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domenica 6 febbraio 2011

ANCHE SEGRATE HA L'ASSESSORE DONNA,

La sanfelicina Ronchi entra in Giunta 

DOPO LE POLEMICHE SUL MASCHILISMO DELLA GIUNTA, FORSE  PER EVITAR PROBLEMI, IL SINDACO A DECISO AVEMUS ASSESSORE DONNA

Finalmente c'è l'ha fatta, anni di attesa e mugugni silenziosi finalmente premiati,
Premiata la sua competenza e preparazione , alla Consigliera  Ronchi assegnato l'assessorato ai Servizi civici e  CIMITERIALI, s@c , cooperazione internazionale.pai opportunità e politiche dei tempi, (politeche dei tempi? e che cosa è?)
Noi auspicavamo per lei che di mestiere fa il  DOTTORE e lo fa bene, abituata a curare e capire le persone, l'assessorato ai servizi alla persona,  ed invece chissà perchè sara costretta ad interessarsi di poveri estinti, Ma'?  
Speriamo che alla sanità non ci mettano un becchino e alla pianificazione del territorio un  piastrellista, e perchè nò, ai sevizi sociali uno strozzino, con buona pace delle competenze.

Vogliamo comunque augurare alla Dottoressa Ronchi, i nostri migliori auguri di buon lavoro, certi che per le sue capacità e per il suo essere donna saprà rispondere con maggior competenza dei confusi maschietti 






 

SEGRATE E PIOLTELLO SOLIDALI CON GLI AMICI DI CASTELNUOVO


LA NOSTRA VICINANZA E SOLIDARIETA' AGLI AMICI DI CASTELUNOVO FERITO DUE VOLTE
Un borgo ferito due volte. A quasi due anni dal lacerante terremoto che ha distrutto il piccolo Comune abruzzese di San Pio delle Camere, ieri è andato a fuoco un altro luogo simbolo della ricostruzione del borgo di Castelnuovo. Un rogo ha completamente distrutto il centro polifunzionale donato l’anno scorso dalla città di Segrate, che con una straordinaria mobilitazione cittadina aveva raccolto in pochissime settimane i 500mila euro necessari per realizzare il primo tassello della «città del domani». Invece, a Casteluovo il domani sembra non voler arrivare mai.
Le fiamme hanno divorato la struttura portante in legno, facendo implodere il tetto. Le travi non hanno retto e la costruzione si è accartocciata su se stessa come fosse un castello di carta. Potrebbe essere stato un corto circuito a scatenare l’incendio che, nel giro di poche ore, ha raso al suolo il centro, inaugurato il 29 agosto del 2009. Era diventato un luogo di aggregazione per i giovani e, tra i progetti futuri, c’era anche quello di utilizzare una parte della casa per dare appoggio a professionisti e lavoratori della zona per rilanciare le proprie attività.
Un laboratorio di idee insomma, per fare ripartire l’economia locale. Invece, il sogno è andato letteralmente in fumo. Una scintilla e poi le fiamme, che hanno bruciato la costruzione davanti agli occhi attoniti degli aquilani. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco insieme a polizia e carabinieri, per tentare di spegnere le fiamme. Molti gli abitanti della zona che hanno assistito all’incendio del centro, impotenti di fronte a questo nuovo scempio. Proprio in questi giorni infatti, nel centro polifunzionale era stata allestita una mostra sulla ricostruzione di Castelnuovo, una rassegna di progetti e idee degli studenti della Facoltà di Architettura di Firenze. Tocca alle perizie tecniche dei vigili del fuoco ora stabilire con esattezza le cause dell’incendio. Sull’incidente è stata aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, con l’accusa di incendio colposo.
A San Pio delle Camere, un paesino di 600 abitanti arroccato sulle montagne vicino a L’Aquila, il sisma aveva distrutto oltre la metà delle abitazioni e causato la morte di cinque persone. Uno dei luoghi più colpiti era proprio il borgo di Castelnuovo. La catena di solidarietà che ha legato con un affetto profondo i segratesi a questo sfortunato paesino abruzzese era iniziata poche ore dopo il terremoto, quando il sindaco di Segrate Adriano Alessandrini si era messo al telefono alla ricerca di una comunità cui tendere la mano. Aveva telefonato a tutti i municipi della zona, ma in quelle drammatiche ore tutto era fermo e deserto. Ad alzare il ricevitore era stato il sindaco di San Pio delle Camere. A quel punto, a Segrate era scattata una gara di solidarietà. Associazioni, cittadini, aziende pubbliche e private avevano contribuito a raccogliere 500mila euro per realizzare il progetto e costruire la struttura in legno.
Il centro era stato realizzato a tempo di record: Alessandrini e e il suo regalo ai castelnovesi erano arrivati in Abruzzo prima del presidente lombardo Roberto Formigoni e perfino delle inaugurazioni del premier Berlusconi. Una struttura polifunzionale con asilo, biblioteca, sale studio e ricreazione, sale per gli anziani e spazi collegati alla rete dove i professionisti del paese potessero riprendere la propria attività. Per ironia della sorte, erano stati proprio i Vigili del Fuoco i primi a dare una mano nella costruzione del centro polifunzionale, oggi ridotto a un cumulo di macerie.






