copyright © riproduzione riservata

Tutte le foto e i filmati pubblicati sono soggetti a copyright © riproduzione riservata
per l'utilizzo chiedere l'autorizzazione preventiva all'amministrazione del blog

Pagine

martedì 1 dicembre 2009

MA FORMIGONI IL CONTO NON LO PAGA MAI?

MA FORMIGONI IL CONTO NON LO PAGA MAI?

 

30-11-2009 by Mario De Gasperi 

Con tutto quello che sta uscendo su Grossi, le sue bonifiche, vere o presunte, la 'ndrangheta e chissà cos'altro ancora, è possibile che nessuno chieda le dimissioni di Formigoni?

Già così, solo per ciò che è emerso finora, questo è probabilmente il più grande scandalo politico affaristico milanese dalla liberazione a oggi. Lo è per le dimensioni della truffa e più ancora per il disprezzo verso i cittadini e le comunità locali che lascia trasparire.

E non c'è un solo politico che abbia il buon gusto di dire una parola. Questa mancanza di buon gusto, scusate, mi disgusta!

Qui non si tratta di fare processi anticipati. Ci sono intercettazioni, accuse precise, soldi che girano, prestiti e regali. Molti bonifici e poche bonifiche! E in mezzo a tutto questo Formigoni sta costruendo sul velluto la sua ennesima candidatura alla presidenza regionale. Nemmeno lui ne parla, come se la cosa non lo riguardasse, come se gli fosse del tutto estranea, come se non si fosse mai occupato di bonifiche. Come se non sapesse chi sia Grossi e non leggesse nemmeno i giornali.

Si va avanti tranquillamente, come se niente fosse. A Pioltello si approva un'integrazione all'accordo di programma nonostante sia pendente un ricorso al TAR in cui una multinazionale sostiene, conti alla mano, che il costo della bonifica (a farla sul serio) sia un terzo (40/50 milioni) di quanto è stato riconosciuto a Grossi (120 milioni). Si dà il via all'ennesimo centro commerciale e non si capisce bene in cambio di che cosa.

Siamo per la soluzione politica delle questioni, non ci piace che i problemi debbano essere risolti per via giudiziaria. Ma scusate: qui dove sta la politica? Si è capito bene di cosa stiamo parlando? Sono riusciti a rendere conveniente l'inquinamento dei terreni: da problema pubblico le bonifiche sono diventate un'opportunità speculativa per i privati. C'è almeno qualcuno che si sta domandando se sia giunto il momento di cambiare sistema? Bonifiche in cambio di volumetrie: è qui l'origine del dolo. Sembra lo scambio perfetto e invece è il peggiore degli scambi ineguali, perché spalanca le porte alla corruzione e provoca un tragico allentamento dei controlli. Oggi le bonifiche, se va bene, sono un volano per la speculazione immobiliare: si pagano in diritti edificatori e, siccome questi sembra non costino nulla, se ne concedono in quantità esorbitanti e per progetti insensati. Regione e comuni si fanno belli davanti ai cittadini: "abbiamo trovato chi bonifica". Invece si nascondono problemi e rifiuti, creando le premesse per nuove emergenze. Si crea denaro dal nulla che poi, in qualche modo, torna buono anche per finanziare le campagne elettorali. La signora Gariboldi sembra che non fosse così ingenua come dava a vedere. E forse suo marito non frequentava Grossi solo per la caccia.

Se si vogliono fare le bonifiche a costo zero, cioè finanziandole in conto oneri attraverso operazioni immobiliari, bisogna per lo meno bonificare la componente umana della trafila e riorganizzare i procedimenti. Siamo su un terreno scivoloso, perché ci sono in ballo un sacco di soldi. E allora i conti vanno fatti per bene, non tra Natale e capodanno quando gli uffici sono a mezzo servizio, come nel caso di Pioltello. Bisogna poi decidere con oculatezza che cosa costruire, perché rimuovere i rifiuti (nel migliore dei casi) e metterci al loro posto un ecomostro non è una grande soluzione. Ma poi, scusate, perché non si fanno più gare a evidenza pubblica? Ripartiamo almeno dal presupposto che le aree da ripulire sono delle opportunità per il territorio e vediamo se ci sono operatori con idee degne di una città metropolitana. Il socio del re delle bonifiche lo hanno già messo in disparte le banche, dopo avergli dato un fiume di denaro. La premiata ditta Grossi & Zunino non era poi così efficiente. Probabilmente si poteva trovare di meglio, anche nello sgangherato panorama milanese. Se si vuole davvero bonificare un'area non bisogna andare col cappello in mano da speculatori immobiliari o finanziari, ma bisogna coinvolgere un costruttore puro, un imprenditore vero, che faccia sull'area un vero e proprio piano industriale e non un piano di valorizzazione immobiliare destinato ai saliscendi della borsa.

