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mercoledì 23 dicembre 2009

Fw: Auguri di Buon Natale e di Buon Anno

 

 
 
 
Invio a tutti i nostri  amici il nostro migliore augurio di un Buon Natale e di un proficuo e Sereno 2010 !
 
Gregorio Barbara
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Ladri ancora in azione: duro colpo per "Il fruttaio"
Natale tristissimo per il fruttaio di San Felice. Un Natale con la più brutta delle prospettive: la chiusura. A dare il colpo di grazia a un'attività già provata dalla crisi, è arrivata nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 la banda del buco che ormai frequenta con una assiduità sospetta il nostro quartiere. Hanno rubato i cesti natalizi che Gregorio Procopio e la moglie Barbara avevano preparato per i clienti - alcuni erano già stati pagati -,  bottiglie di champagne e una somma di denaro. Gregorio e la moglie sono disperati: gli introiti delle feste rappresentavano per loro una boccata d'ossigeno dopo mesi non proprio floridi, anche a causa di una frattura al braccio che nelle scorse settimane ha impedito al titolare di lavorare a pieno regime. Il sito www.sanfelice.it esprime tutta la sua vicinanza alla famiglia Procopio e invita gli abitanti di San Felice a manifestare segni concreti di amicizia a Gregorio. 
Ma tra i residenti serpeggia anche una domanda: perché tanti furti nei negozi? Perché i ladri agiscono indisturbati? In passato è stata saccheggiata la profumeria Marina, Giorgio IV, almeno un bar, e anche il pub nei giorni scorsi è stato vittima di un tentativo di scasso. Più d'uno si chiede se non sia venuto il momento di piazzare qualche telecamera di sorveglianza, che potrebbe coadiuvare l'opera delle nostre guardie.

venerdì 11 dicembre 2009

BONIFICHE SCANDALOSE

COMPAGNE:CHE SBAGLIANO

  di Gianni Barbacetto

     Lo scandalo delle bonifiche che ha coinvolto Giuseppe Grossi e il suo amico Gianfranco Abelli, uomo forte di Roberto Formigoni in Lombardia, ha portato alla ribalta anche la moglie di Abelli, Rosanna Gariboldi, messa nei guai dal marito che l'ha fatta entrare in politica (imponendola come assessore a Pavia) e in affari (era intestato a lei il conto "Associati" a Montecarlo su cui arrivavano i soldi di Grossi). Ora Lady Abelli è finita in cella e il marito, malgrado le molte visite in carcere, non è ancora riuscito a tirarla fuori dai guai. Era andata meglio, qualche tempo fa, a Lady Giorgetti. Giancarlo Giorgetti è uno dei maggiori leader della Lega nord, per anni segretario della Lega lombarda e parlamentare del Carroccio. Sua moglie, Laura Ferrari, nel 2008 fu coinvolta in una brutta storia di corsi fantasma, finanziati con i soldi dell'Unione europea. Un furto di denaro comunitario che la Lega ha sempre denunciato e criticato, quando avviene nelle regioni del sud. Peccato che questa volta tutto sia accaduto tra Milano, Varese e Busto Arsizio. La vicenda parte nel 2006, quando viene messo in carcere Giuseppe Landucci, presidente di una onlus chiamata Forma Moda. Accusa: aver incamerato, attraverso la regione Lombardia, oltre 750 mila euro dell'Unione europea, per corsi di formazione che avevano tutto, tranne gli alunni. "Presentai in regione, per ottenere i finanziamenti, dodici progetti formativi e Laura Ferrari mi disse: te li faccio approvare io". Così ha raccontato Landucci ai magistrati di Busto. Segue riunione alla sede del consiglio regionale, con Lady Giorgetti e il capogruppo della Lega, Davide Boni. Quest'ultimo (almeno secondo Landucci) "assicurò che avrebbe fatto approvare i corsi, di cui due dovevano svolgersi a Varese ed essere affidati a Laura Ferrari o a persone scelte da lei". Detto, fatto: i progetti approvati sono addirittura sei. Due di questi, un corso per "operatori di campagna" a Varese e uno di equitazione per disabili ad Angera, sono tenuti personalmente dalla signora Ferrari. Eppure i corsi non avrebbero dovuto essere approvati, perché nessuno aveva un numero sufficiente di iscritti. Ma niente paura: la banda padana falsifica le liste delle iscrizioni, le firme sui moduli, i registri delle presenze...   La truffa viene scoperta dai magistrati di Busto Arsizio, che mettono in carcere Landucci e chiedono l'arresto anche per Lady Giorgetti. La signora, per decisione del giudice per le indagini preliminari, riesce a rimanere libera. Non solo: riesce anche a uscire dalla brutta vicenda giudiziaria cavandosela con un bel patteggiamento. Ma attenzione: perché i giudici accettino il patteggiamento, è necessario che l'indagato prima restituisca il malloppo. Lady Giorgetti restituisce al volo 20 mila euro alla regione. Grazie a un vero e proprio miracolo politico e burocratico, scoperto da un cocciuto consigliere dell'Italia dei valori, Stefano Zamponi: "In una sola seduta della giunta regionale, è stato transato il danno, sentito il parere positivo dell'avvocato della regione, che si era costituita parte civile e aveva nominato il suo avvocato solo dieci delibere prima". Tutto in una mattinata. Efficienza lombarda.

