio ruolo. Un ruolo meramente tecnico, di consulente di altissimo profilo legato a tutte le problematiche amministrative e urbanistiche. E ha dimostrato a Mapelli la totale correttezza del suo operato». L’Idroscalo Center, le cui valutazioni di impatto ambientale sono già state fatte e terminate positivamente, attende ora il via libera del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) per quanto attiene alle opere infrastrutturali e alla realizzazione degli aspetti viabilistici.

L’inchiesta, infatti, non sta bloccando l’attuazione del mega compendio. «Il Dottor Mapelli – ha precisato l’avvocato Negri – ha dichiarato con una battuta che, a prescindere dalle indagini, si deve continuare a lavorare perché nel progetto vi è un rilevantissimo impatto di interesse pubblico. Segrate oggi viene attraversata dai mezzi pesanti che vanno al centro di scambio intermodale delle Ferrovie dello Stato. Passano 150 tir al giorno, ma con la sistemazione viabilistica legata al complesso immobiliare, non passeranno più nel centro paese, ma sulla nuova bretella esterna». A tale riguardo Molina ha chiarito il rapporto che ha col Gruppo Percassi perché erano emerse indiscrezioni non corrette sul fatto che fosse dirigente piuttosto che dipendente. «Lui - puntualizzano i legali - è un professionista di altissimo profilo che cura interessi importanti come consulente esterno al Gruppo Percassi per cui lavora dal 2000».

Nonostante il legame storico con il costruttore bergamasco, l'ingegnere varesino non aveva mai sentito parlare dell'associazione di Penati, Fare Metropoli, di cui Percassi era finanziatore. «Il nostro assistito non ha mai dato contributi, neppure leciti, a Penati né ad associazioni amiche di Penati, né a gruppi o associazioni riconducibili al Pd», tengono a puntualizzare gli avvocati. Anche perchè la conoscenza tra l'ex Presidente della Provincia di Milano e l’amministratore dell’ADD si è limitata ad alcuni incontri ufficiali in cui i due «non si sono nemmeno stretti la mano». «Si trattava soprattutto di conferenze di servizio nelle quali erano presenti 40-50 persone. Penati rappresentava la Provincia mentre l'Ingegner Molina il soggetto privato che aderiva alla conferenza di servizio. Non hanno una conoscenza personale, non si sono mai parlati». Stessa estraneità riguardo al presunto accusatore, Renato Sarno. «L’’ingegnere e Sarno si sono visti una sola volta nel 2007 alla presenza di altri professionisti, all'ipotesi di costituzione di un Consorzio di progettazione per la partecipazione a un bando importante. Il nostro assistito, insieme al proprio socio, l'Ingegner Cremona, era stato invitato a quell’incontro. La riunione è durata un paio d'ore e non ha dato nessun esito. Non si sono mai più visti né sentiti né hanno avuto partecipazioni seppur distinte in progetti comuni. Quindi totale estraneità». Molina ha dichiarato di non aver mai visto né incrociato anche «la gola profonda» Di Caterina e il numero due di Penati, Giordano Vimercati, per anni capo di gabinetto del dirigente Pd.

Per avvalorare queste affermazioni e comprovare la totale assenza di rapporti con i protagonisti della vicenda Sesto, i legali dell’ingegnere avevano richiesto provocatoriamente l'acquisizione di tutti i tabulati telefonici del loro assistito degli ultimi 10 anni, ma non ce n'è stato bisogno. Il pm monzese ha infatti ritenuto soddisfacenti le risposte e chiarificazioni di Molina al punto da non ritenere necessario mettere agli atti i quattro faldoni di documenti da lui presentati. «Confidiamo, come espresso dal dottor Mapelli, - ha illustrato l’avvocato Negri – di aver dato un’esauriente spiegazione del ruolo dell’Ingegner Molina e dunque ci aspettiamo l’archiviazione. È chiaro che il nostro cliente vorrebbe un’archiviazione in tempi rapidissimi di questa vicenda. Tuttavia comprendiamo che la sua piccola posizione è all’interno di una ben più grossa indagine. Noi ci auspichiamo che alla prima possibilità processuale di chiusura della sua posizione, la Procura provvederà».