La scarsità di aree strategiche nella cintura milanese può compensare largamente i pur alti costi per le opere di bonifica. Certo, se si continua a offrire alla speculazione fondiaria territorio in abbondanza e a buon mercato, svincolando anche le aree a parco, come si sta facendo per il Parco delle Cascine di Pioltello, è naturale che sulle aree che richiedono interventi più costosi gli immobiliaristi pretendano grandi volumetrie, l'aiuto economico degli enti pubblici offrendoci in cambio progetti a buon mercato, banali, ritriti o del tutto fasulli.

Questo accade soprattutto per due ragioni: perché tengono, come si suol dire, il coltello dalla parte del manico (… non bisognava darglielo però) e perché il vantaggio economico marginale sulle aree da bonificare non deve essere inferiore alla rendita che potrebbero trarre costruendo su aree sottratte all'agricoltura o comunque prive di costi di bonifica o esternalità assimilabili. In pratica sono disponibili a realizzare le bonifiche, ma la rendita complessiva che l'area deve assicurare deve essere la stessa che gli operatori avrebbero se non le dovessero fare. Da ultimo, occorrono progetti che abbiano margini di profitto adeguati, ma non straordinari e soprattutto margini non elasticizzabili. Questi devono essere giustamente calcolati al netto dei costi per le bonifiche, i quali, a loro volta non devono essere oggetto di mercanteggiamento, ma definiti una volta per tutte. E ritorniamo dunque al tema delle regole e dei controlli. Se le regole dell'operazione, e quindi anche i margini di profitto, non sono definiti, se si creano delle zone d'ombra, si faranno tante chiacchiere ma poche bonifiche, perché inevitabilmente si finirà col ricadere nelle dinamiche lasche della valorizzazione immobiliare.

I temi dell'ambiente e delle bonifiche hanno a buon diritto riacquistato centralità a Milano e in Lombardia: per le elezioni regionali di questa primavera dobbiamo scegliere un candidato bravo, onesto, competente e competitivo. Perché possa giocarsi le sue chances sarebbe utile cominciare a chiedere il conto a Formigoni.

Mario De Gaspari

 

Bell'articolo di Mario De Gaspari pubblicato su Arcipelago Milano.org

 

giovedì 12 novembre 2009

BONIFICHE ED ARRESTI,IMPLICAZIONI ALTOLOCATE?

Negli articoli si ipotizzano implicazioni e sviluppi inquetanti,con possibili ripercussioni nelle alte sfere della politica regionale e Nazionale. Sembrerebbe che una volta scoperchiato il pentolone molti potrebbero rischiare l'inquisizione,ex ministri ed attuali assessori. Noi che paghiamo di tasca nostra,rimaniamo in attesa, che se colpe e concussioni fossero accertate,non si applicassero solo pene esemplari, ma che si adoperasse quella legge che prevede il sequestro dei beni personali ed il risarcimento del danno subito dalla collettività http://espresso.repubblica.it/dettaglio/affari-troppo-grossi/2113934/8 http://www.ilgiornale.it/milano/bonifiche_pagate_doppio_ma_via_libera_tribunale_fallimentare/10-11-2009/articolo-id=397893-page=0-comments=1 http://www.bergamonews.it/provincia/articolo.php?id=17475

sabato 7 novembre 2009

UN ALTRO SUCCESSO PER I COMITATI SEGRATESI

                                                                          UNA BONIFICA TIRA L'ALTRA 
 
Tempo fa' SEGRATE DO, di cui SEGRATE FELICE è parte attiva e fondatrice, sollevò il pericolo per la popolazione,per la presenza di AMIANTO in alcuni vagoni ferroviari, abbandonati da tempo nelle vicinanze di centri abitati.
 
