Milano Della Mala, Scritto da Roberto Caputo Nadia Giorgio, edito da De Ferrari, in libreria da dicembre.Un avvincente racconto dell'evoluzione e della crescita di Milano, partendo e raccontando la storia della malavita milanese.
UN LIBRO ASSULUTAMENTE DA NON PERDERE, ne approfittiamo per fare i complimenti a Nadia e Roberto
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domenica 14 novembre 2010
giovedì 11 novembre 2010
SOLIDARIETA' A 7 GIORNI
Publichiamo di seguito il comunicato della storica testata 7 giorni, a cui esprimiamo il nostro pieno sostegno ed il nostro appoggio.
Siamo certi e confidiamo, che tutto ciò sia frutto di disattenzione, che tutto verrà risolto al più presto nel migliore dei modi.
Il bieco tentativo di far tacere la stampa locale indipendente
Costituzione della Repubblica Italiana - Art. 21
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…”
Chi ci conosce sa bene che in questi anni, con enormi sacrifici, abbiamo fatto di 7giorni -Il giornale gratuito del sud est Milano (www.7giorni.info) un riferimento nel panorama dell’informazione della zona. Un giornale libero, un giornale che non riceve sovvenzioni statali, un giornale che campa solo attraverso la propria capacità di raccogliere inserzionisti.
Una Redazione Giovane: i due caporedattori insieme superano di poco i 50 anni, la maggioranza dei nostri corrispondenti sono giovani universitari appena laureati, con la passione per il giornalismo. L’editore ha decisamente puntato sui giovani per far crescere 7giorni, lasciando spazio libero alla loro creatività e agli argomenti trattati. Diamo voce a tutti, basta consultare il nostro archivio per rendersene conto. Fare informazione oggi, a livello locale, non è certamente una cosa facile; noi cerchiamo di fare il possibile, il più delle volte con grandi sacrifici, anche l’impossibile.
Il risultato premia la politica di 7giorni, al momento solo con le cifre: 45.000 copie stampate a numero, 28 numeri all’anno, 48 pagine, oltre una ventina i comuni interessati dalle nostre cronache. Ogni anno, chiudere il bilancio in pareggio è un’impresa. Ci arriviamo sempre vicini, ma se non fosse per l’editore che ripiana le perdite, credendo fortemente nel progetto, non saremmo più qua da tempo.
Dopo aver seminato tanto in questi anni, il nostro nome è riconosciuto, e apprezzato in tutto il sud est Milano. Quest’anno forse potrebbe arrivare il momento che tanto aspettavamo, la chiusura in pareggio. Questo significherebbe nuovi investimenti e nuove prospettive per la nostra piccola azienda. Tutto questo però è messo in pericolo da un maldestro tentativo di confondere l’opinione pubblica e di farci tacere.
Un bel giorno, in un caldo pomeriggio di luglio, informandoci sui fatti, del nostro territorio, ci è capitata in mano una copia della Gazzetta del Sud Milano, un’edizione del grandissimo network Netweek (http://www.netweek.it/tiratura.php), controllato dalla società Dmedia Group Spa, quotata in borsa. Il gruppo ha deciso di ristrutturare i suoi giornali. Ha trasferito la cronaca dei Comuni di Peschiera Borromeo, Paullo, Tribiano, Mediglia sulla Gazzetta della Martesana, storico giornale che in questo modo ha ampliato la sua offerta; fin qui, tutto normale. Poi ha chiuso la testata la Gazzetta del Sud Milano e ha creato un nuovo prodotto, dedicando alcune pagine e risorse ai comuni di San Giuliano Milanese e San Donato Milanese. Comuni interessati dalla nostra distribuzione - sono quasi 6000 le copie che distribuiamo in quei comuni e tanti sono i contatti, sia della redazione che dell’ufficio commerciale che abbiamo sviluppato in quella zona nel tempo: ma anche qui tutto normale, la concorrenza fa bene, al mercato e ai lettori.
Quello che è anomalo è il nome della nuova testata, il biglietto da visita nei confronti del pubblico, il nome che identifica una redazione e il suo ufficio commerciale. I grandi manager di Promosport Srl, (la società editrice della Gazzetta del sud Milano) hanno deciso che il nuovo giornale fosse chiamato “Settegiorni sud Milano”.
Capite, noi ci chiamiamo da quasi 10 anni “7giorni” con il “7” e loro la nuova testata l’hanno chiamata “Settegiorni” con il “sette” scritto per esteso. Per onore del vero dobbiamo anche dire che al nord di Milano il gruppo edita un giornale che si chiama “Settegiorni” da tempi non sospetti, ma certamente le aree di influenza sono differenziate. è come se la nostra azienda andasse nel Nord Milano e si mettesse a fare un giornale con il nome “7giorni”: creerebbe confusione sia negli interlocutori delle cronache, che nei potenziali clienti inserzionisti. Inducendo molti clienti all’errore.
Abbiamo anche scritto a questi signori, ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Non conosciamo i motivi della loro decisione, vogliamo poter credere che sia stato fatto in buona fede, senza pensare alle ripercussioni.