 

lunedì 7 dicembre 2009

NUOVE ROTTE AEREE- chi ci perde-chi ci guadagna

LE NUOVE ROTTE AEREE USCITE DALL'ACCORDO SODDISFANO, ALCUNI FANNO ARRABBIARE ALTRI

 

I CONTENTI:

Le compagnie aeree:

sembra che possano continuare a fare quello che vogliono, senza che nessuno le riprenda o le zanzioni.

L'ENAC - DIREZIONE AEREOPORTO: A messo tutti d'accordo non scontentando nessuno,sopratutto continuano a svolgere il suo ruolo di controllore e controllato.

I COSTRUTTORI EDILI: Sembrerebbero i più avvantaggiati dalle nuove rotte e dai limiti imposti, tutti i terreni edificabili sono rimasti tali e sono aumantate le possibilità volumetriche. Molti altri terreni,(quei pochi rimasti verdi)prima non erano edificabili,ORA LO SONO. GLI SCONTENTI:

I CITTADINI: Tutti i cittadini che da anni subiscono i disagi ed i danni economici e biologici e di qualità della vita. Per loro, la situazione è peggiorata ed addirittura, alcuni non avrebbero più diritto alle compensazioni. Molti quartieri: I disagi ed i sorvoli vanno aumentando, con le nuove simulazioni (non dati reali), oltre a ritrovarsi in fasce ,che non prevedono le compensazioni ecustiche ed economiche, vedono quei pochi lembi di verde rimasti,liberi di essere edificati. LA SALUTE PUBLICA: Sembra che non interessi nessuno,nonostante le conferenze internazionale,dati allarmanti e appelli illustri,non ultimo quello del SANTO PADRE. Sempre in secondo piano,Tutto a favore dell'interesse economico e di parte, privilegiando gli interessi delle compagnie aeree e dei grandi speculatori edili. Sotto pubblichiamo la mappa del rumore presunto e non reale (il desiderato) ed un articolo uscito sulla Gazzetta della Martesana il 7 Dicembre 2009

 

martedì 1 dicembre 2009

MA FORMIGONI IL CONTO NON LO PAGA MAI?

MA FORMIGONI IL CONTO NON LO PAGA MAI?

 

30-11-2009 by Mario De Gasperi 

Con tutto quello che sta uscendo su Grossi, le sue bonifiche, vere o presunte, la 'ndrangheta e chissà cos'altro ancora, è possibile che nessuno chieda le dimissioni di Formigoni?

Già così, solo per ciò che è emerso finora, questo è probabilmente il più grande scandalo politico affaristico milanese dalla liberazione a oggi. Lo è per le dimensioni della truffa e più ancora per il disprezzo verso i cittadini e le comunità locali che lascia trasparire.

E non c'è un solo politico che abbia il buon gusto di dire una parola. Questa mancanza di buon gusto, scusate, mi disgusta!