Ma allora, viene da domandarsi, perché Di Caterina avrebbe messo in mezzo l’ingegnere se questi pare risulti estraneo alla vicenda? L’impianto accusatorio del titolare della Caronte Srl (che ha confessato di avere ricevuto da Penati tangenti per tre milioni di euro) comincia a sgretolarsi? È presto per dirlo. I legali dell’amministratore dell’ADD hanno azzardato alcune ipotesi. «L’ingegner Molina è una persona molto nota nell’ambiente dello sviluppo immobiliare nel settore della grande distribuzione commerciale. È risaputo che intorno allo sviluppo di queste operazioni vi siano rilevanti interessi economici e una forte attenzione anche da parte degli organi politici. La vicenda di Di Caterina noi comunque non riusciamo a inquadrarla dal punto di vista del nostro assistito perché lui non ha mai incontrato né visto Di Caterina se non in televisione o sui giornali».

Per ora i legali del consulente varesino giudicano prematura l’eventualità di procedere contro l’imprenditore dei trasporti perché «prima bisogna acquisire gli atti dell’indagine che oggi non abbiamo. Quindi noi non conosciamo esattamente i termini delle dichiarazioni se non per la parte che ci è stata contestata in sede di interrogatorio». Certamente è una vicenda che sta creando grossi danni d’immagine a Molina e l’auspicio comune, di avvocati e assistito, è che non abbiano un riflesso troppo grave sulla sua attività professionale.
Alessia Liparoti

DA http://affaritaliani.libero.it/milano/affaire-penati-ingegner-molina260911.html

martedì 20 settembre 2011

SEGRATE-QUELL'ACCORDO PER BOFFALORA E CENTRO COMMERCIALE

                  UN ACCORDO IN DUE PUNTI DELETERIO?
 
COME DISSE L'UOMO DI PUNTA DEL PASSATO ED ATTUALE PD SEGRATESE SCHIEPPATI IN UN INTERVISTA, BOFFALORA E CENTRO COMMERCIALE FURONO I CARDINI E GLI OBBIETTIVI PORTANTI DA RAGGIUNGERE NELL'ACCORDO DI " COLLABORAZIONE" SOTTOSCRITTO........ORA I FRUTTI DI QUELL'ACCORDO SU BOFFALORA LI CONOSCIAMO, SPERIAMO CHE ANCHE L'ALTRO OBBIETTIVO NON SI TRASFORMI ANCHE ESSO  PER I CITTADINI IN UN CALVARIO

Dario Giove, segretario del Pd

Idroscalo center? Abbiamo evitato un'altra Boffalora

In una lettera la spiegazione dell'ingresso in giunta nel 2008, dopo l'appoggio al progetto: evitare le speculazioni avvenute in altre zone

Segrate, 20 settembre 2011 - Una lettera del segretario cittadino del Pd, Dario Giove, per spiegare ai segratesi le ragioni di una scelta diventata impopolare, quella battaglia al fianco della maggioranza Pdl per portare a compimento il progetto del centro commerciale dell’ex dogana. Era il 2008 e l’uscita dalla Giunta della Lega - contraria al progetto - per fare posto ai Democratici fece rumore.
A distanza di tre anni ne fa ancora di più: perché alla luce dell’indagine della Procura di Monza si sono moltiplicati i sospetti che quella mossa fosse solo finalizzata all’approvazione del megastore firmato dal Gruppo Percassi, finanziatore di Fare Metropoli, l’assocazione fondata da Filippo Penati, ex presidente Pd della Provincia e illustre accusato nell’inchiesta ex Falck. Con lui e con altri nomi noti della politica di Sesto sul registro degli indagati è finito, per l’ipotesi di corruzione, Michele Molina, consulente del costruttore bergamasco. Ma sotto inchiesta c’è anche il sindaco Adriano Alessandrini.