Come se non bastasse, questa operazione ha coinciso con un vero e proprio attacco da alcuni personaggi politici al nostro giornale, che ci accusano di non dare spazio ai loro comunicati stampa. Una campagna di veleni orchestrata ad arte, che è arrivata a insinuare che la società editrice di “7giorni” abbia vinto delle gare pubbliche di appalto per la fornitura di prodotti e servizi in modo illecito. La verità è che quei signori vorrebbero aver sempre uno spazio sul nostro periodico, per perseguire i loro scopi politici. La redazione però decide in autonomia quali sono le notizie che potrebbero interessare ai propri lettori e non accetta pressioni da nessuno, neanche dai poteri forti. I lettori questo lo sanno e lo apprezzano.
Naturalmente, le notizie che questi politici hanno messo in circolazione sono false e/o completamente distorte. Non mancheremo di provarlo ovunque se ne presenterà l’occasione. All’occorrenza anche in Tribunale.
Vogliamo altresì credere che fra le due questioni non ci sia nessuna relazione, nessun disegno a tavolino, ma solo coincidenze casuali.
Il dubbio però rimane.
Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di tutelare la nostra testata; sicuramente le nostre risorse sono una goccia, rispetto alle possibilità di una Società quotata in borsa, ma cercheremo di fare il possibile per difendere i nostri diritti e la nostra reputazione.
Quello che chiediamo a voi che state leggendo questa nota è di condividerla, con i vostri amici, affinché di questi fatti siano messi a conoscenza quante più persone possibili. L’appoggio dell’opinione pubblica potrebbe essere determinante in questa losca vicenda.
Da parte nostra vi assicuriamo che non ci faremo intimidire, e continueremo con forza a fornirvi un informazione libera e indipendente.
Peschiera Borromeo, 29 settembre 2010
7giorni – il giornale gratuito del sud est Milano
Il comitato di Redazione
Siamo certi e confidiamo, che tutto ciò sia frutto di disattenzione, che tutto verrà risolto al più presto nel migliore dei modi.
AVVISO AI LETTORI
Il bieco tentativo di far tacere la stampa locale indipendente
Costituzione della Repubblica Italiana - Art. 21
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…”
Chi ci conosce sa bene che in questi anni, con enormi sacrifici, abbiamo fatto di 7giorni -Il giornale gratuito del sud est Milano (www.7giorni.info) un riferimento nel panorama dell’informazione della zona. Un giornale libero, un giornale che non riceve sovvenzioni statali, un giornale che campa solo attraverso la propria capacità di raccogliere inserzionisti.
Una Redazione Giovane: i due caporedattori insieme superano di poco i 50 anni, la maggioranza dei nostri corrispondenti sono giovani universitari appena laureati, con la passione per il giornalismo. L’editore ha decisamente puntato sui giovani per far crescere 7giorni, lasciando spazio libero alla loro creatività e agli argomenti trattati. Diamo voce a tutti, basta consultare il nostro archivio per rendersene conto. Fare informazione oggi, a livello locale, non è certamente una cosa facile; noi cerchiamo di fare il possibile, il più delle volte con grandi sacrifici, anche l’impossibile.
Il risultato premia la politica di 7giorni, al momento solo con le cifre: 45.000 copie stampate a numero, 28 numeri all’anno, 48 pagine, oltre una ventina i comuni interessati dalle nostre cronache. Ogni anno, chiudere il bilancio in pareggio è un’impresa. Ci arriviamo sempre vicini, ma se non fosse per l’editore che ripiana le perdite, credendo fortemente nel progetto, non saremmo più qua da tempo.
Dopo aver seminato tanto in questi anni, il nostro nome è riconosciuto, e apprezzato in tutto il sud est Milano. Quest’anno forse potrebbe arrivare il momento che tanto aspettavamo, la chiusura in pareggio. Questo significherebbe nuovi investimenti e nuove prospettive per la nostra piccola azienda. Tutto questo però è messo in pericolo da un maldestro tentativo di confondere l’opinione pubblica e di farci tacere.
Un bel giorno, in un caldo pomeriggio di luglio, informandoci sui fatti, del nostro territorio, ci è capitata in mano una copia della Gazzetta del Sud Milano, un’edizione del grandissimo network Netweek (http://www.netweek.it/tiratura.php), controllato dalla società Dmedia Group Spa, quotata in borsa. Il gruppo ha deciso di ristrutturare i suoi giornali. Ha trasferito la cronaca dei Comuni di Peschiera Borromeo, Paullo, Tribiano, Mediglia sulla Gazzetta della Martesana, storico giornale che in questo modo ha ampliato la sua offerta; fin qui, tutto normale. Poi ha chiuso la testata la Gazzetta del Sud Milano e ha creato un nuovo prodotto, dedicando alcune pagine e risorse ai comuni di San Giuliano Milanese e San Donato Milanese. Comuni interessati dalla nostra distribuzione - sono quasi 6000 le copie che distribuiamo in quei comuni e tanti sono i contatti, sia della redazione che dell’ufficio commerciale che abbiamo sviluppato in quella zona nel tempo: ma anche qui tutto normale, la concorrenza fa bene, al mercato e ai lettori.
Quello che è anomalo è il nome della nuova testata, il biglietto da visita nei confronti del pubblico, il nome che identifica una redazione e il suo ufficio commerciale. I grandi manager di Promosport Srl, (la società editrice della Gazzetta del sud Milano) hanno deciso che il nuovo giornale fosse chiamato “Settegiorni sud Milano”.