Qui non si tratta di fare processi anticipati. Ci sono intercettazioni, accuse precise, soldi che girano, prestiti e regali. Molti bonifici e poche bonifiche! E in mezzo a tutto questo Formigoni sta costruendo sul velluto la sua ennesima candidatura alla presidenza regionale. Nemmeno lui ne parla, come se la cosa non lo riguardasse, come se gli fosse del tutto estranea, come se non si fosse mai occupato di bonifiche. Come se non sapesse chi sia Grossi e non leggesse nemmeno i giornali.

Si va avanti tranquillamente, come se niente fosse. A Pioltello si approva un'integrazione all'accordo di programma nonostante sia pendente un ricorso al TAR in cui una multinazionale sostiene, conti alla mano, che il costo della bonifica (a farla sul serio) sia un terzo (40/50 milioni) di quanto è stato riconosciuto a Grossi (120 milioni). Si dà il via all'ennesimo centro commerciale e non si capisce bene in cambio di che cosa.

Siamo per la soluzione politica delle questioni, non ci piace che i problemi debbano essere risolti per via giudiziaria. Ma scusate: qui dove sta la politica? Si è capito bene di cosa stiamo parlando? Sono riusciti a rendere conveniente l'inquinamento dei terreni: da problema pubblico le bonifiche sono diventate un'opportunità speculativa per i privati. C'è almeno qualcuno che si sta domandando se sia giunto il momento di cambiare sistema? Bonifiche in cambio di volumetrie: è qui l'origine del dolo. Sembra lo scambio perfetto e invece è il peggiore degli scambi ineguali, perché spalanca le porte alla corruzione e provoca un tragico allentamento dei controlli. Oggi le bonifiche, se va bene, sono un volano per la speculazione immobiliare: si pagano in diritti edificatori e, siccome questi sembra non costino nulla, se ne concedono in quantità esorbitanti e per progetti insensati. Regione e comuni si fanno belli davanti ai cittadini: "abbiamo trovato chi bonifica". Invece si nascondono problemi e rifiuti, creando le premesse per nuove emergenze. Si crea denaro dal nulla che poi, in qualche modo, torna buono anche per finanziare le campagne elettorali. La signora Gariboldi sembra che non fosse così ingenua come dava a vedere. E forse suo marito non frequentava Grossi solo per la caccia.

Se si vogliono fare le bonifiche a costo zero, cioè finanziandole in conto oneri attraverso operazioni immobiliari, bisogna per lo meno bonificare la componente umana della trafila e riorganizzare i procedimenti. Siamo su un terreno scivoloso, perché ci sono in ballo un sacco di soldi. E allora i conti vanno fatti per bene, non tra Natale e capodanno quando gli uffici sono a mezzo servizio, come nel caso di Pioltello. Bisogna poi decidere con oculatezza che cosa costruire, perché rimuovere i rifiuti (nel migliore dei casi) e metterci al loro posto un ecomostro non è una grande soluzione. Ma poi, scusate, perché non si fanno più gare a evidenza pubblica? Ripartiamo almeno dal presupposto che le aree da ripulire sono delle opportunità per il territorio e vediamo se ci sono operatori con idee degne di una città metropolitana. Il socio del re delle bonifiche lo hanno già messo in disparte le banche, dopo avergli dato un fiume di denaro. La premiata ditta Grossi & Zunino non era poi così efficiente. Probabilmente si poteva trovare di meglio, anche nello sgangherato panorama milanese. Se si vuole davvero bonificare un'area non bisogna andare col cappello in mano da speculatori immobiliari o finanziari, ma bisogna coinvolgere un costruttore puro, un imprenditore vero, che faccia sull'area un vero e proprio piano industriale e non un piano di valorizzazione immobiliare destinato ai saliscendi della borsa.

La scarsità di aree strategiche nella cintura milanese può compensare largamente i pur alti costi per le opere di bonifica. Certo, se si continua a offrire alla speculazione fondiaria territorio in abbondanza e a buon mercato, svincolando anche le aree a parco, come si sta facendo per il Parco delle Cascine di Pioltello, è naturale che sulle aree che richiedono interventi più costosi gli immobiliaristi pretendano grandi volumetrie, l'aiuto economico degli enti pubblici offrendoci in cambio progetti a buon mercato, banali, ritriti o del tutto fasulli.