di Patrizia Tossi

venerdì 4 febbraio 2011

ANCHE SEGRATE VOTA IL NOSTRO LICEO

 La 5B del Liceo Classico del Machiavelli di Pioltello ha partecipato al gioco televisivo “Per un pugno di libri“  nella puntata trasmessa il 30 gennaio 2011 su Rai , vincendo la sfida con un altro istituto.  “Per un pugno di libri” è una trasmissione culturale condotta dall’attore Neri Marcorè, in cui studenti del quinto anno delle superiori si sfidano nella conoscnza approfondita di un libro, nel caso della 5B il romanzo “Jane Eyre” di Charlotte Bronte.

Grazie a questa vittoria, la classe potrà continuare a partecipare alla trasmissione, oltre che vincere un premio (naturalmente in libri). Sul sito del Liceo il simpatico racconto dei protagonisti.

 Possiamo sostenere l’ottima prestazione della nostra scuola votando al sondaggio sul sito della trasmissione alla pagina: 

http://www.perunpugnodilibri.rai.it/Sondaggi/admin/sondaggio.jsp?action=vote&domain=SitiProgramma&sondaggioId=SondaggioSitiProgramman16&nielsen=http://www.perunpugnodilibri.rai.it#


fonte Lista per Pioltello

IL VIZIETTO UN PO’ RAZZISTA DEGLI AMMINISTRATORI LEGHISTI

Il sindaco leghista ordina: “Non fatela mangiare”

 Nella Scuola dell'Infanzia di Fossalta di Piave in Veneto per aiutare una piccola di origine africana le maestre si privano di un pasto alla settimana, ma il primo cittadino dice no

IN FONDO UNA LETTERA INVIATA AL SINDACO
In fondo la storia è molto semplice: una bambina di quattro anni lasciata senza pasto, nella mensa del suo asilo, e rimandata a casa per volontà di un sindaco. In fondo questa è una nuova, piccola, storia feroce, una storia di uomini coraggiosi che si mettono a fare la guerra ai bambini. Ed è una di quelle facili guerre con cui alcuni amministratori della Lega provano a stravolgere la faccia bella del nord e a macchiare la generosità dei veneti con il pretesto della buona amministrazione. Sarebbe forse una “Nuova Adro” – questa storia – se a Fossalta di Piave la solidarietà dei genitori (che sono andati a protestare in istituto), delle insegnanti e dei collaboratori scolastici non si fosse opposta alle decisioni del sindaco e della direttrice scolastica. E sarebbe una storia sicuramente incredibile se a raccontarla a “Il Fatto” non fossero le testimonianze dei genitori, le carte bollate e persino le parole dei diretti interessati.
 Ecco che cosa è successo. Nella Scuola dell’Infanzia “Il Flauto Magico” di Fossalta di Piave (che fa parte dell’Istituto comprensivo di Meolo) – una deliziosa scuola con i giochi fuori e cinque maestre bravissime – c’è una bambina di origine africana (la chiameremo Speranza, anche se questo non è il suo nome). Speranza ha una famiglia povera ma felice. Il padre operaio, la madre che si prende cura dei figli: lui lavora nelle industrie della zona, il pane non manca. Speranza ha quattro fratellini: due più piccoli di lei, due più grandi, già alle elementari. Quando entra in età scolare non riesce a iscriversi a scuola, perché non trova posto: l’istituto può accogliere solo cinquanta bambini. Quest’anno la mamma di Speranza (che chiameremo Maria, anche se questo non è il suo nome) fa in tempo a ricevere una buona notizia e un colpo durissimo. La buona notizia è che Speranza potrà finalmente entrare a scuola perché c’è posto per lei. Accede al tempo pieno, impara subito l’Italiano, si integra, aiuta la propria famiglia – e la madre che si esprime con pochissimi vocaboli e i verbi all’infinito – a inserirsi nella comunità fossaltina. Ma poi arriva anche il colpo: il papà di Speranza, dopo aver perso il suo lavoro e non essere riuscito a trovarne uno nuovo, sceglie di emigrare in Belgio, dove gli hanno promesso un impiego certo. Lo fa, e la piccola famiglia straniera inizia a vacillare. Era lui che si esprimeva in un italiano corrente, lui che teneva i rapporti con gli altri genitori. Maria resta sola: i soldi che arrivano dal Belgio sono pochissimi rispetto alle necessità di cinque bambini. I bimbi delle elementari hanno la refezione e il tempo pieno, ma Speranza, nella sua nuova classe, (anche se con la tariffa agevolata) deve pagare comunque cinquanta euro al mese. Se devi stringere la cinghia sono comunque tanti soldi. E così Maria si rivolge ai servizi sociali del comune, che le rispondono di non poter intervenire per aiutarla.