Così, una volta per tutte, Giove prende carta e penna per fare chiarezza sulla condotta del suo partito all’epoca dei fatti. «La vicenda del centro commerciale di Segrate – spiega Giove - è stata lunga e articolata, stante il peso e la complessità del progetto. Oggi il centro commerciale è una realtà non in discussione, che ha destato grosse preoccupazioni, documentate da vari interventi del PD nell’ultimo anno, affinché l’operazione non si trasformasse in un disastro analogo a quello del quartiere Boffalora, lasciando Segrate con una ferita enorme nel proprio cuore, senza una viabilità di cui si parla da 20 anni e con una Cassanese che, in modo intempestivo, l’attuale sindaco ha reso comunale addossando ai cittadini gli oneri economici dei lavori recentemente svolti».
Nello stesso Pd segratese, in molti hanno lanciato accuse sulla scelta di entrare in giunta al fianco del Pdl. E le accuse riguardavano presunti ordini di scuderia arrivati dai vertici del partito, leggasi Penati. «Le dichiarazioni di alcune persone, relative a presunti illeciti penali commessi nel contesto del progetto del Centro Commerciale – continua Giove - non possono essere affrontate in altro modo che non sia quello di sollecitare queste persone a denunciare immediatamente alla magistratura persone e fatti a loro noti senza frapporre alcun indugio. Viceversa, si aggiungono solo voci ad un coro di perditempo». E la lettera prosegue: «La prospettiva che l’accordo appena siglato possa fare partire le attività relative al centro commerciale è in questo contesto, assolutamente positiva. Il nostro compito sarà di vigilare affinché tutto proceda in modo corretto».

giovedì 15 settembre 2011

PERCASSI OGGI A SEGRATE....DAL SINDACO?

PERCASSI VISITA SEGRATE?

Aravamo molto preoccupati e un po depressi,  per le dichiarazioni del Sindaco Alessandrini, quando affermava di non vedere il signor Percassi da almeno  due anni.

Due lunghissimi ed interminabili anni,
Non fraintendete, non siamo depressi per la lunga lontananza fra due fantasiosi  fidanzatini, che dopo una lunga frequentazione si separano e si allontanano, per due lunghissimi anni,. Non stiamo raccondando una favola o una storia di fantasia.
La nostra depressione deriva proprio dalle dichiarazioni del Sindaco e dalle implicazioni che da questa affermazioni si possono dedurre.
Come fa un Sindaco di una grande città come quella di Segrate, che ha appeno concluso un travagliato iter per la costruzione del più grande centro commerciale d'Europa, a non aver contatti con chi quel mostro lo costruisce, come fa a non chiedere informazioni su un progetto non ancora finito, ( ma allora come hanno approvato in consiglio, a scatola chiusa? ), a informarsi su quando partiranno i lavori, su quando partirà il secondo lotto della viabilità speciale, su quando si potranno portare in consiglio le approvazioni dei piani attuativi, come fa con il PGT?.
Quello che ci preoccupa non è che non si vedano da anni, ma che il Sindaco si sia un po sopito sull'affermazione" io il mio l'ho fatto ora tocca a voi" senza più interessarsi, che abbia interroto i rapporti fino a due anni fa molto intensi, lasciando la città a chi ormai ne possiede più di un pezzo.

Questo ritorno, certo non ha e non puo essere riconducibile in nessun caso alle azioni giudiziarie di cui si parla, deve essere necessariamente legato alla partenza del centro commerciale, dei piani attuativi, al PGT o a qualche sua carenza, forse addirittua alla consegna della scatola chiusa con dentro il proggetto definitivo.

Oppure e noi pensiamo che sia probabile, è la conseguenza di quel ""ne parliamo dopo le elezioni"" che Alessandrini avrebbe risposto a Percassi solo pochi mesi fa, alla sua richiesta di non attraversare la via Morandi interrando ma scavallandola con un ponte.
Dopo tante ipotesi fantasiose torniamo seri, non è certo usuale che Percassi visiti il nostro municipio o che passando abbia deciso di fare una visita di cortesia, certamente riguarda il centro commerciale e, vista la cronaca ma  sopratutto che i cambiamenti che esso portera nel nostro territorio e alla nostra vita, penso che sia utile un comunicato dell'amministrazione.

martedì 13 settembre 2011

LA PROCURA DI MONZA MENO IMPORTANTE DI QUANTO LO FOSSIMO NOI

MOLINA
IN PROCURA A MONZA MANDA UN MEMORIALE 
DA NOI C'ERA SEMPRE E DI PERSONA

Come Ricordevamo nel Precedente post ( SEMPRE PRESENTE ) il signor  Molina e il signor Crugnola, non perdevano neanche un incontro relativo al centro commerciale, anche se questo significava spesso fare notte fonda.
Ora Scopriamo che ai procuratori di Monza il Signor Molina non  ha nulla da dire se non che è estraneo ai fatti e gli invia un memoriale.
Certo i Procuratori sono forse dei signor nessuno o forse meno importanti di quanto lo fossimo noi, a noi non negava mai la sua presenza e di cose da dire e spiegazioni per noi ne aveva tante, noi non eravamo estranei.
E POI DICONO CHE I CITTADINI NON CONTANO......ALMENO QUANDO BISOGNA CONVINCERLI A "STAR ZITTI" CHE E' BUONA COSA