Alcuni ,sollevarono l'obbiezione, che se pur vicino a Segrate i vagoni erano nel territorio del comune di Milano e quindi non di loro competenza
 
Competenza territoriale? come se le micro particelle cancerogene ,decidessoro in base alla residenza, e non alla vicinanza ed ai venti,da che parte dirigersi e chi far morire.
 
Dopo alcuni tentennamenti, e spinta dalla notizia ripresa dai giornali locali e non, l'Amministrazione Segratese si decise che era necessario un sopraluogo ed effettuò la richiesta alle ferrovie di mettere in sicurezza i vagoni ed asportare l'amianto.
 
Ferrovie ,che dopo alcuni tentennamenti e dinieghi, ammisero la presenza di amianto e si impegnarono ad effettuare la bonifica in tempi brevi.
 
Ora apprendiamo che la bonifica è stata effettuata ed ultimata,con buona pace di chi , pur non essendo nello stesso territorio di competenza .ne subiva la pericolosa presenza,e con il certo riconoscimento verso il nostro comitato, dei cittadini Milanesi che erano completamente ignari del grave pericolo.
 
ORA, dopo la soddisfazione per un altro nostro grande risultato nell'interesse dei cittadini,ci viene da chiederci se sul nostro territorio vi sono ancora pericoli per la salute pubblica e per il territorio.
 
 Pericoli ancora da individuare, Bonifiche programmate ed ancora non effettuate, pericoli dimenticati chissà perché
 
Certo la soddisfazione è grande,questo però non ci farà abbassare la guardia ,in difesa del bene  più caro, la salute dei cittadini e del nostro territorio.
      Procopio Gregorio
 

venerdì 6 novembre 2009

BONIFICHE? NO!!! BONIFICI!!!

Come sempre, riportiamo quanto segnalato, ricordando che è in corso un'indagine della magistratura atta a far luce su intrighi e speculazioni,tutto ciò quindi,dovrà trovar conferme negli atti giudiziari e nelle esemplari punizioni.

Buona lettura

 

TERRITORIO E BONIFICHE. RISPOSTE AD ALCUNE DOMANDE

 

Sempre con la premessa che personalmente sono molto più interessato a ciò che riguarda i metodi di governo del territorio che all'aspetto giudiziario, provo a rispondere sinteticamente e per punti ad alcune domande che mi sono state rivolte sulle posizioni che ho assunto negli articoli recenti.

Punto primo. Penso che i reati legati alla realizzazione delle bonifiche siano una conseguenza, non necessaria, ma purtroppo largamente prevedibile, del combinato tra i dispositivi legislativi in materia di bonifiche, quelli riguardanti l'urbanistica e la cultura politica dei nostri amministratori regionali e locali.

Punto secondo. È almeno dal 2002 che le bonifiche dei terreni hanno cessato di essere  un problema pubblico e sono diventate un'opportunità edilizia e soprattutto finanziaria. Non vorrei esagerare, ma penso di poter affermare che in qualche caso potrebbe essere addirittura conveniente inquinare i terreni.

Punto terzo. Veniamo a Pioltello. Zunino e Grossi avevano capito per tempo che l'opportunità era notevole. Io stesso venni contattato quando era sindaco da Zunino e Grossi, che a quel tempo cercavano di piazzare i mercati generali di Milano (quello che sommariamente viene chiamato l'ortomercato). Cercate di seguirmi: Zunino e Grossi non erano proprietari dell'area dell'ortomercato e non erano nemmeno proprietari dell'area Sisas (a quel tempo già fallita). Ci siamo? Guardate alle dimensione del business. Siamo al risiko: si prendono in un colpo solo una grande area a Milano (cerimoniere il comune di Milano) e una grande area a Pioltello (cerimonieri regione e ministero dell'ambiente). Spesa? Poco più che niente: a Milano c'è da riqualificare e a Pioltello c'è da bonificare. A Milano ci si portano le case e a Pioltello l'ortomercato. I rifiuti di Pioltello si portano in un altro posto ancora. Non si configura nessun reato, ma vi sembra normale che il territorio sia governato in questa maniera? Ovviamente dissi che non era il caso.