Nel frattempo (solo una settimana fa), le maestre della scuola escogitano una soluzione: ognuna di loro rinuncerà una volta a settimana al pranzo a cui ha diritto (sul posto di lavoro) e lo cederà alla bambina. E’ un gesto di solidarietà pragmatico, discreto. Aderiscono anche le due collaboratrici scolastiche, è d’accordo l’insegnante di religione che viene una volta a settimana. In un istituto in cui si servono 60 pasti e in cui mangiano 50 bambini, in realtà, le pietanze che ogni giorno avanzano basterebbero (e avanzerebbero) per tutti. Ma le maestre vogliono che non ci siano irregolarità e così si arrangiano: un giorno una di loro torna prima, un giorno un’altra si porta un panino, un altro ancora un’altra salta il pasto e dice scherzando che le farà bene alla linea.

Ma qui finisce il lato bello della storia e inizia la commedia surreale e grottesca. Il sindaco leghista Massimo Sensini (che è stato informato dai servizi sociali e dalla direttrice) viene a sapere della soluzione che è stata trovata e va su tutte le furie. Convoca la direttrice del comprensorio, Simonetta Murri e le spiega che “è responsabile di una gravissima irregolarità”. Prende carta e penna e scrive di suo pugno una lettera in cui si leggono frasi come questa: “Si sottolinea che il personale (della scuola, ndr.) non può cedere il proprio pasto senza incorrere in un danno erariale per il comune di Fossalta di Piave”. Insomma, per l’amministratore Sensini, le maestre che si privano del pasto per far mangiare una bambina di quattro anni, sono paragonabili a dei ladri che sottraggono al Comune beni di pubblica utilità. La direttrice sottoscrive la decisione, e a sua volta stila un ordine di servizio il cui senso è: “Se questo atteggiamento si ripeterà le responsabili saranno denunciate al provveditorato”. Con questa procedura le maestre rischiano provvedimenti disciplinari e la sospensione dall’insegnamento. E infatti non vogliono parlare. Maria viene informata che deve presentarsi a prendere Speranza alle 12.00 e non più alle 16.00. La bimba è costretta a saltare il tempo pieno e a separarsi dai suoi compagni di scuola. Maria fa quel che le è stato detto e, due giorni fa, la bimba scoppia a piangere in classe quando la madre la prende per portarla a casa. Ieri i genitori hanno chiesto un incontro alla direttrice dell’istituto per pregarla di risolvere la situazione.