Dal .. IL GIORNO   
Molina non va dai pm In una memoria la difesa "Estraneo ai fatti"

E Di Leva resta in carcere

L'ingegnere Molina non si è presentato dal pm Mapelli e ha affidato ai suoi legali una memoria. Accertamenti in vista per il gruppo Percassi
L'Idroscalo Center
Sesto San Giovanni, 13 settembre 2011 - Nessun contatto, né con l'architetto Renato Sarno, né con il gola profonda dell'inchiesta ex Fack Piero Di Caterina, nemmeno con Filippo Penati o Giordano Vimercati; mai un finanziamento al Pd. Niente di niente: Michele Molina, l'ingegnere che ha ricevuto un incarico dal gruppo Percassi per il progetto dell'Idroscalo Center, spiega di essere "estraneo" alla vicende contestate e lo fa per mezzo dell'avvocato Marco Maria Negri, che insieme alla collega Anna Galimberti lo difende dell'accusa di Monza di corruzione nell'ambito di un filone dell'indagine che riguarda un giro di presunte tangenti relativo alle aree ex Falck e Marelli e nella quale tra gli indagati figura l'ex sindaco di Sesto San Giovanni, Filippo Penati.
Molina, a differenza di quanto era in programma, non si e' presentato dal pm Walter Mapelli. Al suo posto sono arrivati invece i suoi legali che hanno consegnato una memoria nella quale ''e' stata chiarita l'estraneita' del professionista alle vicende contestate''. Vicende su cui gli inquirenti e gli investigatori vogliono vederci chiaro: da quanto si e' saputo infatti, intendono fare alcuni accertamenti sul gruppo Percassi che risulta tra i benefattori dell'Associazione Fare Metropoli di Filippo Penati alla quale in due anni, secondo le carte raccolte dalla Guardia di Finanza, ha versato tramite bonifico, 45 mila euro  L'avvocato Negri riguardo al suo assistito ha anche aggiunto: ''siamo a disposizione per un interrogatorio che verra' concordato in futuro''.
Riguardo a Molina il difensore ha inoltre precisato: ''Confidiamo che la sua posizione venga archiviata perche' questa vicenda sta creando al mio assistito, un professionista che lavora per i grandi gruppi della distribuzione e che nel 2000 ha avuto l'incarico dal gruppo Percassi, un danno alla sua societa' e alla sua immagine''.
A tirare in ballo Molina  era stato Di Caterina, che tempo fa ai pm aveva detto di aver saputo dallo stesso Sarno (anche lui indagato nell'inchiesta) di rapporti economici ''opachi e anomali'' nonche' di passaggi di soldi tra
l'architetto vicino a Penati e lo stesso Molina negli anni 2007 e 2008 in riferimento all'area ex dogana di Segrate sulla quale avrebbe dovuto sorgere l'Idroscalo Center.
Dichiarazioni comunque su cui la Procura vuole vederci chiaro: Molina lavora per il gruppo Percassi il quale, tramite la Stilo Retail Spa, e' tra i finanziatori dell'Associazione Fare Metropoli. Inoltre nei prossimi giorni, inquirenti e investigatori hanno intenzione di interrogare di nuovo, tra gli altri, l'ex assessore del Comune
di Sesto, Pasqualino Di Leva, che oggi si e' visto rigettare dal Tribunale del riesame di Milano l'istanza di arresti
domiciliari.

mercoledì 7 settembre 2011

PURO REVISIONISMO STORICO O SI SALVI CHI PUO'?

 
 IL PD SEGRASTESE ALLORA NON SI CONFRONTO E NON RISPOSE
QUELLO DEL NUOVO VENTO CHIARIRA'?