Questo accade soprattutto per due ragioni: perché tengono, come si suol dire, il coltello dalla parte del manico (… non bisognava darglielo però) e perché il vantaggio economico marginale sulle aree da bonificare non deve essere inferiore alla rendita che potrebbero trarre costruendo su aree sottratte all'agricoltura o comunque prive di costi di bonifica o esternalità assimilabili. In pratica sono disponibili a realizzare le bonifiche, ma la rendita complessiva che l'area deve assicurare deve essere la stessa che gli operatori avrebbero se non le dovessero fare. Da ultimo, occorrono progetti che abbiano margini di profitto adeguati, ma non straordinari e soprattutto margini non elasticizzabili. Questi devono essere giustamente calcolati al netto dei costi per le bonifiche, i quali, a loro volta non devono essere oggetto di mercanteggiamento, ma definiti una volta per tutte. E ritorniamo dunque al tema delle regole e dei controlli. Se le regole dell'operazione, e quindi anche i margini di profitto, non sono definiti, se si creano delle zone d'ombra, si faranno tante chiacchiere ma poche bonifiche, perché inevitabilmente si finirà col ricadere nelle dinamiche lasche della valorizzazione immobiliare.

I temi dell'ambiente e delle bonifiche hanno a buon diritto riacquistato centralità a Milano e in Lombardia: per le elezioni regionali di questa primavera dobbiamo scegliere un candidato bravo, onesto, competente e competitivo. Perché possa giocarsi le sue chances sarebbe utile cominciare a chiedere il conto a Formigoni.

Mario De Gaspari

 

Bell'articolo di Mario De Gaspari pubblicato su Arcipelago Milano.org

 

giovedì 12 novembre 2009

BONIFICHE ED ARRESTI,IMPLICAZIONI ALTOLOCATE?

Negli articoli si ipotizzano implicazioni e sviluppi inquetanti,con possibili ripercussioni nelle alte sfere della politica regionale e Nazionale. Sembrerebbe che una volta scoperchiato il pentolone molti potrebbero rischiare l'inquisizione,ex ministri ed attuali assessori. Noi che paghiamo di tasca nostra,rimaniamo in attesa, che se colpe e concussioni fossero accertate,non si applicassero solo pene esemplari, ma che si adoperasse quella legge che prevede il sequestro dei beni personali ed il risarcimento del danno subito dalla collettività http://espresso.repubblica.it/dettaglio/affari-troppo-grossi/2113934/8 http://www.ilgiornale.it/milano/bonifiche_pagate_doppio_ma_via_libera_tribunale_fallimentare/10-11-2009/articolo-id=397893-page=0-comments=1 http://www.bergamonews.it/provincia/articolo.php?id=17475

sabato 7 novembre 2009

UN ALTRO SUCCESSO PER I COMITATI SEGRATESI

                                                                          UNA BONIFICA TIRA L'ALTRA 
 
Tempo fa' SEGRATE DO, di cui SEGRATE FELICE è parte attiva e fondatrice, sollevò il pericolo per la popolazione,per la presenza di AMIANTO in alcuni vagoni ferroviari, abbandonati da tempo nelle vicinanze di centri abitati.
 
Alcuni ,sollevarono l'obbiezione, che se pur vicino a Segrate i vagoni erano nel territorio del comune di Milano e quindi non di loro competenza
 
Competenza territoriale? come se le micro particelle cancerogene ,decidessoro in base alla residenza, e non alla vicinanza ed ai venti,da che parte dirigersi e chi far morire.
 
Dopo alcuni tentennamenti, e spinta dalla notizia ripresa dai giornali locali e non, l'Amministrazione Segratese si decise che era necessario un sopraluogo ed effettuò la richiesta alle ferrovie di mettere in sicurezza i vagoni ed asportare l'amianto.
 
Ferrovie ,che dopo alcuni tentennamenti e dinieghi, ammisero la presenza di amianto e si impegnarono ad effettuare la bonifica in tempi brevi.
 