Punto terzo. Perché insisto sull'aspetto finanziario. Perché con la finanziarizzazione del mercato immobiliare (cioè con la trasformazione in asset finanziari dei terreni, fondi immobiliari ecc.) l'aspetto finanziario diventa prevalente sull'aspetto urbanistico-edilizio. Ciò che conta è il piano finanziario: si possono far soldi anche senza costruire nulla. Ovviamente sono necessari alcuni presupposti, un sistema di relazioni, un certo dinamismo, una dose di spregiudicatezza, ma si può. Di che cosa abbia effettivamente bisogno il territorio non frega niente a nessuno. Vi pare che serva un altro centro commerciale?

Punto quarto. Vi siete accorti che siamo ormai passati a una nuova generazione di tangenti? È finito il vecchio sistema patriarcale dell'imprenditore che dà soldi al politico, ormai siamo passati a un sistema in cui il politico dà soldi all'imprenditore. Gli stanziamenti regionali e governativi a favore di Grossi sono difficili da catalogare, ma più o meno è così.

Punto quinto. Perché Santa Monica? Guardate, tenendo sempre fermo che guardo poco all'aspetto penale della faccenda, chi sono gli attori in scena. Un fondo immobiliare che promuove la più imponente operazione del milanese (Aster); una finanziaria spesso al centro di importanti operazioni (Sopaf); una società leader nel settore delle bonifiche ambientali (Sadi). Il periodo, tra il 2005 e il 2006, cruciale per il settore immobiliare. Che c'entra la Sadi di Grossi? C'entra perché a quel tempo Grossi non ne era ancora il proprietario. Nell'ottobre del 2005 Sopaf aveva acquista il 26% del pacchetto azionario della società, quotata in borsa, con il dichiarato intento di procedere ad un'OPA entro l'anno. L'OPA in realtà non verrà mai fatta, Sopaf cederà la maggior parte delle azioni a Grossi, mantenendo per sé meno del 3%. È in quel periodo che Sopaf acquista il 33% delle quote del fondo Aster (Siano) per 22 milioni di euro (22 milioni è anche l'ammontare dei fondi neri provenienti dalle bonifiche di Montecity). Un anno dopo quelle quote saranno cedute con una plusvalenza di 10,5 milioni di euro. Paghi due prendi tre!

Punto sesto. Cosa c'entra Pioltello. C'entra perché l'area di Santa Monica è adiacente al parco delle cascine di Pioltello del quale costituiva un unicum agricolo. Siano ha acquistato prima l'area di Segrate poi quella di Pioltello (quasi 1,5 milioni di mq, dalla famiglia Benetton). La vicenda mi è nota perché, come sapete, tutto questo avvenne mentre ero sindaco a Pioltello.

Punto sesto. Il parco delle cascine. All'inizio del mio primo mandato (1997) l'area era in mano al curatore fallimentare per una valutazione di circa 15 miliardi di lire. Quando andò all'asta Benetton e il suo socio la acquistarono, se ricordo bene, per circa 43 miliardi compresi gli oneri accessori. Era chiaro che erano stati un po' buggerati, o forse uno dei due soci aveva buggerato l'altro. Comunque ad un certo punto feci saltare la trattativa perché mi accorsi che in buona sostanza cercavano di scaricare sul comune l'onere del prezzo eccessivo pagato per l'area. Come? Sempre attraverso le volumetrie (tenete presente che si trattava di un'area parco, cioè di un PLIS già istituito con provvedimento regionale). Alla fine i Benetton riuscirono a cedere, ai Siano, credo realizzando una certa plusvalenza. Ora siamo al punto. Si cerca ancora di scaricare sulla collettività il costo pagato per l'area. E sempre attraverso la concessione di diritti edificatori. La barzelletta dello stadio prima, quella dell'università poi, poi chissà ancora quale mirabolante progetto…  E sempre il sindaco di Pioltello nelle vesti di banditore. Tutto questo quando il provvedimento regionale auspicava che Segrate seguisse la strada di Pioltello nell'istituzione del parco. Come è andata lo sapete: hanno cominciato a costruire, proprio a ridosso di Pioltello; le operazioni vanno a rilento a causa della crisi e delle difficoltà d'accesso al credito. Siano è in difficoltà perché ha fatto come Zunino, ha messo in piedi troppe cose e non ha previsto la crisi. E ora sta già cercando un compratore per le aree Galbani di Melzo.