Leggiamo con estremo interesse le dichiarazioni e la ricostruzione storica dei fatti e degli eventi di Schieppati, una ricostruzione sommaria e certo da noi assolutamente non condivisibile. ma vi è una novità nelle sue dichiarazioni a cui stentiamo a credere, quando afferma che il Pd segratese (quello Attuale), sostiene ancora come allora, la costruzione cosi com'è del centro commerciale.
La Costruzione con tutti quei miglioramenti infrastrutturali e funzionali cosi ben esposti nel PGT segratese in fase di approvazione, nelle richieste espresse dal costruttore Percassi prima delle elezioni e rinviate nelle scelte al dopo dal Sindaco Alessandrini, nel Masterplan (MASTERPLAN- PGT Percassi ringrazia)  ) fatto dall'università su richiesta di organismi pubblici e privati, a  cui il pgt  sembra integralmente ispirato.

Siamo daccordo ,sarà la storia e la magistratura a stabilire come dice Sachieppati, se qualcuno a "sbagliato" scelte politiche e strategiche e non, ma certo non è corretta l'affermazione che il Pd segratese fosse allineato e coeso nella scelta di sostenere il famigerato "mostro", che tutto fu frutto di un accordo sottoscritto fra il Pdl locale e il Pd, anche perchè quell'accordo non fu mai reso pubblico e molti del direttivo del Pd non lo condivisero o addirittura non lo videro mai.
Certo non è neanche condivisibile l'ipotesi prospettata, che il centro commerciasle fosse il frutto esclusivo di un accordo e della politica segratese, era estremamente evidente che molto più in alto erano i veri artefici del progetto e non necessariamente ed escusivamente interni al PD anzi.

A Segrate in particolare il ruolo del Pd, per quanto importante e fondamentale all'approvazione, fu estremamente da comprimario ed al servizio dei fautori dell'obbiettivo, non certo la forza trainante per il raggiungimento dell'obbiettivo stesso, non dimentichiamo che il Pd era all'opposizione e le scelte sul territorio, i progetti le decisioni e gli indirizzi li dettava e suggeriva  la maggiornaza PDL,  anche qui solo una parte di essa, gli altri erano o sembravano solo i comprimari alzatori di ditino a comando.

A differenza del PDL segratese, che ebbe un ruolo di primo ordine sia nelle scelte, sia nell'indirizzo e nell'iter , a  tutti noi sembro che a Segrate il PD (almeno una sua parte), fu solo lo zerbino, esecutore di interessi e scelte decise altrove ( nel PDL), che tante lacerazioni, rotture e sconfitte fu costretto ad accettare e mettere in preventivo, pur di arrivare all'approvazione del progetto.

Ma  tutta questa dietrologia e ricostruzione storica è solo frutto di impressioni, visioni  e storie vissute diversamente che si contrapposero aspramente come la nostra e quella di schieppati , ad accertare la verità dei fatti e a scrivere la storia ci penserà il tempo o speriamo di no, la maggistratura.

Quello che ci contrappose asparamente a Schieppati e sopratutto all'Amministrazione, oltre che il percorso e i fatti a volte "gravi" intercorsi, fù la scelta, quella scelta che giusatamente Schieppati rivendica essendo stato il comprimario e "servo"dell'Amministrazione nel portarla avanti
Quella scelta che ancora lui,  a nome del PD segratese, dice di sostenere ed approvare oggi in toto, ovvero  cosi com'è  nel PGT.
Neanche noi vogliamo tornare al passato,  essendo stati fra i più grandi critici e fustigatori delle scelte di quella parte del PD e dell'Amministrazione, saremmo certamente faziosi al pari di  come riteniamo la ricostruzione di Sacieppati, Faziosa.

La domanda che ci poniamo e che poniamo al gruppo dirigente del pd segratese attuale è, se veramente sostengono la costruzione del centro commerciale e opere " correlate",  cosi come ben espressi nel pgt in fase di approvazione,  che a nostro avviso e come ben spiegato nel masterplan, attorno al centro commerciasle  e con esso al centro e stato costruito e si sta  approvando.
Attendiamo cradita e cortese risposta
Procopio Gregorio Andrea


Dal Giorno Martesana  SCHIETTATI -nessun_inciucio

"Nessun inciucio Pd fece il bene della città" L'ingresso in Giunta a Segrate nel 2008

Il Pd Augusto Schieppati: "Grazie a noi approvate tante opere. Non solo il megastore e non ho mai avuto la sensazione che intorno all'iter urbanistico girassero bustarelle"