Ora apprendiamo che la bonifica è stata effettuata ed ultimata,con buona pace di chi , pur non essendo nello stesso territorio di competenza .ne subiva la pericolosa presenza,e con il certo riconoscimento verso il nostro comitato, dei cittadini Milanesi che erano completamente ignari del grave pericolo.
 
ORA, dopo la soddisfazione per un altro nostro grande risultato nell'interesse dei cittadini,ci viene da chiederci se sul nostro territorio vi sono ancora pericoli per la salute pubblica e per il territorio.
 
 Pericoli ancora da individuare, Bonifiche programmate ed ancora non effettuate, pericoli dimenticati chissà perché
 
Certo la soddisfazione è grande,questo però non ci farà abbassare la guardia ,in difesa del bene  più caro, la salute dei cittadini e del nostro territorio.
      Procopio Gregorio
 

venerdì 6 novembre 2009

BONIFICHE? NO!!! BONIFICI!!!

Come sempre, riportiamo quanto segnalato, ricordando che è in corso un'indagine della magistratura atta a far luce su intrighi e speculazioni,tutto ciò quindi,dovrà trovar conferme negli atti giudiziari e nelle esemplari punizioni.

Buona lettura

 

TERRITORIO E BONIFICHE. RISPOSTE AD ALCUNE DOMANDE

 

Sempre con la premessa che personalmente sono molto più interessato a ciò che riguarda i metodi di governo del territorio che all'aspetto giudiziario, provo a rispondere sinteticamente e per punti ad alcune domande che mi sono state rivolte sulle posizioni che ho assunto negli articoli recenti.

Punto primo. Penso che i reati legati alla realizzazione delle bonifiche siano una conseguenza, non necessaria, ma purtroppo largamente prevedibile, del combinato tra i dispositivi legislativi in materia di bonifiche, quelli riguardanti l'urbanistica e la cultura politica dei nostri amministratori regionali e locali.

Punto secondo. È almeno dal 2002 che le bonifiche dei terreni hanno cessato di essere  un problema pubblico e sono diventate un'opportunità edilizia e soprattutto finanziaria. Non vorrei esagerare, ma penso di poter affermare che in qualche caso potrebbe essere addirittura conveniente inquinare i terreni.

Punto terzo. Veniamo a Pioltello. Zunino e Grossi avevano capito per tempo che l'opportunità era notevole. Io stesso venni contattato quando era sindaco da Zunino e Grossi, che a quel tempo cercavano di piazzare i mercati generali di Milano (quello che sommariamente viene chiamato l'ortomercato). Cercate di seguirmi: Zunino e Grossi non erano proprietari dell'area dell'ortomercato e non erano nemmeno proprietari dell'area Sisas (a quel tempo già fallita). Ci siamo? Guardate alle dimensione del business. Siamo al risiko: si prendono in un colpo solo una grande area a Milano (cerimoniere il comune di Milano) e una grande area a Pioltello (cerimonieri regione e ministero dell'ambiente). Spesa? Poco più che niente: a Milano c'è da riqualificare e a Pioltello c'è da bonificare. A Milano ci si portano le case e a Pioltello l'ortomercato. I rifiuti di Pioltello si portano in un altro posto ancora. Non si configura nessun reato, ma vi sembra normale che il territorio sia governato in questa maniera? Ovviamente dissi che non era il caso.

Punto terzo. Perché insisto sull'aspetto finanziario. Perché con la finanziarizzazione del mercato immobiliare (cioè con la trasformazione in asset finanziari dei terreni, fondi immobiliari ecc.) l'aspetto finanziario diventa prevalente sull'aspetto urbanistico-edilizio. Ciò che conta è il piano finanziario: si possono far soldi anche senza costruire nulla. Ovviamente sono necessari alcuni presupposti, un sistema di relazioni, un certo dinamismo, una dose di spregiudicatezza, ma si può. Di che cosa abbia effettivamente bisogno il territorio non frega niente a nessuno. Vi pare che serva un altro centro commerciale?