Punto settimo e ultimo. la morale. Tutto questo sconquasso deriva dal pensiero profondo che dal suolo si possa spremere valore fin che si vuole. Si pensa che i comuni possano coniare moneta. Non più attraverso la zecca, che ormai appartiene alla BCE, ma attraverso l'elargizione di volumetrie (qualcuno, più concreto, dice graziosamente "i cubi"). Ma come la moneta in eccesso crea inflazione, così volumetrie in eccesso creano bolle finanziarie. E anche grandi disagi ai cittadini.

 

A presto

Mario de gaspari

martedì 3 novembre 2009

ARRESTATO IL BONIFICATORE -ALCUNE IPOTESI

ARRESTATO

IL BONIFICATORE

ALCUNE IPOTESI

Girando per internet abbiamo trovato questo articolo, che aggiunge nuove ipotesi a l'infinita e squallida storia, tipicamente Italiana.

Noi come sempre non esprimiamo giudizi ,Rimaniamo in attesa fiduciosai e consapevoli, che la giustizia farà il proprio corso e come sempre il proprio dovere.

Siamo altresi certi,che nessun potente è esonerato, dal rispetto delle leggi e della legalità.

Chiediamo solo alla la magistratura di andare fino in fondo, cercando ogni più piccolo collegamento,ogni colpa ed ogni coinvolgimento anche indiretto.

Ma sopratutto chiediamo, che se si accertassero colpe,che la pena sia esemplare e come per i poveri cristi.... CERTA E TUTTA SCONTATA

http://www.arcipelagomilano.org/?author=74

venerdì 30 ottobre 2009

OMICIDI-FURTI-DALLA SERIE-NOI LO AVEVAMO CHIESTO

DALLA SERIE-NOI LO AVEVAMO CHIESTO

Fra le cose che avevamo chiesto, su tutto il territorio, ed in particolare a Novegro,vi era una maggior presenza del presidio delle forze dell'ordine,ma sopratutto una maggior illuminazione ed iniziative atte a far si che i cittadini si riappropriassero del loro territorio,altrimenti destinato ad essere terra di nessuno ed in mano alla criminalità.

La recrudescenza di atti criminali, a Redecesio come a Lavanderie al Villaggio come a Milano Due,non è solo frutto del deterioramento della cultura del vivere civile e del rispetto, generalizzata in tutta la Società.
A Segrate in particolare, è frutto di scelte e di una politica sbagliata e miope,

Scelte, che non sono mai state a favore e a sostegno dei negozi di vicinato, che tanto fanno e tanto possono fare, nel presidiare e rivitalizzare il territorio ed i quartieri.
Anzi le scelte fatte,vanno proprio contro questa importante categoria,li destineranno ad una lenta ed inesorabile chiusura,svuotando cosi il territorio, rendendolo vuoto,tetro una vera e propria città dormitorio

Scelte e spese di puro lifting, non privilegiando invece nella scelta delle priorità,quegli interventi atti a rendere il vivere comune e privato, più sicuro e partecipato.
Scelte edfificatorie,nel costruire interi nuovi quartieri, completamente staccati da quelli già preesistenti,enclavi assestanti in una città già di persè mai stata unita.

Questa scelta, genererà un enorme dispendio di forze e soldi, per creare un minimo di presidio,costerà un'enormità alla collettività nel dare ad ogni quartiere quei servizi essenziali come trasporti,scuole,forza pubblica e cosi via.

Forza pubblica, che nonostante la carenza di mezzi fa il possibile e l'impossibile per garantire la sicurezza ed il presidio del territorio,forza pubblica a cui bisognerebbe dare più mezzi e più attenzione,più possibilità di operare al meglio.

Ora gli ultimi fatti criminosi successi , a Milano due costerà a quei cittadini (di tasca loro) un bel po' di soldini,lo stesso dicasi per San Felice,
al Villaggio a Redecesio a Lavanderie, la gente ha paura non solo a girare di sera, ma addirittura all'interno delle proprie case, sempre più soggette a furti e scassinamenti.
A Novegro i cittadini parlano di intimidazioni,paura ed non ultimo, un omicidio sulla pista ciclabile quando la notte ancora è lontana.

Ci vuole quindi un cambiamento radicale, nell'indirizzo e nelle scelte politiche del territorio e della spesa, scelte che non siano di puro lifting ma atte a razionalizzare ed ottimizzare gli interventi e la spesa, ma sopra tutto ad individuare le vere priorità e necessità (quelle dei cittadini) che debbono indirizzare gli interventi dell'Amministrazione.