Augusto Schieppati, Pd di Segrate
Segrate, 7 settembre 2011 - «Tutto a posto, tutto regolare. Il centro commerciale, così come verrà realizzato, ci trova d’accordo». Augusto Schieppati, Pd di ferro, all’epoca dell’approvazione era segretario cittadino del partito a Segrate. Benedisse insomma l’ingresso tecnico del centrosinistra nella giunta di centrodestra. Ma non parlategli di papocchio. «Non entrammo per approvare solo quel progetto - ricorda -: per capire bisogna tornare ai fatti del 2007. Era gennaio c’erano problemi in maggioranza. Problemi seri. Il gruppo di Franco Iapicca teneva in scacco la giunta, noi e il consigliere dei Verdi Biagio Latino ricevemmo minacce in consiglio. Il sindaco (Adriano Alessandrini) chiese aiuto a tutte le forze politiche cittadine per andare avanti. Un anno dopo firmammo un accordo programmatico, un pacchetto di progetti da approvare fra cui le abitazioni della Boffalora, per citare un esempio, la convenzione con il privato da rispettare e il centro commerciale».
Ma anche su questo c’è da chiarire. «Inizialmente - aggiunge Schieppati - doveva sorgere a San Felice, e noi ci opponevamo a questa soluzione. Il Pd presentò un ordine del giorno, in cui si chiedeva di situarlo nell’area dell’ex Dogana (come poi è avvenuto ndr), la viabilità speciale (opere di raccordo con la Brebemi per cui il pubblioc non avrebbe più avuto i soldi ndr) e il declassamento della Cassanese a strada urbana nei tratti in cui entra in città». Su questi paletti si creò «una maggioranza trasversale», ricorda l’ex segretario. E da qui quello che viene chiamato incucio sospetto dalla Procura di Monza che indaga su un presunto giro di tangenti nell’hinterland fra Sesto e Segrate. «Rispettiamo profondamente il lavoro dei magistrati - ancora Schieppati -, non ho mai avuto sentore di bustarelle che girassero attorno a questo progetto. Se poi ci sono stati comportamenti personali sbagliati, vedremo. Ma per saperlo dobbiamo aspettare l’esito delle indagini. Il sindaco non è indagato, né altri. Personalmente sono garantista. L’interesse pubblico legato all’Idroscalo Center è evidentissimo».

Diverso il discorso sull’altro filone che ha portato Segrate all’attenzione degli inquirenti: Piero Di Caterina, grande accusatore di Filippo Penati, ha dichiarato di aver pagato tangenti ad Alessandrini. Il sindaco ha annunciato querela e bollato il tutto come «una vendetta postuma» per avere perso la gestione dei bus. La Caronte, società di Di Caterina, dopo una gara d’appalto ha dovuto cedere ad Atm. «C’è stata una gara, credo che Alessandrini sia pronto a consegnare il faldone della vicenda», conclude Schieppati.
di Barbara Calderola

sabato 3 settembre 2011

IL CENTRO COMMERCIALE E DI PUBBLICA UTILITA'?

Questo è un articolo pubblicato sul nostro blog il 3 ottobre 2009
adesso vi è un ricorso al TAR e i nostri dubbi non hanno ancora avuto risposta



IL CENTRO COMMERCIALE
E’ DI PUBLICA UTILITA’
ANCORA NON C’E’ E GIA’ CI COSTA

Che fine ha fatto il centro commerciale, approvato con tanta fretta e molta imposizione a marzo?
Secondo quanto dichiarato dal Sindaco in Consiglio Comunale, il ritardo è dovuto a verifiche e aggiustamenti necessari a un progetto cosi complesso.
Quali verifiche? Quali aggiustamenti?  Un progetto che è stato vagliato e approvato, fin nei minimi particolari, in decine di conferenze di servizi, in altrettante sedute di commissione sia Regionali sia Provinciali e addirittura Comunali.

Un'altra dichiarazione del Sindaco, in merito al progetto, ci ha lasciato l’amaro in bocca e molta rabbia.
Tempo fa, avevamo portato all’attenzione di tutti, un pericolo presente all’interno dell’accordo di programma Firmato da quest’Amministrazione.