Punto quarto. Vi siete accorti che siamo ormai passati a una nuova generazione di tangenti? È finito il vecchio sistema patriarcale dell'imprenditore che dà soldi al politico, ormai siamo passati a un sistema in cui il politico dà soldi all'imprenditore. Gli stanziamenti regionali e governativi a favore di Grossi sono difficili da catalogare, ma più o meno è così.

Punto quinto. Perché Santa Monica? Guardate, tenendo sempre fermo che guardo poco all'aspetto penale della faccenda, chi sono gli attori in scena. Un fondo immobiliare che promuove la più imponente operazione del milanese (Aster); una finanziaria spesso al centro di importanti operazioni (Sopaf); una società leader nel settore delle bonifiche ambientali (Sadi). Il periodo, tra il 2005 e il 2006, cruciale per il settore immobiliare. Che c'entra la Sadi di Grossi? C'entra perché a quel tempo Grossi non ne era ancora il proprietario. Nell'ottobre del 2005 Sopaf aveva acquista il 26% del pacchetto azionario della società, quotata in borsa, con il dichiarato intento di procedere ad un'OPA entro l'anno. L'OPA in realtà non verrà mai fatta, Sopaf cederà la maggior parte delle azioni a Grossi, mantenendo per sé meno del 3%. È in quel periodo che Sopaf acquista il 33% delle quote del fondo Aster (Siano) per 22 milioni di euro (22 milioni è anche l'ammontare dei fondi neri provenienti dalle bonifiche di Montecity). Un anno dopo quelle quote saranno cedute con una plusvalenza di 10,5 milioni di euro. Paghi due prendi tre!

Punto sesto. Cosa c'entra Pioltello. C'entra perché l'area di Santa Monica è adiacente al parco delle cascine di Pioltello del quale costituiva un unicum agricolo. Siano ha acquistato prima l'area di Segrate poi quella di Pioltello (quasi 1,5 milioni di mq, dalla famiglia Benetton). La vicenda mi è nota perché, come sapete, tutto questo avvenne mentre ero sindaco a Pioltello.

Punto sesto. Il parco delle cascine. All'inizio del mio primo mandato (1997) l'area era in mano al curatore fallimentare per una valutazione di circa 15 miliardi di lire. Quando andò all'asta Benetton e il suo socio la acquistarono, se ricordo bene, per circa 43 miliardi compresi gli oneri accessori. Era chiaro che erano stati un po' buggerati, o forse uno dei due soci aveva buggerato l'altro. Comunque ad un certo punto feci saltare la trattativa perché mi accorsi che in buona sostanza cercavano di scaricare sul comune l'onere del prezzo eccessivo pagato per l'area. Come? Sempre attraverso le volumetrie (tenete presente che si trattava di un'area parco, cioè di un PLIS già istituito con provvedimento regionale). Alla fine i Benetton riuscirono a cedere, ai Siano, credo realizzando una certa plusvalenza. Ora siamo al punto. Si cerca ancora di scaricare sulla collettività il costo pagato per l'area. E sempre attraverso la concessione di diritti edificatori. La barzelletta dello stadio prima, quella dell'università poi, poi chissà ancora quale mirabolante progetto…  E sempre il sindaco di Pioltello nelle vesti di banditore. Tutto questo quando il provvedimento regionale auspicava che Segrate seguisse la strada di Pioltello nell'istituzione del parco. Come è andata lo sapete: hanno cominciato a costruire, proprio a ridosso di Pioltello; le operazioni vanno a rilento a causa della crisi e delle difficoltà d'accesso al credito. Siano è in difficoltà perché ha fatto come Zunino, ha messo in piedi troppe cose e non ha previsto la crisi. E ora sta già cercando un compratore per le aree Galbani di Melzo.

Punto settimo e ultimo. la morale. Tutto questo sconquasso deriva dal pensiero profondo che dal suolo si possa spremere valore fin che si vuole. Si pensa che i comuni possano coniare moneta. Non più attraverso la zecca, che ormai appartiene alla BCE, ma attraverso l'elargizione di volumetrie (qualcuno, più concreto, dice graziosamente "i cubi"). Ma come la moneta in eccesso crea inflazione, così volumetrie in eccesso creano bolle finanziarie. E anche grandi disagi ai cittadini.