Capite, noi ci chiamiamo da quasi 10 anni “7giorni” con il “7” e loro la nuova testata l’hanno chiamata “Settegiorni” con il “sette” scritto per esteso. Per onore del vero dobbiamo anche dire che al nord di Milano il gruppo edita un giornale che si chiama “Settegiorni” da tempi non sospetti, ma certamente le aree di influenza sono differenziate. è come se la nostra azienda andasse nel Nord Milano e si mettesse a fare un giornale con il nome “7giorni”: creerebbe confusione sia negli interlocutori delle cronache, che nei potenziali clienti inserzionisti. Inducendo molti clienti all’errore.
Abbiamo anche scritto a questi signori, ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Non conosciamo i motivi della loro decisione, vogliamo poter credere che sia stato fatto in buona fede, senza pensare alle ripercussioni.
Come se non bastasse, questa operazione ha coinciso con un vero e proprio attacco da alcuni personaggi politici al nostro giornale, che ci accusano di non dare spazio ai loro comunicati stampa. Una campagna di veleni orchestrata ad arte, che è arrivata a insinuare che la società editrice di “7giorni” abbia vinto delle gare pubbliche di appalto per la fornitura di prodotti e servizi in modo illecito. La verità è che quei signori vorrebbero aver sempre uno spazio sul nostro periodico, per perseguire i loro scopi politici. La redazione però decide in autonomia quali sono le notizie che potrebbero interessare ai propri lettori e non accetta pressioni da nessuno, neanche dai poteri forti. I lettori questo lo sanno e lo apprezzano.
Naturalmente, le notizie che questi politici hanno messo in circolazione sono false e/o completamente distorte. Non mancheremo di provarlo ovunque se ne presenterà l’occasione. All’occorrenza anche in Tribunale.
Vogliamo altresì credere che fra le due questioni non ci sia nessuna relazione, nessun disegno a tavolino, ma solo coincidenze casuali.
Il dubbio però rimane.
Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di tutelare la nostra testata; sicuramente le nostre risorse sono una goccia, rispetto alle possibilità di una Società quotata in borsa, ma cercheremo di fare il possibile per difendere i nostri diritti e la nostra reputazione.
Quello che chiediamo a voi che state leggendo questa nota è di condividerla, con i vostri amici, affinché di questi fatti siano messi a conoscenza quante più persone possibili. L’appoggio dell’opinione pubblica potrebbe essere determinante in questa losca vicenda.
Da parte nostra vi assicuriamo che non ci faremo intimidire, e continueremo con forza a fornirvi un informazione libera e indipendente.
Peschiera Borromeo, 29 settembre 2010
7giorni – il giornale gratuito del sud est Milano
Il comitato di Redazione
mercoledì 10 novembre 2010
SANTA MONICA La casa dei sogni si trasforma in un incubo
Proprio la casa dei sogni, quella tanto decantata, che che ha costruito tante ricchezze economiche. Quella che quando osteggiata, è stata ancor di più sostenuta.
Usata in campagna elettorale costruendo fortune politiche, dimenticata ed abbandonata a se stessa subito dopo. Quella Passata di mano in mano senza che nessuno dicesse nulla e si guardava bene dal fare.
La stessa che una mano dava e l'altra la nascondeva. Si proprio quella nata gia predestinata, per essere il purgatorio e l'inferno i poveri diavoli predestinati.
Poveri diavoli che han pagato e forse pagheranno. Ma pagherà? chi ha costruito, sostenuto, osannato, ideato o pianificato il PROGETTO DI UN INFERNO
Usata in campagna elettorale costruendo fortune politiche, dimenticata ed abbandonata a se stessa subito dopo. Quella Passata di mano in mano senza che nessuno dicesse nulla e si guardava bene dal fare.
La stessa che una mano dava e l'altra la nascondeva. Si proprio quella nata gia predestinata, per essere il purgatorio e l'inferno i poveri diavoli predestinati.
Poveri diavoli che han pagato e forse pagheranno. Ma pagherà? chi ha costruito, sostenuto, osannato, ideato o pianificato il PROGETTO DI UN INFERNO
VISTA BOX? 1850 euro al metro quadro, un sogno inrealizzabile?
se segui il link vedrai il progeto, ascolta il suono introduttivo....premonitore?
ARTICOLO DEL GIORNO SU SANTA MONICA
LIBERTA' DI SCEGLIERE ..........SEMPRE!
Non condivido il tuo pensiero, le tue idee, il tuo icedere
Ma farò di tutto affinche tu possa esprimerle, manifestarle e perseguirle
Ma farò di tutto affinche tu possa esprimerle, manifestarle e perseguirle
FERMATA AL SAN RAFFAELE
NONOSTANTE UNA MOZIONE APPROVATA ALL'UNANIMITA'
NONOSTANTE IN COMMISSIONE IL SINDACO AVEVA ASSICURATO LA SULUZIONE
NONOSTANTE IL BENESTARE DEL SAN RAFFAELE
LA FERMATA ANCORA NON C'E'
DAL FOLIO Insieme per Segrate vuole andare fino in fondo. Per questo venerdì mattina i referenti della lista civica nata dalla fusione di Aria Nuova e Segrate Domani, sono scesi al capolinea di Milano 2 del Pollicino per ribadire ancora una volta l’assoluta necessità che la navetta della linea Atm 923 torni a girare all’interno del San Raffaele evitando così una camminata di 500 metri ad anziani e disabili.