Procopio Gregorio Andrea

martedì 20 ottobre 2009

ARRESTATO IL BONIFICATORE DI SANTA GIULIA E SISAS

Arrestato il bonificatore dell'area ex Sisas di Pioltello – Rodano

Nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sulla bonifica dell'area ex industriale Montecity-Santa Giulia,  è stato arrestato l'imprenditore Giuseppe Grossi a capo della Sadi, impresa di bonifiche ambientali per aree ex industriali, accusato di appropriazione indebita e frode fiscale. Insieme a Grossi sono stati arrestati Rosanna Gariboldi, assessore a Pavia e moglie del parlamentare del Pdl Giancarlo Abelli, con l'accusa di riciclaggio e tre collaboratori di Grossi. Nel febbraio scorso erano già stati stati arrestati l'avvocato svizzero Fabrizio Pessina e due ex appartenenti alla Guardia di Finanza, accusati di aver creato fondi neri gonfiando i costi di bonifica dell'area (Fonte: Corriere della Sera).

Giuseppe Grossi è attualmente impegnato nella bonifica dell'area ex Sisas di Pioltello – Rodano con la sua società TR ESTATE DUE S.r.l., dopo il "divorzio" dall'altro imprenditore interessato all'area  Luigi Zunino, sull'orlo del fallimento.

venerdì 16 ottobre 2009

LA BREBEMI E' UN AFFARE RISERVATO O INTERESSERA' TUTTA SEGRATE?

SOTTO TRASCRIVIAMO LARTICOLO PRELEVATO

DAL SITO DELLA PARROCCHIA DI SAN FELICE


  GLI OBBIETTIVI ASSEGNATI ALLA STESSA ERANO PRECISI E PUNTUALI, SONO STATI PERSEGUITI CON LA MASSIMA COERENZA ED IMPEGNO?

DAI DATI IN NOSTRO POSSESSO (documenti cal) E DA QUANTO DICHIARATO DAL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CIRCOSCRIZIONALE, SEMBRA CHE L'UNICA STRADA PERCORSA ,SIA LA DELOCALIZZAZONE E NON LA GALLERIA  PERCHE'?

LA BREBEMI E' UN ARGOMENTO RISERVATO SOLA A DUE SPECIFICI QUARTIERI O AVRA CONSEGUENZE SU TUTTA SEGRATE

LO SAPREMO IL GIORNO DELL'ASSEMBLEA PUBBLICA

DAL PRESIDENTE DELLA CIRCOSCRIZIONE: Come già comunicato, il giorno 8 settembre la nostra delegazione Brebemi si era incontrata con l'amministratore delegato di Concessionaria Autostrade Lombarde che, dopo serrata discussione, aveva proposto di portare in trincea il tratto di Brebemi che costeggia San Felice e di trasferire l'intero abitato di Tregarezzo in Segrate centro in un'area vicina al Village.
I nostri rappresentanti fecero allora presente di poter dare una risposta solo dopo aver ricevuto un progetto dettagliato da portare all'approvazione di una assemblea pubblica. C.A.L. si era impegnata a fornire il progetto entro un mese circa e in questi giorni  'incontro ci e' stato fissato per mercoledì 21 ottobre.
Subito dopo, la circoscrizione indirà una assemblea pubblica per sottoporre il progetto al giudizio dei cittadini.

 

 


Giovedì 22 ottobre il Consiglio di Circoscrizione si riunirà per fare il punto sulla pratica Brebemi dopo l'incontro con Cal e per esaminare il progetto relativo al Segreen Business Park (ex 3M) che sta sorgendo oltre il confine nord di San Felice. Vedi immagini 

  QUELLA COMMISSIONE DA NOI FORTEMENTE VOLUTA STA OPRERANDO NEL MIGLIORE DEI MODI?

giovedì 15 ottobre 2009

UN UNICO MANDATO UN UNICO OBBIETTVO -LA GALLERIA

Questo è uno stralcio del messaggio che Daniela,membro del comitato di Tregarezzo e facente parte di Segrate Domani, ci ha inviato.