Ma l’interessata spiega a “Il Fatto”: “Purtroppo condivido il richiamo che ci ha fatto il sindaco”. Le domandi come giudichi la sua lettera e lei ti risponde: “L’ho trovata ironica. E utile”. Ma in che senso? La Murri fa un esempio: “Se lei ha una casa del comune non la può subaffittare a dei terzi, capisce? E’ un reato. Se lei ha diritto ad un pasto della mensa non lo può dare a chi passa”. Provi a suggerire alla direttrice che la bambina non è una persona “che passa”. La Murri non accetta l’idea: “Ma vede, questo è un principio: quella soluzione era grave e dannosa. Se tutti volessero il pasto gratis noi cosa potremmo fare?”. Le chiedi se abbia ricevuto altre richieste: “Per ora no. Ma non potrebbero arrivare in tanti, siamo in tempi di crisi”. Provi a domandare se pensa che il fatto che la bimba sia extracomunitaria abbia prodotto la decisione dell’amministratore: “Penso proprio di no. Anzi, questa vicenda è la migliore garanzia della buona fede del sindaco: la bimba viene trattata come verrebbe trattato qualsiasi italiano”. Resti ancora incredulo, e cerchi il sindaco Sensini, classe 1951. Lo cerchi quattro volte, in comune, ti dicono che arriva alle 17.00. Ma lui non risponde e non richiama. Peccato. In fondo, questa è una storia semplice, una piccola storia di ordinaria ferocia. Ma la parola fine – per fortuna – non è stata ancora scritta.
 Da Il Fatto Quotidiano del 4 febbraio 2011

Lettera inviata oggi al sindaco di Fossalta di Piave che ordina di non dare da mangiare ad una bambina di origine africana

Al sindaco di Fossalta di Piave
Egregio sig sindaco
Scrivo dopo aver letto l’ennesima “impresa “ che vede la massima autorità comunale negare un pasto ad un bambino( a )  i cui genitori si trovano in difficoltà economiche .
Immagino che Ella non abbia dormito di notte per studiare il modo di proibire alle maestre di privarsi di un pasto per  consentire ad una bimba ( di pelle nera ) di sentirsi uguale, almeno in questo , ai suoi coetanei .
Le cronache raccontano che Ella sia riuscita a brandite la spada di Legnano  o meglio  ancora  a far ruggire il leone di san Marco contro una bimba indifesa .
Grande impresa , che certo acquisirà grandi meriti presso i sui simili .
Grande carattere di un vero cristiano.
Già perché la immagino in chiesa la domenica con la sua famigliola, linda e pulita ;  immagino l’aperitivo al bar del centro ,   mentre la signora nera non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena per i suoi quattro figli .
La immagino a sgomitare tra i suoi colleghi di partito per essere il più zelante a raccogliere firme in difesa del Crocefisso , simbolo di carità.
Una carità molto elastica .
Immagino come deve sentirsi una bimba che non può mangiare con i compagni per il veto del sindaco .
Immagino la piccola chiedersi come mai non può restare con i propri coetanei per il pasto e, piangente ,  chiederne  il perché alla madre.
Immagino la solitudine disperata della madre , che ha altri tre figli da crescere ed il marito lontano per cercare lavoro .
Lo posso immaginare , perché da piccolo anche io ho vissuto una situazione analoga in virtù della povertà dei miei genitori .
Anche senza tale esperienza è immaginabile come possano sentirsi queste oneste persone , piccole ed adulte .
Mi creda questa vicenda, come altre che hanno avuto come protagonisti i suoi colleghi , mi indigna profondamente ,perché sottintende una disumanità incredibile per un popolo civile qual è quello italiano cui io appartengo .
Per porre fine a questa discriminazione , le chiedo di farmi sapere a stretto giro di posta qual’ è il costo del pasto quotidiano e le modalità di pagamento ,da qui alla fine dell’anno scolastico , prevedendo anche gli arretrati .
Aprirò da subito una sottoscrizione e favore del suo comune .
Attendo notizie
Dott. Andrea Bagaglio – Via Canèe 400. Mercallo ( Varese )

giovedì 3 febbraio 2011

Segrate Domani: CHE FINE HA FATTO IL VIGILE DI QUARTIERE A NOVEGRO...

Segrate Domani: CHE FINE HA FATTO IL VIGILE DI QUARTIERE A NOVEGRO...: "NEL GENNAIO 2009,VENNE PRESENTATA UNA MOZIONE PER RIPRISTINARE IL VIGILE DI QUARTIERE A NOVEGRO,IN CONSIGLIO COMUNALE,MOZIONE CHE PASSO' CON..."

COSI' CEMENTIFICANO MILANO E ALLO STESSO MODO SEGRATE

 
LA PAROLA D'ORDINE E' COSTRUIRE; COSTRUIRE A MILANO COME A SEGRATE CON LA SCUSA E IN PREVISIONE DELL'EXPO E COME MEZZO IL PGT
MA QUANDO TUTTO SARA' FINITO COSA RESTERA' DEL TERRITORIO DI SEGRATE? IL DESERTO!!