«Il benestare dell’ospedale c’è già da tre mesi, così come l’indirizzo unanime del consiglio comunale» spiega Paola Monti, capogruppo della civica, «per questo non comprendiamo l’attuale situazione di stallo».
domenica 7 novembre 2010
MOZIONE TRAMISSIONE VIDEO INTEGRALE DEI CONSIGLI COMUNALI
Segrate, 20 ottobre 2010
Al Sindaco di Segrate, sig. Adriano Alessandrini
Al Presidente del Consiglio Comunale, sig. Luciano Zucconi
Oggetto: Trasmissione in diretta (streaming) ed archivio audio/video dei Consigli Comunali e
delle commissioni sul sito internet del comune
Ai sensi del T.U. sulle autonomie locali, dello Statuto comunale e dell’art. 47 del vigente Regolamento
del Consiglio Comunale viene presentata la seguente
MOZIONE
Da iscrivere all’ordine del giorno della prima seduta di Consiglio Comunale dedicata ad interrogazioni e
mozioni
PREMESSO CHE
· Il Consiglio Comunale e la sua trasparenza sono un momento fondamentale ed essenziale per la
vita della città
· Tutte le forze politiche individuano nella partecipazione e nella corretta informazione della
cittadinanza la forma più alta di democrazia.
· Tutti gli eventi ludici, culturali e ricreativi vengono efficacemente pubblicizzati dall’Amministrazione
Comunale sulla stampa locale e sul sito del Comune.
E CONSIDERATO CHE
· Tutte le forze politiche hanno più volte espresso la necessità di una corretta informazione quale
strumento essenziale per un serio ed equilibrato confronto politico e enfatizzando l’importanza della
trasparenza nella comunicazione alla cittadinanza.
· Spesso le forze politiche di maggioranza come di opposizione hanno denunciato la difficoltà per i
cittadini di reperire informazioni corrette e complete per operare valutazioni personali senza
condizionamenti esterni.
PRESO ATTO CHE
· i nuovi strumenti tecnologici consentono ormai il raggiungimento dell’obbiettivo della massima
trasparenza ed informazione della cittadinanza
· il Comune di Segrate si è fornito da tempo delle tecnologie necessarie per perseguire questo
importante obbiettivo, investendo soldi pubblici.
· da tempo sul sito del comune esistono due mezzi (televisione e radio) che hanno proprio la
funzione di offrire questo servizio.
TUTTO CIO’ PREMESSO
Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta
1. A trasmettere integralmente ed in diretta sia sulla web-TV che sulla web-radio del Comune le
sedute del Consiglio Comunale
2. A trasmettere integralmente ed in diretta sia sulla web-TV che sulla web-radio del Comune le
sedute delle commissioni consiliari.
3. A creare, sul sito del Comune, un archivio video e audio delle sedute del Consiglio Comunale e
delle sedute delle commissioni.
4. A informare tutti i cittadini delle convocazioni delle sedute del Consiglio, con relativo Ordine del
Giorno, tramite gli organi di stampa locale.
sabato 6 novembre 2010
ARIZZI BENVENUTO FRA NOI
ARIZZI BENVENUTO FRA NOI
Ci associamo alla richiesta fatta dal dirigente della lega Arizzi, in merito alla più attenzione e dignità che il quartiere di Novero dovrebbe avere e merita. Siamo felici che anche lui si unisca a noi, che in questo impegno siamo attivi da anni e di denunce, proposte e soluzioni ottenute, orgogliosamente andiamo fieri.
Ci stupisce, che un esponente della maggioranza (passata e presente), sia “ costretto" a portare tali denuncie all ’ attenzione dei giornali e non nelle riunioni del suo partito e della maggioranza.
Può darsi che la Lega non abbia ne la forza ne il peso, per chiedere alla maggioranza di cui fa parte, il rispetto degli impegni presi nel programma elettorale, oppure che sia sempre attivo (come si legge fra le righe della lettera) il duro scontro fra Lega e Pdl.
Altrimenti possiamo solo pensare ad una guerra intestina alla Lega; o che il Dirigente della Lega sia costretto a rivolgere le sue denunce ai giornali, per l ’ inesistente peso ed ascolto che ha all ’ interno del suo partito, partito che il problema denunciato potrebbe risolverlo subito, con il suo Assessore e Vice Sindaco.
Siamo comunque contenti di non essere più i soli, ormai da anni a chiedere, rispetto e dignità per il nostro Quartiere ed i suoi Residenti. Anche se senza peso, vorremmo comunque dare il benvenuto fra noi, al dirigente della Lega Arizzi.
Segrate felice
L'articolo
venerdì 5 novembre 2010
MAMMOGRAFIA PREVENTIVA GRATUITA
UNA BELLISSIMA INIZIATIVA IN FAVORE DELLA
SENSILIBIZZAZIONE ALLA PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO
SOSTENIAMO, il fattivo impegno dell'Amministrazione, verso
questa importante campagna di prevenzione.
Ci permettiamo di aggiungere l'unica parola possibile,
rivolta alle dipendenti comunali,
GRAZIE.
per un progetto di prevenzione del tumore al senoMammografiamoci! Questo è il messaggio che alcune dipendenti del Comune di Segrate hanno lanciato alle donne del territorio di età compresa tra i 40 e i 49 anni (circa 3000) per invitarle a sottoporsi a una mammografia preventiva. Le dipendenti del Comune, non hanno però lanciato un semplice messaggio verbale, ma si sono prestate per una particolare e interessante iniziativa: hanno infatti posato con il seno coperto dalle sole mani per la campagna di sensibilizzazione che rientra in un progetto finanziato dal Ministero della Salute e dal Comune di Segrate, dal titolo “Prevenzione secondaria del cancro mammario: studio osservazionale di fattibilità di un programma oersonalizzato nelle donne 40-49enni” (scarica qui la brichure informativa).