Segnalavamo che i calcoli economici, per la costruzione del primo lotto della viabilità, erano molto datati e quindi sicuramente destinati, a essere maggiori, chiedevamo quindi di prestare molta attenzione a questo pericolo, rifacendo e attuando la necessità economica a carico del costruttore per il completamento della viabilità speciale.
Segnalavamo che, se gli 85 milioni di euro a carico del costruttore non fossero bastati, la differenza sarebbe dovuto essere sborsata dagli enti pubblici sottoscrittori dell’accordo, come ben specificato nell’accordo stesso.

Ora con estrema disinvoltura, soprassedendo al fatto che era stato da noi, ampiamente messo in allerta, il Sindaco dichiara in Consiglio Comunale, che ancora prima che i lavori comincino i costi sono già lievitati da ottantacinque milioni a 125 milioni di euro.

Ancor non c’è, ancora devono iniziare i lavori, e già costa alla collettività un esborso superiore di ben 40 milioni di euro, chissà a quanto arriverà a fini lavori?

Questo non ci sorprende, lo sapevamo e lo avevamo annunciato, ci fa solo rabbia.
Una rabbia dovuta alla superficialità, con cui chi è adibito a curare gli interessi dei cittadini, risponde, ne tiene conto.

All’interno del titolo vi è una domanda, una curiosità, che vorremmo ci fosse tolta in modo chiaro profondo e giuridicamente motivata.
Il Centro Commerciale può definirsi di pubblica utilità.
Una domanda apparentemente incomprensibile, se no si conosce la storia del terreno dove andrà costruito il Centro Commerciale, definito da qualche tempo area ex Dogana.

Per la costruzione di quell’opera chiamata dogana, mai compiuta costata milioni di soldi pubblici, furono espropriati ai legittimi proprietari i terreni necessari proprio per UTILITA’ PUBBLICA.
Allora anche il centro commerciale che nascerà su quegli stessi terreni e da definirsi tale, un’opera pubblica!

Per forza, altrimenti bisognerebbe pensare che tutte le conferenze di servizi, gli accordi di programma, sarebbero da definirsi nulli e completamente da rifare.
Invalidati da un vizio di forma di sostanza iniziale.

Noi non siamo certo i più deputati a dirimere questi dubbi e queste curiosità, quindi ci piacerebbe rigirare la domanda, non certo a chi ha ampiamente dimostrato una sconcertante superficialità a curare l’interesse pubblico.

Credo che siano solo tre, le persone in grado e che gli compete per il ruolo che svolgono dirimere ogni dubbio e perplessità.
Il Direttore Generale Avvocato Aldini, Il Segretario Generale Dott. Criscuolo, e il Difensore Civico Comunale L’avvocato Vaccarella.
E a loro quindi, ringraziandoli anticipatamente, rigiriamo le domande e da loro che aspettiamo con fiducia una risposta chiara e irreprensibile.
                  Procopio Gregorio Andrea
deserto segrate modello

martedì 30 agosto 2011

TUTTI GLI UOMINI DI PENATI

  E BRAVO BOERI, CHE SCOPRE L'ACQUA CALDA
E SE I GIUDICI DI MONZA TRASFORMANO LA MARTESANA NELLA WUATERLOO DEL PD

 Leggiamo con stupore quanto dichiarato ieri dall'Assessore Boeri, in merito al caso Penati e alle implicazioni sulla svendita del territorio, di  errori macroscopici nelle scelte che lo stesso Penati ha sostenuto e sponsorizzato in interventi edificatori.  ( c'è una cultura che ha zavorrato la politica milanese e compromesso con scelte immobiliariste ingiustificate il territorio della nostra città)

Come allora non ricordare, le lettere arrivate in federazione provinciale da semplici cittadini ed iscritti, per contestare scelte ed interventi, dal Potente sponsorizzate e a "bastonate" imposte.

Come non ricorare le spaccature ed il travaglio avuto dal PD di Peschiera Borromeo per scelte edificatorie ed interventi commerciali, che tanti dubbi e tante lacerazioni hanno lasciato nel PD peschierese e nel territorio.

Come dimenticare la spaccatura del Pd segratese, che arrivo ad espellere iscritti e membri del dierettivo, che fece inciuci e compromessi, che sostenne apertamente una giunta a guida PDL, che accettò supinamente la negazione di libertà democratiche, che spacco in due la città e il proprio consenso elettorale, pur di accontentare il potente.
Che approvo e sostenne il passaggio di un diritto edificatorio di 33,000 metri di terziario portandolo a 800,000 metri fra Commerciale, ricettivo ed abitativo.