Per Milano   e per il suo ambiente è un momento assolutamente decisivo. Non dobbiamo lasciare sola Milano in questi giorni perché altrimenti rischia di subire un danno definitivo. In Consiglio Comunale entro il 14 febbraio prossimo, dovrebbe essere approvato quello che possiamo chiamare il "Piano di San Valentino", anche se è un piano che dimostra tutto tranne che amore nei confronti di Milano.
Letizia Moratti vuole far approvare in tempi rapidissimi - termine tassativo, il 14 febbraio - il Piano generale del territorio, il famigerato Pgt. Deve farlo approvare entro il 14 altrimenti decade.
La Giunta Moratti in questi 5 anni in cui ha governato Milano, purtroppo, di risultati ne ha portati a casa pochissimi. Purtroppo per tutti perché se avesse governato bene avrebbe giovato anche a chi non l'ha votata. Ha portato a casa un Expo molto contestato in cui è stato denunciato più volte il rischio enorme dell'infiltrazione della criminalità organizzata, nonostante il Prefetto di Milano, amico di Berlusconi che riceveva le ragazze indicate da Berlusconi in Prefettura, dica che la criminalità organizzata a Milano non esiste. La Giunta Moratti ha incassato questo Expo molto contestato e poco altro, se pensiamo che negli ultimi 20 giorni, Milano praticamente ha tutti i giorni sforato i limiti di inquinamento previsti dall'Unione Europea. Un disastro!
Milano è una città che vive un paradosso incredibile: è la città più ricca d'Italia, è una città dove i ricchi che ci abitano, ma anche i poveri ovviamente, sono costretti a respirare polveri sottili, i bambini e gli anziani vivono male e la media della vita è inferiore di 3 anni rispetto al resto degli italiani perché i milanesi respirano pm10.
E adesso? Altro colpo di grazia finale, il Piano di governo del territorio, quest'ultimo dovrebbe riportare addirittura a costruire 35 milioni di 9 metri cubi di case, l'equivalente di 340 pirelloni, il grattacielo simbolo della Milano degli anni 50/60. Di tutto c'è bisogno a Milano, di verde, di ambiente, di piste ciclabili, ma non di cemento. Invece saranno realizzate case che potrebbero ospitare 400 mila nuovi abitanti, quando Milano invece da qui al 2030 crescerà soltanto di 60 mila abitanti (lo dice lo stesso comune). Una follia, dunque. Ma non per tutti!
Senz'altro non è un'operazione utile per gli abitanti, per la gente comune. Mentre invece sarà accolta benissimo dagli imprenditori del mattone.
Ci sono alcune parole chiave che sono utili per cercare di capire questo nuovo piano di governo del territorio. Le parole chiave possono essere alcune come "destinazioni d'uso", che è quella formula che viene utilizzata per fare sì che la pianificazione del territorio sia lasciata agli enti pubblici, che si decida dove si abita, dove si produce, dove andranno gli alberghi, è lo strumento più essenziale perché facendo così il pubblico può decidere e stabilire lo sviluppo ordinato della città, uno sviluppo a vantaggio di tutti. La Moratti le vuole abolire, dicendo che facendo così si ottiene uno sviluppo meno vincolato e uno sviluppo più a vantaggio di chi davvero vuole investire sul territorio. Per molti invece sembra il contrario che facendo così si riuscirà a fare sì che si trasformi la città in una specie di far west urbanistico, in cui tutti potranno di fatto costruire case, perché poi scompariranno le aree produttive che sono bene o male i posti dove la gente trova lavoro. Tutto diventerà case, anche se poi le case restano vuote.
L'altra parola chiave, per capire a vantaggio di chi va questo piano, è "cooperative" infatti le cooperative sono le destinatarie nel nuovo Piano regolatore generale della Moratti. E' previsto che una parte consistente, il 35% delle costruzioni siano destinate al social housing, le case per i meno abbienti. Ma bisogna andare a leggere attentamente quanto è scritto nel documento e si scopre che poi in realtà un buon 20% sarà affidato alle cooperative bianche e rosse, le cooperative quindi che godono dell'appoggio incrociato: quelle bianche l'appoggio di Comunione e Liberazione, e non dimentichiamoci che l'assessorato all'urbanistica di Milano ormai è appannaggio di Comunione e Liberazione da anni, prima c'era Maurizio Lupi (oggi Vicepresidente della Camera, fedelissimo di Berlusconi) oggi c'è Carlo Massaroli. E poi ci sono le cooperative ovviamente rosse che costruiscono e cementificano l'Italia da anni e che qui stanno facendo sostanzialmente quasi un'alleanza. Qui come in altre regioni, come nel Veneto, come in Emilia, come in Liguria.