Grazie a questo progetto, infatti, le donne di età compresa tra i 40 e i 49 anni potranno sottoporsi gratuitamente agli esami preventivi, grazie a un’iniziativa promossa dal Ministero della Salute, dall’Ospedale San Raffaele, dal Comune di Segrate e approvata dall’Asl Milano2.
Come ha spiegato Alessandro Del Maschio, Primario del Dipartimento di Radiologia del San Raffaele e responsabile del progetto, “il programma ha l’obiettivo di valutare la fattibilità, l’efficacia e i costi di un programma di diagnosi precoce, innovativo e personalizzato”.
Lo screening, infatti, prevede oltre alla mammografia, esami come l’ecografia o la risonanza magnetica, molto costosi non solo dal punto di vista economico, ma anche organizzativo e per questo normalmente non utilizzati nei programmi di prevenzione.
In occasione della settimana che l’AIRC dedica alla prevenzione, le prime 70 donne segratesi riceveranno un invito personale con giorno e ora dell’esame mammografico, mentre entro un anno tutte le 3000 donne di età compresa tra i 40 e i 49 anni saranno invitate a sottoporsi alla mammografia preventiva gratuita.
“Si tratta di un progetto che dà concreta attuazione alla mission di Responsabilità Sociale del nostro ente – ha affermato il Sindaco Adriano Alessandrini – l’Amministrazione Comunale, infatti, oltre a perseguire la realizzazione del programma di governo, intende intraprendere azioni e interventi socialmente responsabili: per la nostra comunità locale non facciamo solo quello che dobbiamo ma anche tutto quello che possiamo. In quest’ottica abbiamo deciso di sostenere un progetto importante a tutela della salute delle donne in una fascia d’età di norma non interessata dai programmi nazionali di screening mammografico”.
Il tumore al seno è il tumore più frequente nel sesso femminile: colpisce una donna su dieci e rappresenta il 25% circa di tutti i tumori che colpiscono le donne. Purtroppo è il primo tumore anche in termini di mortalità (17% circa del totale dei decessi neoplastici). Per questo, per sconfiggere questa patologia la diagnosi precoce è determinante indispensabile e ora, grazie a questa lodevole iniziativa, ancora più semplice.
DA-- fuoridalcomune.it
mercoledì 3 novembre 2010
SANTA GIULIA--SANTA MONICA--BOFFALORA--COSA LI ACCOMUNA?
Continuiamo a publicare articoli di giornali,su argomenti che chissà perchè, in qualche modo toccano sempre Segrate
lunedì 1 novembre 2010
SANTA MONICA COME BOFFALORA?
IL SOLE 24 ORE
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Norme%20e%20Tributi/2009/casse-previdenza-bilanci/enasarco/2010/10/30/14_A.shtml?uuid=4bdeb0cc-e3e8-11df-a170-a8afd97d3e90&DocRulesView=Libero
Su Vegagest il faro dei Pm Sabato 30 Ottobre 2010 Buca, cavità, fenditura, fossa, voragine. O meglio voragini. Perché in questa storia ce ne sono svariate, di voragini. Voragini contabili, voragini nel centro di Milano e a Segrate. A scoprire chi le ha scavate sarà la Procura della Repubblica di Milano che ha aperto un'inchiesta coordinata dal Pm Gaetano Ruta e sviluppata dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf. All'attenzione degli inquirenti sono finiti due mega progetti immobiliari: uno a Segrate (Milano Santa Monica), l'altro in via Adda a Milano (MiLuce). Due iniziative firmate da Vegagest immobiliare Sgr e da due suoi fondi immobiliari riservati (Aster e Calatrava). Vegagest è la società di gestione del risparmio i cui azionisti di maggioranza sono (al 30,52%) la Cassa di risparmio di Ferrara, la Cassa di risparmio di San Miniato (22,51%) e il gruppo Cattolica assicurazioni (16,99%) oltre ad altre banche locali. Il bubbone scoppia prima a Segrate, a Santa Monica, quando, già nel luglio scorso, avrebbero dovuto essere consegnate le prime abitazioni agli acquirenti che avevano già consegnato le caparre. Lavori fermi e case al palo. Sino a quando, sembra su pressione delle stesse banche, viene completato almeno un lotto. Buio pesto invece su MiLuce. L'enorme voragine (documentata nella foto scattata lo scorso mercoledì) che si spalanca di fronte al numero civico 32 di via Pirelli a Milano è recintata dallo scorso aprile. Sul cartello che dà conto della concessione edilizia c'è solo la data inizio lavori: 20 aprile 2009. Non la data di chiusura. Entrambe le maxilottizzazioni dovevano essere finite dalla Polis Engineering, presieduta da Andrea Roma (che è anche il direttore lavori dell'area di via Adda). Roma è pure consigliere delegato della Ic Spa, Industria della Costruzione Spa, società del gruppo Siano, costruttori campani con base a Cernusco sul Naviglio. Furono proprio i Siano a conferire i due terreni ai due fondi Aster e Calatrava di cui sono contestualmente diventati sottoscrittori (o quotisti). In questo modo avrebbero raggiunto due obiettivi: da una parte mantenere il ruolo di sviluppatori delle iniziative, dall'altro affidare a una struttura