 Come non pensare alle scelte fatte ed imposte a Pioltello, con l'emarginazione di uomini di punta (Mario De Gaspari ) che avevano un enorme consenso della città e dei cittadini e non solo del PD, che non accettavano, che non si piegavano e denunciavano, scelte deleterie e dubbie, che per questo non è stato ricandidato, scegliendo come a Peschiera e Segrate di perdere consenso pur di far " fuori" chi non si piegava al Penatiano Volere.

Ora si scatena l'eclissarsi dei vari resposabili provinciali, regionali e dirigenti a tutti i livelli, erppure quelle richieste di intervento, quelle lettere di protesta, quelle denuncie di iscritti, simpatizzanti ed attivisti, erano a loro indirizzate e non hanno avuto mai risposte.

Bene, ora che il coperchio è stato scoperchiato è i potenti per fortuna  potenti non son più, rispondete a quelle lettere,   dissipate quei nostri dubbi su interventi iummobiliaristi ingiustificati, fate pulizia delle braccia e degli uomini del potente sul nostro territorio, riintegrate e date spazio a chi ha tenuto alto l'onore.
Fatelo prima che ai giudici di Monza venga in mente di allargare le verifiche su altri interventi edificatori e speriamo dissipare i nostri dubbi, su altri recuperi di aree dismesse, anche perchè i nomi e gli attori erano gli stessi e il protagonista potente pure
  fatelo prima che la Martesana diventi la waterloo del PD

Procopio gregorio Andrea






 DA LIBERO

Si è scatenata la "caccia al Penatiano". A inaugurare la stagione è stato l'Idv milanese, che ha messo nel mirino Pierfrancesco Maran, 30enne assessore ai Trasporti del Comune di Milano, che - per amor del vero - ha sempre contestato (a volte anche aspramente) la dizione di "uomo di Penati". Maran, infatti, è stato sostenuto con forza dal circolo 02PD, ottenendo tra gli altri anche l'appoggio di Filippo Penati. Ma il rapporto, ovviamente, non si può ridurre o banalizzare a una semplice dipendenza.
Il consigliere regionale di Sel Giulio Cavalli ha invece messo nel mirino Arianna Cavicchioli e Sara Valmaggi. Della prima, penatiana doc, si dice che è la rappresentante di Penati nella segreteria provinciale. Fa parte del coordinamento esecutivo, e ha tenuto la posizione malgrado la frattura profondissima tra il segretario Roberto Cornelli e Filippo Penati. Sara Valmaggi è stata invece assessore a Sesto San Giovanni proprio durante l'amministrazione Penati. Nel coordinamento provinciale c'è Augusto Schieppati. Anche lui penatiano doc, è il responsabile dei circoli della provincia. Un ruolo strategico, visto che proprio lontano da Miano Penati ha sempre riscosso grande successo (a Pioltello con Concas, a Cinisello con la Gasperini, a Paullo con Mazzola), un successo pari se non superiore a quello di Franco Mirabelli.
Per dirla tutta, però, a Schieppati sono stati chiesti due passi indietro (dal consiglio regionale e dalla segreteria), proprio da Penati, senza che sia mai passato all'incasso per pareggiare i conti. A Roma, tra i penatiani c'è poi Luigi Vimercati. Monzese, classe 1953, con l'uomo di Sesto ha sempre avuto un ottimo rapporto di collaborazione. Nella pattuglia c'è anche Cesare Cerea, dirigente Pd, ex dirigente della Cgil e dalla Provincia di Milano. Spesso si è esposto in prima persona per chiarire le posizioni politiche di Penati. E ancora, Roberto Rampi, segretario organizzativo regionale e vicesindaco di Vimercato. Last but not the least, Matteo Mauri. Quarantenne, è capogruppo in consiglio provinciale a Milano. Fedelissimo di Penati, è stato anche suo assessore durante la permanenza a Palazzo Isimbardi. A Roma è il responsabile nazionale Trasporti e Infrastrutture.
DI Fabio Massa
 
http://affaritaliani.libero.it/milano/tutti_uomini_di_penati_mappa_di_affari_290811.html