Poi la grande parolina magica del Pgt è "perequazione", perequazione vuole dire: si prende un'area vincolata, come il Parco sud, si dice che improvvisamente diventa edificabile, persino una zona vincolata, un parco,. Poi si dice: no, bisogna salvarlo, non si può costruire in questa zona, quindi gli indici di edificabilità che i proprietari hanno maturato in questa zona, vengono trasferiti in città, "volano" in città. Usano questa parola gli amministratori "volano" che è molto evocativa, però poi alla fine è molto poco volatile il cemento, e qui si scopre chi sono i grandi beneficiari del piano di governo della città. Sono i grandi imprenditori del mattone, primo tra tutti Salvatore Ligrestri, quest'ultimo - questo è il grande paradosso di Milano - è il più grande proprietario di terreni agricoli a sud di Milano, nel Parco sud. Lui ha sempre comprato questi terreni, non perché si sia convertito al verde, ma perché sperava che arrivasse il giorno in cui avrebbe potuto costruire. Il Pgt è questo giorno che lui aspettava da anni. Tutte le superfici che lui possiede a sud di Milano potranno essere riconvertite: o investirà direttamente costruendo nel parco sud l'ultimo grande polmone verde di Milano, oppure potrà trasferire questi volumi in città. Ma chi è Salvatore Ligresti? E' l'uomo che ha costruito forse più di tutti nella Milano degli ultimi anni. Ma andiamo a vedere i consigli di amministrazione delle società di Ligrestri e troveremo mezza famiglia di Ignazio La Russa che a Roma è abbastanza potente, perché è Ministro della Difesa, ma a Milano è molto più potente.
Nel cda di Fondiaria Sai si trova suo fratello Vincenzo che siede anche nell'Immobiliare Lombarda. Il figlio Geronimo è nel Cda della Premafin al posto che era di suo nonno Antonino. Questo è importantissimo ed è paradossale. La famiglia La Russa è una famiglia potentissima a Milano, è qui si pone questione di opportunità enorme, perché La Russa è un rappresentante di primo piano del partito che poi negli enti locali approva i progetti. Ergo: il partito di La Russa approva progetti che sono proposti dalle società di cui fanno parte i suoi familiari. E una grossa questione di opportunità, anche se ormai non se la pone più nessuno a Milano.
I progetti sono ovunque, qui si vogliono costruire case per 400 mila persone. Andate a vedere Milano in questo periodo, stanno costruendo ovunque, ci sono delle gru alte centinaia di metri ovunque, c'è l'Expo, c'è City Life, costruiscono 3 grattacieli, uno dei quali tra l'altro è un progetto, un grattacielo "usato" perché l'Architetto l'aveva progettato per il Giappone, poi l'ha rifilato a Milano. Tre grattacieli in quella zona che doveva diventare il Central Park di Milano e invece è diventata l'ennesima colata di cemento e non importa se poi nessuno riesce a trovare gente che compra in questa zona.
Poi c'è il mega-insediamento di Santa Giulia, impantanato per le note vicissitudini del gruppo Zunino, c'è Porta Garibaldi, la sede della Regione che dovrà immortalare l'era di Formigoni che non finisce mai perché lui continua a farsi rieleggere nonostante i termini previsti dalla legge, il Pir (un'altra realizzazione di Salvatore Ligrestri) il progetto dell'isola, le Varesine, tutti realizzati da grandissimi architetti che mettono la loro firma, così non si può dire di no, architetti che calano dall'estero, mettono la firma e poi se ne vanno, dimenticandosi che l'architetto ha una grandissima responsabilità anche sociale sui progetti che fa.
Poi la parola d'ordine è "costruire, costruire e costruire" anche se poi, come è successo recentemente, la Procura scopre che si costruisce su aree non bonificate. Ma tanto chi se ne frega, perché poi in queste aree ci andranno a studiare i bambini che andranno in asili costruiti su mercurio e cloroetilene. I grandi imprenditori se ne saranno andati e i bambini resteranno per anni a studiare sul mercurio!
