CIAO A TUTTI

 

VOLEVO COMUNICARE CHE, OGGI 14 OTTOBRE 2009, IL SIG. SINDACO CON I COMPONENTI DELLA PROVINCIA

SI SONO PRESENTATI NEL NOSTRO QUARTIERE PER STUDIARE UN SOLUZIONE PER LA MESSA IN SICUREZZA

DEL TRANSITO DELLA VIABILITA' ESTERNA E SOPRATTUTTO INTERNA (CONTROVIALE).

 

LA PROVINCIA CI HA COMUNICATO CHE DOMATTINA AVREBBE FATTO LE FOTOGRAFIE, RIMOSSO I CARTELLI, E

MULTATO PER NON AVER CHIESTO IL PERMESSO DI ESPOSIZION E DEGLI STESSI CON POSSIBILITA' DI DENUNCIA.

 

IL SIG. SINDACO E LA PROVINCIA SI SONO IMPEGNATI IN TEMPI BREVI DI ATTUARE QUANTO CONVENUTO PER LA RISOLUZIONE PROBLEMA VIABILITA' (NON LA BRE.BE.MI LI E' UN ALTRO CAPITOLO)

 

Un Messaggio che ha in se contenuti e significati inquietanti che meritano riflessioni e risposte.

La domanda

1) Come mai dopo qualche mese che i cartelli sono li esposti, si svegliano proprio adesso a fare multe e denunce,a minacciare pesantemente i cittadini,ad intimidire i residenti di Tregarezzo che hanno tutto il diritto di difendere le loro case ed i loro diritti?

 

2)Come mai i cartelli sulla cassanese,esposti a suo tempo contro l'inquinamento,ed alcuni anche sulla recinzione della caserma dei carabinieri,sono rimasti li per anni senza minacce ed intimidazioni.

Come mai proprio di fronte alla stessa caserma, vi è uno striscione contro il sorvolo degli aerei,in bella vista, ed impunito?

 

FORSE PERCHE' IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA Dott. PODESTA,che fra l'altro detiene la delega sulla BREBEMI deve venire a vedere con i propri occhi,.

Qualcuno non farebbe una bella figura con i cartelli esposti?

Quel qualcuno,che in anni di studi ed osservazioni sul progetto Brebemi,si è completamente disinteressato del suo territorio,impegnato in più importanti facende? La Percassi soluzione?

 

3) Come mai,fior fiori di tecnici della Provincia,si scomodano a fare sopraluoghi per un controviale,progettando chissà quali migliorie e soluzioni tecniche. facendosi accompagnare da altri super tecnici comunali con in testa il Sindaco.

Per un dosso? Due cestini? Un marciapiedino già sottoposto ad esproprio? E' CHI CI CREDE !!!

 

Ma se anche fosse vero

4) Come mai la Provincia o il Comune investono e spendono soldi pubblici e dell'intera collettività,per rifare un controviale dimenticato da sempre,a qualche mese dalla sua stessa distruzione per l'arrivo della brebemi,e quindi l'intero stravolgimento della Rivoltana. E CHI CI CREDE !!!

NON SI CONFIGUREREBBE UN MANCATA PROGRAMMAZIONE CON CONSEGUENTE DANNO ERARIALE?

 

LA VERITA? E' CHE QUEI CARTELLI FACEVANO CATTIVA PUBLICITA' A CHI SE NE FREGATO DEGLI INTERESSI DEL SUO TERRITORIO,QUESTO  E' IL VERO MOTIVO E BASTA!!!

 

ULTIMA DOMANDA

 

5)       Come mai la CAL giorno 8 ottobre '09 doveva consegnare un progetto con relative proposte e non è ancora visionabile dai cittadini? SI DICE IN GIRO CHE OGGI SIA ARRIVATO IN CISCOSRIZIONE,SARA' VERO?

 

SI DICE che la Cal il 21 ottobre incontrerà i residenti di Tregarezzo, per far chè? Per fargli una proposta senza che i cittadini abbiano potuto visionarla e discuterla prima?

Per illustrare solo a loro il progetto come se non interessasse tutta Segrate?