bancaria il compito di negoziare con le istituzioni locali eventuali varianti in corso d'opera. Ma il legame tra il gruppo Siano, Vegagest e la Cassa di risparmio di Ferrara è di lunga data. Sembra sia stata proprio questa liaison, a provocare il golpe che nell'estate 2009 ha portato alla chiusura del rapporto decennale tra la banca e il suo ex direttore generale Gennaro Murolo. Murolo diede le dimissioni a pochi mesi da un'ispezione di Banca d'Italia e fu sostituito da Giuseppe Grassano, banchiere considerato vicino a Palazzo Koch. È di questi giorni la notizia delle sanzioni erogate da Banca d'Italia a Murolo e agli altri amministratori della banca: dovute proprio a carenze e irregolarità nella gestione dei crediti. Tra questi 140 milioni di affidamenti concessi ai Siano. Un canale di finanziamento quasi a fondo perduto che sembra la reale ragione del l'azzeramento del vecchio management sia della banca, sia della sua Sgr immobililare che ha visto Franco Ciccarello, ex direttore generale di Cattolica immobiliare, insediarsi al posto di Alberto Bollea nella funzione di amministratore. Una curiosità, come già documentato da «Plus24» nell'ottobre 2009 un'altra società della galassia Siano, la Commerfin, era sul punto di emettere un bond da 65 milioni di euro. A sottoscriverlo avrebbe dovuto essere l'Enasarco, l'ente previdenziale degli agenti di commercio. Non se ne fece più nulla. Da sottolineare nella vicenda poi anche le numerose analogie con quanto è già accaduto alla Banca popolare di Intra, laddove proprio Grassano, nel giugno 2006, era stato chiamato a sostituire il direttore generale Giovanni Brumana, esautorato (e poi finito sotto inchiesta) per le disinvolte erogazioni al gruppo Finpart finito in bancarotta.
DA ESTENSE.COM
www.estense.com/a-milano-la-procura-indaga-sui-cantieri-carife-098635.html
A Milano la procura indaga sui cantieri Carife
Nel mirino degli inquirenti i progetti immobiliari firmati Vegagest
Dopo la sanzione di Bankitalia verso i componenti dell’ex cda della Cassa di Risparmio di Ferrara per i rilievi in particolare sui fondi immobiliari Aster e Calatrava dei cantieri di Santa Monica a Segrate Milano, ora un’altra brutta notizia arriva in Corso Giovecca.
La procura di Milano ha aperto un’inchiesta, coordinata dal pm Gaetano Ruta e seguita dal Nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza, su due mega progetti immobiliari: uno a Segrate (Milano Santa Monica), l’altro in via Adda a Milano (MiLuce). Due iniziative firmate da Vegagest immobiliare Sgr e da due suoi fondi immobiliari riservati (Aster e Calatrava). Vegagest è la società di gestione del risparmio la cui azionista di maggioranza è Carife, che ne detiene il 30,52% delle quote.
La notizia arriva dal “Sole 24Ore”, che parla di “voragini contabili”. Nel mirino degli inquirenti sarebbero finiti il caso dei lotti di Segrate, a Santa Monica, quando, già nel luglio scorso, avrebbero dovuto essere consegnate le prime abitazioni agli acquirenti che avevano già consegnato le caparre, ma che invece sono ancora in attesa di essere completati.
Si ricorderà che da Segrate il caso era rimbalzato a Ferrara lo scorso maggio, quando gli assegnatari dell’edilizia convenzionata hanno partecipato a un corteo a Ferrara (vedi foto), davanti alla sede della società di gestione del risparmio fino alla sede di Carife.
Sempre il “Sole” ricorda come “il legame tra il gruppo Siano, Vegagest e la Cassa di risparmio di Ferrara è di lunga data”. “Sembra – continua l’articolo – sia stata proprio questa liaison, a provocare il golpe che nell’estate 2009 ha portato alla chiusura del rapporto decennale tra la banca e il suo ex direttore generale Gennaro Murolo”. Murolo diede le dimissioni a pochi mesi da un’ispezione di Banca d’Italia e fu sostituito da Giuseppe Grassano, banchiere considerato vicino a Palazzo Koch.
E proprio dalla Banca d’Italia era arrivata la sanzione per irregolarità nella gestione dei crediti. Tra questi ci sarebbero 140 milioni di affidamenti concessi ai costruttori dei cantieri milanesi.
“Un canale di finanziamento quasi a fondo perduto – sottolinea il quotidiano di Confindustria – che sembra la reale ragione dell’azzeramento del vecchio management della banca”.
Ci proverà la Procura di Milano a fare chiarezza nella vicenda Siano, il vero nodo che stringe il collo della Cassa di risparmio di Ferrara. Il Sole 24 Ore di ieri, nel suo fascicolo Plus, dà infatti notizia dell'apertura di un'inchiesta coordinata dal pm Gaetano Ruta, lo stesso impegnato nella vicenda della bonifica di Santa Giulia, sui due maxi-cantieri aperti nel Milanese dal gruppo edilizio. Si tratta di Santa Monica, nei pressi di Segrate, e di Miluce, in pieno centro meneghino, in via Adda-via Pirelli, che sono portati avanti dai Siano attraverso i fondi chiusi Aster e Calatrava di Vegagest immobiliare, una partecipata di Carife.