Ferruccio Sansa

mercoledì 2 febbraio 2011

DECADENZA MORALE DELLA SOCIETA'


CETTO LA QUALUNQUE UN MODERATO…..Decadenza morale imposta nel tempo delle televisioni  con programmi spazzatura

Tu che giustifichi al posto di Ruby mandaci tua figlia

 Festini a luci rosse, orge, prostituzione minorile. Sono questi  valori cattolici ? Forse siamo noi che ci siamo sbagliati fino ad ora e l’andare a puttane è sinonimo di cristianità. 

Ma i cosiddetti tutori dei valori della famiglia, i veri moralisti del nostro tempo, che si scandalizzano davanti all’unione di coppie omosessuali, sono gli stessi del bunga bunga?

Non si tratta di moralismo o giustizialismo. Negli ultimi giorni, nelle varie televisioni, sono state formulate le più disparate considerazioni riguardo questo scandalo, ma nessuno dei valorosi, perché bisogna essere coraggiosi per dire certe cose, negazionisti berlusconiani ha risposto ad una semplice domanda: se al posto di Ruby ci fosse stata vostra figlia, cosa avreste pensato di un ipotetico settantaquattrenne puttaniere che paga in cambio di favori sessuali?

A me un vecchio bavoso che si diletta in orge fa un po’ schifo, ma evidentemente questo non vale per tutti. Purtroppo ci si scorda di una piccola aggravante: quel ipotetico vecchio bavoso è il Presidente del Consiglio.
In tutto ciò, il paese è fermo, il governo è immobile, troppo preoccupato, attraverso i suoi esponenti, di farneticare improbabili giustificazioni, ponendo i veri problemi del Paese in secondo piano, rilegandoli ad una sgradita ed ingombrante posizione di contorno. Insomma, se ci sarà tempo penseranno anche a noi.

Il Premier, nel frattempo, non ha nient’altro di meglio da fare che intervenire in diretta in programmi televisivi, diffamando ospiti e conduttore, riattaccando al termine del sue puerile comizio. Viva il contradditorio.
L’Italia da questa vicenda ne esce con le ossa rotte, additata come un paese in balia di un onnipotente monarca puttaniere, in cui la realtà ed il reality si mischiano dando origine ad un vergognoso scempio.

Siamo di fronte ad una soap opera, una telenovela avente come protagonista il Presidente del Consiglio, alle prese con vicende sessuali e surreali , diventate ormai consuetudine in Italia. Speriamo di essere arrivati all’ultima puntata di questa tragicommedia.
Basta. Io voto Cetto La Qualunque.

GAS SEGRATE, UNA SPLENDIDA INIZIATIVA DA NON PERDERE

SEGRATE – “Sole per tutti”    

il Gruppo di Acquisto Solidale dedicato all’energia solare si presenta in un incontro al Centro Sociale Baraonda

In molti conoscono i GAS, Gruppi di Acquisto Solidale. Si tratta di un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.
In pochi forse sanno che esistono gruppi di questo tipo nel settore dell’energia solare. Per questa sera, mercoledì 2 febbraio, il GAS di Segrate organizza una serata per presentare il gruppo di acquisto “Sole per tutti” di Legambiente e AzzeroCo2.
Chiunque fosse interessato all’energia solare, con i membri di “Sole per tutti” può ottenere installazioni di impianti solari realizzate con qualità e ad un prezzo ragionevole. Inoltre, con i finanziamenti bancari agevolati, si puo’ installare un impianto anche senza disponibilità propria e lasciando che gli incentivi paghino la rata.
Per scoprire come, basta presenziare all’incontro di questa sera alle 21 al Centro Sociale Baraonda in via Pacinotti 13 a Segrate.
Per informazioni, contattare la Fondazione Legambiente Innovazione al numero 02 45475777-24 o all’indirizzo mail gruppo.solare.milano@gmail.com

martedì 1 febbraio 2011

Partecipate anche i partiti....si svegliano e pongono domande E LA LEGA non chiede più la trasparenza?