 

TANTE DOMANDE UNA UNICA SOLA RISPOSTA    VOGLIAMO LA GALLERIA

 

PERCHE' LA COMMISSIONE CIRCOSCRIZIONALE HA AVUTO DAI CITTADINI UN UNICO MANDATO    TRATTARE SOLO PER LA GALLERIA NULL'ALTRO

PERCHE' ILCONSIGLIO COMUNALE CREANDO LA COMMISSIONE CONSILIARE ALL'UNANIMITA' A DATO AL SINDACO E A QUELLA COMMISSIONE

UN UNICO MANDATO ED UN UNICO OBBIETTIVO LA GALLERIA

 

Procopio Gregorio andrea

martedì 29 settembre 2009

RICOSTRUZIONE..FRA SLOGAN E REALTA'..SULLA PELLE DI CHI SOFFRE

Divulgare... E' un dovere morale e civile!

Il miglior presidente del Consiglio che l´Italia abbia mai avuto negli ultimi 150 anni va ripetendo in giro che la consegna di 47 chalet a 200 dei trentamila sfollati per il terremoto d´Abruzzo dopo appena 162 giorni rappresenta "il cantiere più grande del mondo ", nonche l´opera di ricostruzione più rapida e imponente della storia dell´umanità.

Anche meglio della muraglia cinese e della piramide di Cheope. Non parliamo poi della bonifica delle paludi pontine e della battaglia del grano, che gli fanno un baffo.

A tenergli bordone c´è l´eccellentissimo Guido Bertolaso, il gran ciambellano della Protezione civile nonché "uomo della Provvidenza" che tutto il mondo ci invidia perché senza di lui non sapremmo
proprio come fare: anche lui si loda e si imbroda a proposito della ricostruzione più rapida e imponente eccetera.

La stampa al seguito registra e rilancia.

Peccato che non sia più in vita Indro Montanelli, che dopo il terribile sisma del 1980 in Campania e Basilicata, raccolse tra i lettori del suo Giornale (quello vero, non la tetra parodia oggi in edicola) un bel po´ di quattrini e consegnò ai terremotati di Castelnuovo di Conza un intero villaggio di nuove case, il "Villaggio Il Giornale ", inaugurato insieme all´allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, 170 giorni dopo il sisma.

Cioè soli 8 giorni dopo l´attuale ricostruzione più imponente e più rapida eccetera. Ma ci fu anche chi arrivò molto prima: lo staff di Giuseppe Zamberletti, democristiano lombardo concreto ed efficiente, che
senza essere sottosegretario a nulla, ma in veste di commissario straordinario di governo, mise a frutto l´esperienza maturata nel 1976 in Friuli e riuscì a consegnare 150 chalet (identici ai 45 inaugurati
ieri dal premier, anche se a pagarli è stata la provincia autonoma di Trento, governata da Lorenzo Dellai, centrosinistra) alla popolazione di Ariano Irpino, che aveva appena pianto 300 morti, riuscendo a seppellirli solo tre settimane dopo.

Quando avvenne la consegna? Qualcuno, sentita la premiata ditta B&B, nel senso di Berlusconi &
Bertolaso, dirà: sicuramente non prima di 170 giorni, altrimenti gli annunci del presidente del Consiglio e del capo della Protezione civile sarebbero nient´altro che balle.
E i giornali che le registrano senza batter ciglio sarebbero nient´altro che uffici stampa.

Bene, tenetevi forte: Zamberletti consegnò ad Ariano i primi prefabbricati appena 60 giorni dopo il terremoto e le 150 casette con giardino dopo soli 122 giorni, dando un tetto permanente a 450 persone: la metà dei superstiti.

Cioè impiegò ben 40 giorni in meno della ricostruzione più imponente e rapida eccetera, per fare il triplo del migliore presidente del Consiglio degli ultimi 150 e del capo della Protezione civile che tutto il mondo ci
invidia.

Con tre lievissime differenze, fra il 1980 e oggi.

Primo: il terremoto in Campania e Lucania si estese per quasi due regioni intere, fece 3 mila morti (10 volte quelli d´Abruzzo), 9 mila feriti e 300 mila sfollati.

Secondo: all´epoca la Protezione civile non esisteva: i soccorsi erano coordinati dalla radio della Rai, con le telefonate in diretta degli amministratori e dei cittadini.

Terzo: scalcinata fin che si vuole, l´Italia era ancora una democrazia.

E anche il politico più infame avrebbe esitato un po´, prima di pavoneggiarsi a favore di telecamera su un red carpet di cadaveri.

Divulgate... E' un dovere morale e civile!