LA NUOVA FERRARA.GEOLOCAL
http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2010/11/01/news/indagine-sui-cantieri-milanesi-di-carife-2644681
Questo incrocio azionario, come noto, si è tradotto in una esposizione della banca ferrarese di 147 milioni nei confronti del gruppo Siano, e quando i lavori hanno rallentato o addirittura si sono fermati, le perdite hanno iniziato a moltiplicarsi. Mentre a Ferrara ancora ci si interroga sui risvolti del coinvolgimento di Carife, sviluppato negli anni della direzione di Gennaro Murolo, a Milano indaga il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza. Risultano in effetti "visite" dei finanzieri in questi mesi a Vegagest immobiliare, per recuperare documentazione, mentre nessuno ha bussato alla porta della banca. Non risultano indagati nè si conoscono i reati ipotizzati dalla Procura milanese, anche se il collegamento con i lavori bloccati a Santa Monica e soprattutto a Miluce, dove al posto di palazzoni c'è al momento una voragine cementata invasa dall'acqua, sembra evidente.
La banca ha in corso cause civili nei confronti dei Siano. Il 14 gennaio 2011, invece, è prevista al tribunale civile di Milano l'udienza a seguito della consulenza tecnica richiesta dagli acquirenti del primo lotto di Santa Monica, che hanno visto sommersi i garage di abitazioni non ancora completate e chiedono i danni. (s.c.)
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Norme%20e%20Tributi/2009/casse-previdenza-bilanci/enasarco/2010/10/30/14_A.shtml?uuid=4bdeb0cc-e3e8-11df-a170-a8afd97d3e90&DocRulesView=Libero
Su Vegagest il faro dei Pm Sabato 30 Ottobre 2010 Buca, cavità, fenditura, fossa, voragine. O meglio voragini. Perché in questa storia ce ne sono svariate, di voragini. Voragini contabili, voragini nel centro di Milano e a Segrate. A scoprire chi le ha scavate sarà la Procura della Repubblica di Milano che ha aperto un'inchiesta coordinata dal Pm Gaetano Ruta e sviluppata dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf. All'attenzione degli inquirenti sono finiti due mega progetti immobiliari: uno a Segrate (Milano Santa Monica), l'altro in via Adda a Milano (MiLuce). Due iniziative firmate da Vegagest immobiliare Sgr e da due suoi fondi immobiliari riservati (Aster e Calatrava). Vegagest è la società di gestione del risparmio i cui azionisti di maggioranza sono (al 30,52%) la Cassa di risparmio di Ferrara, la Cassa di risparmio di San Miniato (22,51%) e il gruppo Cattolica assicurazioni (16,99%) oltre ad altre banche locali. Il bubbone scoppia prima a Segrate, a Santa Monica, quando, già nel luglio scorso, avrebbero dovuto essere consegnate le prime abitazioni agli acquirenti che avevano già consegnato le caparre. Lavori fermi e case al palo. Sino a quando, sembra su pressione delle stesse banche, viene completato almeno un lotto. Buio pesto invece su MiLuce. L'enorme voragine (documentata nella foto scattata lo scorso mercoledì) che si spalanca di fronte al numero civico 32 di via Pirelli a Milano è recintata dallo scorso aprile. Sul cartello che dà conto della concessione edilizia c'è solo la data inizio lavori: 20 aprile 2009. Non la data di chiusura. Entrambe le maxilottizzazioni dovevano essere finite dalla Polis Engineering, presieduta da Andrea Roma (che è anche il direttore lavori dell'area di via Adda). Roma è pure consigliere delegato della Ic Spa, Industria della Costruzione Spa, società del gruppo Siano, costruttori campani con base a Cernusco sul Naviglio. Furono proprio i Siano a conferire i due terreni ai due fondi Aster e Calatrava di cui sono contestualmente diventati sottoscrittori (o quotisti). In questo modo avrebbero raggiunto due obiettivi: da una parte mantenere il ruolo di sviluppatori delle iniziative, dall'altro affidare a una struttura bancaria il compito di negoziare con le istituzioni locali eventuali varianti in corso d'opera. Ma il legame tra il gruppo Siano, Vegagest e la Cassa di risparmio di Ferrara è di lunga data. Sembra sia stata proprio questa liaison, a provocare il golpe che nell'estate 2009 ha portato alla chiusura del rapporto decennale tra la banca e il suo ex direttore generale Gennaro Murolo. Murolo diede le dimissioni a pochi mesi da un'ispezione di Banca d'Italia e fu sostituito da Giuseppe Grassano, banchiere considerato vicino a Palazzo Koch. È di questi giorni la notizia delle sanzioni erogate da Banca d'Italia a Murolo e agli altri amministratori della banca: dovute proprio a carenze e irregolarità nella gestione dei crediti. Tra questi 140 milioni di affidamenti concessi ai Siano. Un canale di finanziamento quasi a fondo perduto che sembra la reale ragione del l'azzeramento del vecchio management sia della banca, sia della sua Sgr immobililare che ha visto Franco Ciccarello, ex direttore generale di Cattolica immobiliare, insediarsi al posto di Alberto Bollea nella funzione di amministratore. Una curiosità, come già documentato da «Plus24» nell'ottobre 2009 un'altra società della galassia Siano, la Commerfin, era sul punto di emettere un bond da 65 milioni di euro. A sottoscriverlo avrebbe dovuto essere l'Enasarco, l'ente previdenziale degli agenti di commercio. Non se ne fece più nulla. Da sottolineare nella vicenda poi anche le numerose analogie con quanto è già accaduto alla Banca popolare di Intra, laddove proprio Grassano, nel giugno 2006, era stato chiamato a sostituire il direttore generale Giovanni Brumana, esautorato (e poi finito sotto inchiesta) per le disinvolte erogazioni al gruppo Finpart finito in bancarotta.