 

A presto

Mario de gaspari

martedì 3 novembre 2009

ARRESTATO IL BONIFICATORE -ALCUNE IPOTESI

ARRESTATO

IL BONIFICATORE

ALCUNE IPOTESI

Girando per internet abbiamo trovato questo articolo, che aggiunge nuove ipotesi a l'infinita e squallida storia, tipicamente Italiana.

Noi come sempre non esprimiamo giudizi ,Rimaniamo in attesa fiduciosai e consapevoli, che la giustizia farà il proprio corso e come sempre il proprio dovere.

Siamo altresi certi,che nessun potente è esonerato, dal rispetto delle leggi e della legalità.

Chiediamo solo alla la magistratura di andare fino in fondo, cercando ogni più piccolo collegamento,ogni colpa ed ogni coinvolgimento anche indiretto.

Ma sopratutto chiediamo, che se si accertassero colpe,che la pena sia esemplare e come per i poveri cristi.... CERTA E TUTTA SCONTATA

http://www.arcipelagomilano.org/?author=74

venerdì 30 ottobre 2009

OMICIDI-FURTI-DALLA SERIE-NOI LO AVEVAMO CHIESTO

DALLA SERIE-NOI LO AVEVAMO CHIESTO

Fra le cose che avevamo chiesto, su tutto il territorio, ed in particolare a Novegro,vi era una maggior presenza del presidio delle forze dell'ordine,ma sopratutto una maggior illuminazione ed iniziative atte a far si che i cittadini si riappropriassero del loro territorio,altrimenti destinato ad essere terra di nessuno ed in mano alla criminalità.

La recrudescenza di atti criminali, a Redecesio come a Lavanderie al Villaggio come a Milano Due,non è solo frutto del deterioramento della cultura del vivere civile e del rispetto, generalizzata in tutta la Società.
A Segrate in particolare, è frutto di scelte e di una politica sbagliata e miope,

Scelte, che non sono mai state a favore e a sostegno dei negozi di vicinato, che tanto fanno e tanto possono fare, nel presidiare e rivitalizzare il territorio ed i quartieri.
Anzi le scelte fatte,vanno proprio contro questa importante categoria,li destineranno ad una lenta ed inesorabile chiusura,svuotando cosi il territorio, rendendolo vuoto,tetro una vera e propria città dormitorio

Scelte e spese di puro lifting, non privilegiando invece nella scelta delle priorità,quegli interventi atti a rendere il vivere comune e privato, più sicuro e partecipato.
Scelte edfificatorie,nel costruire interi nuovi quartieri, completamente staccati da quelli già preesistenti,enclavi assestanti in una città già di persè mai stata unita.

Questa scelta, genererà un enorme dispendio di forze e soldi, per creare un minimo di presidio,costerà un'enormità alla collettività nel dare ad ogni quartiere quei servizi essenziali come trasporti,scuole,forza pubblica e cosi via.

Forza pubblica, che nonostante la carenza di mezzi fa il possibile e l'impossibile per garantire la sicurezza ed il presidio del territorio,forza pubblica a cui bisognerebbe dare più mezzi e più attenzione,più possibilità di operare al meglio.

Ora gli ultimi fatti criminosi successi , a Milano due costerà a quei cittadini (di tasca loro) un bel po' di soldini,lo stesso dicasi per San Felice,
al Villaggio a Redecesio a Lavanderie, la gente ha paura non solo a girare di sera, ma addirittura all'interno delle proprie case, sempre più soggette a furti e scassinamenti.
A Novegro i cittadini parlano di intimidazioni,paura ed non ultimo, un omicidio sulla pista ciclabile quando la notte ancora è lontana.

Ci vuole quindi un cambiamento radicale, nell'indirizzo e nelle scelte politiche del territorio e della spesa, scelte che non siano di puro lifting ma atte a razionalizzare ed ottimizzare gli interventi e la spesa, ma sopra tutto ad individuare le vere priorità e necessità (quelle dei cittadini) che debbono indirizzare gli interventi dell'Amministrazione.

Procopio Gregorio Andrea