SCONTRO SULLE PARTECIPATE
FONTE DI CONSENSO ELETTORALE ED ECONOMICO?
Cetto Laqualunque impera?
Avevamo espresso già la nostra curiosità sui conti economici di acquamarina società partecipata del Comune , condividendo la necessità di verificare e certificare il bilanci, le spese sostenute e l'utilizzo dei mezzi e delle risorse. la-guerra-della-partecipata-
Ora anche il Pd esprime con un comunicato stampa ( in fondo ) i nostri stessi dubbi e le nostre stesse perplessità (meglio tardi che mai) sulla gestione, sulla spartizione e sul business politico, elettoralistico ed economico delle partecipate.
Allora ci permettiami di consigliare  a chi è preposto a fare, a controllare e verificare di estendere questo risveglio a tutte le partecipate e non solo ad Acquamarina, perche i dubbi e le curiosità siano dissipate completamente e la trasparenza regni sovrana come diceva il Vicesindaco Grioni in consiglio.
Ci piacerebbe sapere perchè e chi, ha deciso di ""risparmiare" il costo di 15 mila euro per effettuare l'inventario della Segrate servizi.
Se era solo in funzione di portare i bilanci  in attivo o vi erano altri raggionamenti di fondo e quali.
Perchè e con quali responsabilità, l'organizzazione di verifica e  controllo, non erano adeguati alle necessità se non addirittura ignorati, visto il presunto consistente ammanco di cui si sente vociferare.
Perchè dopo le insistenti chiacchiere da bar, il nuovo responsabile ha deciso di defenestrare qualche dipendente o responsabile, erano solo chiacchiere? quele è il motivo?
Perchè dopo un promettente scambo di interviste bipartisan dei responsabili politici della Segrate Servizi, di ipotetiche denunce e avvisi  a mezzo stampa, tutto è passato forse volutamente nel silenzio e il coperchio è stato riposto
Certo che quando l'appello alla trasparenza, alla verifica e alla chiarezza, viene fatto in modo cosi ufficiale e solenne in Consiglio comunale dal Vice Sindaco della lega Grioni, e non un Cetto Laqualunque qualsiasi, si dovrebbe essere tranquilli, a meno chè quello che si vocifera  bar sugli interessi della lega...........non abbiano fondamento

COMUNICATO STAMPA PD
Da venerdi sera si intrecciano a Segrate varie voci che riguardano il futuro della società partecipata “Acquamarina srl”. In particolare tali voci riferiscono di un accordo raggiunto nella maggioranza per procedere in tempi rapidissimi (una settimana) alla messa in liquidazione di Acquamarina e a un accorpamento delle funzioni operative nell’altra società partecipata “Segrate Servizi SpA”.
Il Partito Democratico chiede che sia fatta immediatamente chiarezza su questa situazione con una presa di posizione ufficiale della Amministrazione. Sarebbe, infatti, particolarmente grave che mentre in Consiglio Comunale si discute del futuro di questa società e la maggioranza non fornisce i dati relativi alla reale situazione economica, dall’altro lato si proceda “manu militari” ad una sua liquidazione a prescindere dal parere espresso dal consiglio comunale stesso ed in tempi, comunque, incomprensibili per la rapidità quantomeno insolita..
Se confermate, le voci di cui sopra mostrerebbero, ancora una volta di più, che queste società esistono come opportunità per distribuire posizioni (retribuite) nella dirigenza e nei consigli d’amministrazione delle stesse, da utilizzare come elementi di scambio nelle trattative per formare e mantenere le maggioranze di governo. Come spiegare altrimenti le “lotte” e i “nervosismi” cui si e’ assistito in questi giorni fra membri PDL e Lega della stessa maggioranza a proposito di questa situazione ?
La rapidità di azione, inoltre, unita ad altre situazioni venutesi a creare attorno ad Acquamarina srl negli ultimi mesi, rafforza la richiesta espressa dai consiglieri comunali del PD di poter avere i bilanci dettagliati dell’azienda e relativi agli ultimi esercizi, ivi comprese le informazioni preliminari su quello 2010, al fine di una corretta discussione in Consiglio Comunale. Tale organo, infatti, è quello statutariamente preposto a dettare gli indirizzi per la gestione dei servizi pubblici locali, quali sono quelli svolti dalle Aziende Partecipate.
Il PD rimane in attesa di quanto sopra richiesto con urgenza, riservandosi, in caso di esito negativo, di richiedere che il Consiglio Comunale possa procedere mediante una propria Commissione speciale a fare chiarezza in merito.