DA ESTENSE.COM
www.estense.com/a-milano-la-procura-indaga-sui-cantieri-carife-098635.html
A Milano la procura indaga sui cantieri Carife
Nel mirino degli inquirenti i progetti immobiliari firmati Vegagest
Dopo la sanzione di Bankitalia verso i componenti dell’ex cda della Cassa di Risparmio di Ferrara per i rilievi in particolare sui fondi immobiliari Aster e Calatrava dei cantieri di Santa Monica a Segrate Milano, ora un’altra brutta notizia arriva in Corso Giovecca.
La procura di Milano ha aperto un’inchiesta, coordinata dal pm Gaetano Ruta e seguita dal Nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza, su due mega progetti immobiliari: uno a Segrate (Milano Santa Monica), l’altro in via Adda a Milano (MiLuce). Due iniziative firmate da Vegagest immobiliare Sgr e da due suoi fondi immobiliari riservati (Aster e Calatrava). Vegagest è la società di gestione del risparmio la cui azionista di maggioranza è Carife, che ne detiene il 30,52% delle quote.
La notizia arriva dal “Sole 24Ore”, che parla di “voragini contabili”. Nel mirino degli inquirenti sarebbero finiti il caso dei lotti di Segrate, a Santa Monica, quando, già nel luglio scorso, avrebbero dovuto essere consegnate le prime abitazioni agli acquirenti che avevano già consegnato le caparre, ma che invece sono ancora in attesa di essere completati.
Si ricorderà che da Segrate il caso era rimbalzato a Ferrara lo scorso maggio, quando gli assegnatari dell’edilizia convenzionata hanno partecipato a un corteo a Ferrara (vedi foto), davanti alla sede della società di gestione del risparmio fino alla sede di Carife.
Sempre il “Sole” ricorda come “il legame tra il gruppo Siano, Vegagest e la Cassa di risparmio di Ferrara è di lunga data”. “Sembra – continua l’articolo – sia stata proprio questa liaison, a provocare il golpe che nell’estate 2009 ha portato alla chiusura del rapporto decennale tra la banca e il suo ex direttore generale Gennaro Murolo”. Murolo diede le dimissioni a pochi mesi da un’ispezione di Banca d’Italia e fu sostituito da Giuseppe Grassano, banchiere considerato vicino a Palazzo Koch.
E proprio dalla Banca d’Italia era arrivata la sanzione per irregolarità nella gestione dei crediti. Tra questi ci sarebbero 140 milioni di affidamenti concessi ai costruttori dei cantieri milanesi.
“Un canale di finanziamento quasi a fondo perduto – sottolinea il quotidiano di Confindustria – che sembra la reale ragione dell’azzeramento del vecchio management della banca”.
Ci proverà la Procura di Milano a fare chiarezza nella vicenda Siano, il vero nodo che stringe il collo della Cassa di risparmio di Ferrara. Il Sole 24 Ore di ieri, nel suo fascicolo Plus, dà infatti notizia dell'apertura di un'inchiesta coordinata dal pm Gaetano Ruta, lo stesso impegnato nella vicenda della bonifica di Santa Giulia, sui due maxi-cantieri aperti nel Milanese dal gruppo edilizio. Si tratta di Santa Monica, nei pressi di Segrate, e di Miluce, in pieno centro meneghino, in via Adda-via Pirelli, che sono portati avanti dai Siano attraverso i fondi chiusi Aster e Calatrava di Vegagest immobiliare, una partecipata di Carife.
LA NUOVA FERRARA.GEOLOCAL
http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2010/11/01/news/indagine-sui-cantieri-milanesi-di-carife-2644681
Questo incrocio azionario, come noto, si è tradotto in una esposizione della banca ferrarese di 147 milioni nei confronti del gruppo Siano, e quando i lavori hanno rallentato o addirittura si sono fermati, le perdite hanno iniziato a moltiplicarsi. Mentre a Ferrara ancora ci si interroga sui risvolti del coinvolgimento di Carife, sviluppato negli anni della direzione di Gennaro Murolo, a Milano indaga il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza. Risultano in effetti "visite" dei finanzieri in questi mesi a Vegagest immobiliare, per recuperare documentazione, mentre nessuno ha bussato alla porta della banca. Non risultano indagati nè si conoscono i reati ipotizzati dalla Procura milanese, anche se il collegamento con i lavori bloccati a Santa Monica e soprattutto a Miluce, dove al posto di palazzoni c'è al momento una voragine cementata invasa dall'acqua, sembra evidente.
La banca ha in corso cause civili nei confronti dei Siano. Il 14 gennaio 2011, invece, è prevista al tribunale civile di Milano l'udienza a seguito della consulenza tecnica richiesta dagli acquirenti del primo lotto di Santa Monica, che hanno visto sommersi i garage di abitazioni non ancora completate e chiedono i danni. (s.c.)
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